Concesso un nuovo titolo al Marchese del Grillo

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Messaggioda Hans Mehr » venerdì 7 febbraio 2003, 22:46

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Ultima modifica di Hans Mehr il sabato 26 aprile 2003, 0:13, modificato 1 volta in totale.
Hans Mehr
 

Messaggioda pierfe » sabato 8 febbraio 2003, 2:04

Baronevalmont ha scritto:Gentile Sig. Tuccimei,

sono anche io molto incuriosito da questa vicenda e mi piacerebbe molto sentire l'opinione del prof. degli Uberti in proposito.
Tra l'altro, il Marchese Aldo Pezzana Capranica del Grillo è Vicepresidente del Collegio Araldico, una tra le istituzioni più considerate nel mondo dell'araldica.
Allora, come è la questione? C'è (Dio non voglia!) qualcosa di "irregolare"?
Voglio pensare che non sia così...tuttavia un noto politico ebbe a dire che a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca sempre...
Ringrazio tutti coloro che potranno chiarire i miei dubbi.

Baronevalmont


Per prima cosa ci tengo a sottolineare che il prof. Aldo Pezzana è un noto giurista particolarmente esperto in diritto nobiliare, fu anche Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, ovviamente è una persona inneccepibile la cui serietà è fuori discussione.
Nelle relazioni pubbliche, negli ambienti ufficiali di Stato e le volte che l'ho incontrato egli si presenta come Aldo Pezzana.
Il mio commento è rivolto a tutti i lettori del forum e desidero dirvi che è importante che quando esaminate una fonte andiate a leggere i principi alla quale la fonte si ispira tenendoli poi bene in mente.
Il prof. Aldo Pezzana usa il cognome Pezzana Capranica del Grillo - negli ambienti nobiliari cavallereschi italiani - perchè ritiene valida la concessione ottenuta da Umberto II che si richiama all'antica surrogazione romana (fra l'altro abolita durante il Regno d'Italia), in quanto la famiglia della moglie che è Capranica del Grillo Scarlatti è estinta nei maschi e per la surrogazione il marito dell'ultima della famiglia ne avrebbe assunto sia l'arma, che il titolo ed il cognome. Se fate un'indagine storica sui cognomi delle famiglie dei principi romani scoprirete che più volte le famiglie principesche romane nel corso dei secoli si sono estinte nei maschi, e l'ultima delle femmine portava al marito il proprio cognome, il titolo, lo stemma e ... il patrimonio (oggi questo ovviamente non è più possibile).
Il Collegio Araldico è una meritoria istituzione - mi permetto un inciso di precisazione - che un secolo fa nel 1903 pubblicò il primo numero della sua rivista e dal 1910 iniziò a pubblicare il "Libro d'Oro della Nobiltà Italiana" (che in seguito durante la monarchia si dovette chiamare "Libro della Nobiltà Italiana" - per non creare confusione con l'ufficiale "Libro d'Oro della Nobiltà Italiana" che era conservato presso la Regia Consulta Araldica ed elencava i provvedimenti nobiliari - per poi ritornare alla caduta della monarchia ad assumere il nome "Libro d'Oro della Nobiltà Italiana").
Come ha detto chiaramente il prof. Luigi Borgia - direttore dell'Archivio di Stato di Macerata - nella recente trasmissione radiofonica Grandangolo: "l'unico Libro d'Oro della Nobiltà Italiana è quello conservato oggi presso la nostra amministrazione nell'Archivio Centrale dello Stato".
Per dovere di correttezza desidero rendere noto che il Collegio Araldico del quale il prof. Pezzana è vice-presidente edita - sino ad oggi - la più completa ed aggiornata pubblicazione sulla nobiltà italiana, che sebbene abbia carattere privato ed i suoi principi non siano gli stessi applicati dalle leggi nobiliari italiane - vigenti durante la monarchia -, è da ritenersi della più grande utilità per coloro che vogliono avvicinarsi a questa materia.
Fatta questa premessa è da dire che il Collegio Araldico ritiene valide le concessioni effettuate da Umberto II dall'esilio e fra i suoi scopi - come è chiaramente indicato nel sito http://www.collegio-araldico.it/index.asp -
si legge: "La sua attività si propone di:
- mantenere vivo il culto delle tradizioni;
- esaltare i valori etici del ceto nobiliare;
- valorizzarne la funzione sociale..."
Dello stesso avviso circa i titoli Umbertini sono il Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (SMOM), i vari Ordini dinastici preunitari presenti in Italia, il Corpo della Nobiltà Italiana (i cui "provvedimenti" oggi non sono più riconosciuti dal SMOM).
Chiaramente questa visione è statica ed è ancorata ad un passato che oggi non esiste più se non a livello privato in ristretti circoli di poche centinaia di persone.
Il mio pensiero sulla materia è di diversa impostazione perchè ritengo che bisogna andare avanti con i tempi e vivere la realtà di ogni giorno.
L'Italia oggi è una Repubblica dove i titoli nobiliari non sono più riconosciuti ed amare le tradizione storiche di una famiglia non vuol dire continuare a vivere un passato ormai finito e che certamente non può ritornare... chi penserebbe oggi a restaurare l'antico patriziato romano (intendo quello della Roma repubblicana od imperiale?) e poi un atto privato non è certo confrontabile al più modesto atto ufficiale rilasciato oggi da uno Stato Sovrano.
Ma credete il discorso è molto più lungo di quanto si possa fare in un forum e in poche parole.
Vi posso dire che la quasi totalità dell'ambiente accademico la pensa come me e più volte ho sfondato una porta aperta negli ambienti nobiliari stranieri (specie dove oggi esiste ancora una tutela legata a una legislazione araldico nobiliare vigente).
Se leggerete il primo volume dell'Enciclopedia delle Famiglie Storiche Italiane troverete la storia del diritto nobiliare italiano (notate bene... non l'abbiamo chiamato trattato... ma solo storia perchè oggi è una materia inapplicabile), nel secondo volume troverete la storia di tutte le pubblicazioni periodiche edite in Italia dal Regno d'Italia in queste materie e saprete chi erano gli editori e cosa facevano nella vita. Sto pensando di inserire anche i falsificatori di genealogie, i millantatori... ma non voglio fare polemiche ed userò solo quelli che sono stati controllati e resi noti da pubblicazioni scientifiche (ovviamente prima di pubblicare notificherò alle famiglie il contenuto dell'articolo... perchè ritengo che abbiano diritto di contradditorio che dovrà essere altrettanto fatto su base documentale).
Sto pensando di invitare a collaborare oltre ai grandi esperti che sono nel comitato scientifico (presieduto dal Dr Otto d'Asburgo), tutti coloro che sono interessati alla vera storia di famiglia e possono portare anche loro il loro "piccolo" contributo a relizzare la più completa opera sulle Famiglie Storiche Italiane.
Pier Felice degli Uberti

