E'GIUSTO CAMBIARE LE REGOLE DINASTICHE?

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E'GIUSTO CAMBIARE LE REGOLE DINASTICHE?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 8 febbraio 2006, 15:15

In particolare con la nascita di Leonor, figlia del principe Felipe di Spagna, si è tornati a parlare dell'argomento delle regole dinastiche:

E' giusto nel terzo millennio continuare ad impedire alle donne di succedere al padre?

Felipe in un primo momento sembra aver dichiarato di voler cambiare le regole, permettendo alla figlia, un giorno, di essere regina.

Certo, probabilmente il cambio delle regole non avverrà subito, altrimenti lo stesso Felipe non potrebbe essere re, dovendo cedere il passo a sua sorella maggiore.

Cosa ne pensate?
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Alessio Bruno Bedini
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Messaggioda Adriana » mercoledì 8 febbraio 2006, 16:54

Mah... probabilmente dipende dal Paese, alcuni possono essere "maturi" per un cambiamento, altri no...

Leggevo che in Giappone l'idea di cambiare le regole per permettere all'erede dell'Imperatore (di sesso femminile) di accedere al trono ha causato una vera e propria levata di scudi all'interno della corte. Sembra che sia preferibile aspettare l'arrivo di un eventuale erede maschio, anche se di una linea collaterale.

Nei Paesi del nord Europa retti da una Monarchia, invece, la questione non si pone nemmeno, con buona pace di tutti. La Spagna francamente mi sembra attualmente più orientata a una visione egualitaria, almeno a livello dei comuni cittadini.

Adriana
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Re: E'GIUSTO CAMBIARE LE REGOLE DINASTICHE?

Messaggioda Davide Shamà » mercoledì 8 febbraio 2006, 22:34

Alessio Bruno Bedini ha scritto:In particolare con la nascita di Leonor, figlia del principe Felipe di Spagna, si è tornati a parlare dell'argomento delle regole dinastiche:

E' giusto nel terzo millennio continuare ad impedire alle donne di succedere al padre?

Felipe in un primo momento sembra aver dichiarato di voler cambiare le regole, permettendo alla figlia, un giorno, di essere regina.

Certo, probabilmente il cambio delle regole non avverrà subito, altrimenti lo stesso Felipe non potrebbe essere re, dovendo cedere il passo a sua sorella maggiore.

Cosa ne pensate?


se invece di parlare senza cognizione di causa il buon Felipe si impegnasse a fare figlioli, come ogni buon padre di famiglia che tiene all'eredità della propria casata, forse i problemi si risolverebbero. Così darebbe anche un senso al matrimonio cristiano che ha fatto e che si santifica con una prole numerosa :D Ha fattocon la moglie una figlia ed è già così spossato ? :D La corte spagnola ha apportato tante di quelle deroghe alla legge successione di Carlo III che ormai parlare di femmina o maschio non ha più senso, come pure di matrimonio morganatico o altro. Anche la Spagna, al pari di molte altre monarchie nordiche, ha perso le proprie tradizioni per agganciarsi alle tendenze più superficiali della società moderna.... Bah, contenti loro.....
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Re: E'GIUSTO CAMBIARE LE REGOLE DINASTICHE?

Messaggioda eurich » giovedì 9 febbraio 2006, 14:06

Davide Shamà ha scritto:se invece di parlare senza cognizione di causa il buon Felipe si impegnasse a fare figlioli, come ogni buon padre di famiglia che tiene all'eredità della propria casata, forse i problemi si risolverebbero. Così darebbe anche un senso al matrimonio cristiano che ha fatto e che si santifica con una prole numerosa



Per quanto riguarda la monarchia spagnola, c'è tanto da dire sulle sue successioni nei secoli. In realtà hanno fatto sempre quello che faceva più comodo, per citare alcuni eventi noti: la brutta fine di Pedro I el cruel, o dei de la Cerda, o di Juana la Beltraneja, o la salita al trono di Isabel II etc. ovviamente non sto dando giudizi in merito sull'opportunità; sto solo facendo degli esempi di come il naturale processo delle cose fu alterato ad hoc.

