da da Fiore » giovedì 14 agosto 2008, 18:29
Voglio anticipare per gli amici del forum qualche punto del mio resoconto della serata.
E' stato un importante appuntamento culturale in un'area della Locride non molto toccata dal fermento culturale che è presente al contrario nel cuore di essa, tra Gerace, Locri, Siderno, Gioiosa, Roccella, Caulonia; anche se da qualche anno Condojanni è al centro di un tentativo di risveglio culturale diventando sede di alcuni sodalizi che operano in ambito internazionale, tuttavia l'antica contea dei Marullo, poi di casa Carafa, è oggi un borgo semi-abbandonato.
Già essere riusciti a portare a Condojanni una sessantina di persone ad un evento culturale di argomento così specifico è stato un successo. Se questo lo affermo come facente parte dell'organizzazione, essendo il Circolo di Studi Storici "Le Calabrie" che presiedo, uno dei due promotori della serata insieme alla Fondazione Bedini-Staltari onlus, come studiosa non posso esimermi dal sottolineare lo spessore delle relazioni, che hanno presentato dati inediti, inseriti in lavori complessivi presentati per la prima volta in questo Convegno.
I consensi da parte degli addetti ai lavori (erano presenti in molti tra i maggiori storici della zona, soci della Deputazione di storia Patria e della S.I.S.E.M., Società Italiana degli Storici dell'Età moderna) sono stati unanimi.
La serata è stata moderata da Filippo Racco, vice presidente del Circolo "Le Calabrie", che ha introdotto il tema della famiglia dal punto di vista giuridico tracciandone un breve excursus storico fino all'attuale Diritto di famiglia. Tra una relazione e l'altra, ha inoltre trattato alcuni aspetti inerenti le stesse: prima della relazione Bedini, ha illustrato l'azione legislativa del Principe Carlo Maria Carafa nella Contea di Condojanni e ne ha ricordato la visita che effettuò nel centro, soggiornando nella antica Torre-Castello. Nell'introdurre la relazione Cicciò, ha ricordato episodi legati al periodo post-unitario in cui si sviluppò il fenomeno dell'emigrazione, tra cui l'eccidio di S. Ilario di otto inermi cittadini, per una rappresaglia dell'esercito regolare piemontese, in azione sulle tracce del brigante Mittica.
Vincenzo Naymo ha presentato un quadro analitico della Famiglia in Età Moderna in Calabria, trattandone moltissimi aspetti che per ragioni di tempo non si sono potuti approfondire , ma che verranno trattati per esteso negli Atti pubblicati a stampa. Questi aspetti, a cominciare dalla tipologia della famiglia, per finire alle dinamiche sociali, passando dall'educazione, il matrimonio, il patrimonio, la vita quotidiana, l'abbigliamento etc. sono stati ricostruiti sulla scorta della documentazione consultata dallo studioso negli Archivi di Stato e privati, e con continui riferimenti ad essa, lfornendo anche una lettura di ampi passi originali. In particolare, per gli aspetti generali delle condizioni delle famiglie calabresi in età Moderna, si sono utilizzati come trama tre importantisimi documenti che riguardano altrettanti centri rispettivamente nel '500, nel '600, nel '700, dunque in differenti epoche, prima della crisi del XVII sec., durante e dopo, nel corso della ripresa economica seguita alla recessione.
Alessio Bedini ha illustrato con l'ausilio di tabelle, grafici, statistiche, tutti i dati provenienti dal catasto onciario di Condojanni, traendo significative conclusioni di carattere generale e particolare, che hanno consentito non solo all'autore, ma anche agli storici presenti di poter stabilire anche paragoni e differenze con la realtà circostante. Il lavoro di Bedini ha aperto un largo spiraglio nella conoscenza di un centro che già alla metà del XVIII sec. era in decadenza irreversibile e che stava perdendo il suo ruolo di centralità a favore del suo Casale di S. Ilario, del quale oggi l'antico capoluogo della Contea è frazione. La famiglia viene vista così, attraverso l'ausilio del Catasto, all'interno della sua composizione, delle sue rendite, del lavoro svolto dai suoi componenti, riuscendo così a fornire una immagine diretta delle condizioni di vita dei nuclei familiari di Condojanni.
Marco Cicciò ha analizzato i dati delle sue ricerche svolte tra l'Italia e il Nord America sulle tracce degli emigrati della fine del sec. XIX e dei primi decenni del XX. Ne è emersa una visione della famiglia meridionale dilaniata, snaturata, offesa nelle sue stesse radici etno-culturali dall'adattamento alle nuove condizioni di vita. Se da una parte l'emigrazione consentì un netto miglioramento e riscatto delle condizioni economiche di quelle famiglie, in molti casi però, provocò danni alla stessa struttura sociale di esse. Questi aspetti, indagati scientificamente con l'ausilio delle fonti documentarie ad ampio respiro, hanno permesso al relatore di offrire una panoramica nuova ed originale di un problema ancora fortemente presente nelle popolazioni meridionali a partire dal 1860.
Carmina litterae non dant panem...
...sed...
Deus nobis haec otia fecit (Verg. Buc. I)