CARTA: centro-nord Sardegna

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda vincenzo carta » domenica 19 settembre 2010, 18:12

Salve a tutti
Ecco l'elenco dei Carta convocati al Parlamento Avellano 1641-1643.
Carta Gaya Gavino di Agostino di Benetutti.Carta Francesco di Bosa.Carta Flores Angelo(Carta Fores Pau Angelo =Paolo Angelo.Carta Silverio di Giuseppe di Bono.Carta Sussarello Gaspare di Giovanni Carta Sussarello di Benetutti che vive ad alghero.CartaSussarello Stefano e Tommaso di Giovanni Carta Sussarello di Benetutti.Carta Luca domiciliato a Cuglieri (discende da Francesco Carta di Benetutti).Carta Giuseppe,Giovanni Battista e Felice di Luca (Cuglieri).Carta Sussarello Giovanni de Avendana di Torralba,vive a Cossoine.Carta Sussarello Giovanni dei Benetutti vive ad Alghero.Carta Cabizzudo Agostino.Carta Grixoni Giovanni di Ozieri.Carta Satta Sisinnio e Giovanni Leonardo,fratelli di Benetutti.Questo è l'elenco Floris.
Integro con altra fonte.
Carta Agostino di Benetutti (diverso da Carta Cabizzudo Agostino),fratello di Pietro di Benetutti.Carta Antonio e Sebastiano,fratelli di Sorgono,per aver presentato agli abilitatori il titolo di Cavalierato e nobiltà.Carta Diego e Paolo,fratelli,discendono da Francesco Carta di Benetutti.Carta Giuseppe di Bono di Silverio (senza voto).Carta Giovanni Taddeo.Carta Lado Gavino di Benetutti,forse di Ozieri.Carta Gavino di Benetutti.Carta Giovanni Antonio di Oristano.Carta Lado Agostino di Benetutti.Carta Francisco di Bono.Carta Michele di Alghero.Carta Pietro di Benetutti.Carta Rugio Francesco del Goceano.Carta Sini Taddeo.Carta Soliveras Cristoforo.Carta Vincenzo di Benetutti.Carta Taddeo di Bosa.Carta Solinas Cristoforo.
A presto Vincenzo
vincenzo carta
 
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda leocarta » lunedì 20 settembre 2010, 20:10

Chiedo scusa per il ritardo nella risposta, ma lo scarso tempo a disposizione e, soprattutto, nuove notizie che mi sono giunte mi hanno costretto a nuove ricerche e a nuove considerazioni. E a dubitare dell’attendibilità di tutti i miei studi.

In ogni caso vi riporto, molto riassunto, quello che ho appreso finora. Scusate se sarò comunque lungo e costretto a fare due puntate.

Dunque…. Nel 1520 Carlo I Re di Castiglia e d’Aragona, da poco eletto Carlo V Imperatore del Sacro Romano Impero, si trova nella città di Compostella (Santiago de Compostela) dove il 20 marzo ha convocato le Cortes castigliane. Nel corso di queste riunioni parlamentari, e precisamente il 5 aprile 1520, nella sua regale magnanimità decise di concedere a Francesco Carta il grado militare di Cavaliere, tramandabile di padre in figlio, a perpetua memoria dei grandi e innumerevoli servigi resi dai suoi predecessori alla Corona d’Aragona. La concessione del Cavalierato a Francesco Carta fu senza dubbio una concessione meritoria e non politica. Come membri di questa famiglia, vengono in particolare espressamente ricordati e citati : Leonardo Carta, Ambrosio Carta e Giovanni Carta.

Leonardo Carta, nonno di Francesco Carta, fu Capitano d’Armi; con i suoi famigli e con i suoi armati, assieme ad altri valorosi sardi, combatté per la conquista del Regno di Napoli nel 1421 a favore del Re Alfonso V d’Aragona il Magnanimo.
I suoi figli Ambrosio e Giovanni Carta rispettivamente padre e zio di Francesco Carta, servirono la Corona a favore della vera fede cattolica nell’espugnare e conquistare le città di Malaga e Bismalaga (nel 1487) e nella conquista di Granada (nel 1492), combattendo contro i mori infedeli “non senza effusione di sangue”. Hanno quindi contribuito a sventare la minaccia mussulmana in Europa per il trionfo del Cristianesimo, nello stesso anno in cui veniva scoperta l’America ad opera di Cristoforo Colombo.
Loro compagno d’armi in questa memorabile guerra sotto le mura di Granada fu Leonardo Tola di Ozieri. Lui, in questa battaglia, si guadagnerà il cingolo equestre.
Queste notizie preziosissime ci mettono in condizione di ricostruire l’inizio del nostro albero genealogico, di ben posizionarlo nella linea del Tempo, e di attribuire a ciascun nostro antenato imprese memorabili e degne di nota.
Leonardo Carta dunque combatte sotto le mura di Napoli contro Renato d’Angiò nella prima metà del XV secolo; i suoi figli Ambrosio e Giovanni combattono invece sotto le mura di Malaga e di Granada difese dagli infedeli, nella seconda metà dello stesso XV secolo. Francesco, di cui personalmente non si tramandano imprese degne di nota, nipote di nonno, figlio e nipote di zio di questi validi militi, viene insignito a loro memoria del titolo ereditario di Cavaliere. Si dice, ma non ne ho trovato la prova provata, che anche Leonardo Carta abbia a suo tempo ottenuto il titolo di Cavaliere, ma non ereditario e che Francesco ne abbia ottenuto semplicemente la conferma e l’ereditarietà per i suoi discendenti. La ritengo una notizia non fondata.

Francesco Carta, diventato dunque Cavaliere nel 1520, compare per la prima volta negli atti del Parlamento del 1528, il Parlamento Villanova (dal nome del Vicerè che ne dispone la convocazione).
Riuscite dunque ad immaginarvi assieme a me Francesco Carta vestito da Cavaliere cinquecentesco, che si aggira pieno di sé per le strade di Castello ed entra nella Chiesetta della Speranza per partecipare alle riunioni dello Stamento Militare ?
Prima di lui nessun altro Carta ha avuto titolo per partecipare agli Stamenti.
Notizie di cui non ho potuto appurare l’origine mi dicono che Francesco si è sposato due volte. La seconda moglie si chiamava Callista Bello Carta e da lei Francesco ebbe solo due figlie : Martina Carta Bello e Angela. Quest’ultima si farà monaca. Martina Carta, ricchissima, si sposerà invece il 15 giugno 1539 con Diego Tola, nipote del Leonardo Tola che ho citato sopra.

Non ho avuto tempo per ora di consultare gli atti del successivo Parlamento del 1530 (il Parlamento Cabrero; venne convocato in via straordinaria dopo solo due anni dal precedente per evidenti necessità economiche della Corona) nè del Parlamento Cardona del 1543, ma la cosa non è essenziale perché troviamo i dati necessari nel Parlamento successivo.