P.S. il prof. Pezzana non ha ottenuto un riconoscimento in Inghilterra ma ha fatto un cambio di cognome ovviamente valido solo nel Regno Unito e Commonwealth (guardate il sito http://www.changeyourname.co.uk/product.cfm )
Pier Felice degli Uberti
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Messaggioda Baronevalmont » sabato 8 febbraio 2003, 15:43

Gentile prof. degli Uberti,

la ringrazio per la risposta, chiara come sempre.
Voglio aggiungere che il tono ironico e scherzoso del mio intervento (che mi sembrava consono a un ambiente rilassato e sereno come il nostro forum) non voleva assolutamente mettere in dubbio la legittimità dei titoli del sig. Aldo Pezzana, che non ho il piacere di conoscere e sul quale dunque non posso esprimere giudizi, ma evitare che un argomento molto interessante potesse cadere nel dimenticatoio...come mi sembra sia avvenuto con il tema degli Ordini Cavallereschi di uso legittimo da me proposto giorni orsono.
La saluto cordialmente

Baronevalmont
Nec me gestorum paenitet.
Baronevalmont
 
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Messaggioda LUCIANO STROPPA » giovedì 20 febbraio 2003, 21:00

Solo oggi ho conosciuto questo forum e il titolo "Concesso un nuovo titolo al Marchese del Grillo" ha subito catturato la mia attenzione. Voglio precisare subito che Onofrio del Grillo, quello cui si riferisce la storica Valentina Gallo, ossia l’Onofrio del folklore romano e non l’Onofrio nonno personaggio amatissimo del folklore fabrianese, non dilapidò in fretta l’eredità di suo zio Bernardo. Forse condusse una vita dispendiosa, a differenza dello zio, ma non dilapidò minimamente i vasti possedimenti che aveva a Fabriano e a Gubbio.
Le vaste proprietà fabrianesi ed eugubine dei Del Grillo furono vendute dopo la morte di Onofrio dalla figlia Virginia e dopo la morte di questa dal suo erede universale e nipote cugino (parente di quinto grado per linea collaterale di madre): Giuliano Capranica (Del Grillo Scarlatti).
Non ritengo corretto affermare che la famiglia di Onofrio aveva problemi economici. Almeno così non traspare nei nostri Archivi, anzi i lasciti dei frutti di alcune proprietà del padre Bernardo Giacinto e del nonno Onofrio (quest’ultimo fu uno dei fondatori del teatro di Fabriano) a favore di istituzioni religiose locali fanno supporre il contrario.
Comprendere la discendenza di una famiglia da una descrizione e non dalla rappresentazione grafica dell’albero genealogico è sicuramente più difficile, ma provo ugualmente.
Giovanni del Grillo, vivente a Firenze nel 1325, ebbe tre figli: Donato, ambasciatore della repubblica fiorentina presso la Santa Sede nel 1344; Vanni, magistrato dell’arte della lana e Giusto, ambasciatore della repubblica fiorentina in Lombardia. La discendenza che a noi interessa è quella di Vanni.
La prima successione cronologica della Casata è la seguente: Vanni, Bernardo (Gonfaloniere di Giustizia nel 1395), Giovanni, Pietro, Raffaello, Bartolomeo e Pier Francesco (magistrato di Collegio nel 1546) il quale ebbe a sua volta quattro figli: Raffaello, Bartolomeo, Stefano e Bernardo.
A noi interessa la discendenza di Stefano e Bernardo.
Stefano del Grillo (+1649) sposò Clelia Morelli, nobile fiorentina, ed ebbe tre figli: Cosimo, Pietro Francesco e Filippo Ambrogio.
