LA NECESSITA' O MENO DI CREARE DEGLI "STUDI"

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

L'IAGI dovrebbe adottare l'uso di "Studi" su vari argomenti?

Credo sia necessario
5
38%
Solo su particolari temi
5
38%
Non credo proprio
3
23%
 
Voti totali : 13

LA NECESSITA' O MENO DI CREARE DEGLI "STUDI"

Messaggioda Grimaldi » giovedì 3 febbraio 2005, 14:41

Gentili consoci,
rieccoci insieme.
Il motivo che mi porta ad aprire questa nuova discussione ed a sottoporla alle vostre opinioni è presto detto.
Noto, in vari topic e lunghi discorsi, la tendenza a ribattere su alcuni temi che ritornano, come il "valore ed il concetto della nobiltà oggi", "l'araldica contemporarea e le sue regole da seguire", "gli elementi che rendono una genealogia riconosciuta o privata", ecc...
In alcuni casi i forum e le discussioni sono andati, più o meno, su una certa posizione più o meno condivisa, oppure il dibattito è andato scemando e si è spento....
Mi chiedevo allora se l'IAGI, ovvero noi soci tutti, non dovremmo adottare, in simili problematiche, una certa prassi da rendere comune.

Ovvero: non sarebbe opportuno, mi chiedo (e non so se già accade qualcosa di simile), che si riunisse, anche telematicamente, un'assemblea "virtuale" di soci per dibattere su di un problema, ascoltare e discutere sulle varie ragioni e posizioni dei consoci, al fine di arrivare ad una decisione comune su tale questione?
Decisione che costituirebbe la "posizione ufficiale dell'IAGI".

Come si usa fare in altre istituzioni si potrebbe chiamare tale discussione, la conseguente decisione, "Studio", con una sua titolatura, numero progressivo, ecc., per permettere anche a chi, come me, essendo neofita dell'IAGI, possa leggere lo "Studio" dell'IAGI su una tale problematica e capire quale è stata accettata come la posizione dell'IAGI su tale argomento.

Ovviamente (sempre se un qualcosa di simile non esista già) si potrebbe poi ridiscutere, con altre valide argomentazioni e necessarie petizioni dei soci, su un tema dibattuto ed eventualemente integrare e/o sostituire lo "Studio" precedentemente approvato su tale tema.

Io credo che sarebbe una scelta necessaria ed utile, anche per produrre una "casistica" ed una "dottrina" dell'IAGI sui vari argomenti che man mano potrebbero essere sottoposti all'attenzione dei soci.
E questo, ovviamente, non sarebbe la pretesa di "dettar legge" o "imporre idee da regime" su un certo argomento ma esprimere, democraticamente, la decisione alla quale, democraticamente, si è arrivati.
A tal fine il comitato centrale potrebbe dunque fornire quelle linee guida di cui necessita chi come me non conosce tante problematiche e non sa bene su tante questioni quale sia l'opinione generale dell'IAGI.

Gradirei moltissimo dei vostri pareri in merito.

Grazia a tutti.
Grimaldi
 

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 9 febbraio 2005, 1:13

Caro Giovanni,
per quanto non sia così amante della filosofia democratica del volere maggioritario di una comunità che non sempre è quello che persegue il fine della verità, penso che sia molto interessante la tua idea. Sarebbe utile per la direzione dell’IAGI sapere cosa pensano i soci riguardo a determinati argomenti, dalle genealogie fasulle, alle certificazioni araldiche et cetera.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda antonio_conti » mercoledì 9 febbraio 2005, 11:02

Caro signor Giovanni,
pur essendo socio Iagi da qualche anno, non saprei dire se quanto da lei proposto potrebbe appartenere al patrimonio dell'essere e dell'agire dell'Istituto.
Io ho inteso l'Istituto Araldico Genealogico Italiano come un centro di studio, un "luogo" dove appassionati e studiosi delle materie istituzionali dell'Istituto stesso possono dibattere e proporre all'attenzione di altri studiosi l'oggetto dei loro studi; si vedano gli strumenti messi a disposizione: la rivista "Nobiltà", i numerosi convegni organizzati ed anche questo prezioso ed unico Forum.
Dopo di che la scienza è libera (l'araldica poi non è solo scienza, ma anche arte...), ed io non sarei propenso ad irregimentarla entro paletti che non siano il metodo scientifico. Sui diversi argomenti sui quali si dibatte da tempo e si dibatterà ancora (che bello :D ), l'Istituto potrà continuare a svolgere la sua opera scientifica, ma senza arrivare a decisioni prese a maggioranza che mi appaiono democratiche (e quindi a me graditissime :!: ), ma poco scientifiche :wink: .