Lei ha detto che una monarchia che non difende la religione non ha più motivo di esistere. Probabilmente la risposta sta nel fatto che non credo che don Juan Carlos si possa considerare re per volere di Dio ma bensì di Franco e poi del popolo. Forse se le cose fossero andate secondo volere di Dio a quest'ora sarebbe erede al trono Don Luis de Borbon e no don Felipe.
Certo che il considerarsi una monarchia cattolica fa un po ridere considerando l'attualità, ma bisognerebbe pure vedere la percezione degli spagnoli della monachia. Gli spagnoli ringraziano don Juan Carlos per averli fatto uscire dalla dittatura, è in loro che il re attinge il consenso.
Gli spagnoli hanno stima di don Juan Carlos ma dicono che potrebbero fare a meno della monarchia in futuro magari...la vedono come qualcosa che fa parte della loro cultura e che è simbolo di continuità ed ovviamente continuerà ad esistere se si adegua per così dire alle nuove tendenze e si attualizza in qualche modo. In realtà li vedono un po come se fossero degli ambasciatori della spagna nel mondo.
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Re: E'GIUSTO CAMBIARE LE REGOLE DINASTICHE?

Messaggioda Davide Shamà » giovedì 9 febbraio 2006, 15:04

Alfonso Di Sanza D'Alena ha scritto:
Davide Shamà ha scritto:se invece di parlare senza cognizione di causa il buon Felipe si impegnasse a fare figlioli, come ogni buon padre di famiglia che tiene all'eredità della propria casata, forse i problemi si risolverebbero. Così darebbe anche un senso al matrimonio cristiano che ha fatto e che si santifica con una prole numerosa


Vista l'estrema semplicità con cui il padre Re Juan Carlos ha accolto anche in Spagna le "unioni omosessuali", mi vien fatto di pensare che, probabilmente alla Corona spagnola il matrimonio unitamente agli altri valori cristiani, non importino più molto. Peccato perché una monarchia che non difende la religione non ha più motivo di esistere.

Alfonso di Sanza d'Alena


quoto! E' lo spirito dei tempi moderni (almeno qua in Europa...)
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Messaggioda pierfe » giovedì 9 febbraio 2006, 15:10

Quando una monarchia esiste davvero ed è sul trono, può fare giuridicamente quello che vuole.
Le leggi successorie sono state modificate tantissime volte (ricordate la pretensione carlista spagnola ai tempi di Isabella II).
Oggi nel XXI secolo non si può certo più pensare all'istituto monarchico come lo era nel secolo scorso, quando fra l'altro dimostro di non essere più all'altezza dei tempi visto che quasi tutte le monarchie caddero.

Ma deve essere chiaro che un "pretendente" appartenente ad una dinastia o discendente di una dinastia, non può cambiare le leggi successorie per sua comodità... perchè restano cristallizzate al momento della caduta di quella dinastia.

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Re: E'GIUSTO CAMBIARE LE REGOLE DINASTICHE?

Messaggioda Adriana » giovedì 9 febbraio 2006, 19:35

Davide Shamà ha scritto:se invece di parlare senza cognizione di causa il buon Felipe si impegnasse a fare figlioli, come ogni buon padre di famiglia che tiene all'eredità della propria casata, forse i problemi si risolverebbero. Così darebbe anche un senso al matrimonio cristiano che ha fatto e che si santifica con una prole numerosa


Ehm... scusate ma le due questioni mi sembrano un po' troppo differenti per essere accostate... probabilmente perché mi sento un po' tirata in causa come donna (anche se non erede a un trono :D ).
La questione è vedere se le leggi dinastiche vengono cambiate per comodità, il che, come dice giustamente il Dott. degli Uberti, non pare correttissimo, o per motivi diversi. Siamo sicuri che Felipe non voglia semplicemente che la figlia possa un giorno salire al trono perché ritiene che cio' sia giusto, e non perché teme di non avere eredi maschi?

