Palazzi Senatori Bolognesi

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Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda AndreaSperelli » giovedì 25 dicembre 2008, 21:00

Gentilissimi,

sapete se è presente un elenco (con relativa ubicazione) dei palazzi delle famiglie senatorie di Bologna ? purtoppo ho sentito che la maggior parte di questi edifici oggi non sono visitabili.

Grazie,
A.S.
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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » mercoledì 31 dicembre 2008, 0:33

Carissimo,

magari all'inizio di gennaio ti preparo un elenco completo; per il momento ti consiglio il libro:
CUPPINI Giampiero, I Palazzi senatorii a Bologna. Architettura come immagine del potere, Bologna 1974

Forse un po' datato, ma estremamente esauriente.

Qui invece trovi un sintetico elenco delle famiglie: http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglie_senatorie

Se sei interessato a qualche palazzo in particolare, ti posso dare qualche informazine rapida :wink:

Un caro saluto, buon anno :)


Daniele
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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda AndreaSperelli » giovedì 1 gennaio 2009, 14:38

dpascale ha scritto:Carissimo,

magari all'inizio di gennaio ti preparo un elenco completo; per il momento ti consiglio il libro:
CUPPINI Giampiero, I Palazzi senatorii a Bologna. Architettura come immagine del potere, Bologna 1974

Forse un po' datato, ma estremamente esauriente.

Qui invece trovi un sintetico elenco delle famiglie: http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglie_senatorie

Se sei interessato a qualche palazzo in particolare, ti posso dare qualche informazine rapida :wink:

Un caro saluto, buon anno :)


Daniele


Grazie Daniele! cercherò il libro che mi hai consigliato nelle biblioteche locali visto che sarà sicuramente fuori catalogo ormai. Vorrei conoscere meglio questi palazzi, e capire quali sono oggi visitabili, anche se purtroppo mi hanno detto che pochi palazzi sono attualmente aperti al pubblico. Se hai tempo di preparare un elenco come hai prima citato, te ne sarei molto grato :wink: .

Saluti,
A.S.
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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » sabato 3 gennaio 2009, 0:08

Caro Andrea,

come ti avevo promesso, sto preparando un elenco dei palazzi senatori, con una breve descrizione. Ho paura però che venga tutto troppo lungo! (le famiglie senatorie sono un centinaio...)

Ho inserito indirizzo e l'indicazione: visitabile/non visitabile/distrutto. Dove ho scritto non visitabile, in realtà in alcuni casi è possibile visitare almeno il cortile, l'atrio e lo scalone, ma bisogna sperare in un portiere magnanimo :mrgreen: , caso purtroppo sempre più raro :cry:

Ecco un primo estratto:

ALBERGATI :)
Via Saragozza 26-28. Non visitabile.
http://www.cisapalladio.org/annali/pdf/a10_04_saggio_Ricci.pdf
Gli Albergati avevano case in questa zona fin dal ‘200, mentre il palazzo attuale fu iniziato nel 1519 e concluso negli anni ’40 del ‘500. E’ stato attribuito a Baldassarre Peruzzi, ma sembra che questa attribuzione sia da respingere; certo è che la facciata, senza portico e ornata di bei portali in macigno e di un imponente cornicione di Lazzaro Casario, è veramente bella, pur mostrando qualche ingenuità provinciale nell’apparato decorativo. Nel ‘700 era diviso tra i due rami della famiglia (Albergati Capacelli e Albergati Vezza); Essendosi estinta la famiglia nell’800, è oggi di proprietà della famiglia Bersani. Conservava dipinti e affreschi del ‘600 e del ‘700. Oggi non è visitabile (tra l’altro recentemente un furioso incendio ne ha devastato il tetto, facendo temere per l’integrità del cornicione – ora il pericolo è rientrato); a mio giudizio comunque la facciata è la parte migliore.
Sempre degli Albergati era l’imponente palazzo costruito nelle campagne di Zola Predosa, passato poi ai Theodoli Braschi: ti consiglio di visitarlo perché è secondo me la più bella villa del bolognese, con un grandioso salone a doppio volume e numerose sale affrescate nel ‘700. (http://www.albergati.com)

ALDROVANDI :)
Via Galliera 8. In parte visitabile (è stato recentemente venduto e ahimé frazionato in appartamenti: la vendita non è ancora completata, quindi credo che sia ancora possibile visitare almento lo scalone e l’atrio).
http://www.palazzoaldrovandimontanari.it/
Dal ‘500 la famiglia iniziò a comprare case in via Galliera, ma la proprietà si ampliò tra ‘600 e ‘700 per opera del cardinale Pompeo Aldrovandi (di cui puoi vedere il sepolcro nella basilica di San Petronio, nella seconda cappella da lui completamente ridecorata). Il palazzo venne costruito tra il 1725 e il 1752 da Francesco Maria Angelini, cui si deve l’atrio d’ingresso, le sale del piano terra e lo scalone. Dal 1731 i lavori furono affidati ad Alfonso Torreggiani, che sostituì lo scalone con uno più grandioso e la bella facciata. Molte sale sono affrescate con soggetti mitologici. Interessante anche la galleria, in cui erano conservati 70 busti e rilievi di età romana, ceduti nell’800 al British Museum. All’estinzione della famiglia passò ai Montanari Bianchini; fino a pochi anni fa il comune aveva affittato tutta la parte della galleria sistemandovi la biblioteca comunale (oggi in sala borsa): in questo modo era possibile vedere la desolante teoria di nicchie vuote che un tempo ospitavano i reperti romani.
Il precedente palazzo senatorio della famiglia era posto all’angolo tra via S. Stefano e via de’ pepoli (in via Pepoli nacque Ulisse Aldrovandi, famoso naturalista del ‘600). Non visitabile.

ANGELELLI
Strada Maggiore 51, oggi Hercolani Fava Simonetti. Non visitabile
http://www.jacobite.ca/gazetteer/Bologna/AngelelliFamilyPalace.htm
Costruito dai Guidotti, fu venduto nel 1554 agli Angelelli e passò poi ai Malvezzi (1689). Notevole per i cortili a loggiati rinascimentali e per la cavallerizza, costruita nel ‘700 in fondo al giardino e poi adibita a teatro.

ARIOSTI
Via san Felice, 3. Non visitabile.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=6&anno=&cercaCartiglio=invia++&u=197#top
Famiglia antichissima, dal ramo di Ferrara discende Ludovico Ariosto. Le case della famiglia furono demolite nel 1735 quando fu costruito il nuovo seminario davanti alla Cattedrale di San Pietro. Il nuovo palazzo fu costruito nel 1729-30 al momento della riaggregazione della famiglia al Senato. Ha subito gravi danni bellici, ma la facciata tardosettecentesca è ancora visibile.