Cordiali saluti

Antonio Conti
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 9 febbraio 2005, 11:45

Gentili signori,
grazie per avermi risposto.
Come temevo forse la mia idea è stata da alcuni fraintesa e mi spiegherò dunque meglio.
Non si tratta, a mio avviso, di "decidere a maggioranza", di cercare il parere della maggioranza dei soci, ma si tratta di cercare la VERITA' OGGETTIVA dei problemi NON quella relativa!
Occorre dibattere per vedere chi, portando valide ed inoppugnabili argomenti storici, riesce a far capire la verità di un problema!
Quali temi accennavo? "Il valore ed il concetto della nobiltà oggi".
Può mai l'Istituto decidere "a maggioranza" che oggi la nobiltà ha valore giuridco in Italia e che i nobili sono una classe a parte???
Bisogna capire insieme la verità oggettiva!
A quali temi poi accennavo?
"L'araldica contemporarea e le sue regole da seguire".
Possiamo mai decidere che chiunque possa fare quello che vuole con l'araldica, usare come simbolo un disco spaziale e poi dire che quello è uno stemma tradizionale o storico?
Altra tesi: "Gli elementi che rendono una genealogia riconosciuta o privata". Possiamo mai "decidere" che chiunque si faccia una sua genealogia possa poi pretendere o anche solo affermare che quella sia davvero la sua?
Non sembra anche a voi che questo stato di cose, questa "libertà generale", trascenda quasi in anarchia e sfugga dalla seria e severa ricerca della verità (scopo ultimo di ogni studio!)???
L'Istituto Araldico Genealogico Italiano è un centro di studio, un "luogo" dove appassionati e studiosi delle materie istituzionali dell'Istituto stesso possono dibattere e proporre all'attenzione di altri studiosi l'oggetto dei loro studi, ma questo non vuol dire che chiunque può dire qualunque cosa, affermare qualunque tesi, prendere qualunque decisione in merito a materie scientifiche!
La scienza NON è un'opinione, è una verità oggettiva.
Non relativa a gusti, opinioni, impressioni personali.
Altrimenti il "centro di studi" diventa un circoletto dove stare con gli amici a chiacchierare, come un bar dove chiunque può dire la sua spacconata...
Non credo affatto, da come ho visto, capito e constatato che l'Istituto sia questo, anzi!
La base e la natura di esso è il rigore, la serietà scientifica, il rifiuto di tutto ciò che non è tale.
Ed è per questo, io credo, che occorra porre, per l'Istituto ed i soci stessi, dei punti fermi ai quali si è arrivati con dibattiti scientifici sui vari punti non ancora ufficialmente chiariti.
Scusatemi, esimi consoci, se ho dato l'impressione di essere troppo brusco e/o severo ma reputo che sia importante.
Grazie per l'attenzione.
Grimaldi
 

Messaggioda antonio_conti » mercoledì 9 febbraio 2005, 12:58

Grimaldi ha scritto:Gentili signori,
grazie per avermi risposto.
Come temevo forse la mia idea è stata da alcuni fraintesa e mi spiegherò dunque meglio.
Non si tratta, a mio avviso, di "decidere a maggioranza", di cercare il parere della maggioranza dei soci, ma si tratta di cercare la VERITA' OGGETTIVA dei problemi NON quella relativa!

Ho frainteso, ma era scritto: "E questo, ovviamente, non sarebbe la pretesa di "dettar legge" o "imporre idee da regime" su un certo argomento ma esprimere, democraticamente, la decisione alla quale, democraticamente, si è arrivati.".