Nel Parlamento successivo infatti, il Parlamento Heredia del 1553-54, compaiono finalmente nuove generazioni. Francesco è morto o è troppo vecchio per intraprendere il lungo viaggio per recarsi a Cagliari; vengono invece convocati dal Capo di Logudoro i “Mossen” Truisco Carta Donzello, Jordi (Giorgio) Carta Donzello, Leonart (Leonardo) Carta Donzello e Crofol (Cristoforo) Carta Donzello. Vengono “convocati” d’ufficio, questo significa che quasi certamente erano già stati riconosciuti abili e ammessi nel Parlamento Cardona, e da allora in poi vengono “chiamati d’ufficio” a partecipare. Oltre ai loro nomi e ai loro titoli non ci sono altre specifiche : non sappiamo ancora che rapporto abbiano con il Cavaliere Francesco Carta (che da ora in poi, per semplicità di riconoscimento, chiamerò “Francesco Carta del 1520”), né sappiamo se si sono presentati a Cagliari, perché tra gli atti non sono presenti le “Ammissioni” ma solo le “Convocazioni”. In ogni caso, i Carta Cavalieri si stanno moltiplicando e da questo Parlamento in poi non fanno altro che aumentare e diffondersi.

Il Parlamento straordinario del 1558-61, chiamato Madrigal, non ho avuto modo di consultarlo, ma quello immediatamente seguente mi fornisce dati esaurienti e completi.

Nel 1573 viene infatti convocato il Parlamento Coloma e qui i dati si fanno davvero interessanti. Dopo meno di 50 anni i Carta si sono moltiplicati e, a vantaggio di tutti, vengono chiaramente specificati i legami e le parentele, nonché i villaggi di provenienza.
I Magnifici Truisco, Giorgio, Leonardo e Cristoforo sono figli del Cavaliere Francesco Carta, che qui apprendiamo per la prima volta essere di Benetutti; vengono convocati dal Goceano o da Benetutti e sono ammessi al Parlamento l’8 ottobre 1573.
Truisco ha tre figli : Gavino, Giovanni Maria e Giovanni Angelo (o semplicemente “Angelo”).
Giorgio, che il 19 ottobre 1574 è già deceduto, ha avuto anch’egli tre figli : Francesco, Giovanni e Antonio.
Leonardo ha un figlio : Artale.
Cristoforo ha quattro figli : Giovanni Antonio, Leonardo junior, Francesco e Giovanni Francesco.

Nel 1583, nel Parlamento Moncada compaiono gli stessi nomi e gli stessi Cavalieri Carta.
Artale, figlio di Leonardo senior, qui viene chiamato Ortalio.

Nel 1593, nel Parlamento chiamato ancora Moncada, compaiono ancora gli stessi nomi ma anche nuovi discendenti. La vecchia generazione però è ormai scomparsa : i Magnifici Truisco, Leonardo e Cristoforo, figli di Francesco del 1520, sono tutti già deceduti.
Dei figli di Truisco, Gavino scompare; Giovanni Maria e Angelo di Benetutti delegano un loro fratello che compare in questo Parlamento per la prima e unica volta : Pacifico Carta.
Giovanni e Francesco figli di Giorgio senior scompaiono senza lasciare traccia. Il loro fratello Antonio, non abita più a Benetutti bensì ad Alghero e, non potendo presenziare di persona delega Geronimo Sanjust a rappresentarlo.
Artale, Magnifico di Benetutti, figlio di Leonardo senior, delega il suo cugino Pacifico Carta.
Di Cristoforo compare un nuovo figlio, Giorgio. Lui e i suoi fratelli Giovanni Antonio, Giovanni Francesco e Francesco, tutti di Benetutti, non potendo presenziare per giustificati motivi, delegano tutti il loro fratello Leonardo junior.
Compare anche qualche altro Carta (Cristoforo Ufficiale del Campidano - Giovanni Consigliere di Bosa - Pietro Curridore e Banditore - Stefano Magnifico di Benetutti che fa da testimone alle procure dei Carta) per i quali le notizie sono incerte e parziali e non si sa a quale ramo legarli. Anche perchè alcuni certamente non sono titolati e compaiono nel Parlamento per altro titolo. Perciò li ignoro e passo oltre.

Il Parlamento Coloma del 1602 non è consultabile perché non è presente nell’Archivio di Stato; non è stato ancora neanche pubblicato dal Consiglio Regionale nella serie “Acta Curiarum”. Per pubblicarne il testo sarà probabilmente necessario che qualche studioso si rechi a Barcellona a cercarne la copia, certamente presente nell’Archivio della Corona d’Aragona.

Passo quindi direttamente al Parlamento Gandia del 1612-14. A questo punto le cose si complicano notevolmente e non è più possibile seguirle nei particolari. Compaiono circa 30 Carta e di molti non si riesce a capire da dove sono spuntati fuori né chi siano. La percentuale dei Carta rispetto al totale dei convocati è comunque altissima.
Gian Giacomo Ortu, redattore del relativo volume “Acta Curiarum” pubblicato dal Consiglio Regionale, nell’introduzione (volume 14, pagina 23) scrive : “Gruppi minori sui quali si esercita l’influenza del partito dei logudoresi sono quelli costituiti dai cavalieri degli altri centri del Capo di Sopra : …i prolifici Carta di Benetutti…gente di poco peso, che non per il proprio prestigio, ma stando all’ancora di posizioni più forti, spera qualche affermazione nel Parlamento”.
Questo poco lusinghiero commento manifesta con realtà la situazione dei Carta, che sebbene siano ormai molto numerosi appaiono sempre in ombra. E’ vero però anche che le parentele si vanno assottigliando e i Carta, come vedremo, sono ormai cugini di secondo grado e abitano in località diverse. Eppure i loro numerosi voti messi insieme avrebbero avuto non poco peso nelle decisioni del Parlamento.
Tra i Carta ammessi al Parlamento vediamo che il ramo algherese si sta espandendo e moltiplicando; gli altri, dove specificato, sembrano ancora tutti risiedere a Benetutti.
Antonio di Alghero, figlio di Giorgio, è dunque padre di Pietro e di Michele.
Da un figlio del Magnifico Truisco, Angelo, un ramo della famiglia si trasferisce a Cuglieri con Luca Carta e da qui si diffonderà in seguito a Riola.
Da un altro figlio di Truisco, Giovanni Maria, è nato Agostino di Benetutti, che viene ammesso per sè e come procuratore dei Tolo.
Compare poi un Salvatore padre di Pietro e di Taddeo ammessi senza voto perchè minori, ma non si capisce chi siano.
Ci sono almeno due importanti novità :
Giovanni Antonio Carta è personalmente presente il 16 gennaio 1614 alla solenne inaugurazione del Parlamento in Cattedrale; l’11 aprile prende parte ad una discussione parlamentare e il 27 aprile è presente ad una liturgia in Cattedrale. Comincia a notarsi la sua presenza. E’ inoltre procuratore delegato di molti Carta e in particolare dei suoi figli…ecco una nuova generazione : Cristoforo junior, Giovanni, Giovanni Leonardo, Francesco.
L’altra novità è la comparsa di Sebastiano Carta. Sebastiano ha intrapreso la carriera religiosa e compare citato ripetutamente : è rappresentante e procuratore del Capitolo di Iglesias e Rettore di Gergei; come Reverendo partecipa all’inaugurazione solenne del Parlamento il 16 gennaio 1614 dove già abbiamo trovato Giovanni Antonio Carta; è Sindaco del Capitolo di Iglesias e partecipa ad una Corte Giudicante il 9 aprile e il 20 aprile 1614; il 25 aprile partecipa ad una seduta e muove le sue richieste; il 27 aprile partecipa in Cattedrale alla stessa liturgia in cui abbiamo trovato prima Giovanni Antonio Carta.
Di Sebastiano, come già ho scritto, è possibile però ricostruire la sua vita con molti più particolari.
Questo Sebastiano è quello che è citato nel mio Diploma; e se lui è il Sebastiano citato nel mio Diploma e dunque fratello del nostro Giovanni Antonio, il nostro Giovanni Antonio non può non essere se non quello che stiamo inseguendo nei vari Parlamenti e a lui contemporaneo. Il fatto che suo fratello Vescovo sia nato a Sorgono significa che la famiglia ha probabilmente qualche interesse anche lì, oltre che a Benetutti, e questo è un dato importante ma lo svilupperò dopo.
Giovanni Antonio nel 1612-14, durante il Parlamento che abbiamo appena esaminato, non è stato ancora dichiarato Nobile. E’ dunque stato importante per me cercare ancora di seguirne le tracce.

