Nobile compagnia della Pace

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Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Accademista » giovedì 9 luglio 2009, 17:19

Salve a tutti,
Domanda nuda e cruda:
cos'è la Nobile compagnia della Pace? ho provato a cercare qualcosa su internet ma non sono riuscito a trovare nulla.
Grazie mille delle risposte,
cordiali saluti
[angel]
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda alfabravo » giovedì 9 luglio 2009, 18:34

Compagnia della Pace

COMPAGNIA DI S. MARIA LA CONSOLAZIONE

La Compagnia di Santa Maria della Consolazione, detta della Pace fu fondata il 22 Maggio del 1580. Quattro anni prima, ad opera di Vincenzo Tagliavia ed Aragona fratello di Pietro, Cardinale di Palermo, era stata fondata la Compagnia del nome di Gesù Cristo detta in seguito dei Verdi per il cingolo, insegne e mantello di tale colore che i Confrati sovrapponevano al sacco (Vedi: Mongitore, Ms. Biblioteca Comunale); tale Compagnia "elemosinava" per i fanciulli orfani del Colleggio di San Rocco, e accompagnava i frati di Santa Cita nella processione che si faceva nella seconda domenica d'ogni mese. La sua sede esistente accanto al Convento di Santa Cita fu demolita nel 1851. Di seguito tra i fratelli di questa erano insorte delle questioni che non si potettero derimere quindi alcuni di essi abbandonarono la Compagnia e si proposero di fondarne una nuova che, vista la situazione della precedente, si propose lo scopo di riappacificare gli animi in eventuali contese che sarebbero insorte quindi da ciò il nome di Compagnia della Pace. I fondatori furono: Melchiorre la Manchiusa, Pietro la Brunetta, Cesare Lazzara dottore in Legge, Ottavio Bisso, Giuseppe Lo Jacono, Marco La Cava Vescovo di Mazara, Aurelio Malagamma, Bartolomeo Rosso, e Vincenzo Ricca. La prima sede della Compagnia fu nella Sagrestia della Parrocchia di Santa Margherita; in seguito passarono nella Chiesa di Sant'Angelo, nel quartiere Conceria, e finalmente, nel 1584 (dice Vincenzo La Farina Barone d'Aspromonte) o nel 1587 (dice Fra Gravina e Giardina) nella Chiesa di Santa Venera, esistente a Porta Termine, che ottennero, con decreto del Senato, nel 1587. A Santa Venera, già Patrona della città di Palermo sin dal 1493, fu edificata una Chiesa presso il Monastero di Sant'Antonino per ordine del Senato palermitano. Essa ridotta dal Viceré De Vega a lazzaretto, venne restaurata sotto il Viceré Marcantonio Colonna Duca di Tagliacozzo, e restituita al culto dei fedeli.
Dopo questo passaggio la Compagnia vide infoltire le sue fila, infatti molti Nobili ne entrarono a far parte fra tanti: Don Vincenzo Branciforte, Garsia Mastrilli, Regio Consigliere, Antonio Moncada, Duca di Montalto, ed altri, e tutti facevano a gara con le Compagnie dei Bianchi e della Carità.
Accresciuto il numero dei fratelli e considerata la sede non confacente alla nobiltà della Compagnia si pensò di trasferirla presso i bastioni di Porta Termine. Il Vicerè dell'epoca, Don Luigi Moncada, Principe di Paternò, e fratello della Compagnia, ottenne dal Senato una porzione di detto baluardo, in seguito Don Giovanni Enriquez de Cabrera Conte di Modica, Grande Almirante di Castiglia, anche lui fratello, fece atto di dispensa al Senato che nella prima vacanza di Capitano di detto baluardo succedesse in perpetuo il Governatore della Compagnia; fu così che, nel 1646, morto il Capitano Colnago, il Governatore Aloisio Ventimiglia, con testamento del 7 Settembre 1646, si installò quale Capitano, e per tale carica nella processione del Corpo del Signore. Il Governatore cingeva sul sacco una spada a simbolo dell'autorità conferitagli dal Senato. Il Viceré Duca d'Ossuna gli accordò i privilegi con dispaccio del 7 Luglio dello stesso anno. Il 4 settembre del 1657, col permesso di Martino Redin, Luogotenente Generale del Regno si gettò la prima pietra per la ricostruenda sede della Compagnia; era Governatore della Compagnia Don Giovanni Ventimiglia, Marchese di Geraci. La costruzione