Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
Antonio Pompili ha scritto: Direi che anche a livello di fattezze lo stemma potrebbe esser datato senza troppi problemi alla metà del XVIII secolo. Mi sembrerebbe questa l'ipotesi più attendibile.
Anche se non si può escludere una realizzazione più tardiva con intento imitativo di uno stile più antico. Lascia, secondo me, aperta questa possibilità la quasi perfetta conservazione dei tratti (e un secolo o più di differenza può pesare molto in questo senso).
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QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Antonio Pompili ha scritto:Innanzitutto, sinceramente mi suona nuovo il titolo di "abate regio". Sì, ci sono abbazie che sono state insignite nel passato del titolo di "abbazia reale". Ma il titolo di abate regio non mi sembra sia mai stato utilizzato nemmeno per abati a capo di queste abbazie. Comunque gli abati cominciarono inizialmente a fare uso della mitra per timbrare i loro scudi (similmente a come avveniva per i vescovi). E in seguito adottarono anche il cappello prelatizio che, solitamente nero, per un abate territoriale (in passato detto "nullius") potrebbe esser verde (ma un simile uso lo ritengo improbabile per uno stemma del XVIII secolo).
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Gentile Don Antonio, anche gli abati non territoriali possono indossare le insegne pontificali (mitria, croce pettorale, anello)?
Certo. Possono portare la croce pettorale e l'anello ovunque. E possono far uso della mitra (e del pastorale) solo nella loro chiesa abbaziale, mentre un abate nullius può usare le insegne anche nel suo territorio. La differenza è nello zucchetto: viola per quelli nullius, nero per gli abati di governo (tranne il caso di un indulto personale). Ma queste sono differenze che non hanno alcun riflesso diretto nelle rappresentazioni araldiche, dove la distinzione (a parte l'opportuno uso della croce per un abate-vescovo) si può manifestare - come sopra ricordavo - a livello del cappello prelatizio (verde per i nullius, nero per gli altri). Certamente, poi, il diverso colore dello zucchetto, indica nell'abbigliamento, ciò che nelle composizioni araldiche si può rendere visibile a livello del timbro.
Grazie per la risposta.
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