Nel Parlamento Vives del 1623-24 le cose si complicano ulteriormente. I Carta (o Cartta) spuntano come funghi. La novità che appare manifesta è che per la prima volta i Carta vengono citati anche con il secondo cognome, quello materno, forse per distinguere i vari ceppi. Compaiono i Carta Grixone, i Carta Soliveras, i Carta Ladu o Lado, i Carta Brundo, i Carta Rugio, i Carta Serra, i Carta Pirella. Questo in teoria dovrebbe aiutare, in realtà diventa un problema senza soluzione. Tutti questi Carta vengono infatti “convocati”. Questo lascerebbe presupporre che siano stati ammessi in Parlamenti precedenti e che ora possono essere “convocati d’ufficio”. In realtà molti sono nomi del tutto nuovi (e non dovrebbe essere), altri compaiono ripetuti con secondi cognomi diversi e non si riesce a distinguerli fra loro. Ci sarebbe di grande aiuto l’archivio parrocchiale di Benetutti con la sua raccolta dei volumi dei Quinque Libri ma purtroppo tutti i volumi precedenti a questa epoca sono andati persi come forse già ho accennato in altri post. I Quinque Libri più antichi che ancora sono conservati nella Parrocchia di Sant’Elena Imperatrice di Benetutti iniziano proprio da questo periodo, con questi stessi nominativi, senza dirci però di chi erano figli. Siamo dunque arrivati con sicurezza ai bisnipoti di Francesco del 1520 ma adesso purtroppo non sappiamo più di chi sono figli e chi generano. Si capisce che tutti questi Carta sono cugini e parenti stretti, a gruppi viaggiano insieme, delegano le stesse persone, si presentano alle ammissioni lo stesso giorno, ma non si riesce a collegarli tra di loro. Drammatico e fiaccante !
Abbiamo in compenso nuovi dati importanti. Compare un unico Giovanni Antonio e gli viene attribuito l’interessantissimo cognome materno Serra – Giovanni Antonio Carta Serra ! e viene nominato assieme a Giovanni Leonardo Carta Soliveras e Cristoforo Carta Soliveras, tutti Donzelli (o Donnicelli) di Benetutti. La coincidenza di questi nomi con i nomi dei figli di Giovanni Antonio citati poco sopra nonchè molti altri indizi sparsi in altri Parlamenti mi fanno congetturare con una certa sicurezza che si tratta di padre e figli e che questo Giovanni Antonio sia proprio il nostro. Dunque, ricapitolando (voi lo leggete in pochi minuti, io ci ho messo anni di studio) : Leonardo Carta ha generato Ambrosio, Ambrosio ha generato Francesco del 1520 e Francesco ha generato Cristoforo. Cristoforo ha sposato una Serra e insieme hanno generato Giovanni Antonio Carta Serra. Giovanni Antonio Carta Serra si è quindi sposato con una Soliveras e insieme hanno generato i Carta Soliveras.
L’aver scoperto questo mi ha attratto morbosamente verso i Carta Soliveras che ho iniziato a considerare miei antenati.
Ma avevo bisogno di ulteriori prove.

Nel 1625-26 viene convocato dal Vicerè Pimentel (e poi proseguito da Bayona) un nuovo Parlamento straordinario. Compaiono nuovi Carta Soliveras dal Monte Acuto e Goceano (è la zona di Ozieri e di Benetutti) e di Giovanni Leonardo Carta Soliveras viene espressamente detto che è di Ozieri ! Dunque la famiglia ha interessi a Benetutti, a Sorgono e Ozieri, e anche questo è per me un dato importante e indicativo da tenere da conto. Il nostro Giovanni Antonio non si fa vedere, ma compaiono nuovi Carta, i Carta Cabizudo, che per una serie di circostanze che non vi sto qui a descrivere credo di poter affermare, con ottimo margine di sicurezza, essere fratelli dei Carta Soliveras. E vedremo dopo quali conseguenze ha questa notizia.
Ricompare invece il Vescovo di Madauro, che noi sappiamo essere all’epoca Sebastiano Carta, che si impegna personalmente e liberamente (non era assolutamente tenuto a farlo perché la sua diocesi non si trovava in territorio sottomesso alla Corona spagnola) a pagare alla Corona di Spagna 100 scudi, più altri 500 in 5 anni, per finanziare l’esercito. E’ altamente probabile che sia stato proprio questo suo atto di liberalità e di fedeltà al Sovrano a far guadagnare il titolo nobiliare al fratello Giovanni Antonio; e proprio per questo il Vescovo Sebastiano viene nominato e ringraziato nel Diploma di Nobiltà. E’ altamente probabile che la stessa nomina di Sebastiano a Vescovo di Bosa sia dovuta a questa generosa offerta in denaro disposta da Sebastiano stesso.
Il fatto che Giovanni Antonio Carta sia fratello di Sebastiano Carta che sappiamo appartenere a famiglia prospera e colta, ci fa comunque sapere che anche lui è di famiglia agiata e di cultura.
Riepilogando ancora una volta, abbiamo scoperto che Giovanni Antonio Carta Serra si è dunque sposato una prima volta con una Soliveras e, evidentemente, in seconde nozze con una Cabizudo.
Esaminando i Quinque Libri di Benetutti scopriamo che quasi tutti i Carta Soliveras, nominati prima, hanno moglie e moltissimi figli.
Ad esempio, Cristoforo Carta Soliveras si sposa con Maria Flores e hanno almeno otto figli Carta Flores che in parte restano a Benetutti e in parte si trasferiscono a Nuoro.
Francesco Carta Soliveras si sposa invece con una Gaya e i Carta Gaya, (sono almeno tre) e i loro discendenti si trasferiranno a Nuoro, a Bottida, a Bortigali e a Bolotana.
Altri Carta Soliveras diventano invece sacerdoti e parroci a Benetutti. Impossibile seguirli tutti.
Fin dal 1618-1620 o prima Giovanni Antonio Carta Serra scompare da Benetutti, pur dovendo essere ancora vivo. E vedremo poi dove è andato a finire.

