Il punto centrale è proprio questo : il re era necessario ?
Naturalmente ognuno porta acqua al suo mulino ed è normalissimo che i nobili dei seggi aperti sostenessero che non fosse necessario
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Alessio Bruno Bedini ha scritto:Ad un livello teorico è possibile discutere in generale su cosa si basa la nobiltà, qual è il suo fondamento, senza distinzioni nord-sud.
Il punto centrale è proprio questo : il re era necessario ?
GENS VALERIA ha scritto: la concessione di un " titolo" di nobile è un' aberrazione relativamente moderna , infatti , non potrebbe essere concessa ma , al limite , solo riconosciuta da un sovrano, tale riconoscimento spesso era imposto per poter controllare il territorio.

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Prima dei regal ordini che hai riportato le famiglie che appartenevano ai seggi aperti, che avevano grandi palazzi, che avevano molti ducati, terre ed ogni ben di Dio erano nobili eccome. E tali erano riconosciute dalle altre famiglie nobili del regno.
Dopo i regal ordine nella prassi cambiò poco. L'ordine di fatto rimase lettera morta.
Esistono diversi matrimoni tra famiglie feudatarie e famiglie di seggi aperti.
Anche l'ordine di Malta ha sempre riconosciuto come quarto di nobiltà l'appartenenza a seggi aperti.
Come lo spiegheresti questo se non che di fatto anche l'appartenenza a un seggio aperto era considerata nobiltà?
Il discorso sarebbe anche molto lungo e nel considerare una famiglia nobile intervenivano anche altri aspetti come ad esempio il discendere da un feudatario.
Questo per quanto strano ci possa sembrare oggi era considerato nobilitante, anche se i propri antenati avevano poi venduto il feudo.
Nello specifico qui in Calabria c'è stata la famiglia Vitale, discendente di Sebastiano Vitale avvocato napoletano che nel 1617 aveva acquistato la terra di Bovalino.
Rivendette Bovalino nel 1650 ma i suoi discendenti furono sempre considerati nobili tra le maggiori famiglie di quella zona dato che avevano un patrimonio sterminato.


Delehaye ha scritto:"Qualunque suddito di Sua Maestà nella Lombardia Austriaca, che si fosse fatto dichiarare nobile, od avesse riportato da qualunque principe, sia ecclesiastico sia secolare titolo d'onore, non sarà considerato per tale, quando non provi un'antica nobiltà, o dovesserne in possesso prima dell'anno 1640, o ne abbia da Sua Maestà riportata la confermazione, e questa fatta insinuare negli atti del Tribunale."
Delehaye ha scritto:"I figli e discendenti de' nobili come sopra, se avranno degenarato dalla nobiltà de' loro maggiori, non potranno essere considerati nobili e capaci delle distinzioni permesse col seguente editto. Che se il difetto sarà sopra dell'avo, e non oltrepassi due generazioni, oppure se questi figli e discendenti avranno riportato da sua Maestà il privilegio di ripristinazione, anche questi saranno considerati capaci di distinzioni portate col seguente editto."
M.Brivio ha scritto:Delehaye ha scritto:"Qualunque suddito di Sua Maestà nella Lombardia Austriaca, che si fosse fatto dichiarare nobile, od avesse riportato da qualunque principe, sia ecclesiastico sia secolare titolo d'onore, non sarà considerato per tale, quando non provi un'antica nobiltà, o dovesserne in possesso prima dell'anno 1640, o ne abbia da Sua Maestà riportata la confermazione, e questa fatta insinuare negli atti del Tribunale."
ciò significa che anche Sua Maestà faceva dipendere le sue considerazioni di nobiltà da prove e dal concetto di nobiltà esistente prima del suo regno (quando, se parliamo del Ducato di Milano, vi era il patriziato, per esempio). Sbaglio?Delehaye ha scritto:"I figli e discendenti de' nobili come sopra, se avranno degenarato dalla nobiltà de' loro maggiori, non potranno essere considerati nobili e capaci delle distinzioni permesse col seguente editto. Che se il difetto sarà sopra dell'avo, e non oltrepassi due generazioni, oppure se questi figli e discendenti avranno riportato da sua Maestà il privilegio di ripristinazione, anche questi saranno considerati capaci di distinzioni portate col seguente editto."
Anche la nostra costituzione ignora (= non considera) i nobili. Non li ha aboliti.
Riguardo la degenerazione (il termine di per sè potrebbe indicare tutto e niente), ecco cosa riporta una sentenza del 1819, che riconobbe l'antica nobiltà milanese a un ramo di una famiglia milanese, i cui membri erano divenuti contadini possidenti che lavoravano le loro terre; così si pronunciavano i giudici: "ritenendosi che la nobiltà possa parificarsi a un fedecommesso di famiglia ove ciascuna ne ha il diritto alla successione per effetto della propria vocazione, la trascuranza degli antenati non potrebbe privarlo di quel privilegio originario che appartiene alla sua famiglia" A ogni modo, Maria Teresa poteva solo limitarsi a non riconoscere la nobiltà conferita da altro fons honorum (e l'editto stesso non parla mai di dichiarare/abolire la nobiltà di qualcuno); sarebbe infatti abbastanza assurdo che un sovrano pretenda di cancellare l'appartenenza alla nobiltà di una famiglia che nel territorio è nobile da 300-400 anni, e che per giunta è stata creata tale da fons honorum completamente diverso quando non facente parte essa stessa del fons honorum (si vedano in un certo senso i patrizi, per esempio).
Altra cosa è invece privare degli effetti e dei privilegi che la nobiltà porta con sè (per esempio, estendendo la possibilità di essere dottore collegiato in una città a tutti, non solo ai nobili, togliere il diritto di riscossione delle decime, ecc).



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certo è una posizione (forse neppure questa molto scientifica)! non la mia, e non credo che sia l'unico folle a pensarla così! 


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