DALL’ARMI
Via IV Novembre, 5. Sede degli uffici della Sovrintendenza: probabilmente si possono visitare chiedendo il permesso.
http://certosa.cineca.it/chiostro/luoghi.php?ID=1323
Il palazzo fu cominciato nel 1613 da Floriano Ambrosini sul modello del Palazzo Magnani. Passò l’anno successivo ai Marescalchi. Notevole il vasto salone senatorio e le sale con gli affreschi di Guido Reni raffiguranti l’Aria e il Fuoco. Inoltre sono (o erano) presenti altri affreschi e decorazioni di pregio di Pellegrino Tibaldi, di Alessandro tiarini, di felice Giani.

AZZOLINI, più noto come POGGI :)
Via Zamboni, 33. Visitabile in quanto sede del rettorato e dei musei univesitari.
http://www.museopalazzopoggi.unibo.it
http://www.voltecupolesoffitti.com/pagine_php/edificio.php?id_edificio=7&lingua=0
Gli Azzolini comprarono il palazzo nel 1659 e vi abitarono fino all’estinzione nel 1701. Tale palazzo era stato costruito dal cardinale Giovanni Poggi, di famiglia cospicua, ma che non fu mai senatoria. Attribuito a Pellegrino Tibaldi, che affrescò mirabilmente l’interno con le storie di Ulisse e altre storie mitologiche. Il cortile è invece attribuito a Bartolomeo Triachini.

BANDINI
Via Ugo Bassi, 9. Distrutto
Famiglia che ebbe il senatorato per soli 29 anni. La loro casa fu distrutta nelle trasformazioni urbanistiche di inizio novecento.

BARBAZZI
Via Garibaldi 3 e 3/2. Non visitabile.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=6&anno=&cercaCartiglio=invia++&u=17
La famiglia, siciliana di origine, fu portata a Bologna da Andrea, celebre giureconsulto. Il palazzo, della seconda metà del ‘400, conserva un grande cortile con i lati a duplice ordine di loggiati tardo-gotici. All’interno si conservano anche pregevoli affreschi cinquecenteschi attribuiti a Niccolò dell’Abate. La facciata è invece priva di interesse.

BARGELLINI :)
Strada maggiore, 44. Visitabile, sede del Museo d’Arte Industriale e della Galleria Davia Bargellini.
http://www.comune.bologna.it/iperbole/MuseiCivici/museicivici2000ita/collezionibar.htm
Maestoso palazzo eretto tra il 1638 e il 1658 da Bartolomeo Provaglia, si caratterizza per i due telamoni, popolarmente detti “Giganti” (oggetto di un recente restauro, non proprio rispettoso). All’interno è degno di nota lo scalone settecentesco (attribuito a carlo Francesco Dotti, o ad Alfonso Torreggiani). All’estinzione della famiglia (1839), passò ai marchesi Davia, che si estinsero nel 1876. Il pregevole museo che vi ha sede espone oggetti vari dell’artigianato e dell’arte bolognese, con l’obiettivo di ricostruire un ambiente tipico del 6-700.

BECCADELLI
Via Testoni, 5. Non visitabile
La famiglia è antichissima, e molto illustre fino ala fine del medioevo, tuttavia entrò in Senato solo nel 1713.
Il palazzo più antico della famiglia è in via santo stefano 15, con un bel prospetto tardo-gotico. Nel 1665 la famiglia si trasferì nel palazzo Fasanini poi Orsoni, costruito alla fine del ‘500.

BENTIVOGLIO DOMINANTI
Via Zamboni, sul luogo dell’odierno Teatro Comunale. Distrutto
La Domus Magna dei Bentivoglio fu iniziata da Sante nel 1460 e completato dal suo successore Giovanni II, signore di Bologna. La sua grandezza e bellezza era leggendaria, con 2 cortili, giardini, loggiati, affreschi di Francesco Francia e Lorenzo Costa. Alla caduta del regime bentivolesco, nel 1507 fu raso al suolo dalla folla aizzata dagli avversari dei bentivoglio (principalmente i Marescotti) e oggi ne rimangono solo un frammento di affresco del Francia, esposto in Pinacoteca e due bellissimi capitelli marmorei (di cui uno con ritratto di Giovanni II) riutilizzati nella casa all’angolo tra via Galliera e Via San Giorgio.

A presto le prossime puntate :) procederò di 10 in 10 in modo da non appesantire la discussione: intanto fammi sapere se ti interessano altre notizie, in modo che le possa aggiungere a seguire. ;)


Daniele
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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » sabato 3 gennaio 2009, 15:50

Seconda parte.

le poche righe che scrivo per ogni palazzo sono tratte da:
CUPPINI Giampiero, I Palazzi senatorii a Bologna. Architettura come immagine del potere, Bologna 1974

Aggiungo la faccina :) per indicare i palazzi secondo me più meritevoli di una visita, quantomeno dall'esterno.

BENTIVOGLIO NON DOMINANTI :)
Via Belle Arti, 8. Non visitabile. In realtà parrebbe parzialmente visitabile da questo sito: http://urp.comune.bologna.it/WebCity/WebCity.nsf/464d17dabb47e89fc125669f0058bcb7/0df30e9be1bb45b3c1256617002a245a?OpenDocument, ma non ne sono certo.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=17&cercaCartiglio=+invia+&u=144&anno=#top
Appartenne al ramo secondario della famiglia, che potè rimanere in città in posizione di grande prestigio anche dopo la caduta della signoria bentivolesca.
Venne eretto dal conte Costanzo a partire dal 1551 e terminato entro il 1564. In realtà il cortile restò incompiuto fino a oggi. E’ uno dei primi palazzi bolognesi costruiti secondo il modello dei palazzi romani, senza portico e con ampia facciata scandita da un portale monumentale e da finestre con timpano (purtroppo, essendo i timpani scolpiti nella fragile arenaria bolognese, sono stati eliminati).