Nel Parlamento straordinario Bayona del 1631-33 i Carta presenti personalmente o almeno per procura, o comunque nominati, sono quasi 50, con intrecci complicatissimi. Ne troviamo sempre a Benetutti, ma anche a Bosa, ad Alghero, a Sassari, a Iglesias, a Bono, a Ozieri, a Cuglieri, a Castelsardo, a Cagliari, a Oristano. Compaiono i Carta Satta, i Carta Gaya, i Carta Sucharello.
Il Vescovo Sebastiano è già morto (fin dal 24 luglio 1630), ma ricompare un Giovanni Antonio Carta e qui la cosa si fa intrigante e la ricerca prende una svolta decisiva. Il nostro Giovanni Antonio ha già ottenuto fin dal 21 novembre 1627 il titolo di Nobile. Lui e tutti i suoi discendenti maschi e femmine potranno fregiarsene. In questo Parlamento viene nominato innanzi tutto un Don Antonio Carta, Nobile di Sorgono ( ! ) che, impedito a partecipare personalmente al Parlamento a causa di una malattia, nel gennaio del 1631 delega a rappresentarlo il Dottor Melchiorre Pirella, momentaneamente residente a Cagliari. In seguito (nel febbraio dello stesso anno) lo stesso Melchiorre lo ridelegherà perché nel frattempo il Pirella è stato nominato Vescovo di Bosa (la Cattedra era vacante per la morte di Sebastiano). In altro punto del Parlamento viene nominato Don Giovanni Antonio Carta Nobile, “già di Benetutti”, che ha delegato Melchiorre Pirella. Dunque si tratta della stessa persona, chiamata prima Antonio e poi Giovanni Antonio - Si tenga anche presente che nelle ultime righe dello stesso Diploma di Nobiltà in mio possesso, Giovanni Antonio Carta viene chiamato semplicemente “Don Antonio Carta” - : Don Antonio o Don Giovanni Antonio Carta (Serra), già di Benetutti, è ora un Nobile di Sorgono.
In questo Parlamento compare un altro Carta Nobile, ma per un titolo autonomo dal mio : Don Agostino Carta Lado, convocato da Ozieri (ma la convocazione gli è stata consegnata a Benetutti; evidentemente viaggiava tra un paese e l’altro), Nobile di Benetutti per privilegio concesso a Madrid il 23 maggio 1630. Non posso esserne assolutamente certo ma, per gli elementi che ho, è fortemente possibile che Don Agostino sia figlio di Giovanni Maria, figlio di Truisco, figlio di Francesco del 1520, figlio di Ambrosio, figlio di Leonardo Carta : il nostro Don Giovanni Antonio Carta Serra è dunque suo zio.
La presenza di un altro ramo Carta Nobile per titolo autonomo dal mio non mi aiuta nella ricostruzione genealogica. Se infatti ci fosse un solo ramo Nobile, tutti i Nobili che vengono nominati nei documenti sarebbero discendenti di Don Giovanni Antonio. Se più rami vengono fatti Nobili, quasi nello stesso anno, non si capisce più niente !
Lasciamo momentaneamente da parte le vicende di questo Parlamento ed esaminiamo quelli successivi.

Col Parlamento Avellano del 1641-43 abbiamo nuovi dati importanti. Don Antonio o Giovanni Antonio Carta di Sorgono viene ammesso, assieme al figlio Don Sebastiano, perché hanno esibito “il privilegio di Cavalierato e Nobiltà”.
Avranno inteso il solo Diploma di Nobiltà, che sottintendeva anche il Cavalierato, oppure Don Giovanni Antonio possedeva anche il titolo di Cavalierato ? E se sì, sarà stato il titolo di Cavaliere dell’originario Francesco Carta del 1520 o una conferma di titolo ottenuta da lui stesso ? Non è dato saperlo, ma se è lui che ha ereditato il diploma originale di Francesco del 1520 è un peccato che infine sia andato disperso anzi che essere stato tenuto allegato al Diploma di Nobiltà. Ora forse sarebbe in mio possesso !
Da Benetutti si presentano ancora i Carta Soliveras e i Carta Cabizudo ma non viene rilevata Nobiltà; parrebbero essere ancora solo Cavalieri.
Ciò è strano, ma anche questo è un dato importante, che cercherò di spiegare in seguito.
Don Sebastiano appare essere inoltre un nuovo figlio mai nominato prima del Giovanni Antonio Carta Serra di cui sto da tempo seguendo le tracce.
Compaiono i figli di Luca Carta di Cuglieri : Giuseppe (di Cuglieri e Riola), Felice e Giovanni Battista.

La prova definitiva l’abbiamo col Parlamento Lemos del 1654-56. Troviamo scritto chiaramente : “Giovanni Antonio - in realtà, a rigor di cronaca, il nome scritto è “Giovanni Antioco”, ma dal confronto con altra documentazione presente in questo e nei Parlamenti successivi si evince chiaramente che si tratta di un errore del compilatore. Il nome è certamente “Giovanni Antonio” - Carta di Sorgono che ottenne il Privilegio di Nobiltà il 21 novembre 1627 in Madrid viene ammesso assieme ai figli Sebastiano, Francesco, Melchiorre (ammessi con diritto di voto perché maggiorenni), Giacomo, Diego, Salvatore e Giovanni Battista (ammessi senza diritto di voto perché minori), e Pietro Maria figlio del detto Sebastiano (minore senza diritto di voto)”. Questo ramo della famiglia possiede un Diploma proprio : non avrà mai necessità di dimostrare faticosamente la propria discendenza dal Francesco del 1520 con testimonianze e lunghi (e spesso errati) alberi genealogici. Basta esibire il Diploma perché le porte dei Parlamenti si aprano ad accoglierli.
Che questo Don Giovanni Antonio, per il quale coincide il nome nonché la data e la città in cui è stato concesso il Diploma di Nobiltà, sia il mio antenato non c’è alcun dubbio; come non c’è alcun dubbio che sia lo stesso Giovanni Antonio Carta di Benetutti che abbiamo trovato nei Parlamenti precedenti. L’unico dubbio può venirci se andiamo a controllare il lungo lasso di tempo trascorso tra le prime apparizioni del nostro Giovanni Antonio e le ultime sue ammissioni ai Parlamenti : Giovanni Antonio Carta di Benetutti viene infatti ammesso per la prima volta nel Parlamento del 1573; l’ultimo Parlamento a cui viene ammesso, anche se con delega - questa delega ci aiuta a immaginarlo ormai vecchio e impossibilitato a presentarsi personalmente a Cagliari - è questo del 1653.
Non ho trovato traccia, nei Parlamenti del ‘500, di annotazioni sulla maggiore o minore età degli ammessi. Posso quindi anche supporre senza forzatura che all’epoca della sua prima ammissione nel 1573 Giovanni Antonio Carta fosse minore, ammesso senza diritto di voto. Ma anche ipotizzando che avesse solo 3 anni, nel 1653 Don Giovanni Antonio ha almeno 80 anni, forse anche dieci in più, se non addirittura venti. Per l’epoca è di una longevità eccezionale ! Quasi sospetta.

E’ inoltre importante vedere che al Giovanni Antonio Carta Serra di Benetutti abbiamo attribuito già molti figli Carta Soliveras (Cristoforo, Giovanni, Giovanni Leonardo e Francesco) nonché i figli Carta Cabizudo (Antonio Michele, Zaccaria e Agostino). Ora compaiono questi nuovi di Sorgono (Sebastiano, Francesco, Melchiorre, Giacomo, Diego, Salvatore e Giovanni Battista) che dai Parlamenti successivi scopriremo chiamarsi Carta Pirella.
Come spiegare tutta questa vicenda ?
Dopo lunghi studi, elucubrazioni, ricerche e prove, vi riassumo quello che credo essere stata la storia di questa famiglia, aperto però a qualsiasi notizia possa darmi un’interpretazione diversa.

