Mistero Sindonico...

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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda C.Quaratesi » sabato 10 settembre 2011, 9:07

[yikes.gif]
Ecco in cosa mi sono imbattuta mentre girovagavo in rete:
http://www.organoduomomessina.it/437/se ... la-lettera
Il conferimento del toson d'oro ai santi pare non abbia soste...

Caterina
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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda Franco Benucci » sabato 10 settembre 2011, 9:44

C.Quaratesi ha scritto:serata-in-cattedrale-il-toson-doro-donato-alla-madonna-della-lettera
Il conferimento del toson d'oro ai santi pare non abbia soste...


A parte che non si capisce bene di cosa si tratta (conferenza? e cosa c'entra la lega araba?), direi che donato è diverso da conferito: come nel caso delle statue francescane si tratta verosimilmente di un dono privato, per devozione o come ex-voto, da parte di un insignito. Quelli sugli (anzi sottogli) stemmi implicano invece qualcosa di diverso, appunto un conferimento o comunque un'attribuzione in qualche misura ufficiale o sentita come tale da parte dell'ofm
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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda Tilius » sabato 10 settembre 2011, 10:24

Dono sì, ma non privato.

...Messina...
...museo dell’Opera del Duomo...
...gioielli che adornano la manta d’oro della Madonna della Lettera...
...documenti inediti relativi alle donazioni. A scoprirli la storica dell’arte Giusy Larinà...
“Una notizia inedita -precisa Larinà- riguarda il toson d’oro, che è stato donano dai senatori della città nella seconda metà del Seicento, come si rileva dai nomi incisi nella parte posteriore della catena."


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Peccato che non si veda di più Sembra oggetto di esecuzione assai raffinata.
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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda Tilius » sabato 10 settembre 2011, 10:28

Questa é la "manta" in tutto il suo splendore (il Tosone si intuisce (?) essere immediatamente sotto lo scollo della Vergine).

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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda Tilius » sabato 10 settembre 2011, 10:45

La manta fu realizzata per essere posta sopra la tavola bizantina, andata distrutta nell'incendio del 1943. Il senato messinese e i rappresentanti della Cappella della Lettera (secondo la tradizione la Vergine concesse la protezione alla città inviando una lettera in ebraico legata da una ciocca dei suoi capelli) la commissionarono il 5 novembre del 1658 all'argentiere, scultore ed architetto fiorentino, Innocenzo Mangani: il professore di scoltura, si obbligava anche a nome del figlio Ottaviano di realizzare una manta di rame per l'immagine della Madonna della lettera da ricoprire in seguito d'oro per il prezzo di onze 70 (...); di fare la manta di ramo di quella grandecza, larghecza, modo et forma conforme al modello di cera rossa, quale dovrà cesellare lavorare polire et redurla ad ogni perfecto fine in modo tale però che si possa coprire d'oro.
Ingenti somme di denaro furono impiegate per questo splendido capolavoro d'arte orafa, che complessivamente costò trentamila scudi, di cui dodicimila solamente per l'acquisto dell'oro. Molti contribuirono a sostenere le spese e persino i laureandi universitari furono coinvolti dal Senatus Consulto a pagare una tassa di dodici tarì.
Il manufatto, come riporta l'iscrizione incisa sotto il collo della Vergine, fu iniziato nel 1661 e ultimato nel 1668:
Il Tesoriero della Cappella D. Carlo Gregorio Primo marchese di Poggio
Gregorio e cavaliere della Stella incominciata questa manta
Della Beatatissima Vergine dell'anno 1661 all'anno 1668
Innocenzo Mangani argentiere scultore architetto fiorentino



L'opera è formata da due lamine sovrapposte, di cui una visibile in oro e l'altra interna, più pesante, in rame; esternamente è ricoperta da splendidi gioielli donati nei vari secoli alla Madonna da notabili personalità.
Ecco un elenco fatto nel 1929 (cfr. Stefano Bottari, Il Duomo di Messina):
-Una gioia di smeraldi donata dalla Vice Regina Duchessa Usseda nel 1695.
-Un monile d'oro con perle e diamanti, realizzato nel 1690 con il contributo dei messinesi e del Vicerè Duca di Usseda, che intervenne con 150 scudi.
-Un anello con diamante della Contessa di Barbò di Casa Stizia (1695).
-Una gemma di diamanti della Marchesa di Geraci (1714).
-Una croce di diamanti della marchesa di Condagusta (1714).
-Un cuore in oro del generale tedesco conte Wallis.
-Una catena di anelli di don Federico Ruffo (1723).
-Uno schifazzo d'oro con uno smeraldo, diamanti attorno e 3 perle, di Donn'Angela Procopio (1749).
-Un gioiello con una grossa e rara perla a forma detta la pecorella del canonico decano d. Alberto Arenaprimo.
-Un fiore di brillanti della Marchesa Maria Scoppa.
-Una margherita di diamanti donata nel 1881 dalla regina Margherita.