BEVILACQUA :)
Via d’Azeglio, 33. Non visitabile
http://www.uniluna.com/palazzobevilacqua.html
Residenza dei duchi Bevilacqua, di origine ferrarese, il palazzo fu costruito dai Sanuti a partire dal 1477, venduto a Giovanni II Bentivoglio nel 1484, passò poi ai Campeggi e ai Malvezzi, che lo vendettero ai Vincenzi (1739), di cui furono eredi i Bevilacqua (1776).
E’ l’esempio più bello rimasto in città dell’architettura quattrocentesca bolognese, specialmente per la facciata a bugnato, che riecheggia modelli fiorentini, e per il cortile a doppio ordine di logge. In facciata si conserva un fregio dipinto della scuola di Amico Aspertini.
Degno di nota il fatto che nel salone al pino terreno si svolsero tre sessioni del Concilio di Trento.

BIANCHETTI
Via Zamboni, 9. Non visitabile.
Frutto della ristrutturazione di precedenti case della famiglia, operata a partire dal 1497. Dell’epoca rimane solo il portico, mentre tutti gli ornati in cotto dei piani superiori (bifore e oculi) furono eliminati nel ‘700 quando il palazzo passò agli Hercolani.

DE’ BIANCHI
Via Santo stefano, 71. Non visitabile.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=3&anno=&cercaCartiglio=invia++&u=46
Costruito nella prima metà del ‘700 sulle case dei Seccadenari, di cui erano eredi i Bianchi, su progetto di Giuseppe Ambrosi. Riccamente affrescato dai maestri della pittura bolognese settecentesca, quali Flaminio Minozzi e Ubaldo Gandolfi. Vi si conserva una cappella ellittica con vari dipinti forse di Bartolomeo Cesi.

BIANCHINI
Via S. Stefano, 20. Non visitabile.
Ricostruito all’inizio del ‘500, conserva il portico e i loggiati del cortile originali. Gli altri ornamenti della facciata sono degli anni ’30 del ‘900.

BOCCADIFERRO
Via de’ poeti, 8. Non visitabile.
Il palazzo, costruito dalla famiglia Savi, conserva un cortile ornato di terrecotte e alcune sale affrescate.

BOLOGNETTI :)
Via Castiglione, 1. Non visitabile.
http://www.circolobononia.it/it/palazzo.php
Fu eretto a partire dal 1551 sul vecchio portico quattrocentesco e si caratterizza per la bella e fastosa decorazione scolpita, sia in facciata, sia nell’atrio d’ingresso. Pare che le sale del piano nobile fossero ornate da ricchi fregi dipinti cinquecenteschi.
Strada maggiore, 46. Non visitabile.
http://certosa.cineca.it/chiostro/luoghi.php?ID=1327
Palazzo di minore interesse del precedente, di origini cinquecentesche ma rimaneggiato nel 1742 e ancora nel 1912.

BOLOGNINI :)
Via S. Stefano 9-11. Non visitabile.
http://www.montanari1898.it/img.php?id=13
Il primo palazzo della famiglia è posto di fronte (via S. Stefano 18): eretto tra il 1451 e il 1455 da Pagno di Lapo Portigiani, con grande profuzione di ornamenti in cotto.
Anche il nuovo palazzo senatorio (eretto tra il 1521 e il 1525 per quanto riguarda le prime sei arcate di portico da sinistra) riprende la ricchezza di ornati in terracotta (capitelli, alcuni scolpiti da Properzia de’ Rossi, una delle pochissime donne scultrici di cui resti traccia nella storia dell’arte, e soprattutto teste in rilievo, forse opera di Alfonso Lombardi). Il resto della facciata fu completato entro il 1602. Tuttavia il disegno attuale della facciata non è quello originale, ma è frutto di una trasformazione operata dall’architetto Angelo Venturoli alla fine del ‘700 mantenendo comunque le sculture originali.
Ancora oggi è di proprietà dei Salina Amorini Bolognini.

BONCOMPAGNI :)
Via del Monte, 8. Non visitabile.
I lavori furono iniziati nel 1537 dalla famiglia da cui sarebbe uscito il papa Gregorio XIII. Il Senato concesse nel 1539 di occupare suolo pubblico per la facciata, considerata “ad urbis ornamentum”. In effetti il palazzo è di notevole architettura, da alcuni attribuito al Vignola (come il palazzo Boncompagni a Vignola e la villa Boncompagni alla Cicogna di san Lazzaro di Savena, altro monumento di pregio, benché incompiuto). E’ inoltre arricchito di elementi decorativi architettonici riccamente scolpiti, come il portale principale, le colonne della loggia del cortile e altri portali all’interno. Vi si conserva pure una bella scala elicoidale, che potrebbe avvalorare l’attribuzione al Vignola del palazzo (ricordo per esempio la magnifica scala elicoidale vignolesca del palazzo Farnese di Caprarola).

BONFIOLI (o BONFIGLIOLI)
Strada Maggiore 27-29. Non visitabile
http://www.voltecupolesoffitti.it/pagine_php/edificio.php?id_edificio=56&lingua=0
Si presenta con una elegante facciata neoclassica della fine del ’700, ma all’interno conserva notevoli fregi affrescati con soggetti mitologici dai grandi della scuola pittorica bolognese del cinque-seicento (Leonello Spada, Lucio Massari, Francesco Brizzi, Alessandro Tiarini). La loggia sul giardino è decorata con scene dalla Gerusalemme Liberata dello Spada, in collaborazione con Brizzi e Massari.


Daniele
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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » sabato 3 gennaio 2009, 19:48

Terza parte.

BOSCHETTI
Via Galliera 17. Non visitabile.
Eretto nel 1622, fu completamente ristrutturato alla fine del ‘700.

BOVI (o BOVIO), poi BOVIO-SILVESTRI :)
Via S. Stefano, 17. Visitabile limitatamente ai locali del piano terra: vedi ink
http://www.voltecupolesoffitti.com/pagine_php/edificio.php?id_edificio=16&lingua=0
Fu costruito intorno al 1420 forse su disegno di Fieravante Fioravanti e rappresenta un’interessantissima testimonianza di architettura gotica bolognese. I Bovio lo acquistarono nel 1548 e lo arricchirono nel ‘700 di notevoli dipinti.

BRASCHI ONESTI
Luigi Braschi Onesti, nipote di papa Pio VI, ottenne il seggio senatorio nel 1788, ma non ebbe mai residenza fissa a Bologna.

De’ BUOI
Via Oberdan, 24.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=4&anno=&cercaCartiglio=invia++&u=136#top
Risale alla fine del ‘400 e conserva di quell’epoca un cortile a loggiati.

CACCIALUPI
Via Galliera, 13. Non visitabile.
Bell’esempio di architettura tardo-gotica bolognese, pervenne per eredità ai Malvezzi. Restaurato nel 1906.

