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Grimaldi ha scritto:Gentili signori,
grazie per avermi risposto.
Come temevo forse la mia idea è stata da alcuni fraintesa e mi spiegherò dunque meglio.
Non si tratta, a mio avviso, di "decidere a maggioranza", di cercare il parere della maggioranza dei soci, ma si tratta di cercare la VERITA' OGGETTIVA dei problemi NON quella relativa!
Ho frainteso, ma era scritto: "E questo, ovviamente, non sarebbe la pretesa di "dettar legge" o "imporre idee da regime" su un certo argomento ma esprimere, democraticamente, la decisione alla quale, democraticamente, si è arrivati.".
"L'araldica contemporarea e le sue regole da seguire".
Possiamo mai decidere che chiunque possa fare quello che vuole con l'araldica, usare come simbolo un disco spaziale e poi dire che quello è uno stemma tradizionale o storico?
Sull'argomento rammento a me stesso i casi di stemmi nuovi realizzati da gli organismi araldici ufficiali di diversi Paesi. Chi non ricorda lo stemma concesso a Paul Mc Cartney, sul quale si dibattè in questo Forum qualche anno fa?
(...)
L'Istituto Araldico Genealogico Italiano è un centro di studio, un "luogo" dove appassionati e studiosi delle materie istituzionali dell'Istituto stesso possono dibattere e proporre all'attenzione di altri studiosi l'oggetto dei loro studi, ma questo non vuol dire che chiunque può dire qualunque cosa, affermare qualunque tesi, prendere qualunque decisione in merito a materie scientifiche!
Nella comunità scientifica (parlo in termini generali), chiunque può dire quello che vuole (un tempo no, e forse anche oggi in alcuni luoghi del pianeta Terra), è la comunità scientifica che lo giudica accogliendo, negando, spaccandosi in due o mille giudizi differenti. Credo.
La scienza NON è un'opinione, è una verità oggettiva.
Non relativa a gusti, opinioni, impressioni personali.
La scienza è innanzitutto dubbio e apertura mentale, naturalmente metodo.
Altrimenti il "centro di studi" diventa un circoletto dove stare con gli amici a chiacchierare, come un bar dove chiunque può dire la sua spacconata...
Non credo affatto, da come ho visto, capito e constatato che l'Istituto sia questo, anzi!
La base e la natura di esso è il rigore, la serietà scientifica, il rifiuto di tutto ciò che non è tale.
Ed è per questo, io credo, che occorra porre, per l'Istituto ed i soci stessi, dei punti fermi ai quali si è arrivati con dibattiti scientifici sui vari punti non ancora ufficialmente chiariti.
Non apprezzerei che (parafrasando l'ambiente politico), lo Iagi "dettasse la linea" ai suoi aderenti.
Scusatemi, esimi consoci, se ho dato l'impressione di essere troppo brusco e/o severo ma reputo che sia importante.
Grazie per l'attenzione.
Grimaldi ha scritto:Cari consoci,
noto tristemente che la mia attesa si prolunga ormai da più di un mese e non ho avuto nessuna risposta ufficiale dai nostri dirigenti IAGI.
La mia credevo che fosse una proposta valevole, utile e nonostante una parte di consoci che si è espressa in modo favorevole alla proposta della creazione di questi "studi" (o magari di sunti tratti magari da articoli già apparsi su "nobiltà" o su altre pubblicazioni dell'Istituto) tutto tace e resta lettera morta.
Come mai?
Non è che in questo modo si spegne l'entusiasmo e la voglia di collaborare dei consoci?
Comprendo che il periodo è fervido di lavoro ed impegno, ma non c'è proprio tempo per una risposta?
Grazie per l'attenzione.
Sperando di ottenere una gradita risposta.
Cordiali saluti.
sebpasq ha scritto:Sfruttando il titolo di questo topic mi chiedevo se lo IAGI o l'IISF avessero in seno dei comitati scientifici o commissioni di tale tipo; per esempio una commissione scient. genealogica, una araldica, e così via.
E se non ci sono ancora, sarebbe interessante sapere se in futuro lo IAGI avesse intenzione di dar vita a qualcosa del genere.
E soprattutto non so se agli altri soci IAGI questa sembri una buona idea.
Grazie e saluti.
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