Tutti i Carta delle prime generazioni, almeno da Francesco del 1520 in poi, fino ai suoi nipoti (con l’esclusione di un figlio di Giorgio che si trasferisce ad Alghero) appaiono essere originari di Benetutti e qui residenti. Certamente i loro traffici orbitano in questa zona del Goceano e Monte Acuto. In realtà di molti non conosciamo il luogo di nascita, ma di tutti si dice e vengono definiti “di Benetutti”. Benetutti è dunque la “culla” della nostra famiglia e tutti paiono nati in questo Villaggio. Eccetto uno, il citato Vescovo Sebastiano, che sappiamo essere nato a Sorgono nel 1577. Questo significa che suo padre Cristoforo senior ha i suoi interessi iniziali e principali a Benetutti e qui forse si è sposato, forse una prima volta, ma in seguito i suoi interessi si sono spostati anche a Sorgono, dove forse si è sposato una seconda volta e ha avuto altri figli tra cui certamente Sebastiano. Sebastiano Carta parrebbe essere infatti il più giovane dei suoi figli (e forse proprio per questo si è dedicato alla carriera religiosa) in quanto compare per la prima volta nel Parlamento del 1614 mentre i suoi fratelli partecipano fin dal Parlamento del 1573 (Sebastiano è nato nel 1577). E’ anche possibile che Cristoforo senior abbia avuto una sola moglie e alcuni suoi figli siano nati a Benetutti e altri a Sorgono.
Giovanni Antonio Carta, tra tutti i figli di Cristoforo senior, è l’unico per il quale viene indicato anche il cognome della madre, Serra. Dunque il padre Cristoforo ha sposato una Serra e Giovanni Antonio è un Carta Serra. E’ altamente probabile che la moglie di Cristoforo sia una Serra dei famosi Serra di Sorgono.
Dagli atti del Parlamento del 1625 abbiamo visto come la liberalità del Vescovo Sebastiano guadagni ad un suo fratello, il mio antenato Giovanni Antonio, il titolo nobiliare. Che Giovanni Antonio fosse un suo affezionato fratello, forse più degli altri, lo dimostra forse il fatto che un suo figlio si chiama proprio Sebastiano mentre nelle generazioni vicine non ne compaiono altri. Forse per questo motivo Sebastiano, comprando dal Sovrano il titolo nobiliare, scelse che questo venisse attribuito proprio a Giovanni Antonio e non ad un altro fratello. Giovanni Antonio appare essere tra l’altro il primogenito tra i suoi fratelli Carta Serra.
Giovanni Antonio Carta Serra ha avuto molti figli a Benetutti, e per molti viene indicato il cognome della madre, una Soliveras, e abbiamo quindi i già citati : Cristoforo junior Carta Soliveras, Giovanni Carta Soliveras, Giovanni Leonardo Carta Soliveras e Francesco Carta Soliveras.
Cristoforo junior Carta Soliveras, che credo fosse il maggiore perché viene sempre nominato per primo, muore a Benetutti l’11 marzo 1645. Era sposato con Maria Flores Farina è ha avuto moltissimi figli e figlie.
Giovanni Leonardo Carta Soliveras a volte viene indicato come residente a Benetutti e a volte come residente a Ozieri : con lui è la prima volta che viene citata Ozieri in relazione ai Carta.
Le notizie sugli altri fratelli ve le risparmio.
Successivamente compaiono, come fratelli di questi Carta Soliveras, i Carta Cabizudo : il nostro Giovanni Antonio Carta Serra pare essersi sposato una seconda volta, con una Cabizudo. Negli anni verranno nominati Antonio Michele Carta Cabizudo (sacerdote di Benetutti), Zaccaria Carta Cabizudo e Agostino Carta Cabizudo (quest’ultimo si sposa con Giovannangela Branca De Cortes Sanna e ha almeno una figlia, Maddalena, battezzata a Benetutti il 6 novembre 1633).
A questo punto le cose si complicano ulteriormente.
Potrebbero venirmi in aiuto i Quinque Libri di Benetutti ma sono troppo lacunosi negli anni iniziali. Negli anni successivi, quando ormai non riesco più a capire “chi sia figlio di chi”, compaiono moltissimi nuclei familiari Carta, inestricabili. E’ possibile costruire moltissimi piccoli alberi genealogici ma a tutti mancano le radici ed è difficilissimo legarli tra loro. Si capisce che sono tutti cugini, ma niente di più. Oltre a questi, molti dei Carta registrati nel libro dei Battesimi, in quello delle Cresime o in quello dei Matrimoni non sono né Cavalieri né Nobili e discendono quindi da fratelli o cugini del primo Leonardo Carta che combatté sotto le mura di Napoli e con me hanno ben poco a che fare essendo lontanissimi collaterali, e quindi non mi sono curato delle loro discendenze. Altri probabilmente sono discendenti di fratelli o cugini di Francesco del 1520 e ancora una volta sono troppo lontani da me. Gli altri invece sono discendenti diretti di Francesco ma non si riesce a completare i legami tra loro. Questi Quinque Libri, almeno indirettamente mi danno però alcuni indizi che, interpretati, si collegano a quanto ho scritto finora e suffragano le mie ricostruzioni. Infatti, sappiamo che il nostro Giovanni Antonio ebbe molti figli e figlie. E spesso questi compaiono nei Quinque Libri, e loro o i loro figli sono registrati tra coloro che ricevono il Battesimo, la Cresima, che si sposano, che muoiono, ma anche, frequentissimamente come padrini e testimoni. Di quelli che ricevono i Sacramenti conosciamo, perché sono registrati, i padrini di Battesimo, i padrini di Cresima e i testimoni di nozze…la cosa assolutamente strana è che il nostro Giovanni Antonio Carta, pur ancora vivo, non viene mai nominato, come se da Benetutti fosse scomparso nel nulla, e anche “scomparso malamente”, aggiungo io. Solo come esempio, abbiamo visto che il suo primogenito Cristoforo si sposa con Maria Flores (o Fiore, o Floris. In altri punti viene indicata come Maria Farina) e ha avuto molti figli, almeno otto nati a Benetutti : Grazia Angela (battezzata il 14 gennaio 1623 e deceduta il 19 giugno 1663), Caterina Angela (battezzata il 2 febbraio 1626), Antonio (battezzato il 10 giugno 1628), Giovanni Maria (battezzato il 25 luglio 1629), un altro Giovanni Maria (battezzato il 23 marzo 1631), Giovanni Antonio come il nonno (battezzato il 20 agosto 1633 e deceduto il 26 agosto 1662), Giovanni Leonardo (cresimato nel 1640) e Francesco Angelo Carta Flores (battezzato il 6 ottobre 1636). La cosa notevole è che per nessuno di questi, e per nessun altro, venga chiamato a far da padrino o da testimone il nostro Don Giovanni Antonio. E questo è veramente strano considerando anche il fatto che, essendo stato tra l’altro dichiarato Nobile nel 1627, è certamente un parente prestigioso, un nonno importante. Eppure nessuno lo cerca. Addirittura, nei Parlamenti, tutti questi suoi familiari, anche successivamente al 1627, risultano ancora ammessi come “Cavalieri” e non come “Nobili”, titolo quest’ultimo che sarebbe loro spettato in quanto figli e discendenti di Nobile con titolo ereditario.
Dove dunque è andato a finire Giovanni Antonio Carta di Benetutti ? Nel 1641 e soprattutto nel 1653, come abbiamo visto, ricompare a Sorgono ! A Sorgono, lo stesso paese di nascita del Vescovo Sebastiano, il nostro Don Giovanni Antonio, Nobile, è sposato con una Pirella, con numerosi figli tra cui il primogenito si chiama proprio Sebastiano.
Cosa dunque ne ho potuto ricostruire ?
A me pare che il nostro Giovanni Antonio Carta Serra si sia allontanato da Benetutti, probabilmente per dissapori familiari, per sposarsi per la terza volta, stavolta a Sorgono - o a Nuoro, villaggio d’origine dei Pirella - e forse proprio a causa di questo in rotta con la famiglia. Tanto in rotta che le famiglie rimaste a Benetutti non vogliono più avere a che fare con lui, come se più non esistesse.
A Sorgono, Don Giovanni Antonio Carta Serra ebbe altri numerosi figli, Carta Pirella : Sebastiano, appunto, Francesco, Melchiorre - chiamato così probabilmente dal Vescovo Melchiorre Pirella già citato prima, certamente parente della terza moglie di Giovanni Antonio -, Giacomo, Pietro Diego, Salvatore, Giovanni Battista, per citare solo i figli maschi.
Mentre del titolo di Nobiltà non si avvalgono i suoi figli di Benetutti, quelli di Sorgono, ovviamente, lo utilizzano subito e nei Parlamenti vengono registrati come Nobili.
Chi più presente chi meno, i Carta Pirella partecipano a tutti i Parlamenti dal 1641 al 1698. Il primogenito Sebastiano sembrerebbe ammesso anche al voto (quindi è maggiorenne) fin dal 1641. Come minimo è nato quindi nel 1621, data che coincide con il periodo in cui suo padre Giovanni Antonio si è allontanato definitivamente da Benetutti e si è da poco risposato. Questa intuizione è stata confermata dall’atto di Cresima di Sebastiano Carta, figlio di (Giovanni) Antonio Carta e di Ippolita Pirella cresimato nella Cattedrale di Cagliari il 6 gennaio 1635.