CACCIANEMICI
Via de’ Toschi, 11. Non visitabile.
Famiglia antichissima, ottennero la dignità senatoria nel 1466, ma, caduti in disgrazia presso Giovanni II Bentivoglio, furono banditi nel 1473 e si estinsero nel ‘500.
Il palazzo fu incendiato dai Bentivoglio e ricostruito nel 1474, ma è privo di particolare interesse.

CALDERINI
Piazza Calderini, 4. Non visitabile.
Fu iniziato nel 1639 e dotato di una semplice facciata nel 1723. Alcune sale sono ornate di belle pitture della fine del ‘700.

CAMPEGGI
Il palazzo senatorio di questa importante famiglia (che annovera anche diversi cardinali e vescovi) è quello ex-Sanuti: vedi Palazzo Bevilacqua. L‘antica residenza della famiglia era in via d’Azeglio 35.

CAPRARA :)
Via IV Novembre 22-24. Non visitabile
http://certosa.cineca.it/chiostro/persone.php?ID=481283
http://www.demaniore.it/opencms/opencms/demanioRe/homePageSezione/magazine/proprieta-d-italia/home/1210948812447.html?breadCrumb=dettaglio
Il monumentale palazzo fu ricostruito entro il 1603 su progetto di Francesco Morandi detto il Terribilia. Nel 1705 fu rinnovato all’interno con la costruzione de scalone. Nel rinnovamento settecentesco fu inglobato anche il palazzo adiacente porticato, originariamente degli Amorini. In età napoleonica divenne residenza vice-reale e accolse anche Napoleone nel 1805; fece poi parte del patrimonio dei Duchi di Galliera: in particolare, il principe Alberto d’Orleans, Duca di Montpensier, lo restaurò nel 1873 e lo arricchì di splendidi oggetti d’arte, purtroppo dispersi all’inizio del ’900.
Oggi è sede dela Prefettura.

CARBONESI
Via d’Azeglio 25-27. Non visitabile.
http://www.culture.gouv.fr/public/mistral/joconde_fr?ACTION=RETROUVER&FIELD_1=Ctyob&VALUE_1=&FIELD_2=AUTR&VALUE_2=ABATE%20Nicolo%20dell&FIELD_3=Clieu&VALUE_3=&FIELD_4=REPR&VALUE_4=&FIELD_5=Cdate&VALUE_5=&FIELD_6=Cdecv&VALUE_6=&FIELD_7=LOCA&VALUE_7=&FIELD_8=Mat%E9riaux%20%2f%20Techniques&VALUE_8=&FIELD_9=Titre&VALUE_9=&NUMBER=43&GRP=0&REQ=%28%28ABATE%20Nicolo%20dell%29%20%3aAUTR%20%29&USRNAME=nobody&USRPWD=4%24%2534P&SPEC=9&SYN=1&IMLY=&MAX1=1&MAX2=1&MAX3=100&DOM=All
Antichissima famiglia ghibellina, che però ricoprì la funzione senatoria per pochissimi anni all’inizio del ‘500.
Vi si trovava il famoso “Geroglifico”, dipinto da Niccolò dell’Abate in onore di papa Giulio III, cancellato tra il 1765 e il 1775 (BEGUIN, S., A lost Fresco of Niccolo dell'Abate at Bologna in honour of Julius III, The Journal of the Warburg and Courtauld Institutes, XVIII,(I955), I I9).

Daniele
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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » sabato 3 gennaio 2009, 19:49

Quarta parte.

CASALI
Via Miola. Distrutto. All’altezza dell’attuale via Farini 24-26.
Anticamente dei Pepoli, fu ricostruito alla fine de ‘400. Vi si trovavano due camini affrescati da Ludovico Carracci con Prometeo e la Sibilla. Quando fu creata l‘attuale via Farini, fu dapprima fatto un tentativo di rimodernare il palazzo, ma l’imperizia dell’architetto cui era stato affidato il compito provocò il crollo di tutta la costruzione. Attualmente al suo posto si trova un edificio di non eccelsa architettura.

CASTELLI
Via Montegrappa 3/2-5. Via Porta di castello 1. Non visitabile
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=17&cercaCartiglio=+invia+&u=182&anno=
Nel prospetto settentrionale sono visibili avanzi dell’originaria fabbrica quattrocentesca. Per il resto è opera settecentesca di Francesco Tadolini. Purtroppo la guerra ha danneggiato la bella scala interna.

CATTANI
Via Malcontenti, angola via Bertiera. Distrutto
Fu dei Cattani fino alla loro estinzione (1653), passò poi ai Grassi. Ristrutturato nel 1780 è stato ricostruito di recente.

COSPI
Via Castiglione, 21. Non visitabile.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=7&anno=&cercaCartiglio=invia++&u=30#top
Edificio della metà del ‘400 con semplice facciata ornata di un ricchissimo cornicione in cotto. I Cospi lo ereditarono dai Sampieri nel 1614, e lo ornarono internamente con una sfarzosa decorazione pittorica probabilmente opera di Michele Angelo Colonna.

DAVIA
Via Cesare Battisti, 7. Non visitabile.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=&nome=davia&via=&ricercalib=&cercaCartiglio=+invia+&u=203&anno=
Il palazzo fu eretto alla metà del ‘400 dai Fibbia ed è caratterizzato da un cortile a duplice ordine di loggiati. Pervenne nel 1648 ai Davia, che provvidero a farlo decorare internamente da Carlo Cignani e Antonio Burrini e altri.

DONDINI GHISELLI
Via Barberia, 23. Non visitabile.
http://www.emiliaromagna.beniculturali.it/index.php?it/108/ricerca-itinerari/0/179
Edificato su un precedente palazzo degli Zambeccari nel 1751-53, su probabile disegno di Alfonso Torreggiani. All’interno si trova un bello scalone di Giangiacomo Dotti.

FACCHINETTI
Via San Gervasio. Distrutto.
Famiglia di umilissime origini da cui uscì il papa Innocenzo IX. Il palazzo venne costruito tra il 1572 e il 1581 e passò, all’estinzione dei Facchinetti ai loro eredi Pamphilij e poi ai Doria. Fu demolito quando fu aperta l’attuale via Ugo Bassi.

