Sigillum1 ha scritto:Cari tutti e in primo luogo, caro Zanetto, cui ho impropriamente risposto, le chiedo scusa, è stata, come può immaginare, soltanto una svista, A tutti invece e ad Accademista: permettetemi di insistere, di sottolineare il messaggio precedente cui non ho avuto risposta: la documentazione di interesse anagrafico è tendenzialmente ben conservata in Italia e la garanzia della sua autenticità è, nella gran parte dei casi, determinata dalla stessa modalità di produzione e di conservazione, presso l'istituzione che l'ha in passato prodotta e che ancora la produce, e dunque il rischio di errore esiste, più spesso negli archivi parrocchiali, la cui tenuta era spesso affidata esclusivamente alla buona volontà del parroco, nonostate le prescrizioni via via più fitte e severe dell'autorità ecclesiastica, dopo il concilio di Trento, ma non è alto.
Non comprendo perciò del tutto perchè continuate ad invocare una qualche autorità superiore che certifichi gli alberi genealogici: non abbiamo più sovrani e devo dire che, anche quando c'erano, non furono spesso in grado di certificare alcunchè, emanarono semplicemente decreti dettati dalle più varie e contingenti esigenze, tendenzialmente economiche o politiche; ma la correttezza di un lavoro di ricerca è autocertificabile attraverso le fonti utilizzate che, nella gran parte dei casi, continueranno a giacere nei loro archivi nella forma citata. Esiste certo il rischio di deduzioni e collegamenti improprii o del tutto falsi, compiuti in buona o in cattiva fede, che possono tuttavia facilmente essere individuati da chi ha esperienza di ricerca: non servono sovrani nè improbabili certificatori, soltanto metodologia e correttezza, e dunque diamo noi una mano ai colleghi...Ciao. Silvia
cara silvia,
la mia domanda era pura curiosità, non ho alcuna intenzione di usare la mia genealogia per fini quali ordini cavallereschi o altro ancora; era semplicemente nata una discussione con un mio collega riguardo il valore di autenticità del documento trattato ( ecclesiastico per la precisione): credo che non ho distinto ( mea culpa) tra i due casi, ovvero
certificazione esterna (se così si chiama) del documento ( ovvero dichiarazione che il documento è autentico) e dichiarazione interna ( ovvero l'autenticazione della linea geneaolica); per la prima i metodi di autentica esistono ( e trattandosi di documenti parrocchiali risalenti al XVIII secolo penso servano), per la seconda ahimé no.. era un semplice sfizio mio, ma null'altro
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. comunque la mia ricerca va avanti .. anche se senza l'aiuto del parroco ben poco potrei fare .. mi vengono i brividi solo a toccare quegli archivi che hanno l'età dei miei antenati
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cordiali saluti