da RobertoC » giovedì 27 aprile 2006, 16:06
Gentili amici,
da molti giorni non mi leggete, e da pari tempo medito le righe che ora scrivo.
In queste ultime settimane sono accadute molte cose che hanno scosso la mia coscienza di forumista attivo.
Il clima quasi colloquiale, e talvolta intimo, che esisteva in questo luogo, lo stesso in forza del quale potevo amabilmente e costruttivamente confrontarmi con i moderatori e con i frequentatori, si è spezzato, in forza di un'interpretazione in senso restrittivo, ed a mio avviso discutibile, delle regole del dialogo (e forse non casualmente -non me ne vorrà il singolo moderatore- proprio il mio topic sulle regole è stato chiuso).
Il bene della ricerca e del confronto, che attraversava tutti, dai meno versati nella singola disciplina ai più dotati di strumenti adeguati a dare una certa lettura di una serie di fenomeni, si è perso tra polemiche spicciole e risposte inadeguate.
Forumisti molto propositivi hanno subito direttamente il nuovo corso esegetico delle c.d. regole del gioco, finendo ora censurati, ora addirittura espulsi.
Io credo ancora che questo possa essere il luogo di scambio e di ricerca che era; ma perché torni ad esserlo è opportuno che non si dimentichi mai che la ricerca è prima di tutto tesi, tentativo, sperimentazione, confronto.
Avere il coraggio di affrontare una tesi sgradita, o scientificamente azzardata o debole, significa tutt'altro che squalificarsi, ma anzi avere il coraggio di progredire, e sostanzialmente di crescere insieme, mostrando una reattività che è data dalla cultura e dalla padronanza degli strumenti scientifici. E soprattutto significa poter poi spendere parole forti sul risultato acquisito.
La ricerca di per sé, come sapete, non ha verità rivelate od inoppugnabili.
Non è una posizione condivisibile quella di chi, ad esempio, vuole sottrarre alla discussione il delicato tema dell'esistenza, della legittimità, e della riconoscibilità della Nobiltà. Non è parimenti corretto, per fare un altro esempio, tentare di blindare la Nobiltà entro i confini chiusi di un mero stato giuridico, atteso che se così fosse la Nobiltà non esiterebbe più, in Italia, non già dall'1/1/1948, ma dal 1806.
Io CHIEDO, quindi, che sia enunciata la possibilità di fare ricerca, entro un confronto leale e sereno.
CHIEDO che siano adottate, e rese manifeste, regole certe e chiare, che non rendano un mero arbitrio la decisione di un moderatore -il quale resta individualmente un ottimo e prezioso interlocutore- di mutilare o chiudere un intervento, sempre che sia civile e attinente alle materie oggetto di questo luogo.
CHIEDO che si riesaminino le valutazioni ultimamente operate da alcuni moderatori -che singolarmente restano, a mio giudizio, un bene prezioso-, e che si recuperino risorse importanti per il forum.
Nel mentre, vi annuncio che a far data da oggi mi AUTOSOSPENDO dall'intervento attivo nel forum per un primo periodo di 30 giorni (salvo il valutare il mutamento della situazione), e lo faccio con dispiacere, perché molte cose avrei da dire e vorrei dire, e a molti dibattiti vorrei partecipare.
Ma senza regole, senza tutela preventiva, senza garanzia del rispetto per il proprio pensiero, questo è impossibile.
Mi autosospendo, quindi, per sollecitare regole chiare ed una condotta più ponderata nella moderazione degli interventi, nonché per reclamare una ponderata analisi della situazione.
Nel ringraziare tutti indistintamente per la vostra attenzione, dal nostro degli Uberti passando per i moderatori agli altri amici, spero che questo mio d'intervento stimoli una riflessione comune, adeguata e condivisa, e non polemiche.
Grazie a tutti, davvero.
Roberto Celentano