"More nobilium"

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"More nobilium"

Messaggioda loxnotar » venerdì 24 febbraio 2012, 23:05

Nel 2012 come si deve intendere il "more nobilium",per me rimangono le attività intellettuali,da consentire ....da escludere le attività manuali e meccaniche (contadino meccanico)ma,alcuni lavori sono in una via di mezzo voi ,illustri colleghi di forum ,cosa ne pensate ...esiste una versione moderna del more nobilium??
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Re: "More nobilium"

Messaggioda contegufo » sabato 25 febbraio 2012, 19:00

Salve

Se è vero che il lavoro nobilita l'uomo qualsiasi impegno sarà apprezzabile compreso quello manuale.
Il concetto di "more nobilium" già da tempo ha perduto significato e solo chi è fermo in un eterno presente concluso da alte mura crederà ancora che non sporcandosi le mani si appartenga alla classe eletta.
Lavorare oltre che appagante rappresenta una valvola di sfogo a tensioni interiori, vuoi mettere vangare l'orto invece di 40 gocce di Valium?

Cordialmente
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Tilius » lunedì 27 febbraio 2012, 14:27

loxnotar ha scritto:Nel 2012 come si deve intendere il "more nobilium"...?


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Re: "More nobilium"

Messaggioda nicolad72 » lunedì 27 febbraio 2012, 16:42

Aggiungerei:
Buon livello culturale.
Professione di prestigio.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Tilius » lunedì 27 febbraio 2012, 16:55

nicolad72 ha scritto:Aggiungerei:

Io no.
Diventano criteri soggettivi di difficile e arbitraria valutazione.
Meglio affidarsi alla cruda, inequivocabile, brutale precisione del numero.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda nicolad72 » lunedì 27 febbraio 2012, 17:14

Specifico:
Almeno una Laurea Magistrale o titoli equiparati;
Un incarico dirigenziale o a questo assimilabile.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda MMT » lunedì 27 febbraio 2012, 17:38

considerazione nella Società e null'altro
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Re: "More nobilium"

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 27 febbraio 2012, 19:11

" I (...) che vantano la propria nobiltà al di sopra degli altri appaiano in effetti collocarla nella pigriza e nel'ignavia .
A null'altro dediti se non all'ozio inerte, trascorrendo la vita sedendo e sbadigliando, ricavando diche campare dalle loro terre . Per un nobile è cosa disdicevole dedicarsi all'agricoltura o all'amminstrazione del proprio patrimonio: i nobili (..) perdono il tempo seduti negli atri dei palazzi ovvero facendo equitazione. Possono essere anche disonesti ed inetti: purchè discendano da antichi casati, essi vanno proclamando la propria nobiltà . Inorridiscino di fronte al commercio come di fronte all'occupazione più turpe e più vile , e sono a tal punto arroganti pr la gloria derivanti dalla loro nobiltà che, per quanto un nobile possa essere povero e squattrinato, morirebbbe di fame piuttosto che dare una figlia in sposa ad un mercante anche ricchissimo . Preferirebbe praticare la rapina ed il furto , piuttosto che una forma di guadagno leggitima."


ma tuttavia

" Voglio aggiungere questo : le cariche, gli onori, le gesta, le magitrature il comando ed i trionfi non comportano la vera nobiltà se a tutto ciò non si mescola ed si aggiunge ( come se fosse una mediatrice ) la virtù . Tutte queste cose producono la fama e una sorta di ombra di gloria presso il volgo ignorante: la nobiltà, è prodotta dalla virtù."



da Poggio Bracciolini " La vera nobiltà " , 1440
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: "More nobilium"

Messaggioda Tilius » martedì 28 febbraio 2012, 8:39

nicolad72 ha scritto:Almeno una Laurea Magistrale o titoli equiparati;
Un incarico dirigenziale o a questo assimilabile.

Certo, son cose che corroborano una posizione, ma non ne costituiscono le premesse imprescindibili.
Ci sono indiscusse autorità in materia culturale (non frequenti, ma ci sono) che sono prive di laurea.
Così come ci sono liberi & affermatissimi professionisti dove il concetto di "dirigenziale" non si applica ("dirigono" sé stessi), o addirittura persona addette al lavoro manuale (OVVOVE!!! [angel] ), ad esempio artisti.
Ergo, trovo che sia meglio (e meravigliosamente in linea coi tempi) il limitarsi al crudo, numerico censo.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Tilius » martedì 28 febbraio 2012, 8:47

GENS VALERIA ha scritto:
" Voglio aggiungere questo : le cariche, gli onori, le gesta, le magitrature il comando ed i trionfi non comportano la vera nobiltà se a tutto ciò non si mescola ed si aggiunge ( come se fosse una mediatrice ) la virtù . Tutte queste cose producono la fama e una sorta di ombra di gloria presso il volgo ignorante: la nobiltà, è prodotta dalla virtù."



da Poggio Bracciolini " La vera nobiltà " , 1440

Caro Sergio, oggi come in passato, queste alte qualità dovevano essere insistentemente richiamate & propagandate come nobiliari, quando, se esse non fossero state, oggi come in passato, più una pia speranza o una bella aspirazione che non una realtà assodata, non si sarebbe sentita questa impellente necessità di riprenderle e sponsorizzarle con tanta insistenza, oggi come in passato.
Oggi come in passato, il cosiddetto "more mobilium" é oggettivamente limitabile alla sola sfera economica, incorrendo in una approssimazione meno grave di quanto non si avrebbe se si volessereo aggiungere altri parametri.