FANTUZZI :)
Via San Vitale, 23. Non visitabile.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=6&anno=&cercaCartiglio=invia++&u=91#top
http://www.jacobite.ca/gazetteer/Bologna/PalazzoFantuzzi.htm
E’ uno dei più caratteristici palazzi della città, a causa della monumentale facciata ornata dal finissime decorazioni in macigno (fra l’altro rappresentanti a grande scala l’elefante, simbolo araldico della famiglia). Fu eretto tra il 1517 e il 1538 forse su disegno di Andrea da Formigine (si fa anche il nome di Sebastiano Serlio). All’interno invece i lavori proseguirono fino al 1590 per opera di Bartolomeo Triachini. Nel 1680 il palazzo si arricchì di uno dei primi scaloni monumentali bolognesi, su disegno di Paolo Canali.

FELICINI :)
Via Galliera, 14. Non visitabile.
http://www.bibliotecasalaborsa.it/content/cartigli/index.php?IDsogg=9&anno=&cercaCartiglio=invia++&u=161
La prima residenza della famiglia fu in via C. Battisti, 23, elegante palazzo tardo-gotico. Il vero palazzo senatorio però si considera quello eretto a partire dal 1497 in via Galliera, forse l’esempio meglio conservato di palazzo di età bentivolesca, caratterizzato da una lunga facciata porticata ornata da decorazioni in cotto e da un bel cortile a loggiati. Fu addirittura definito una dimora conveniente per un principe o un sovrano, e probabilmente non doveva discostarsi molto (anche se più in piccolo) dal Palazzo di Giovanni II Bentivoglio.
Il palazzo passò poi alle famiglie Fibbia e Fabbri, che lo arricchirono di notevoli affreschi nel Sei-Settecento.

FIBBIA
Vedi Palazzo DAVIA, e Palazzo FELICINI


Daniele
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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » sabato 3 gennaio 2009, 21:27

Ho aggiunto nella prima e seconda parte alcuni link (di qualità disuguale :roll: ), che presentano alcune fotografie dei palazzi citati, e quindi possono dare un'idea migliore che le mie poche righe. ;)


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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda AndreaSperelli » domenica 4 gennaio 2009, 11:37

Grazie mille per il contributo eccellente! veramente degno di una sua propria pagina su Wikipedia, inoltre immagino che sarà un utile guida per tutti coloro che avranno la stessa mia curiosità in futuro, infatti, scrivendo "palazzi senatorii bolognesi" su google si ottiene questo topic come primissimo risultato!

Ancora grazie e complimenti ;)

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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » domenica 4 gennaio 2009, 12:16

Grazie dei complimenti, veramente immeritati :oops:

Comunque, ho aggiunto altri link nella terza e quarta parte, e a breve inserirò le parti che ancora mancano ;)


Daniele
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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » martedì 6 gennaio 2009, 23:37

Quinta parte

E siamo a metà ;) Per i link vi chiedo di attendere un po' :|

FOSCHERARI
Via de’ Foscherari, 17. Distrutto
Eretto tra il 1541 e il 1543, conservava all’interno pregevoli dipinti di Tiarini, Massari, Michele Angelo Colonna. E’ stato distrutto nell’ultima guerra.

GESSI
Strada Maggiore, 20. Non visitabile.
Ricostruito nel 1580 da un architetto vignolesco con ampio portico dominato dallo stemma di Gregorio XIII, parente dei Gessi.
Via Montegrappa, 9. Non vistabile
Acquistato nel 1622, era il palazzo quattrocentesco dei Sassoni, e venne ristrutturato nel 1695, e ancora nel 1792 dotato di nuova facciata. E’ oggi sede di un albergo e di un cinema-teatro.

GHISELLI VASSELLI
Via Santo Stefano 63, oggi delle suore Ancelle del Sacro Cuore. Non visitabile
Ha una bella facciata dei primi del ‘500, anche se in realtà le bifore risalgono al restauro del 1927. All’interno si conservano affreschi del Guercino, già a Cento, oltre ad altre pregevoli opere.

GHISILARDI :)
Via Manzoni 4. Visitabile in quanto sede del Museo Medievale.
E’ uno dei più interessanti palazzi signorili del Quattrocento bolognese, in particolare per l‘elegante facciata e il bel cortile a loggiati. All’internl è ospitato il Museo Medievale, estremamente interessante per le collezioni che documentano la storia della città; inclusa nel percorso di visita è anche la medievale torre Conoscenti, bell’esempio di torre gentilizia bolognese. Nel palazzo adiacente, palazzo Fava, in procinto di diventare una delle sedi del museo della città voluto dalla Fondazione Carisbo, si trova uno dei primi fregi affrescati dei Carracci, con le storie degli Argonauti.

GHISILIERI
Via Ugo Bassi 32. Distrutto: avanzi della facciata e del cortile
Il palazzo era un’interessante testimonianza dell’architettura bentivolesca, ma colpit duramente nel corso dell’ultima guerra, ne rimangono soltanto avanzi della facciata, con ricchi ornamenti in cotto e parte del cortile a loggiati.
A partire dal 1551 la famiglia si trasferì nel palazzo dei Caccialupi, vedi sopra.

GOZZADINI
Via Santo Stefano 36, oggi Zucchini. Non visitabile
I Gozzadini, una delle famiglie più importanti della città, avevano diverse abitazioni. Il palazzo senatorio, iniziato nel 1465, con il portico decorato da bellissimi capitelli marmorei, fu acquistato dalla famiglia nel 1496 e ultimato entro il 1536. Il bel portale fu eseguito nel 1542. La facciata fu completata in un restauro del 1902. All’interno sono degni di nota il cortile di origine cinquecentesche e lo scalone settecentesco costruito da Francesco Angelini.
Anche il maestoso portico della chiesa di San Bartolomeo sotto le due torri, decorato di finissime decorazioni in arenaria, fu eretto tra il 1515 e il 1530 da Andrea da Formigine come base del palazzo dei priori di San Bartolomeo, carica ereditaria della famiglia. Passata la chiesa ai Teatini, il portico fu utilizzato come facciata della nuova chiesa barocca.

GRASSI :)
Via Marsala 10-12, oggi sede del Circolo Ufficiali di Presidio. Non visitabile
Il palazzo è antichissimo, ed è caratterizzato da un portico ligneo, uno dei pochissimi esempi superstiti in città, del XIII sec., e da monofore del XIII e XIV sec. Fu acquistato dai Grassi nel 1466 e modificato internamente in epoche successive. All’interno si trova il cortile con intagli quattrocenteschi attribuiti a Properzia de’ Rossi. Le sale interne furono decorate nel Settecento dai migliori artisti dell’epoca.