Cosimo (1623-1711), patrizio romano, priore dei capi rione (1671), Scrittore Apostolico, si unì in matrimonio con la perugina Francesca della Penna del conte Grifone che gli portò in dote i feudi di S. Cristina, di Portule e di Torricella (tutti e tre nel territorio di Gubbio). Cosimo richiese ed ottenne da papa Clemente X, con chirografo del 14 settembre 1672, che il feudo di S. Cristina venisse eretto a marchesato e Portule a viscontea con amplissima formula di trasmissibilità.
Cosimo trasmise per testamento tutti i suoi titoli al nipote cugino Bernardo. Attenzione! Lasciò parte della sua eredità ed i suoi titoli al nipote cugino Bernardo (parente di quinto grado) non allo zio Bernardo.
La famiglia Del Grillo, tra la fine del sec. XVI e l’inizio del sec. XVII, per ragioni d’interesse e per ragioni matrimoniali, si stabilì a Fabriano e a Roma.
Bernardo, zio di Cosimo e fratello di Stefano (padre di Cosimo), sposò Francesca Peroli, nobile fabrianese, ed ebbe quattro figli: Pietro Francesco Maria, Onofrio, Tommaso Domenico e Orsola.
Pietro Francesco Maria sposò Caterina Vallemani, nobile fabrianese, dalla quale ebbe Bernardo (erede di Cosimo). Bernardo di Pietro Francesco Maria del Grillo fu il II marchese Del Grillo, II marchese di S. Cristina di Gubbio e Scrittore Apostolico.
Bernardo, che visse la bellezza di cento anni (1657 –1757), lasciò l’eredità al nipote cugino Onofrio. Attenzione! Lasciò, anche lui, al nipote cugino (parente di quinto grado) Onofrio e non, badate bene, allo zio Onofrio.
Suo zio Onofrio, fratello di Pietro Francesco Maria (quest’ultimo padre di Bernardo II marchese Del Grillo), si unì in matrimonio con la nobildonna fabrianese Beatrice Vallemani, dall’unione nacquero: Tommaso Nicolò, Bernardo Giacinto, Stefano e Francesca.
Bernardino Giacinto, nato nel 1674, Scrittore Apostolico, sposò nel 1710 Maria Virginia Possenti, nobile fabrianese. Dall'unione nacque Onofrio (1714 – 1787) che ereditò dallo zio cugino (parente di quinto grado) Bernardo.
Onofrio fu il III marchese Del Grillo, III marchese di S. Cristina di Gubbio. Si unì in matrimonio nel 1757 con Faustina Capranica di Camillo, patrizio romano coscritto. Da questa unione nacque Virginia (1758 – 1831). Virginia fu la IV marchesa Del Grillo e la IV marchesa di S. Cristina di Gubbio. Sposò nel 1783 il barone Augusto Scarlatti, del barone Pompeo e della contessa Maria Anna di Valvasson, il quale la lasciò, per testamento, erede del nome e del patrimonio Scarlatti.
Virginia, che non ebbe figli, con testamento del 1° agosto 1831, lasciò erede universale il nipote cugino Giuliano Capranica, con l’obbligo di assumere il nome, l’arma ed i titoli dei Del Grillo e degli Scarlatti.
Non sto ora a descrivere l’albero genealogico dei Capranica, ma Maria Adelaide è l’attuale VII marchesa Capranica e VIII marchesa Del Grillo Scarlatti. Suo figlio Francesco Maria è l’erede dei titoli di VIII marchese Capranica, IX marchese Del Grillo Scarlatti, IX marchese di S. Cristina, V marchese De Luca Resta e III barone Pezzana.
Personalmente mi sto adoperando, essendone stato il promotore, per far concedere la Cittadinanza Onoraria di Fabriano alla marchesa Maria Adelaide Capranica Del Grillo (Scarlatti) in Pezzana.
Per concludere, mi farebbe piacere inviare al sig. Michele M. Tuccimei di Sezze un mio modesto studio sui marchesi Del Grillo, di cui una copia è già in possesso del dott. Pier Felice degli Uberti, ma purtroppo non conosco il suo indirizzo.
Luciano Stroppa
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Messaggioda MMT » venerdì 21 febbraio 2003, 16:49