A questo si aggiunga la presenza ingombrante di quel "more", che pesa come un macigno, e non in senso di valutazione positiva, nell'espressione "more nobilium": come i nobili, ma non veri nobili... e questo distinguo semantico vale con qualunque significato si voglia attribuire alla parola "nobile".
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Re: "More nobilium"

Messaggioda antonio33 » martedì 28 febbraio 2012, 14:29

Se volete, date un occhiatina qui: http://digilander.libero.it/supam/FAMCOS.pdf .
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Re: "More nobilium"

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 28 febbraio 2012, 15:37

Tilius ha scritto: Caro Sergio, oggi come in passato, queste alte qualità dovevano essere insistentemente richiamate & propagandate come nobiliari, quando, se esse non fossero state, oggi come in passato, più una pia speranza o una bella aspirazione che non una realtà assodata, non si sarebbe sentita questa impellente necessità di riprenderle e sponsorizzarle con tanta insistenza, oggi come in passato.
Oggi come in passato, il cosiddetto "more mobilium" é oggettivamente limitabile alla sola sfera economica, incorrendo in una approssimazione meno grave di quanto non si avrebbe se si volessereo aggiungere altri parametri.

A questo si aggiunga la presenza ingombrante di quel "more", che pesa come un macigno, e non in senso di valutazione positiva, nell'espressione "more nobilium": come i nobili, ma non veri nobili... e questo distinguo semantico vale con qualunque significato si voglia attribuire alla parola "nobile".
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Sembra tu stia tessendo l'elogio della aristioplutocrazia ovvero limitando alla sola sfera economica la qualità nobiliare giustifichi in qualche modo il “more cafonum”. :D
Che poi la tensione all'Ideale, che era ed è caratteristica nobiliare, sia viva oppure alquanto sopita è il pacifico frutto della libertà personale.

I ricchi esprimono esclusivamente ricchezza ed il proprio stile di vita ( more ) è l'ostentazione di tale ricchezza ( bene fuggevole ).

I virtuosi esprimono esclusivamente virtù , lo stile di vita ( more ) è l'esercizio della virtù ( bene morale ).

Invece lo stile di vita del nobile sta nell'esercitare la virtù utilizzando beni materiali per soccorrere e sostenere coloro che vivono nel disagio e nella difficoltà avendo la fortuna di non essere oppresso dal bisogno materiale.

Qualora chi è nobile o come tale si atteggia, vivesse nella grettezza e nel vizio , avrebbe la fama di un meschino .
Qualora chi è nobile o vive da nobile , incarnasse la virtù e la grazia, utilizzando i propri beni in opere di carità avrebbe la fama di un magnanimo.

Gli ospedali e gli alberghi dei poveri, orfanotrofi, educandati , istituti per il baliatico che sorgono in molte città sono frutto di ciò che può essere espressione del binomio virtù – disponibilità economica (ed un pizzico di vanità) .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: "More nobilium"

Messaggioda antonio33 » martedì 28 febbraio 2012, 16:26

GENS VALERIA ha scritto:

Sembra tu stia tessendo l'elogio della aristioplutocrazia ovvero limitando alla sola sfera economica la qualità nobiliare giustifichi in qualche modo il “more cafonum”. :D


Sembra, ma non credo voglia....


Non sempre il denaro consente di vivere nobilmente.
Non sempre la povertà obbliga a tener comportamenti ignobili.

Diipende e varia da persona a persona, indipendentemente dallo status.
Antonio

PS: spesso Sergio dice meglio di me quel che io penso.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Tilius » martedì 28 febbraio 2012, 16:27

GENS VALERIA ha scritto: Invece lo stile di vita del nobile sta nell'esercitare la virtù utilizzando beni materiali per soccorrere e sostenere coloro che vivono nel disagio e nella difficoltà avendo la fortuna di non essere oppresso dal bisogno materiale.

Forse in antico i nobili soggiacevano all'obbligo "sociale" della carità ai poveri.
Oggigiorno non penso sia così (anche se sarebbe tanto bello se fosse così).

Qualora chi è nobile o come tale si atteggia, vivesse nella grettezza e nel vizio , avrebbe la fama di un meschino .
Qualora chi è nobile o vive da nobile , incarnasse la virtù e la grazia, utilizzando i propri beni in opere di carità avrebbe la fama di un magnanimo.

Appunto.
Tanto meschinità/magnanimità sono comportamenti supplementari (opposti) disgiunti dall'essere nobile (vero o self-made).

Gli ospedali e gli alberghi dei poveri, orfanotrofi, educandati , istituti per il baliatico che sorgono in molte città sono frutto di ciò che può essere espressione del binomio virtù – disponibilità economica (ed un pizzico di vanità) .

Verissimo. E anche delle donazioni di benefattori comunissimamente borghesi, ma con adeguata disponibilità economica.
Sempre lì si ritorna: forse sarebbe il caso di riconoscerla finalmente, la disponibilità economica, come discriminante vera e unica.
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Re: "More nobilium"

Messaggioda Tilius » martedì 28 febbraio 2012, 16:29

antonio33 ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto:Sembra tu stia tessendo l'elogio della aristioplutocrazia ovvero limitando alla sola sfera economica la qualità nobiliare giustifichi in qualche modo il “more cafonum”. :D

Sembra, ma non credo voglia...

Precisamente, caro Antonio (e caro Sergio): non voglio . [thumb_yello.gif]
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