se dovessi esemplificare l’idea che è alla base di questo intervento, direi che parlare delle regole che sono alla base del nostro confronto, è un’occasione per irrobustire (se possibile migliorandolo) il confronto stesso.
L’intervento -che ridurrò al minimo- nasce da un’esigenza di chiarezza in ordine al modo in cui possiamo confrontarci, e al contenuto stesso dei nostri interventi.
La finalità che ispira questo forum è efficacemente così riassunta, dal nostro ospitale amministratore, nel regolamento:
“Lo scopo è quello di creare una palestra di discussione informativa sul complesso mondo dell’araldica, della genealogia e storia di famiglia e della storia degli ordini cavallereschi, intendendo mantenere lo scambio di opinioni, liberamente accettate nella loro diversità, nei limiti della correttezza, della civiltà e dell’educazione”.
Ne isolo i passaggi salienti, dai quali si evince la struttura del meccanismo
1-(il Forum è una) palestra di discussione informativa;
2-(nel Forum si vuole mantenere) lo scambio di opinioni;
3-(le opinioni sono) liberamente accettate nella loro diversità;
4-(i limiti imposti sono quelli) della correttezza, della civiltà e dell’educazione.
Più volte ho letto, tra le righe del nostro stesso amministratore, una richiesta di “scientificità”, che deve tradursi nella necessità di documentare per quanto possibile anche i propri singoli contributi.
Dunque, questo nostro contenitore è principalmente una “palestra”, ovvero un luogo figurato (o virtuale) in cui discutere (sugli oggetti indicati: araldica, genealogia, storia di famiglia, storia degli ordini cavallereschi), ed esercitarsi, laddove è evidente che l’esercizio implichi l’idea di uno sforzo mirato al raggiungimento, attraverso i numerosi passaggi dell’esperienza costellati anche di errori, di una buona conoscenza, prima di tutto metodologica, delle stesse materie.
Che questa interpretazione sia corretta lo conferma il carattere “aperto” del Forum, che infatti s’indirizza –leggo sempre dal regolamento- anche “alle persone amiche od interessate”.
Dunque, non un luogo riservato esclusivamente agli specialisti, ma un luogo di ricerca.
Appare quindi evidente che la ricerca, proprio perché finalizzata ad un certo risultato, sia anche (se non soprattutto) sperimentazione e verificazione (ed in questo senso ricordo una serie di proficue discussioni con l’ottimo Giovanni Grimaldi).
Al tirar delle somme, ritengo, insomma, che sia una caratteristica portante del nostro Forum quella di elaborare tesi, costruire procedimenti conoscitivi attraverso percorsi comuni (in questo senso ben s’inscrive quello “scambio di opinioni, liberamente accettate nella loro diversità”), e condividerne i risultati.
Se questo è vero, come credo, mi riesce tuttavia difficile comprendere il motivo per cui, da qualche settimana, non tutti hanno la possibilità di proporre i propri studi, sottoponendoci i rispettivi risultati.
Non vorrei personalizzare troppo la questione, anche perché il mio intervento serve a rendere chiaro, nei limiti del possibile, ciò che noi stessi possiamo o non possiamo fare, ma vorrei capire il motivo per cui –a quanto vedo- si siano cancellati preventivamente, o chiusi, certi interventi (tra cui uno mio
Io credo, alla luce di quanto ho semplicemente commentato, che non possa disconoscersi ad alcuno il diritto a sostenere, in modo ovviamente civile e rispettoso, una certa tesi, specie ove questa non sia frutto di solo ragionamento (il che comunque già la renderebbe apprezzabile) ma di ricerca documentata.
Capisco che nel merito (della ricerca) ciascuno possa essere perplesso o magari non interessato (come lo è chi scrive, come sapete, quando si avanzano idee su pretendenti ai titoli di case ex regnanti), ma questo implica solo che il disinteressato (come me) può rimanersene in disparte.
Personalmente posso dire d’essermi giovato in più di un’occasione di qualche riferimento contenuto in una certa esposizione, magari per ricerche che nulla avevano a che vedere con quella oggetto d’intervento.
Insomma, la ricerca di per sé è sempre utile, e su questo ritengo che siamo tutti d’accordo.
Ora io non voglio riaccendere divisioni o casi, specie se personali, ma chiedo a chi mi legge, a cominciare dall’amministratore degli Uberti, una conferma sulla mia interpretazione dei meccanismi del Forum, ed una riflessione –se volete- sul nostro percorso comune.
Io sono già debitore –e non è la prima volta che lo dico- di voi tutti: dall’amministratore che mi ha consentito l’ingresso in questo luogo, ai pazienti e preparati amministratori, ai singoli forumisti, ai quali tutti riconosco d’avermi arricchito, quantomeno sul piano metodologico (che poi resta il principale); e vorrei che questo confronto fosse ancora consentito a tutti, esattamente nei termini già analizzati, di uno “scambio di opinioni, liberamente espresse nella loro diversità”, senza più censure o chiusure preventive.
Grato per l’attenzione vi saluto.
Roberto Celentano



si arriva in cielo