Gent.mo Sig. Stroppa,
la ringrazio infinitamente per il gentile pensiero e per la sua cortesia.

Devo dire che l'interesse per la figura del leggendario patrizio romano mi è venuta da un po' di tempo. Ho letto anche dei testi sull'argomento: Il Marchese del Grillo di Pietro Fronari (Pietro Romano) e quello più recente di Desiato, che però è più un romanzo. Sarei curioso di sarepere se li ha letti e cosa ne pensa.

Cordialmente,
Michele M. Tuccimei di Sezze
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A Michele Tuccimei di Sezze

Messaggioda LUCIANO STROPPA » venerdì 21 febbraio 2003, 21:27

No, purtroppo non ho avuto modo di leggerli, ma le farò sapere appena lo avrò fatto.

Cordialmente,
Luciano Stroppa
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Messaggioda eugubino » giovedì 25 agosto 2005, 19:49

Nelle mie esplorazioni archivistiche eugubine ho incontrato un paio di volte atti notarili relativi ai Del Grillo. Se la cosa interessa potrei darci un'occhiata un po' più analitica.

Saluti

Fabrizio
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Messaggioda danti73 » domenica 11 settembre 2005, 16:43

Nello stralcio genealogico non vedo però la beata Quartina...
Anch'io simpatizzo per il personaggio. Il film è tra i miei preferiti... avevo anche provato a fare alcune ricerche da ragazzino ma con scarsi risultati.
Leggere la genealogia che ha riportato il signor Luciano è stato per me molto interessante e mi complimento con lui per la ricerca svolta che meriterebbe certo una pubblicazione.
Non facit nobilem atrium plenum fumosis imaginibus
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Messaggioda MMT » domenica 11 settembre 2005, 19:27

va aggiunto anche che lo stemma dei Del Grillo romani non è quello che si vede nel film, di rosso ad una banda d'oro caricata da un grillo di nero ma un altro.

Saluti,
Michele T.
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Messaggioda Cottoneum » domenica 11 settembre 2005, 21:34

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:va aggiunto anche che lo stemma dei Del Grillo romani non è quello che si vede nel film, di rosso ad una banda d'oro caricata da un grillo di nero ma un altro.



Anche perchè se non sbaglio fu girato in un palazzo mantovano, non saprei dire quale.
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Messaggioda mct » lunedì 12 settembre 2005, 11:53

Gio Cairo ha scritto:
Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:va aggiunto anche che lo stemma dei Del Grillo romani non è quello che si vede nel film, di rosso ad una banda d'oro caricata da un grillo di nero ma un altro.



Anche perchè se non sbaglio fu girato in un palazzo mantovano, non saprei dire quale.


non so perchè ma ho sempre creduto che si trattasse di Palazzo Corsini a via della Lungara a Roma...
forse è una mia fantasia :D :D
qualcuno ne sa qualcosa?
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