Qualcuno potrebbe obiettare che, visto anche l’ampio excursus di anni in cui Giovanni Antonio Carta si presenta nei Parlamenti (1573-1653), potrebbe in realtà trattarsi di due persone diverse, forse anche di padre e figlio o di nonno e nipote (lo stesso Cristoforo, primogenito Carta Soliveras ha un figlio che si chiama Giovanni Antonio come il nonno). Ma, alla mia ricostruzione viene in soccorso a questo punto lo stemma della famiglia, presente nel Diploma di Nobiltà. Infatti il Diploma è appartenuto certamente a Don Giovanni Antonio Carta di Sorgono, come abbiamo visto sopra, ma lo stemma è certamente attribuibile a Giovanni Antonio Carta Serra di Benetutti !
Nell’ultima pagina del Diploma del 1627 è infatti presente uno stemma. Che si tratti di uno stemma “parlante”, cioè con un suo esplicito significato relativo ai cognomi e alle famiglie coinvolte è subito evidente fin dal primo sguardo, perché appare a sinistra la comune rappresentazione del cognome “Carta” : un’aquila con una lettera tenuta nel becco. Ma al di là di questa facile interpretazione, cosa altro rappresenta questo stemma ?

E’ uno stemma semipartito troncato cioè diviso in due orizzontalmente in cui la metà superiore è a sua volta divisa in due quarti. Nel primo quarto a sinistra (a destra dello stemma; è il quarto che riguarda la famiglia principale) è raffigurata come ho detto un’aquila frontale volta a sinistra (a destra dello stemma) al naturale su fondo azzurro che tiene nel becco una carta con delle scritte. Questo è lo stemma della famiglia Carta, e fin qui ci siamo. Il resto dello stemma riguarda invece le alleanze e i matrimoni con altre famiglie. Vediamo come. Nel secondo quarto è raffigurato un uomo a cavallo di un cervo che galoppa verso sinistra (destra) seduto all’“amazzone” con in mano una lancia più o meno puntata verso un viso di sole raggiante, tutto al naturale. Nella metà inferiore su fondo oro ci sono due leoni controrampanti che tengono una sega sopra una testa umana. Il tutto è sormontato da un elmo ornato con piume svolazzanti.

Una donna che cavalca un cervo e che tiene frecce in mano rappresenta Diana cacciatrice ed è lo stemma delle famiglie Satta (saetta > satta).
La sega da sola o tenuta da orsi che segano un monte è lo stemma delle famiglie Serra (in sardo sa serra > sega; in epoca molto successiva e in altre famiglie Serra gli orsi verranno sostituiti da due leoni).
Nel nostro caso, cosa è rappresentato ?
Una volta che ho scoperto le “famiglie” coinvolte nella vita di Don Giovanni Antonio Carta, ho dovuto fare ricerche partendo dai “cognomi” coinvolti.
Nello stemma dei Soliveras è rappresentata una mano che indica il viso del sole e il suo cartiglio riporta la scritta “Mira el sol Y veras”. Poiché i rami cadetti erano soliti utilizzare stemmi modificati e uniti ad altri, è possibile forse vedere in questo stemma Carta una fusione tra lo stemma dei Soliveras e lo stemma dei Satta, cioè una unione tra un uomo Soliveras e una donna Satta : il sole non è più indicato da una mano né la persona a cavallo del cervo tiene saette in mano. Qui c’è una lancia che assolve entrambe le funzioni ed indica il sole. E’ una lettura un po’ stiracchiata ma plausibile.
Lo stemma dei Serra è una sega, ma la testa cosa rappresenta ? E perché ha sostituito il monte normalmente presente nello stemma delle famiglie Serra ? Ho scoperto che lo stemma dei Cabizudo è, giustamente e semplicemente, una testa (cabeza) con cimiero, su uno sfondo d’oro.
A questo punto l’interpretazione viene di conseguenza e lo stemma si legge dunque facilmente così :
Giovanni Antonio CARTA SERRA, è alleato e sposato in prime nozze con una SOLIVERAS SATTA, e alleato e sposato in seconde nozze con una CABIZUDO.
Nonostante il Diploma sia del 1627, il cognome e la famiglia Pirella (all’epoca c’è già stato il terzo matrimonio e sono nati alcuni figli) sembrerebbe non comparire nello stemma; forse perché all’epoca i Pirella non erano ancora titolati e non avevano un loro stemma ? In realtà ho recentemente scoperto che i Pirella già nel 1624 (quando vengono ammessi al Parlamento Vives) erano almeno certamente Cavalieri, e che lo stemma dei Pirella è un albero di pero tenuto da due leoni controrampanti ! Con questo non voglio dire che i due leoni che nel mio stemma tengono la sega al posto degli orsi siano la traccia dello stemma dei Pirella, perché certamente l’elemento identificativo dei Pirella non sono i leoni ma l’albero di pere, e i leoni sono un comune simbolo araldico, però anche questo è un dato interessante. In realtà la spiegazione più semplice della mancanza di un riferimento al cognome Pirella è che, come è noto, è altamente possibile che lo stemma non sia stato concesso a Giovanni Antonio Carta nel 1627 assieme alla Nobiltà bensì anni prima, forse con autonoma specifica concessione o con un diploma di conferma del Cavalierato, oggi dispersi.
Tutte queste coincidenze, allo stato attuale mi danno la certezza che Giovanni Antonio Carta Serra di Benetutti sposato con una Soliveras e poi con una Cabizudo è lo stesso Don Giovanni Antonio Carta di Sorgono sposato con una Pirella e nobilitato il 21 novembre 1627.
Avuta questa certezza, e vi assicuro che non è stato facile, possiamo fare altre considerazioni e quindi ripartire con la nostra cronaca.

