Interpretazione di un testo biografico del XVIII sec.

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Interpretazione di un testo biografico del XVIII sec.

Messaggioda Salvennor » giovedì 10 giugno 2010, 23:32

Riferendosi al seguente testo

En este testamento el testador Dn. Luis tercero de este nombre, y padre natural de Dn. Juan, y Dn. Francisco de Castelvi, à màs de llamarlos con el nombre y appellido de Castelvì, dandoles el titulo de noblesa los llama aun con el nombre de hiyos suyos naturales a quienes encomienda, que siendo su deseo, que se adiquen al servicio de Dios, tomen el habito de la Religion de San Juan, y por esso les deja el legado de todos sus vestidos, de todas sus armas, de todos sus cavallos y adressos de aquellos y todo lo que harà menester para pagar los actos y gastos que se suportaran para las pruebas, y que tambien lo que se gastarà para pagar a un hombre suficente para acompañarlos hasta tomàr dicho habito de Sn. Juan.

estratto da una pergamena del 700, a quale modalità di ingresso nell'Ordine Cavalleresco in questione, o cmq a quale contesto potrebbe alludere?
Mi riferisco non tanto alla traduzione (anche se cmq è iberico del 700, solo in parte traducibile con normali dizionari online), ma alla parte dove vengono citate anche varie tipologie di beni dell'individuo in questione, e spese incombenti, e anche alle ultime righe.
Sembrerebbe che egli in origine sia un aspirante membro del S.M.O.M., dato che compare la frase "Religion de San Juan" (anche se i riferimenti a San Giovanni e alla Terra Santa erano comuni anche a altri antichi Ordini Cav.), ed è probabile che secoli fa si usasse poco l'attuale corrente denominazione.
Dal contesto si capisce anche la classe di appartenenza, all'interno dell'Ordine, del nuovo Cavaliere? Specie considerando la citazione dei beni (se fu citata probabilmente aveva un senso e una implicazione in relazione all'ingresso nella Religione).
In definitiva l'estensore del documento perché si dilunga con tali particolari, dato che poteva scrivere direttamente che l'individuo entrò in un Ordine Cav. ?
Si evince anche che il soggetto poi divenne effettivamente membro dell'Ordine.
Anche se la pergamena è redatta nel 700, si riferisce a individuo vissuto tra seconda metà del 500 e primi del 600.

(Fonte A.A.G.N.d.S.)
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Re: Interpretazione di un testo biografico del XVIII sec.

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 22 luglio 2010, 13:28

Non è un documento originale, ma il regesto (riassunto) di un documento: non ha intenti biografici ma di "schedatura", non dice cosa è successo, ma cosa don Luis voleva che succedesse. La traduzione è:

"in questo testamento il testatore don Luis, terzo di questo nome e padre naturale di don Juan e don Francisco de Castelvi, oltre a chiamarli con il nome e cognome di Castelvi e con il titolo di nobiltà [don], li definisce anche come suoi figli naturali [e quindi non legittimi] e a loro ordina che, essendo suo desiderio che si dedichino al servizio di Dio, prendano l'abito dell'ordine di S. Giovanni, e a tal fine lascia loro il legato di tutti i suoi abiti, tutte le sue armi, tutti i suoi cavalli e relative bardature, e tutto ciò che sarà necessario per pagare gli atti e le spese che saranno sostenute per le prove [di nobiltà], nonché ciò che si spenderà per pagare un uomo idoneo ad accompagnarli fino a prendere il detto abito di S. Giovanni"

Per entrare nell'ordine servivano le prove di nobiltà, quindi potrebbe in effetti essere l'ordine giovannita, ora detto di Malta, ma non è specificato nulla né si può dire da questo testo come è andata effettivamente a finire
Franco Benucci
 

Re: Interpretazione di un testo biografico del XVIII sec.

Messaggioda Salvennor » giovedì 22 luglio 2010, 21:12

Gentile Franco Benucci, La ringrazio per le delucidazioni e per la traduzione del testo.
Si, in effetti tale testo esprime le volontà paterne. L'estensore del manoscritto per trattare le caratteristiche salienti di tale famiglia Castelvì (o meglio, di tale ramo) probabilmente si è basato sia su documenti di tipo biografico che su documenti di tipo testamentario, come appunto quello di cui sopra.
Come si nota anche nella versione online del manoscritto
http://www.araldicasardegna.org/storia_ ... lerato.htm

Cmq per ora non sono riuscito a scoprire se tali personaggi effettivamente furono accolti nell'Ordine Giovannita, anche se è probabile.
Non credevo che per entrare in un Ordine Cavalleresco occorressero spese così ingenti relative alle prove nobiliari di ingresso, tanto da dover istituire un legato inerente beni vari, e citare ciò in testamenti.
Probabilmente produrre gli atti di ingresso costava più di ciò che si potrebbe pensare a prima vista.
Poi successivamente i vari appartenenti a Ordini Cavallereschi sovvenzionavano ovviamente l'Ordine stesso periodicamente.
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