"L'araldica contemporarea e le sue regole da seguire".
Possiamo mai decidere che chiunque possa fare quello che vuole con l'araldica, usare come simbolo un disco spaziale e poi dire che quello è uno stemma tradizionale o storico?
Sull'argomento rammento a me stesso i casi di stemmi nuovi realizzati da gli organismi araldici ufficiali di diversi Paesi. Chi non ricorda lo stemma concesso a Paul Mc Cartney, sul quale si dibattè in questo Forum qualche anno fa?
(...)
L'Istituto Araldico Genealogico Italiano è un centro di studio, un "luogo" dove appassionati e studiosi delle materie istituzionali dell'Istituto stesso possono dibattere e proporre all'attenzione di altri studiosi l'oggetto dei loro studi, ma questo non vuol dire che chiunque può dire qualunque cosa, affermare qualunque tesi, prendere qualunque decisione in merito a materie scientifiche!
Nella comunità scientifica (parlo in termini generali), chiunque può dire quello che vuole (un tempo no, e forse anche oggi in alcuni luoghi del pianeta Terra), è la comunità scientifica che lo giudica accogliendo, negando, spaccandosi in due o mille giudizi differenti. Credo.

La scienza NON è un'opinione, è una verità oggettiva.
Non relativa a gusti, opinioni, impressioni personali.
La scienza è innanzitutto dubbio e apertura mentale, naturalmente metodo.

Altrimenti il "centro di studi" diventa un circoletto dove stare con gli amici a chiacchierare, come un bar dove chiunque può dire la sua spacconata...
Non credo affatto, da come ho visto, capito e constatato che l'Istituto sia questo, anzi!
La base e la natura di esso è il rigore, la serietà scientifica, il rifiuto di tutto ciò che non è tale.
Ed è per questo, io credo, che occorra porre, per l'Istituto ed i soci stessi, dei punti fermi ai quali si è arrivati con dibattiti scientifici sui vari punti non ancora ufficialmente chiariti.
Non apprezzerei che (parafrasando l'ambiente politico), lo Iagi "dettasse la linea" ai suoi aderenti.

Scusatemi, esimi consoci, se ho dato l'impressione di essere troppo brusco e/o severo ma reputo che sia importante.
Grazie per l'attenzione.


Concordo appieno, l'argomento è importante.

Cordialmente

Antonio Conti
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 9 febbraio 2005, 13:44

Signor Conti,
come dicevo forse mi ero espresso male io.
Cercherò dunque di spiegarmi suntivamente:
1) Per democrazia intendevo una discussione nella quale non decide sull'argomento uno solo o un gruppo ristretto perchè quello "direttivo".
Ma un confronto fra i vari studiosi per appurare quale tesi è quella accettabile perchè dimostrata come oggettivamente veritiera.
2) Un ente ufficiale può rilascire lo stemma che ritiene opportuno. Altra cosa è se un privato lo fa e poi pretenda o meno che abbia la stessa forma ufficiale e lo stesso valore di quello rilasciato dal'ente.
3) L'Istituto è una comunità scientifica (il luogo NON ufficiale in cui si raccolgono, virtualmente o non solo, gli studiosi) ma è anche un'istituzione accademica, anche se privata. Non deve avere delle posizioni su cui si è arrivati proprio in base a "studi" e dibattiti sui vari temi? Che ne penserebbe il neofita come me che NON sa cosa ne pensa l'IAGI su un tema?
4) Il dubbio che lei dice della scienza è l'inizio della ricerca. Non è la scienza che proprio per essere tale si basa su verità oggettive. Il concetto stesso di scientifico è ciò che è dimostrabile "scientificamente" non ciò che è "in dubbio......" (quello semmai è il campo delle ipotesi, della ricerca...)
5) Non credo sia mai stata intenzione dell'IAGI "dettar legge" o porre "linee guida" ai suoi soci ma nemmeno credo che un'istituto scientifico non debba avere un patrimonio scientifico di base e delle posizioni accettate dai consoci (altrimenti che associazione sarebbe?).
Ognuno può dire anche cose non scientifiche ma non lo può fare a nome dell'istituto... Anche se finchè L'istituto non si esprime formalmente si lascia il campo al dubbio ed all'opinionismo.....