Abbiamo visto come i Carta Pirella non hanno nessun problema a far valere il titolo perché posseggono il Diploma originale. Alla morte del nostro Don Giovanni Antonio Carta il Diploma originale resta sicuramente a Sorgono, ai suoi eredi di terzo letto. E’ infatti impossibile che sia stato riconsegnato a Benetutti agli eredi Carta Soliveras o Carta Cabizudo. E’ invece presumibile, ma non necessariamente certo, che il Diploma sia passato al figlio più grande tra quelli di Sorgono, che presumiamo essere Sebastiano Carta Pirella. Questo ci fa quindi arguire che il mio ramo della famiglia, e quindi i Carta di Ozieri da cui discendo io, non discende né dai prestigiosi Carta Soliveras né dagli intriganti Carta Cabizudo, tutti di Benetutti che è stata la avita culla della nostra famiglia, bensì dai cadetti e meno interessanti Carta Pirella di Sorgono. E se il Diploma è ora in mio possesso significa che i Carta di Ozieri molto probabilmente discendono direttamente da Sebastiano Carta Pirella.

Ma proseguiamo con i Parlamenti. Anzi... prima di proseguire, vorrei fare un’altra considerazione sullo stemma di famiglia.
Lo Spreti infatti, che in questa occasione non fa altro che citare il Mannucci, descrive per la famiglia Carta di Ozieri e la famiglia Carta di Benetutti uno stesso stemma, ma completamente diverso da quello che compare nel nostro Diploma. Lo stemma che descrive è questo :
“d’azzurro alla fascia a spina di pesce di rosso, orlata d’oro, accompagnata in capo da tre stelle di otto raggi, ordinate in fascia, ed in punta da uno scaglione addestrato da una sega e sinistrato da un pesce capovolto, il tutto d’oro”.
E inoltre aggiunge : “si ritiene però che questa famiglia non abbia mai avuto concessione di stemma”.
Non so da dove sia stata presa questa descrizione di stemma, ed è probabile che effettivamente i Carta Nobili non abbiano mai avuto una concessione ufficiale dello stemma familiare (che infatti non viene espressamente descritto nel Diploma). Quel che è certo è però che Don Giovanni Antonio Carta Serra ebbe assegnato o scelse per sé lo stemma che io ho descritto sopra e che compare nell’ultima pagina del Diploma.

(continua)
leocarta
 
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda leocarta » lunedì 20 settembre 2010, 20:17

II puntata

Nel 1665 viene convocato il Parlamento Camarassa (ma la vita del Vicerè volge al suo turbolento termine…).
Vengono consegnate le convocazioni. I Carta Pirella di Sorgono erano già tutti presenti al Parlamento precedente, quindi sono conosciuti e vengono convocati d’ufficio. Quelli che erano minori nel Parlamento del 1653 (abbiamo visto che erano Giacomo, Diego e Salvatore. Giovanni Battista è invece scomparso dalla circolazione : deve essere morto da bambino) vengono cercati a casa dei genitori. Il messo si presenta nella casa dei Carta Pirella a Sorgono e trova la vedova del Nobile Don Giovanni Antonio Carta, Donna Ippolita Pirella che riferisce che suo figlio “Don Diego Carta è morto ed è passato a miglior vita nel presente anno” mentre Don Salvatore Carta è in Spagna da quattro anni e Don Giacomo si è trasferito a Nuoro. Scopriamo così che il nostro Don Giovanni Antonio Carta è infine deceduto tra il 1653 ed il 1665, ormai vecchissimo, e che la moglie vedova si chiama Ippolita Pirella. E’ da queste poche righe che apprendiamo il nome, ma soprattutto il cognome, della terza moglie di Don Giovanni Antonio, da cui sono originati i già citati Carta Pirella.
Don Salvatore Carta è dunque in Spagna e non può essere presente al Parlamento mentre suo fratello Don Giacomo viene convocato da Nuoro.
I loro fratelli maggiori Don Sebastiano, Don Francesco e Don Melchiorre Carta Pirella vengono invece ammessi come Nobili, senza alcun problema. A Sorgono il messo Geronimo Fadda Satta si è presentato personalmente a casa del Nobile Don Sebastiano Carta Pirella per consegnare la convocazione che viene ritirata dalla moglie la Nobile Donna Agostina Cadello di Pauli Arbarei. A Don Melchiorre Carta Pirella la convocazione viene invece consegnata nelle sue proprie mani.

Tutto questo parlare delle case dei Carta mi scatena il desiderio e la curiosità di poter sapere dove si trovavano di preciso queste abitazioni, come erano fatte, se erano casupole o palazzotti, come erano strutturate all’interno, come erano arredate, con quali mobili, con quali ninnoli. Come si vestiva all’epoca un Nobilotto di provincia ? Qualcuna di queste case esisterà ancora ? Curiosità destinate a rimanere inappagate.
Eppure, a questo riguardo, leggerete qualcos’altro alla fine di questo scritto.

Gli altri Carta presenti in questo Parlamento sono ormai innumerevoli e provengono da molti paesi. Oltre che dalle ville e località già citate prima, ne troviamo anche a Ottana, a Sorgono, a Orotelli, a Oschiri, a Ghilarza, a Bolotana, a Santa Giusta, a Tempio, ad Atzara, a Riola, a Bottida, a Bitti, a Cossoine, a Nuoro, a Bortigali, e così via.
Da Ozieri nessuno.
E i nomi variano : oltre ai soliti, abbiamo anche i Carta Salaris, i Carta Farina, i Carta Campu, i Carta Mallon, i Carta Flores, ma anche i Tola Carta, gli Asquer Carta e altri.
Alcuni si presentano personalmente, la maggior parte invece per procura rilasciata ad altri.
Ma ormai ho perso per loro gran parte del mio interesse, perché si allontanano sempre più dal mio ramo genealogico.
Mentre i miei antenati, purtroppo, non ne hanno bisogno perchè hanno il Diploma nele loro mani, molti degli altri Carta si affannano con ricchi carteggi di documenti per dimostrare di aver diritto a partecipare al Parlamento in quanto figli di Carta già ammessi a Parlamenti precedenti o perché discendenti da antenati titolati più lontani.