GRATI
Strada Maggiore 4. Non visitabile
Innalzato intorno alla metà del Quattrocento, si caratterizza per l‘elegante portico e per il cortile a loggiati. Le finestre in facciata sono un falso aggiunto nel 1862. Una delle eleganti bifore originali è conservata al museo Civico.

GRIFFONI
Via Barberia. Distrutto
Si trovava al posto dell’attuale Palazzo Monti.

GUASTAVILLANI
Via Castiglione 22. Non vistabile
I palazzo fu iniziato nella prima metà del ‘500 all’angolo tra via Castiglione e via dei Chiari; il tratto di facciata verso vicolo Monticelli risale al 1824. Interessanti lo slanciato portico rinascimentale, in cui è visibile un affresco con lo stemma dei Guastavillani, e il cortile a tre ordini di logge.
Interessantissima anche la villa Guastavillani a Barbiano, sui colli di Bologna, iniziata nel 1575 dal cardinale Filippo Guastavillani, nipote di Gregorio XIII, oggi dell’università e periodicamente visitabile.


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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » mercoledì 7 gennaio 2009, 17:10

Sesta parte

GUIDOTTI
Via Farini 9. Non visitabile
I Guidotti iniziarono ad acquistare case in questa zona dalla seconda metà del ‘300, e tra il 1457 e il 1478 le demolirono per innalzare l’attuale palazzo di cui si conserva il grande cortile a due ordini di loggiati. La lunga fronte porticata venne eretta tra il 1523 e il 1539, ma non venne mai completata. Nella seconda metà del Settecento, furono effettuati importanti lavori di abbellimento, con lo scalone progettato da Francesco Tadolini (l’affresco dello sfondato è di Ubaldo Gandolfi). Tra il 1863 e il 1868, in seguito all’apertura di via Farini, l’esterno del palazzo fu completamente rimodellato, riutilizzando però per il portico i capitelli cinquecenteschi. In questa trasformazione andarono persi preziosi affreschi seicenteschi di Angelo Michele Colonna ed altri.

HERCOLANI :)
Via Santo Stefano 30. Non visitabile
Costruito alla fine del ’400, aveva la facciata ornata di decorazioni in macigno, ma fu sostituita nel 1912 dal Collamarini. Originali sono invece il cortile porticato e lo scalone cinquecentesco. Questa era la residenza del ramo senatorio primogenito della famiglia.
Strada Maggiore 45. Visitabile in quanto sede della facoltà di Scienze Politiche.
All’estinzione del ramo primogenito della famiglia, il senatorato pervenne nel 1785 al ramo principesco, che fece erigere, su disegno di Angelo Venturoli, quello che è considerato l’ultimo palazzo senatorio di Bologna. Si caratterizza per il grandioso atrio d’ingresso e per lo sclone d’onore. Varie stanze sono decorate con affreschi dei primi dell’800. Molto bello è anche il vasto giardino aperto all’inizio dell’800.

ISOLANI :)
Via Santo Stefano 16. Non visitabile
La primitiva residenza della famiglia è la casa di strada maggiore 19, caratterizzata dalla facciata romanico-gotica del XIII sec. (ma restaurata nel 1877) preceduta da un altissimo portico su stilate lignee (vedi palazzo GRASSI). Avendo ricevuto l’eredità della famiglia Lupari (1671), si trasferirono nel loro palazzo in piazza Santo Stefano, collegandolo alla primitiva residenza e al palazzo adiacente ex-Bolognini (vedi sopra). Nel 1708 iniziarono i lavori di rifacimento della facciata, lavori completati nel 1778. All’interno si conserva un bel cortile cinquecentesco, una scala elicoidale da alcuni attribuita al Vignola, e stanze con affreschi settecenteschi. Il palazzo è ancora di proprietà della famiglia, e recentemente è stata creata una galleria commerciale che unisce i vari corpi di fabbrica, permettendo la visione dei cortii interni.
Di estremo interesse è anche la visita del complesso di Minerbio, di cui gli Isolani furono creati conti nel 1520. Si tratta della rocca, in cui si conservano affreschi recentemente riscoperti di Amico Aspertini, del palazzo cinquecentesco, della caratteristica torre colombaia, forse del Vignola, e del borgo con strada porticata.

LAMBERTINI
Via Nazario Sauro, 18, oggi sede del liceo Classico Minghetti. Non visitabile.
L‘antico palazzo senatorio, ormai distrutto dagli sventramenti del primo Novecento, era in via Orefici, ed era stato eretto a partire dal 1522 su disegno di Baldassarre Peruzzi. Il palazzo di via Nazario Sauro fu costruito a partire dal 1570 e venduto nel 1656 ai Malvezzi Lombardi. All’interno si conservano un bel cortile a logge e una sala con un fregio affrescato cinquecentesco. Dopo il 1656 i senatori di casa Lambertini non ebbero una residenza fissa, e abitarono il palazzo di via C. Battisti 9, affittarono il palazzo Boncompagni, vedi sopra, e infine acquistarono nel 1731 il palazzo Vizzani, in cui ebbero residenza fino all’estinzione nei primi dell’800.

LEGNANI
Via d’Azeglio 38. Non visitabile; in restauro per diventare una delle sedi del tribunale: forse in questa nuova veste potrà essere parzialmente visitabile.
Il palazzo fu iniziato nel 1587 con una monumentale facciata simile a quella del palazzo Caprara. Nel ‘600 venne aggiunto il monumentale scalone. In seguito all’apertura di via Farini, il palazzo venne completamente ristrutturato all’esterno. All’interno si conserva l‘atrio cinquecentesco che organizza tre cortili a loggiati e si conclude con una prospettiva architettonica settecentesca di Francesco Tadolini, racchiudente un Ercole del fratello Petronio. Anche in questo palazz la preziosa decrazione barocca, tra cui una prospettiva di Antonio Bibiena è andata perduta con i lavori ottcenteschi.

LINI o DAL LINO
Via San Vitale 58. Non visitabile.
Conserva l‘atrio e il cortile del cinquecento e una loggetta quattrocentesca.

LOIANI :)
Strada maggiore 34. Visitabile, in quanto sede del Museo della Musica.
Il palazzo fu costruito nel 1511 e considerato all’epoca uno dei più belli di Bologna. Passato nel 1569 ai Riario, fu da questi ampliato, con la riedificazione del portico. Acquistato alla fine del ‘700 da Antonio Aldini, personaggio eminente dell’entourage napoleonico, fu ristrutturato secondo il gusto neoclassico, ma conservando il ricco fregio cinquecentesco della facciata. Anche le sale interne vennero riccamente ornate, fra gli altri, da Antonio Basoli, Pelagio Palagi, Felice Giani. Meritevole di visita il Museo della Musica, che conserva importanti manoscritti, strumenti musicali antichi, ritratti, fra cui un bellissimo ritratto del Farinelli.