durò quattro anni, con il permesso dell'Arcivescovo di Palermo, Don Pietro Carillo benedì l'Oratorio. Questo era uno dei più magnifici Oratorii della città. Dalla parte esterna si saliva per una scala scoperta con gradi e balaustra di marmo bigio. La porta, e la scala interna dello stesso marmo furono fatte nel 1660 da Don Paolo Paganetto, confrate, ed in memoria della sua benemerenza si leggeva sopra la porta dalla parte interna questa iscrizione: "D.O.M. ad ingressum janua, ad ascensum gradus foris et intus magnifice erecti, atrium et viridarium optime compositum ad majorem hujus augustissimi Pacis Sacrarii decorem, liberalitati et munificentiae D. Pauli Paganetti ita debentur, sodali benemerenti marmor hoc D. Joannes Baptiste Maglioli, et D. Bernardinus Masbel totius operis Praefecti ad perpetuam memoriam, annuente societate, posuere anno 1660".
La facciata era magnifica, e grandiosa con artificiosi intagli, sporti, cornici, ed altri ornamenti di marmo bianco: nel mezzo era una nicchia con la statua dell'Immacolata Concezione, ed in altre due laterali quelle di Santa Rosalia, e di Santa Venera, tutte e tre di marmo bianco. Era stata terminata nel 1668 a spese di Don Giacomo Bonanno, Principe di Roccafiorita, Superiore della Compagnia; anche qui vi era un'iscrizione: "Augustissimum hunc Pacis prospectus incisit lapidibus exornatum magnificentia D. Jacobi Bonanno, Principis Roccae Floridae, et Montis Albani Ducis, societatem ipsam gubernantis erectum, perfectum anno salutis et pacis 1668".
La parte inferiore della facciata più vicina alla porta, come anche i fianchi erano stati con altri ornamenti abbelliti da Don Domenico Barzellini, Marchese di Analista nel 1724, nel tempo che era Governatore. L'Oratorio era tutto ornato di stucchi dorati, l'altare dentro il Cappellone era in marmi di diversi colori. Vi erano più cameroni, e in due di questi si vedeva distribuita l'intera serie cronologica di tutti i superiori dal principio della Fondazione. Avendo questa Compagnia per suo principale istituto lo sdradicare gli odii tra gli uomini, godeva il privilegio concessole il 9 giugno 1616 dal Vicerè Don Pietro Giron, Duca d'Ossuna, confrate, che ogni riappacificazione dei fratelli concordata s'intendeva stabilita sotto il "verbo Regio". Tale privilegio fu confermato da altri Vicerè, anzi si estese per tutto il Regno, per godimento anche di altre Compagnie quali quella della Pace di Catania; lo stesso fu confermato da Re Carlo II nel 1676.
La Compagnia tra le altre cose, il Giovedì Santo andava con il suo Superiore, col Maestro di Cerimonie, sagrestani, e almeno dieci fratelli all'Ospedale di San Giacomo e lavavano i piedi agli infermi. Nei giorni precedenti il Natale e la Pasqua quattro fratelli vestiti di sacco, due secolari, e due ecclesiastici, andavano per le piazze della città ed esortavano il popolo alla pace con il prossimo, anzi pregavano coloro che erano al corrente di liti di dirlo ai Superiori della Compagnia al fine di trarre aiuto per la riconciliazione. Il 4 marzo del 1739 tra i fratelli che fecero questo esercizio vi era l'Arcivescovo di Palermo Don Domenico Rosso che predicò nella piazza della "Bocceria".
Della Compagnia facevano parte tutti i Vicerè di Sicilia e gli Arcivescovi di Palermo, chiunque di nobile famiglia, che non era iscritto, doveva dar prova della sua Nobiltà. Gli ecclesiastici dovevano dar prova di probità e di indubbia dottrina.
L'abito dei fratelli era un sacco, visiera e mantello di tela cruda, cappello foderato della stessa tela, cordone di lino bianco e corona di dieci di osso bianco pendente dal fianco sinistro. L'impresa che portavano attaccata alla visiera era una croce sul Calvario, entro la quale stava scritto: "Pacem meam do vobis, pacem meam relinquo vobis". La festa della Compagnia era la Domenica in Albis.
Dal libro "Capitoli della Venerabile e Nobile Compagnia di Maria SS. della Consolazione" di Fra Federico Lancia di Brolo, Palermo 1859 riportiamo i "Capitoli" della stessa Compagnia.