Questo è il mio pensiero signor Conti e reputo che purtroppo le persone a volte sembrano ritenere che il vivere in "democrazia" sia essere arrivati al "relativismo generale" per cui su ogni argomento, anche su ciò che dovrebbe essere "scientifico" ed "oggettivo", valga invece l'opinione personale...
La democrazia non presuppone che ognuno possa dire qualunque sciocchezza e pretendere che non sia giudicato, ignorato o contestato....
L'IAGI è una associazione di studiosi ma anche un'istituzione scientifica.
Per questo dovrebbe fornire, a vantaggio soprattutto di persone inesperte come me, degli "studi" per far comprendere il perchè ed il per come l'Istituto sia arrivato a quella determinata conclusione su un determinato problema.

In sostanza uno "Studio" sarebbe la decisione conseguente una discussione di un'assemblea dei soci.

Ovvero da un'assemblea "virtuale" di soci per dibattere su di un problema, ascoltare e discutere sulle varie ragioni e posizioni dei consoci si potrebe arrivare alla fine ad una decisione comune su una certa questione.

Lo studio avrebbe una sua titolatura, numero progressivo, ecc., per permettere anche a chi, come me, essendo neofita dell'IAGI, possa leggere lo "Studio" dell'IAGI su una tale problematica e capire quale è stata accettata come la posizione dell'IAGI su tale argomento.

In attesa di pareri saluto cordialmente.

Grazie per l'attenzione.
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » mercoledì 9 febbraio 2005, 17:23

La pubblicazione di specifici studi potrebbe essere davvero interessante. Chiedo però a Giovanni di illustrare le modalità in cui dopo una discussione dovrebbe venir approvato.
Forse più che un'accettazione democratoca ci vorrebbe un vera e propria equipe di persone.

Aspetto commenti anche dai "vertici", per capire la loro idea in merito.



Michele T.d.S.
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 9 febbraio 2005, 17:27

Caro Michele,
ho appunto aperto questo topic per avere io il vostro parere in merito a questa mia domanda e se fosse o meno opportuno approvare questa idea.
Credo che poi , come dici, si dovrebbero scegliere delle "commissioni" fra i soci più meritevoli, preparati e di vecchia "nomina" (chissà magari votati anche da tutti gli altri) per discutere sui vari "temi" sottoposti.
Le modalità del procedimento davvero ne dovremmo discutere con i nostri "vertici" dell'istituto.
Resto dunque in attesa.
Grimaldi
 

Messaggioda Grimaldi » martedì 15 marzo 2005, 15:41

Cari consoci,
noto tristemente che la mia attesa si prolunga ormai da più di un mese e non ho avuto nessuna risposta ufficiale dai nostri dirigenti IAGI.
La mia credevo che fosse una proposta valevole, utile e nonostante una parte di consoci che si è espressa in modo favorevole alla proposta della creazione di questi "studi" (o magari di sunti tratti magari da articoli già apparsi su "nobiltà" o su altre pubblicazioni dell'Istituto) tutto tace e resta lettera morta.
Come mai?
Non è che in questo modo si spegne l'entusiasmo e la voglia di collaborare dei consoci?
Comprendo che il periodo è fervido di lavoro ed impegno, ma non c'è proprio tempo per una risposta?
Grazie per l'attenzione.
Sperando di ottenere una gradita risposta.
Cordiali saluti.
Grimaldi
 

Messaggioda pierfe » mercoledì 16 marzo 2005, 18:58

Grimaldi ha scritto:Cari consoci,
noto tristemente che la mia attesa si prolunga ormai da più di un mese e non ho avuto nessuna risposta ufficiale dai nostri dirigenti IAGI.
La mia credevo che fosse una proposta valevole, utile e nonostante una parte di consoci che si è espressa in modo favorevole alla proposta della creazione di questi "studi" (o magari di sunti tratti magari da articoli già apparsi su "nobiltà" o su altre pubblicazioni dell'Istituto) tutto tace e resta lettera morta.
Come mai?
Non è che in questo modo si spegne l'entusiasmo e la voglia di collaborare dei consoci?
Comprendo che il periodo è fervido di lavoro ed impegno, ma non c'è proprio tempo per una risposta?
Grazie per l'attenzione.
Sperando di ottenere una gradita risposta.
Cordiali saluti.