LUDOVISI
Via Oberdan 9. Non visitabile
Il palazzo, risalente al quattrocento, era impostato su un portico ligneo e ornato da una grande bifora marmorea. Fu completamente rifatto tra il 1770 e il 1781 dalla famiglia Tubertini.

LUPARI
Via Santo Stefano 16, vedi palazzo ISOLANI

MAGNANI :)
Via Zamboni 20. Visitabile
Il palazzo fu eretto tra il 1576 e il 1592 per volere di Lorenzo Magnani su disegno di Domenico Tibaldi e rappresenta uno dei più begli esempi di palazzo cinquecentesco a Bologna, tanto che fu modello per altri palazzi, come il palazzo DALL’ARMI e il palazzo Zani in via Santo Stefano. All’interno, nel grande salone d’onore, si conserva il famoso fregio carraccesco con le storie di Romolo e Remo, eseguito fra il 1587 e il 150, comprendente quattordici episodi tratti da testi di Tito Livio. Sempre ne salone si trova un monumentale camino ornato della rappresentazione dei Ludi Lupercali. Altri camini sono ornati da affreschi di Bartolomeo Cesi. Quattro affreschi carracceschi furono asportati dal palazzo alla fine del ‘700 e collocati nel palazzo Segni Masetti in Strada Maggiore. All’estinzione della famiglia nel 177, il palazzo è passato prima ai Guidotti e poi ai Malvezzi Campeggi. Infine è stato acquistato dal Credito Romagnolo che vi ha insediato una ricca collezione d’arte.


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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » martedì 13 gennaio 2009, 0:43

Settima parte.

MALVASIA :)
Strada Maggiore 22. Non visitabile.
Il primo ramo senatorio ebbe residenza nel palazzo GHISILIERI. Il secondo in Strada Maggiore, in un palazzo ricostruito a partire dal 1535. Tra il 1750 e il 1771 venne sfarzosamente ristrutturato all’interno, con la creazione di uno scenografico scalone bibienesco, caratterizzato dall'accentuato dinamismo della rampa elicoidale. Risedettero anche in via Zamboni 14-16, nel palazzo ex-MANZOLI.

MALVEZZI
La famiglia, fra le più importanti di Bologna, si divise in vari rami, alcuni dei quali senatorî, che ebbero varie residenze nella zona di via Zamboni.
MALVEZZI DELLA CA’ GRANDE
Via Belmeloro 4. Visitabile in quanto annesso al rettorato dell’università: vedi palazzo AZZOLINI.
Ramo principale, conti e marchesi di Castelguelfo. l‘attuale edificio fu iniziato nel 1444 e ampliato nel 1466. Privato delle decorazioni in cotto nel Seicento, esse furono ripristinate nel 1930-31. All’interno si trovava il teatro Malvezzi, dei Bibiena, il principale della città prima dell’incendio che lo distrusse nel 1745.
MALVEZZI LOCATELLI LEONI BONFIOLI
Via Zamboni 26-28. Non visitabile.
Ramo dei conti della Selva. Completamente ristrutturato nel 1781 su progetto di Francesco Tadolini.
MALVEZZI CAMPEGGI :)
Via Zamboni 22. Visitabile in quanto sede della facoltà di Giurisprudenza.
Ramo dei conti e marchesi di Dozza. Eretto tra i 1522 e il 1548, si caratterizza per la bella facciata con intagli di macigno. All’interno si conservano sale affrescate, anche se il palazzo ha subito gravi danni durante la seconda guerra mondiale.
MALVEZZI DAL PORTICO BUIO, eredi dei MALVEZZI DE’ MEDICI :)
Via Zamboni 13. Non visitabile. Sede della provincia.
Il maestoso palazzo fu innalzato a partire dal 1559 su disegno di Bartolomeo Triachini. Lo scalone è invece opera del 1725 di Ferdinando Bibiena. Venduto alla provincia nella prima del ‘900, venne privato dei preziosi arredi interni e subì un intervento, non proprio felice, di completamento del cortile.

MANZOLI
Via Zamboni 14-16. Non visitabile.
L’edificio originario, di cui si conservano resti della facciata laterale su via Zamboni, fu compiuto attorno a 1520. All’estinzione della famiglia nel 1756, il palazzo fu acquistato dai Malvasia che lo ricostruirono tra il 1757 e i 1767.
Della famiglia era anche il castello di San Martino in Suverzano presso Minerbio, che, nonostante i restauri della fine dell’800 conserva intatto il suo fascino.

MARESCALCHI
Via IV Novembre 5, vedi palazzo DALL’ARMI.

MARESCOTTI CALVI :)
Via Barberia 4. Visitabile in quanto sede de DAMS.
Il grande palazzo quattrocentesco fu incendiato nel 1508 dai partigiani dei Bentivoglio perché i Marescotti avevano fatto distruggere la domus magna dei Bentivoglio. La ricostruzione iniziò subito a spese di coloro che ne avevano istigato la distruzione. Si caratterizza per la facciata incompiuta, limitata al solo vasto portico rinascimentale. All’interno si trova un elegante scalone barocco, opera di Gian Giacomo Monti. Varie sale sono decorate con preziosi affreschi e stucchi sei-settecenteschi.

MARSIGLI
Via d’Azeglio 46-48. Non visitabile.
Il palazzo, di origini quattrocentesche, venne ricostruito nella seconda metà del seicento e ulteriormente modificato nel 1735. L’altana del 1702 servì come specola dell’istituto delle Scienze fondato nel proprio palazzo da conte e generale Luigi Ferdinando Marsili.

MONTECALVI
Strada Maggiore 23. Non visitabile.
Vedi palazzo SEGNI.

MONTI
Via Barberia 13. Non visitabile.
Fu acquistato nel 1686 dai Monti, famiglia da poco nobilitata, e che ottenne il senatorato poco dopo. La ricostruzione iniziò nel 1720 su disegno di Carlo Francesco Dotti o di Alfonso Torreggiani.

ORSI :)
Via San Vitale 28-30, oggi Marconi. Non vistabile.
Iniziato nel 1549 e compiuto nel 1564 su disegno di Antonio Moranti detto il Terribilia. La grandiosa facciata è ornata di sculture in arenaria, purtroppo oggi quasi completamente erose. All’interno si trovano due cortili e uno scalone settecentesco, oltre a varie sale con decorazioni che vanno dal ‘500 al ‘700. Il palazzo è in condizioni di degrado, e si spera che il restauro in corso, voluto dalla proprietà, possa migliorare la situazione.