Di particolare pregio è la corona della Madonna, creata precedentemente alla manta e adattata ad essa, arricchita di gioielli, catene in oro e smalti, pietre preziose. Presumibilmente l'opera può ricondursi a Pietro Iuvara e Mario d'Angelo che si erano impegnati con il tesoriere della cappella della Lettera a realizzare una corona per la Madonna e di mettere i gioielli come gli sarà ordinato; la raggiera del Bambino venne invece eseguita dallo stesso Mangani, come si rileva da documenti di archivio inediti.


Anche in un'altra lista (ma credo mutuata dalla stessa fonte) si trova il "gioiello a forma di pecorella con grossa e rara perla del canonico decano d. Alberto Arenaprimo": che sia il Tosone (oggi identificato come dono dei senatori cittadini in base all'iscrizione al suo rovescio)???

Più lo guardo, e più mi sembra un Toson d'Oro asburgico perfettamente regolamentare: se non é originale, é certo copia fedelissima di un originale realizzata da un orefice che sapeva gran bene il mestiere.
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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda Tilius » sabato 10 settembre 2011, 11:08

una grossa perla scaramazza detta “la pecorella”, per la forma che l’ignoto orafo ha utilizzato per farne un agnello montato in oro, dono del Canonico Decano D. Alberto Arenaprimo


No, il gioiello di Don Arenaprimo non c'entra un tubo col nostro Tosone.

Più guardo quella striminzita, parziale immaginetta, e più non mi sorprenderei se fosse effettivamente il dono (a titolo privato) di qualche Vicerè di Sicilia concretamente insignito del pecorone... [hmm.gif] ...anche se l'iscrizione citata sul retro parrebbe ricondurre ai senatori cittadini.

Prevista in seguito anche la pubblicazione integrale dei documenti insieme ad altri scritti inerenti i gioielli e la manta, raccolti in una monografia scientifica curata dalla Larinà

L'avranno poi fatta, questa pubblicazione?
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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda Franco Benucci » sabato 10 settembre 2011, 23:32

Tilius ha scritto:L'avranno poi fatta, questa pubblicazione?
A vedere SBN parrebbe di no...
Invece parlavo stamattina con uno storico delle Due Sicile. Pare che effettivamente nella prima epoca borbonica, a causa dello scontro giursdizionalista con il clero secolare e della lotta contro i gesuiti, a cui si affiancava però la necessità di avere comunque una 'sponda' ecclesiastica (anche per legittimare il proprio diritto divino al regno) i re avessero assunto la protezione degli ordini mendicanti, e in particolare (per distinguersi dai precedenti vicere spagnoli che prediligevano i domenicani) dei francescani. Protezione di fatto, che in alcuni casi raggiungeva l'ufficialità nelle chiese e conventi di patronato regio, quali S. Chiara (chiesa funeraria della dinastia) e l'Ospedale degli incurabili a Napoli. Quanto al Tosone, però, non ci ha mai fatto caso e si è riservato di andare a verificare...
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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda Franco Benucci » martedì 22 novembre 2011, 16:11

adj ha scritto:S. Antonio Matamoros... un pochetto usurpatore di titoli altrui. :D

A proposito del "foglio matricolare" di S. Antonio, in rete ho trovato questo... Mi pare interessante, anche senza bisogno di traduzione.
Da http://lisboa-cidade.tripod.com/id9.html
"Em Portugal, sua terra natal, e em outros países de língua portuguesa, a devoção ao santo atingiu tal intensidade que era invocado mormente em ocasiões de batalhas e guerras. Com isso, mereceu ser promovido a soldado, intervindo em 1595, e a Capitão internido da Fortaleza da Barra (Salvador-Bahia) pelo governador da época D. Rodrigo da Costa, em 16 de julho de 1705. Dom João V, em carta régia de 7 de abril de 1707, confirma a promoção a capitão internido.
Mais tarde, o príncipe regente, Dom João, futuro rei Dom João VI, por decreto de 13 de setembro de 1810 e carta patente de 4 de fevereiro de 1811 promove o santo ao posto de Sargento-mór, por atribuir à intercessão do santo a proteção celeste recebida, abençoando seus esforços para “salvar a Monarchia da grande e difícil crise” a que esteve exposta, durante as invasões francesas em Portugal.
Finalmente, aos 25 de dezembro de 1814, Dom João, ainda Príncipe Regente, assinou no Palácio da Real Fazenda de Santa Cruz (Rio de Janeiro) um decreto promovendo o Sargento-mór Santo Antônio ao posto de Tenente-Coronel de Infantaria.
Em 22 de outubro de 1816 é expedida a carta patente da promoção do Santo a tenente-coronel já assinada pelo Rei Dom João VI. Ei-la: “Dom João por graça de Deos Rei do Reino Unido de Portugal e do Brazil, e Algarves d’aquem e d’alem Mar, em Africa Senhor de Guiné e da Conquista, Navegação, Commercio d’Ethiópia, Arabia, Persia e de Índia etc. “Faço Saber aos que esta Minha Carta Patente virem: Que tendo por Decreto de treze de setembro de mil oitocentos e dez concedido a patente de Sargento Mór ao Glorioso Santo António, que se venera na Cidade da Bahia, e a quem o Povo da mesma Cidade Consagra a mais viva Devoção: Sou ora servido elevá-lo ao Posto de Tenente Coronel de Infantaria, cujo soldo lhe será pago na mesma forma que até aqui o tem sido da anterior. Pelo Que mando ao Conde dos Arcos, Governador e Capitão General da dita Capitania, que assim o tenha entendido, e o soldo se lhe assentará nos Livros a que pertencer para lhe ser pago aos seus tempos devidos. Em firmeza do que lhe mandei passar a presente por mim Assignada e Sellada com o Sello Grande de Minhas Armas. Dada na Cidade do Rio de Janeiro aos vinte e dois dias do mez de Outubro do Anno do Nascimento de Nosso Senhor Jesus Christo de mil oitocentos e dezasseis, (a) - El Rey João R.”.
[...]
Sua ligação com o Quadro Complementar de Oficiais evidencia-se por três aspectos de sua vida que são algumas das típicas funções exercidas pelos integrantes do QCO:
1 - Mestre: foi exímio orador e pregador da palavra sagrada. Ensinava a doutrina cristã.
2 - Professor: foi “lector”, isto é, professor de Teologia.
3 - Advogado: atuando o dom que Deus lhe deu de se bilocar, defendeu convincentemente o próprio pai, inocente, que já tinha sido condenado à morte por enforcamento.
Com justa razão, portanto, é cultuado como Padroeiro do QCO.
"