Ovviamente le grandi monarchie europee sono nate in un periodo in cui era inevitabile che sul trono ci fosse un maschio, se non altro poiché era riconosciuta come palese l'inferiorità femminile, e per motivi che risalgono alla madre Eva; era ovvio che un essere "inferiore", che fino ad un certo momento veniva addirittura considerato dai teologi privo di anima, non poteva in alcun caso guidare un popolo per diritto divino.

A cio' si aggiunga che il re non si limitava a sedere sul trono, ma aveva ben altre mansioni che non potevano in alcun modo essere svolte da una donna, come quella di guidare l'esercito in guerra; per questo e per molti altri motivi era inconcepibile una donna sul trono, anche se ovviamente vi sono state delle eccezioni (penso ad esempio ad Elisabetta I).

Nel mondo di oggi non vedrei come un problema così grande quello di permettere ad una donna di accedere a un trono che è sempre stato appannaggio maschile, perché i compiti che oggi un sovrano svolge possono essere portati a termine anche da una donna.

Cio' naturalmente non vuol dire che una monarchia debba adeguarsi a qualunque scempiaggine solo perché è di moda; vuol pero' dire che il monarca, per essere in un certo senso il "padre" del suo popolo, deve essere a quel popolo legato e presente; se le donne hanno nella società gli stessi diritti degli uomini (il che, attenzione, non significa assolutamente essere uguali!) perché lo stesso non puo' avvenire in seno alla famiglia reale, che dovrebbe in un certo senso essere di esempio per le altre?

Altrimenti si rischia di mantenere in vigore qualunque regola solo perché è sempre stato così e perché si guarda solo alla tradizione; ma così si arriva ad una monarchia cristallizzata, eternamente ferma, come in un ritratto, ad un tempo che non è piu' quello in cui ci si trova. Una monarchia "decorativa", se si vuole, ma priva di senso perché non più viva.

Per quanto riguarda le unioni omosessuali recentemente legittimate in Spagna... bhe, per me vale il principio che due adulti consenzienti possono fare tutto cio' che vogliono in privato, ma la famiglia è una cosa diversa... francamente mi sconvolge di piu' un bambino con due papa' che non una donna sul trono di Spagna... :shock:

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Re: E'GIUSTO CAMBIARE LE REGOLE DINASTICHE?

Messaggioda Guido5 » giovedì 9 febbraio 2006, 21:33

Complimenti Adriana, un intervento pieno di saggezza e di equilibrio!

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Respuesta

Messaggioda paolosalvatori » venerdì 10 febbraio 2006, 21:41

Vorrei precisare solo alcune cose.

S.A.R. il Princiope Felipe de Asturias, non puo' modificare la legge dinastica che e' contemplata nella Costituzione, avra' auspicato questo cambiamento che e' di competenza del Governo e del Parlamento.

La monarchia in Spagna e' retta dalla costituzione e piaccia o non piaccia tutte le altre disposizioni non sono piu' in vigore.

Posso assicurare che sia S.A.R. il Principe Felipe e S.A.R la Principessa Letizia godono del massimo rispetto e affetto della popolazione e che la Monarchia e' l'istituzione piu' aprezzata. La Monarchia ha un senso solo se a al passo con i tempi.

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Risposta

Messaggioda paolosalvatori » venerdì 10 febbraio 2006, 21:51

Scusate. ho letto tutte le risposte, e devo purtroppo internenire.

Sicuramente chi ha scritto non vive in Spagna e non sa bene di prima mano cosa succcede.
Il Re attua secondo la COSTITUZIONE e esegue quello che e' di sua competenza, agendo di arbitro MORALE.
Sicuramente non avra' esultato di allegria a promulgare quello che il POPOLO SOVRANO ( Nella Costituzione Spagnola la SOVRANITA STA NEL POPOLO) a presentato alla sua approvazione.
Posso assicurare che la Monarchia in Spagna sta attuando un lavoro imparabile per l'unita' nazionale.