PALEOTTI
Via Zamboni 25. Visitabile, di proprietà dell’università.
Fabbricato composto dall’unione di tre edifici distinti avvenuta nel 1621 con l’acquisto del palazzo confinante dei Salaroli. Conserva un bel cortile quattrocentesco e le antiche e grandiose scuderie dei Bentivoglio. Anche il palazzo prospiciente (via Zamboni, 32) era dei Paleotti, e pur essendo stato la dimora del ramo non senatorio, si presenta più sfarzoso, con grandi cortili, uno sclone ornato di statue e un vasto salone d’onore. Questo palazzo ospitò memorabili feste organizzate da Cristina Du Sey dei duchi di Northumberland, moglie del marchese Andrea Paleotti.


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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda dpascale » mercoledì 14 gennaio 2009, 18:53

Ottava parte

PALTRONI
Via delle Dozelle, 2. Visitabile in occasione di mostre, sede della fondazione del Monte.
Bella dimora di età bentivolesca, impreziosita da terrecotte in facciata.

PAMPHILI
La celebre famiglia romana ereditò il palazzo dei FACCHINETTI.

PASI
Via Castiglione, 11. Non visitabile.
Eretto nel 1566 è un decoroso esempio di dimora nobiliare cinquecentesca.

PELLEGRINI
Via Testoni, 3. Non visitabile.
Incominciato nel 1536, si caratterizza per l’atrio, le scale e il cortile loggiato cinquecentesco.

PEPOLI
Questa potentissima famiglia, che ebbe tra i suoi membri anche due signori della città nel ‘300, Romeo e Taddeo, entrò in Senato nel 1506. Le loro dimore si trovavano fin dal ‘200 nel tratto iniziale di via Castiglione. Oggi si possono ammirare due grandi palazzi, uno di fronte all’altro, che furono entrambi in diverse epoche residenze senatorie.
Via Castiglione 6-10: palazzo Pepoli-Vecchio. Sarà in parte visitabile una volta terminati i restauri che ne faranno la sede principale del museo della città voluto dalla fondazione Carisbo. :)
Il palazzo comprende varie porzioni erette in epoche diverse. Il n. 6 fu iniziato nel 1344 da Taddeo Pepoli e terminato nel 1420. Invece, il corpo di fabbrica agli attuali civici 8-10 fu innalzato nella prima metà del Settecento imitando la facciata merlata del nucleo primitivo. All’interno si conserva il grandioso salone d’onore settecentesco a doppia altezza.
Via Castiglione 7. In parte visitabile, sede distaccata della Pinacoteca Nazionale. :)
Il grandioso palazzo fu eretto tra la fine del Seicento e i primi anni del Settecento, ed è caratterizzato dalle due monumentali facciate a bugnati che si affacciano su via Castiglione e via Clavature. All’interno si conservano notevoli ambienti, come lo scalone, ornato di affreschi che raffigurano Fatti di casa Pepoli, il salone d’onore, in cui si possono ammirare gli stemmi delle importanti famiglie alleate, e 3 sale con pregevolissimi affreschi mitologici di Giuseppe Maria Crespi, detto lo Spagnolo. Sono poi anche notevoli le opere d’arte qui esposte, provenienti in gran parte dalla quadreria della famiglia Zambeccari.

PIATESI
Distrutto
Le antiche case della famiglia si trovavano di fronte alla Cattedrale, e vennero distrutte in occasione della costruzione del nuovo seminario Arcivescovile. Il palazzo senatorio invece si trovava in via Galliera, e venne inglobato nel palazzo ALDROVANDI.

POETI :)
Via castiglione 23. Non visitabile.
Eretto nel 1465, è uno dei più interessanti esempi del Quattrocento bolognese, specialmente per gli ornamenti scolpiti del portico e della facciata e per il cortile a loggiati.

PURGHI o DAL PURGO
Distrutto
Si trovava in corrispondenza dell’attuale via Indipendenza 21.

RANUZZI :)
Piazza dei Tribunali 4, oggi Palazzo di Giustizia. Non visitabile
Il maestoso palazzo fu costruito dal senatore Carlo RUINI tra il 1572 e il 1584. Estinitisi i Ruini nel 1634, lo stabile risultava ancora non completato, probabilmente per quanto riguardava le rifiniture e le decorazioni interne. E’ attribuito a Palladio, quantomeno per la parte centrale: in effetti in quegli anni il maestro vicentino fornì alcuni disegni per la facciata di San Petronio. Se comunque un progetto palladiano ci fu, è probabile che sia stato pesantemente ritoccato da maestri bolognesi. I Ranuzzi acquistarono il palazzo nel 1679, e lo arricchirono sfarzosamente all’interno. In particolare, fu completato il cortile su disegno di Francesco Maria Angelini, e furono eseguiti numerosi dipinti dal Colonna e da Marcantonio Franceschini. Più tardi venne eretto lo scalone, uno dei più originali della città, a pianta ovale, probabilmente su suggestioni di Ferdinando Bibiena, che diede anche un disegno per la gran sala del palazzo. Tutti questi lavori furono compiuti nel 1695. Altri notevoli lavori di ornamentazione furono completati nel 1727. Nel 1822 il palazzo venne venduto al principe Felice Baciocchi, vedovo di Elisa Bonaparte. Questi fece eseguire nuovi lavori su disegno di Filippo Antolini e nuove decorazioni ad opera, fra gli altri, di Felice Giani; inoltre fece aprire davanti al palazzo l’attuale piazza dei tribunali. Nel 1870 fu acquistato dal comune e adibito a sede del tribunale.

RATTA
Via Castiglione 24. Non visitabile.
Innalzato a partire dal 1570, conserva all’interno due interessanti cortili, di cui uno risalente al Quattrocento. Un tempo era ornato di numerosi affreschi, fra i quali tre camini di Ludovico e Annibale Carracci.


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Re: Palazzi Senatori Bolognesi

Messaggioda San Marco » lunedì 19 gennaio 2009, 0:29

Credo che Interessante sia anche il volume " Delle Torri Gentilizie di Bologna e delle Famiglie alle quali prima appartennero " a cura di Giovanni Gozzadini edito nel 1875 e ristampato dalla Arnaldo Forni Editore nel 2007 se non altro come spunto, come partenza o paragone.
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