PARTE PRIMA
(Modo di trattare le pacificazioni)

Chiunque vorrà riappacificarsi dovrà presentare al Governatore della Compagnia una domanda dove esporrà i fatti, indicando nome e cognome e abitazione della persona con il quale intenderà riappacificarsi. Il Governatore disporrà il modo della riappacificazione, se le parti non lo proporranno, metterà la data e la firma e passerà la pratica al Cancelliere per l'esecuzione della stessa.
I membri della Compagnia preposti alla riappacificazione cureranno di fare risarcire la parte offesa; il Cancelliere terrà un libro dove registrerà i risultati delle riappacificazioni.

L'ABITO DEI FRATELLI

In tutte le funzioni e processioni i confrati vestiranno un sacco di penitenza con mantello e visiera in tela cruda, cappello della stessa tela con orlo e cordone di lino, un cingolo di lino bianco con fiocco all'estremità, e corona di osso o di avorio di dieci pallottini, e piccola croce con fiocco all'estremità di essa pendente dal sinistro lato, e scarpe di pelle bianca; porteranno per insegna cucita al lato sinistro della visiera una croce larga un pollice di colore oscuro cogli orli di colore d'oro e con la legenda "pacem meam do vibis, pacem meam relinquo vobis". In centro di essa croce vi sarà il SS. nome di Gesù, ed in pié vi sarà, come base, figurato il Monte Calvario con un teschio.
ln quanto più grande degli altri o in mezzo al petto, se vuole, potrà portarla il Governatore o chi in sua vece presiederà nelle funzioni.
Non è lecito ad alcun fratello vestirsi o spogliarsi del detto abito se non nel camerone a tale uopo destinato, eccetto quando per disposizione del Governatore, o di chi in sua vece presiederà.
Non è permesso ad alcun fratello nelle processioni camminare colla visiera alzata, o di parlare fra loro o con estranei, dovendo devotamente recitare le litanie e preci, ed è obbligo dei fratelli che tengono le crocette curare l'esatta osservanza di ciò, ed ammonire chiunque lo trasgredisse.
Solo nel giro delle missioni sarà permesso al fratello sacerdote che predica alzarsi la visiera.

DELLE QUALITA' PER ESSERE AMMESSO A FRATELLO

Il numero dei fratelli sarà di centoventi in memoria di quei discepoli che radunati nel cenacolo ricevettero visibilmente lo Spirito santo nel dì della Pentecoste, nella quale festività dell'anno 1580 seguì la fondazione della nostra Compagnia; e ciò oltre trenta fratelli sacerdoti secolari e regolari.
L'età per essere ammesso fratello sarà di anni 15, ma per i figli dei fratelli non si avranno riguardo ad età.
Non si potranno accettare più di due individui dello stesso ordine religioso.
Si questi che i preti secolari dovranno essere muniti della facoltà di ascoltare la confessione dell'uno e dell'altro sesso, ed essere adatti alla predicazione, ed in tal modo utili alla Compagnia; dovendo presentare la pagella unitamente alla domanda di ammissione al Governatore.
Saranno eccettuati da queste formalità i Cardinali, Vescovi, Canonici della Cattedrale e del Regio palazzo di Palermo, i Parrochi, tutti quelli che prima erano stati accettati come fratelli secolari e poi abbracciarono lo stato ecclesiastico, ed i parenti ecclesiastici dei nostri fratelli secolari; ben'inteso che ciò non ostante per tutti resta sempre in facoltà del colloquio, passando lo scrutinio segreto, l'accettazione o l'esclusione di essi.
Pei fratelli secolari si stabilisce che chiunque voglia essere ammesso nella Compagnia debba avere una delle tre infrascritte condizioni, oltre a quella d'essere di buona morale:

1. Che fosse discendente o collaterale in linea paterna di fratello di nostra Compagnia;

2. Che fosse di famiglia nobile, ovvero congiunto in matrimonio con donna appartenente a famiglia nobile, o che viva agiatamente;

3. Che fosse alto funzionario, o membro di un supremo magistrato, o cavaliere dell'ordine Gerosolimitano, o fosse stato Senatore di Palermo.

La nobiltà dovrà provarsi cogli analoghi e legali documenti, da presentarsi unitamente alla domanda di ammessione al Governatore, il quale vi apporrà la provvista, rimettendola a due fratelli tra gli anziani per lo esame, e la passerà al Cancelliere perché questo invii per officio la dimanda coi documenti ai due nominati, i quali dopo l'esame restituendo le carte in cancelleria faranno il loro rapporto in iscritto.
Se il rapporto sarà favorevole, sarà il chiedente proposto nel colloquio dal Governatore, e passandosi dal Cancelliere il bussolo segreto, sarà egli a maggioranza di voti ammesso o escluso, astenendosi però di dar voto i due fratelli che han fatto il rapporto. Il Cancelliere dovrà di tutto ciò redigere circostanziato verbale che sarà firmato dagli intervenuti.
I giorni nei quali si possono tenere i colloqui per ammessione di fratelli sono esclusivamente:

1. Il 1’ novembre quando si recita l'officio dei defunti;

2. Il 2 febbraro quando si celebra la festa della Candelora;

3. Il mercoledì santo quando si recita l'officio delle tenebre;

4. La domenica in albis che è la festa di nostra Compagnia;

5. Il giorno del Corpus Domini quando interviene la Compagnia nella processione.

Tosto che il chiedente sarà ammesso dovrà di proprio carattere firmarsi nel ruolo dei fratelli che deve essere conservato in cancelleria, e se il fratello ricevuto non sarà in età di scrivere si firmerà il padre in sua vece.
Non potranno essere ammessi quelli individui che, quantunque abbiano una delle tre indicate condizioni, sieno nati da non legittimo matrimonio.
Tutti gli incartamenti di ammessione colla dimanda e i rapporti dei due fratelli resteranno conservati nella cancelleria.
Sono eccettuati solamente da queste leggi e formalità che si dovranno sempre rigorosamente osservare nell'ammessione dei fratelli, il capo del governo, e l'Arcivescovo di Palermo.
Non potrà essere fratello di nostra Compagnia alcuno che fosse fratello delle due latre nobili compagnie dei Bianchi e della Carità, e se qualche nostro fratello farà ascriversi in una delle cennate due compagnie sarà ipso facto cancellato dalla nostra.
Accettato che sarà si farà a sue spese l'abito nella forma prescritta nel capitolo 2°, e dopo sei mesi dall'ammessione, potrà concorrere agli uffici minori della Compagnia.

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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Accademista » giovedì 9 luglio 2009, 21:11

Grazie mille dell'esauriente descrizione..
gentilissimo [king.gif]
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Claudio di Renda » venerdì 10 luglio 2009, 12:40

Molto interessante ;) Si può sapere la fonte?? Non sono, almeno credo, molte le pubblicazione sulle confraternite religiose palermitane o siciliane in gnenre. Grazie
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda alfabravo » venerdì 10 luglio 2009, 15:54

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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Accademista » martedì 26 gennaio 2010, 16:10

Salve a tutti, riesumo questo vecchio post per chiedervi se qualcuno conosce la sede degli archivi di questa Compagnia, se è possibile "spulciarne" gli elenchi e gli atti o magari a chi ci si può rivolgere per avere tali informazioni.