E' ora di smetterla che la monarchia e' una eredita' del Caudillo, ricordo che nel 1978 per referendum si voto' la Costituzione che proponeva la Monarchia. Costituzione elaborata da tutti i partiti compreso il Partito Comunista.
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Re: Risposta

Messaggioda marosdim » venerdì 10 febbraio 2006, 22:51

paolosalvatori ha scritto:
Il Re attua secondo la COSTITUZIONE e esegue quello che e' di sua competenza, agendo di arbitro MORALE.
Sicuramente non avra' esultato di allegria a promulgare quello che il POPOLO SOVRANO ( Nella Costituzione Spagnola la SOVRANITA STA NEL POPOLO) a presentato alla sua approvazione.



Anche in Belgio vi è una monarchia costituzionale, ma il Re Baldovino per non promulgare la legge sull'aborto si autosospese dal trono.

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risposta

Messaggioda paolosalvatori » venerdì 10 febbraio 2006, 22:55

Non possiamo applicare leggi che contempla una costituzione con un'altra. DOBBIAMO SEMPRE VEDERE LE LEGGI COSTITUZIONALI DEL PAESE e non applicare quelle di altri.
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Re: Risposta

Messaggioda Guido5 » sabato 11 febbraio 2006, 0:56

paolosalvatori ha scritto:... Nella Costituzione spagnola la sovranità sta nel popolo

La Costituzione spagnola è molto recente (forse è l'unica ad occuparsi persino della "privacy") ma quella italiana, nell'art. 1 approvato il 22 marzo 1947, diceva già che "la sovranità appartiene al popolo".
Sottovoce aggiungo: spero che non continuino a rubarcene una fetta alla volta per trasferirla ai partiti...

Ciao a tutti!
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 11 febbraio 2006, 14:35

mmm .. non pensavo di sollevare un tal polverone soprattutto su argomenti cosi delicati (e attualmente dibattuti anche in Italia) come i matrimoni gay .. :lol:

.. data la mole di argomenti portatyi in discussione non è semplice rispondere a tutti .. in primis mi trovo d'accordo con l'intervento di Pierfelice:

pierfe ha scritto:Quando una monarchia esiste davvero ed è sul trono, può fare giuridicamente quello che vuole.
Le leggi successorie sono state modificate tantissime volte (ricordate la pretensione carlista spagnola ai tempi di Isabella II).
Oggi nel XXI secolo non si può certo più pensare all'istituto monarchico come lo era nel secolo scorso, quando fra l'altro dimostro di non essere più all'altezza dei tempi visto che quasi tutte le monarchie caddero.

Ma deve essere chiaro che un "pretendente" appartenente ad una dinastia o discendente di una dinastia, non può cambiare le leggi successorie per sua comodità... perchè restano cristallizzate al momento della caduta di quella dinastia.

Pier Felice degli Uberti


.. inoltre mi sento di asserire che a mio avviso la monarchia non è il garante della religione [c'è già la Chiesa!] ma semplicemente il garante dello stato, della costituzione e dell'unità nazionale. Dunque se una legge è costituzionale ed è stata decisa dalla maggioranza del paese, opporvisi sarebbe opporsi alla maggioranza del paese.. e questo il Re non dovrebbe farlo!

