Baronevalmont ha scritto:Gentile Sig. Tuccimei,
sono anche io molto incuriosito da questa vicenda e mi piacerebbe molto sentire l'opinione del prof. degli Uberti in proposito.
Tra l'altro, il Marchese Aldo Pezzana Capranica del Grillo è Vicepresidente del Collegio Araldico, una tra le istituzioni più considerate nel mondo dell'araldica.
Allora, come è la questione? C'è (Dio non voglia!) qualcosa di "irregolare"?
Voglio pensare che non sia così...tuttavia un noto politico ebbe a dire che a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca sempre...
Ringrazio tutti coloro che potranno chiarire i miei dubbi.
Baronevalmont
Per prima cosa ci tengo a sottolineare che il prof. Aldo Pezzana è un noto giurista particolarmente esperto in diritto nobiliare, fu anche Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, ovviamente è una persona inneccepibile la cui serietà è fuori discussione.
Nelle relazioni pubbliche, negli ambienti ufficiali di Stato e le volte che l'ho incontrato egli si presenta come Aldo Pezzana.
Il mio commento è rivolto a tutti i lettori del forum e desidero dirvi che è importante che quando esaminate una fonte andiate a leggere i principi alla quale la fonte si ispira tenendoli poi bene in mente.
Il prof. Aldo Pezzana usa il cognome Pezzana Capranica del Grillo - negli ambienti nobiliari cavallereschi italiani - perchè ritiene valida la concessione ottenuta da Umberto II che si richiama all'antica surrogazione romana (fra l'altro abolita durante il Regno d'Italia), in quanto la famiglia della moglie che è Capranica del Grillo Scarlatti è estinta nei maschi e per la surrogazione il marito dell'ultima della famiglia ne avrebbe assunto sia l'arma, che il titolo ed il cognome. Se fate un'indagine storica sui cognomi delle famiglie dei principi romani scoprirete che più volte le famiglie principesche romane nel corso dei secoli si sono estinte nei maschi, e l'ultima delle femmine portava al marito il proprio cognome, il titolo, lo stemma e ... il patrimonio (oggi questo ovviamente non è più possibile).
Il Collegio Araldico è una meritoria istituzione - mi permetto un inciso di precisazione - che un secolo fa nel 1903 pubblicò il primo numero della sua rivista e dal 1910 iniziò a pubblicare il "Libro d'Oro della Nobiltà Italiana" (che in seguito durante la monarchia si dovette chiamare "Libro della Nobiltà Italiana" - per non creare confusione con l'ufficiale "Libro d'Oro della Nobiltà Italiana" che era conservato presso la Regia Consulta Araldica ed elencava i provvedimenti nobiliari - per poi ritornare alla caduta della monarchia ad assumere il nome "Libro d'Oro della Nobiltà Italiana").
Come ha detto chiaramente il prof. Luigi Borgia - direttore dell'Archivio di Stato di Macerata - nella recente trasmissione radiofonica Grandangolo: "l'unico Libro d'Oro della Nobiltà Italiana è quello conservato oggi presso la nostra amministrazione nell'Archivio Centrale dello Stato".
Per dovere di correttezza desidero rendere noto che il Collegio Araldico del quale il prof. Pezzana è vice-presidente edita - sino ad oggi - la più completa ed aggiornata pubblicazione sulla nobiltà italiana, che sebbene abbia carattere privato ed i suoi principi non siano gli stessi applicati dalle leggi nobiliari italiane - vigenti durante la monarchia -, è da ritenersi della più grande utilità per coloro che vogliono avvicinarsi a questa materia.
Fatta questa premessa è da dire che il Collegio Araldico ritiene valide le concessioni effettuate da Umberto II dall'esilio e fra i suoi scopi - come è chiaramente indicato nel sito
http://www.collegio-araldico.it/index.asp -
si legge: "La sua attività si propone di:
- mantenere vivo il culto delle tradizioni;
- esaltare i valori etici del ceto nobiliare;
- valorizzarne la funzione sociale..."
Dello stesso avviso circa i titoli Umbertini sono il Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (SMOM), i vari Ordini dinastici preunitari presenti in Italia, il Corpo della Nobiltà Italiana (i cui "provvedimenti" oggi non sono più riconosciuti dal SMOM).
Chiaramente questa visione è statica ed è ancorata ad un passato che oggi non esiste più se non a livello privato in ristretti circoli di poche centinaia di persone.
Il mio pensiero sulla materia è di diversa impostazione perchè ritengo che bisogna andare avanti con i tempi e vivere la realtà di ogni giorno.
L'Italia oggi è una Repubblica dove i titoli nobiliari non sono più riconosciuti ed amare le tradizione storiche di una famiglia non vuol dire continuare a vivere un passato ormai finito e che certamente non può ritornare... chi penserebbe oggi a restaurare l'antico patriziato romano (intendo quello della Roma repubblicana od imperiale?) e poi un atto privato non è certo confrontabile al più modesto atto ufficiale rilasciato oggi da uno Stato Sovrano.
Ma credete il discorso è molto più lungo di quanto si possa fare in un forum e in poche parole.
Vi posso dire che la quasi totalità dell'ambiente accademico la pensa come me e più volte ho sfondato una porta aperta negli ambienti nobiliari stranieri (specie dove oggi esiste ancora una tutela legata a una legislazione araldico nobiliare vigente).
Se leggerete il primo volume dell'Enciclopedia delle Famiglie Storiche Italiane troverete la storia del diritto nobiliare italiano (notate bene... non l'abbiamo chiamato trattato... ma solo storia perchè oggi è una materia inapplicabile), nel secondo volume troverete la storia di tutte le pubblicazioni periodiche edite in Italia dal Regno d'Italia in queste materie e saprete chi erano gli editori e cosa facevano nella vita. Sto pensando di inserire anche i falsificatori di genealogie, i millantatori... ma non voglio fare polemiche ed userò solo quelli che sono stati controllati e resi noti da pubblicazioni scientifiche (ovviamente prima di pubblicare notificherò alle famiglie il contenuto dell'articolo... perchè ritengo che abbiano diritto di contradditorio che dovrà essere altrettanto fatto su base documentale).
Sto pensando di invitare a collaborare oltre ai grandi esperti che sono nel comitato scientifico (presieduto dal Dr Otto d'Asburgo), tutti coloro che sono interessati alla vera storia di famiglia e possono portare anche loro il loro "piccolo" contributo a relizzare la più completa opera sulle Famiglie Storiche Italiane.
Pier Felice degli Uberti
P.S. il prof. Pezzana non ha ottenuto un riconoscimento in Inghilterra ma ha fatto un cambio di cognome ovviamente valido solo nel Regno Unito e Commonwealth (guardate il sito
http://www.changeyourname.co.uk/product.cfm )