Anche al Santo di Padova c'è un ex-voto del '700 per l'intervento miracoloso di Sant'Antonio che avrebbe messo in fuga le navi turche e salvato le galere veneziane dall'affondamento causa bombardamento (l'ex-voto è un facsimile di palla da cannone dell'epoca).
Per il resto, nessuna novità?
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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda Franco Benucci » domenica 11 marzo 2012, 1:17

Mentre che voi vi dilettavate in rima basciata di camini toscani alla Zarathustra, qualche novità l'ho trovata me, su più fronti.
Carlo Santamaria, Appunti di araldica e di assiografia ecclesiastica, <<Rivista araldica>>, 13 (1915): 90-3, qui 92-3:
Anche i sovrani laici concessero le loro insegne ad enti ecclesiastici e religiosi [...] Troviamo anche insegne equestri, come il collare dell'Annunziata concesso dal Re Sabaudo di Sardegna all'Eremo Camaldolese sopra Torino ove radunavansi i Cavalieri: il barone Manno osserva che quest'insegna non spettava al superiore né ad alcun individuo della Comunità, ma al solo Ente. [...] Il Re di Spagna creò in perpetuo Grandi di Spagna il Maestro Generale dei Domenicani e il Ministro Generale de' Francescani, ma l'insegna del Toson d'Oro fu concessa solo allo stemma dell'Ordine. [...] L'ordine Francescano dell'Unione Leoniana (Curia Generalizia) usa lo scudo completo di quattro parti (l'emblema delle 2 braccia, il serafino alato, le 5 piaghe, la croce gerosolimitana) cimato da una corona di spine e da 3 chiodi riuniti in punta e sormontata da un cuore rosso: non sempre si pone sotto lo scudo il collare del Toson d'Oro. Né mai si usa ai nostri giorni questa decorazione, quantunque ne abbia la concessione, attorno allo stemma dell'Ordine Domenicano d'argento incappato di nero al cane etc.

Purtroppo non dice quale re di Spagna e quale furono la data e il motivo specifico della concessione del collare, ma almeno un'attestazione che si trattava di concessione ufficiale pare esser venuta fuori, con l'indicazione che era anche connessa al titolo di Grande di Spagna concesso ai due Generali mendicanti e che, in teoria o almeno in origine, ne godevano anche i frati predicatori: volendo approfondire sulle fonti spagnole, una pista da seguire c'è... e incrociandola con le date dei vari manufatti considerati il campo di indagine dovrebbe restringersi abbastanza...

Interessante anche l'accenno ai camaldolesi 'annunziati' del regio Sacro Eremo di Pecetto, su cui: http://www.giranimando.com/pecetto/sito ... age002.htm
http://www.musmuris.it/Articoli_abstrac ... 20duca.pdf
http://www.museotorino.it/view/s/8821c0 ... 3d1dd04095
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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda de la cerda » martedì 13 marzo 2012, 18:24

Per quanto riguarda un eventuale conferimento del collare all'eremo camaldolese di Torino, non ne ho trovato traccia in nessuno dei numerosi testi consultati.
Sorry
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Re: Mistero Sindonico...

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 14 marzo 2012, 0:31

Che don Santamaria se lo sia inventato? Tutto può essere, ma mi parebbe strano... Il barone Manno citato che dice al riguardo?
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