Caro Giovanni,
mi rendo conto che non hai ancora capito come funziona lo IAGI.
Ti consiglio caldamente di frequentare le riunioni annuali, partecipare ai convegni e leggere Nobiltà.
Dopo aver fatto quanto ti ho esposto ritengo che potrai avere una idea più chiara di quali sono i nostri principi, la nostra libertà di pensiero nel rispetto delle idee "serie" degli altri, le nostre considerazioni e sopratutto le nostre continue realizzazioni.
In quanto alle risposte mancate alla tua idea... come hai visto da solo sono state quel numero esiguo che sono, perciò non possiamo perdere tempo per costruire un castello quando vediamo l'intervento di sole 4 persone interessate alla discussione.
Lo IAGI è la più numerosa organizzazione italiana del settore, ma pochissimi seguono il forum (che è il forum più seguito in Italia e con il maggior numero di interventi), perchè molti considerano il parlare in modo virtuale una perdita di tempo.
In quanto alla disponibilità IAGI tutto il consiglio direttivo è sempre a disposizione dei soci, e lo stesso presidente dedica almeno un'ora al giorno dalle 18 alle 19 dal lunedì al venerdì ai quesiti dei soci (non conosco altra organizzazione similare alla nostra nel mondo - e credi le conosco tutte - che dimostri altrettanta totale disponibilità ad aiutare i propri soci nelle loro richieste).

Come penso hai capito, noi valutiamo le persone per quello che realmente ed oggettivamente realizzano, non solo per le loro parole fossero anche le più accattivanti possibili.
Quindi ti prego di portare a termine gli studi che hai detto di essere disponibile a fare per lo IAGI, e ti ricordo che ieri era l'ultimo giorno che avevano i relatori per consegnare la propria relazione per San Marino, ma non mi è ancora pervenuto nulla...
Credo che dovresti focalizzare il tuo lavoro solo su alcuni punti e portarli a termine evitando di mettere troppa carne al fuoco.
Utilizzo questo post per farti conoscere l'indirizzo dell'Archivio di Simancas
http://www.mcu.es/archivos/visitas/arag ... index.html
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 17 marzo 2005, 12:53

Caro Pier Felice,
grazie per avermi risposto.
Noto però che forse la mia richiesta di delucidazioni con la proposta conseguente è stata forse fraintesa ed è sembrata forse una qualche critica al tuo personale operato o magari a quello dell'IAGI.
Lungi da me una simile intenzione, nemmeno velata.
La mia era solo una semplice constatazione, dovuta anche alla mia poca conoscenza dell'IAGI. Per tale motivo avevo richiesto se esistessero tali "studi", posizioni ufficiali già note e pubblicate o altro, che potessero aiutare chi, come me, è all'oscuro di tante cose e non sa come informarsi (non esiste, che io sappia, nemmeno un elenco preciso per argomenti, magari con recensioni, di articoli e/o relazioni già pubblicate).
Per quanto riguarda poi il termine ultimo per la presentazione delle relazioni non ne ero a conoscenza oppure mi è sfuggito. Ma come ben sai sono stato poco bene in questo ultimo periodo e ho rallentato, quasi fermato, molti miei impegni. Mi dispiace, ma è stata causa di forza maggiore.
Mi scrivi poi ".... noi valutiamo le persone per quello che realmente ed oggettivamente realizzano, non solo per le loro parole fossero anche le più accattivanti possibili...." Il sottoscritto non usa parole accattivanti, non cerco di "arruffianarmi" nessuno (ed uso un termine tipicamente napoletano) e questo ti è ben noto. Altro discorso è la stima verso persone come te ed istituzione come l'IAGI. Ed in quanto al "realizzato" ti ho già spiegato dell'impossibilità in quest'ultimo periodo.
Seguendo il tuo consiglio focalizzerò però il mio lavoro su una cosa per volta, per portare a termine i miei vari progetti.
Sperando di essere stato chiaro e di non aver scritto cose che potrebbero essere fraintese, ti saluto cordialmente con la stima e l'amicizia che ti porto.
Grazie infine per il link all'Archivio di Simancas.
A presto (anche per la relazione).