Poi nel caso abbiano già deciso di far cambiare al parlamento la legge di successione perchè non farlo subito? Però in questo caso l'erede al trono sarebbe la principessa Elena sorella di Felipe .. :lol: :lol: :lol:
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 11 febbraio 2006, 15:42

Alessio Bruno Bedini ha scritto:mmm .. non pensavo di sollevare un tal polverone soprattutto su argomenti cosi delicati (e attualmente dibattuti anche in Italia) come i matrimoni gay .. :lol:

.. data la mole di argomenti portatyi in discussione non è semplice rispondere a tutti .. in primis mi trovo d'accordo con l'intervento di Pierfelice:

pierfe ha scritto:Quando una monarchia esiste davvero ed è sul trono, può fare giuridicamente quello che vuole.
Le leggi successorie sono state modificate tantissime volte (ricordate la pretensione carlista spagnola ai tempi di Isabella II).
Oggi nel XXI secolo non si può certo più pensare all'istituto monarchico come lo era nel secolo scorso, quando fra l'altro dimostro di non essere più all'altezza dei tempi visto che quasi tutte le monarchie caddero.

Ma deve essere chiaro che un "pretendente" appartenente ad una dinastia o discendente di una dinastia, non può cambiare le leggi successorie per sua comodità... perchè restano cristallizzate al momento della caduta di quella dinastia.

Pier Felice degli Uberti


.. inoltre mi sento di asserire che a mio avviso la monarchia non è il garante della religione [c'è già la Chiesa!] ma semplicemente il garante dello stato, della costituzione e dell'unità nazionale. Dunque se una legge è costituzionale ed è stata decisa dalla maggioranza del paese, opporvisi sarebbe opporsi alla maggioranza del paese.. e questo il Re non dovrebbe farlo!

Poi nel caso abbiano già deciso di far cambiare al parlamento la legge di successione perchè non farlo subito? Però in questo caso l'erede al trono sarebbe la principessa Elena sorella di Felipe .. :lol: :lol: :lol:


Gentilissimi Signori,
intervengo per due questioni.
La prima riguardante la successione per via maschile ad un trono reale. Io, lo ammetto, ho una visione abbastanza patriarcale della società. Questo non deve assolutamente sminuire il ruolo femminile nè considerarlo in qualche modo sottoposto al ruolo maschile all'interno della società. Ma appunto sono due "ruoli", entrambi degni dell'eguale rispetto ed entrambi fondamentali nella società. Ma essendo due ruoli, hanno, di conseguenza, funzioni differenti che, ripeto per sicurezza, sono fondamentali entrambi. La funzione del sovrano è quella di guidare il proprio popolo, di accudirlo, di spronarlo, di condurlo, si spera mai, nelle battaglie che lo stato intraprende, nel bene e nel male. Questa figura quindi si confà maggiormente, a mio avviso, ad un uomo, ad un padre, ad un condottiero. Al suo fianco questo condottiero avrà una donna, la Regina, la madre della nazione, colei che accudisce i figli bisognosi e malati. Mi viene in mente, in primis, la Regina Elena, presa ad esempio per la Sua vicinanza alla popolazione o la Regina Margherità, per la sua passione della cultura, ai circoli, sprone delle arti in Italia. O le varie Duchesse d'Aosta, esempio nella Croce Rossa Italiana. Insomma, vedere una donna passare in rassegna l'esercito, non lo trovo consono al suo ruolo. Pertanto ritengo che sia corretta la successione per via maschile.

Il secondo punto in cui mi sento in dovere di intervenire, concerne il ruolo di custode della Religione. Il Sovrano è sul trono non per volere del popolo, ma per grazia di Dio. Il volere del popolo è un'invenzione illuministica e populista che sminuisce la figura del Re. Egli è posto su di un trono non per essere semplice arbitro e notaio delle decisioni, anche sbagliate, di una nazione, ma anzi, egli deve essere il guidatore che porta il suo popolo sulla retta via di Nostro Signore Gesù Cristo. Questo significa essere un giusto sovrano e fulgido esempio di ciò è stato S.M. Baldovino dei Belgi. Non c'è giustificazione che tenga che permetta ad un Sovrano cattolico di firmare leggi contrarie alla legge di Nostro Signore.
Per avere un sovrano che accetta da semplice notaio le decisioni di un popolo pecorone e senza valori, perferisco, da monarchico quale sono, vivere in una repubblica!
Sperando di non aver offeso nessuno con quanto scritto, porgo cordiali saluti
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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