Cordiali Saluti.
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Furio » martedì 26 gennaio 2010, 20:09

La Nobile Compagnia della Pace contava circa 150 confrati negli anni ’50, la maggior parte parenti fra di loro, ed essendosi rarefatte le attività e aumentate le spese i Confrati e i loro erdi, proprietari dei locali e degli arredi hanno stipulato un comodato con i soci del Circolo Bellini, già Conversazione della Nobiltà, che usa i locali della Pace come sede del Circolo.
Ulteriori notizie possono leggersi nel libro di Enrico Varvaro Marigliano sul Circolo Bellini con fotografie dei locali.
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Claudio di Renda » martedì 26 gennaio 2010, 20:36

Molto interessante davvero. Furio, sa invece informazioni sul passato recente della nobile compagnia ospedaliera della carità di palermo?? Che fine ha fatto negli ultimi anni? Vi erano iscritti miei antenati quasi tutti i confrati erano tra loro parenti. La confraternita è di Palermo.
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Accademista » mercoledì 27 gennaio 2010, 14:54

Furio ha scritto:La Nobile Compagnia della Pace contava circa 150 confrati negli anni ’50, la maggior parte parenti fra di loro, ed essendosi rarefatte le attività e aumentate le spese i Confrati e i loro erdi, proprietari dei locali e degli arredi hanno stipulato un comodato con i soci del Circolo Bellini, già Conversazione della Nobiltà, che usa i locali della Pace come sede del Circolo.
Ulteriori notizie possono leggersi nel libro di Enrico Varvaro Marigliano sul Circolo Bellini con fotografie dei locali.


salve, desumo quindi che anche l'archivio con tutti i documenti ( dalla fondazione della Compagnia ai giorni nostri) siano conservati presso suddetti locali... o non è così? ha qualche informazione in merito? [angel]

cordiali saluti
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Claudio di Renda » mercoledì 27 gennaio 2010, 15:06

L'archivio lo potrebbe trovare o presso l'archivio diocesano e presso quello di stato se lei è di Palermo.
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Accademista » mercoledì 27 gennaio 2010, 15:29

Claudio di Renda ha scritto:L'archivio lo potrebbe trovare o presso l'archivio diocesano e presso quello di stato se lei è di Palermo.


purtroppo non sono di palermo.. diciamo piuttosto.. sicilia Centrale [dev.gif]

l'archivio di stato credo di riuscire a contattarlo.. ma quello diocesano come si fa? [angel] +

cordiali saluti
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Claudio di Renda » mercoledì 27 gennaio 2010, 15:45

Se cerca su internet vi sono le pagine di entrambi gli archivi Palermitani, al diocesano sono molto ma molto competenti.
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Accademista » mercoledì 27 gennaio 2010, 16:08

Claudio di Renda ha scritto:Se cerca su internet vi sono le pagine di entrambi gli archivi Palermitani, al diocesano sono molto ma molto competenti.


grazie, gentilissimo
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Claudio di Renda » giovedì 28 gennaio 2010, 20:32

Gentile accedemista mi faccia sapere come va a finire per la compagnia della pace di palermo. Se le serve qualche informazione più dettagliata posso vedere se ho qualcosa in caso mi contatti tramite messaggio privato.
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Re: Nobile compagnia della Pace

Messaggioda Accademista » venerdì 29 gennaio 2010, 12:43

Claudio di Renda ha scritto:Gentile accedemista mi faccia sapere come va a finire per la compagnia della pace di palermo. Se le serve qualche informazione più dettagliata posso vedere se ho qualcosa in caso mi contatti tramite messaggio privato.


grazie mille della disponibilità, stia pur certo che le farò sapere al più presto ogni notizia in più ricevuta [angel]
sinceri saluti.
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