Giovanni
Grimaldi
 

Messaggioda Grimaldi » giovedì 14 aprile 2005, 15:02

Cari consoci,
scusatemi se riprendo questo tema che da un pò non era più stato trattato ma avrei alcune domande da porre.
Come mi hanno detto alcuni più esperti di me sulla questione il punto di vista dell'IAGI su alcuni particolari temi di interesse generale (da me già citati in questo topic) è quello desunto da pubblicazioni quali "Nobiltà".
Nell'ultimo numero che di essa mi è pervenuto leggo invece che gli autori sono i diretti responsabili degli articoli che su tale rivista appaiono e che quindi tali articoli non rivestono l'opinione dell'IAGI su un particolare tema.
Ho letto male?

Resto cmq del parere che per chi, come me, è all'oscuro di tante cose e non sa come informarsi, tanti pareri dell'IAGI su vari temi restano non chiaramente delineati.

Il neofita che entra nell'IAGi come me dove può leggere e quindi sapere che ne pensa l'associazione su temi quali il "valore ed il concetto della nobiltà oggi", "l'araldica contemporarea e le sue regole da seguire", "gli elementi che rendono una genealogia riconosciuta o privata", ecc...???
Non sarebbero utili degli articoli ad hoc (o un eventuale elenco di quelli già pubblicati su temi già trattati e riconosciuti ufficialmente dall'IAGI come valenti)?

Grazie ancora e scusate se ritorno sul problema.
Grimaldi
 

Messaggioda Grimaldi » mercoledì 27 aprile 2005, 14:45

Egr.i colleghi,
ancora una volta torno a sottoporre alla vostra attenzione questo problema.
Notando le molte domande che vengono poste da chi arriva da poco sul forum si può notare che in certi casi sono domande fra loro comuni, quelle tipiche da neofita ("Avete notizie sulla mia famiglia?" "Conoscete il mio stemma?" ecc.).

Non sarebbe allora il caso, magari di fare delle f.a.q., ma interne al forum stesso, ovvero un topic-avviso che risponda alle domande più comuni?

Ed inoltre, ribadisco, non occorrerebbe fare un topic-avviso con un elenco alle posizioni già espresse dagli amministratori del forum su varie questioni (come ad esempio http://www.anticheopinioni.it/Forum/vie ... php?t=1404 )?

Grazie per l'attenzione e scusate se ritorno sulla questione.
Grimaldi
 

Commissioni scientifiche

Messaggioda sebpasq » sabato 4 giugno 2005, 17:29

Sfruttando il titolo di questo topic mi chiedevo se lo IAGI o l'IISF avessero in seno dei comitati scientifici o commissioni di tale tipo; per esempio una commissione scient. genealogica, una araldica, e così via.
E se non ci sono ancora, sarebbe interessante sapere se in futuro lo IAGI avesse intenzione di dar vita a qualcosa del genere.

E soprattutto non so se agli altri soci IAGI questa sembri una buona idea.

Grazie e saluti.
sebpasq
 
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Re: Commissioni scientifiche

Messaggioda pierfe » sabato 4 giugno 2005, 18:30

sebpasq ha scritto:Sfruttando il titolo di questo topic mi chiedevo se lo IAGI o l'IISF avessero in seno dei comitati scientifici o commissioni di tale tipo; per esempio una commissione scient. genealogica, una araldica, e così via.
E se non ci sono ancora, sarebbe interessante sapere se in futuro lo IAGI avesse intenzione di dar vita a qualcosa del genere.

E soprattutto non so se agli altri soci IAGI questa sembri una buona idea.

Grazie e saluti.


Se legge il programma dell'Istituto Italiano di Storia di Famiglia, si rende ben conto che lo scopo dell'Istituto è quello di dare pareri ed istituire commissioni di studio nelle nostre materie, cosa che viene fatta dalla fondazione.
Pier Felice degli Uberti
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