Nel 1677 viene convocato il Parlamento Santisteban.
I volumi in cui è raccolta la relativa documentazione si fanno sempre più grossi e le carte da controllare si moltiplicano.
Nel Parlamento Lemos del 1654-56, abbiamo visto che Don Sebastiano Carta Pirella aveva portato con sé suo figlio minore Don Pietro Maria. Nel Parlamento del 1665 non sono riuscito a trovare questo Don Pietro Maria, che sembra essere scomparso, però avevamo appreso che la moglie di Sebastiano si chiamava Donna Agostina Cadello. In questo Parlamento del 1677 compare un nuovo figlio di Don Sebastiano, chiamato Don Pietro Diego. Potrebbe in realtà anche essere lo stesso Don Pietro (Diego) Maria ammesso senza voto nel 1653.
Si presentano anche alcuni altri fratelli Carta Pirella : Don Melchiorre e Don Salvatore - è dunque rientrato dalla Spagna dove si trovava nel 1661 - da Sorgono (delegano il Marchese di Laconi) e Don Giacomo da Nuoro (delega il Marchese di Soleminis). Tutti fanno valere il Diploma di Nobiltà del padre.
Don Giacomo fa ammettere, senza voto perché minori di età, anche i suoi figli Don Giuseppe, Don Paolo Ignazio, Don Salvatore e Don Giacomo junior.
C’è invece chi ancora deve arrovellarsi per cercare di dimostrare di essere discendente da qualche Cavaliere titolato o addirittura da Francesco del 1520 utilizzando improbabili e poco credibili alberi genealogici, spesso contradditori fra di loro. Tutti questi Carta risolvono il problema risalendo il loro albero genealogico finché non trovano un Francesco qualsiasi e a quel punto dichiarano trattarsi di “quel” Francesco, del 1520. A volte questi “furbi” vengono ammessi, a volte gli Abilitatori si fanno finalmente più furbi e chiedono ulteriore documentazione. Le mie ricerche, che dovrebbero trovare ossigeno in questi documenti, in realtà si complicano da morire, nel tentativo di identificare le stupidaggini e separarle dalle notizie realistiche e credibili. Il tutto ulteriormente complicato da “studiosi” ingenui, poco accorti e soprattutto troppo faciloni che prendono troppo facilmente per buone queste dichiarazioni solo perché sono state accettate e prese per buone dagli Abilitatori del XVII secolo, quando invece scavando poco poco si scopre subito che sono piene di dati contradditori e incompatibili. E questi scrittori nei loro scritti pretendono poi di essere “inconfutabili”. (Scusate, questo è uno sfogo personale diretto verso uno “studioso” specifico).
Altre volte, per fortuna, i dati che si scoprono sono invece attendibili e preziosi : Giovanni Francesco Carta Melis con i suoi nipoti Carta Marcello di Fonni vogliono dimostrare di avere diritto ad accedere al Parlamento dimostrando di essere diretti discendenti dei Cavalieri Carta. Ci saranno molte testimonianze e interrogatori ma soprattutto presentano la copia autentica dei Commissionali di Armamento a Cavaliere di Francesco del 1520. Il dato interessante è che la copia del documento è stata fatta davanti ai Nobili Don Sebastiano, Don Melchiorre e Don Salvatore Carta (Carta Pirella di Sorgono). Questa è un’ulteriore prova di ciò che dicevo poco sopra riguardo alla possibilità che anche il diploma di Cavaliere si trovasse nelle mani del nostro Don Giovanni Antonio Carta Serra e quindi sia finito a Sorgono assieme al Diploma di Nobiltà : per ottenerne una copia ci si doveva dunque rivolgere agli attuali possessori, figli di Don Giovanni Antonio Carta Serra, Don Sebastiano, Don Michele e Don Salvatore Carta Pirella, appunto. Perché poi tra tutti i figli di Francesco del 1520 questo Diploma di Cavalierato sia finito proprio a Cristoforo e quindi a Giovanni Antonio non è dato saperlo. Potrebbe essere una prova che sia Cristoforo che suo figlio Giovanni Antonio (come parrebbe, almeno per quest’ultimo) fossero i primogeniti - Anche se è da tener presente che non è necessariamente vero che i diplomi vengano sempre ereditati dai primogeniti (nel mio piccolo io ne sono una prova vivente). Magari finivano infatti nelle mani di chi abitava ancora con i genitori al momento della loro morte : quindi non il figlio maggiore che normalmente è il primo a sposarsi e ad andare a vivere altrove.

Assecondando e avvalorando le mie ipotesi sulle nostre vicende familiari nel XVII secolo, alcuni Carta di Benetutti dimostrano di essere sì discendenti del nostro Giovanni Antonio Carta Serra, ma solo come Cavalieri e non come Nobili, come secondo le mie ricostruzioni : avrebbero diritto a essere dichiarati pur essi Nobili, ma evidentemente l’aver rotto completamente i rapporti familiari col Carta Nobile forse glielo impedisce. E’ improbabile, ma potrebbe anche essere che non sappiano neanche che Don Giovanni Antonio Carta Serra è stato dichiarato Nobile !
Compare anche, come un fungo, e lo cito solo come una curiosità, Antioco Carta Calabrineo con strane parentele arzigogolate col nostro Giovanni Antonio Carta Serra, parentele che non sono riuscito a districare. In compenso ho trovato nei registri di Benetutti tale “Antioco Carta Falabrino”, certamente la stessa persona, e sono riuscito ad appurare qualche dato in più, trovando corrispondenze e legami insospettati. Ma ve li risparmio; il carteggio è enorme.
Da Ozieri ancora una volta non si presenta nessuno.
Compaiono i Carta Melis, i Carta Marcello, i Carta Floris (erano i Carta Flores), i Carta Sussarello (erano i Carta Sucharello), i Carta Pischedda.
Nuove provenienze sono Torralba, Terralba, Sarule, Fonni, Siamanna, Santu Lussurgiu.

Del Parlamento del 1688, Monteleone, non ho ancora nessuna notizia perché non è stato ancora pubblicato il relativo volume nella collana “Acta Curiarum” edita dal Consiglio Regionale, né io ho avuto ancora possibilità di sfogliarlo in originale. Si tratta di almeno tre grossi volumi.

Nel 1698 viene convocato infine l’ultimo dei Parlamenti sardo-spagnoli, il Montellano. Sono quasi 120 i Carta che vi vengono nominati, una percentuale impressionante rispetto al totale dei partecipanti . Districarli e riordinarli è impossibile, anche perché i Parlamenti vengono convocati ogni dieci anni e avere questi dati ogni dieci anni è veramente dispersivo ! In dieci anni possono cambiare troppe cose : Carta che muoiono, altri che nascono, chi si sposa per la seconda o la terza volta, chi era solito usare un cognome e ora preferisce usarne un’altro, chi proveniva da un paese e poi è emigrato in un altro e così via : i dati che trovo in un Parlamento difficilmente trovano facili corrispondenze nel Parlamento successivo, dieci anni dopo.
Come già ho spiegato, al di fuori del mio ho inoltre perso gran parte dell’interesse a ricostruire i loro alberi genealogici particolari.
Compaiono i Carta Minutili, i Carta Nieddu, i Carta Quighine, i Carta Pirisi, i Carta Pala, i Carta Sanna, i Carta Marti, i Carta Manca, i Carta Lumbardo, i Carta Casula e altri Carta Serra. Compaiono anche nuovi paesi di provenienza : Ploaghe, Mamoiada, Bauladu, Anela, Iglesias, Aritzo, Sassari, Muravera, Villaputzu, Genoni, Padria, Macomer, Samatzai, e di nuovo Ozieri (con i Carta Lado). Ma l’unico ramo che mi interessa veramente è ormai solo quello dei Carta Pirella di Sorgono, che puntuali si presentano anche in questo Parlamento.
Don Sebastiano Carta Pirella è ormai già deceduto, e così Don Giacomo Carta Pirella che si era trasferito a Nuoro. Si presenta però Don Melchiorre Carta Pirella che, sposato con Donna Maria Giuseppa Murtas, si fa accompagnare dal figlio Don Giuseppe Angelo nato a Sorgono l’11 dicembre 1680 : ancora minore, quest’ultimo viene ammesso senza diritto di voto.
Don Paolo Ignazio Carta di Nuoro, figlio di Don Giacomo e della moglie che scopriamo chiamarsi Donna Maria Angela Nieddu Minutili, e che fu battezzato il 4 luglio 1667 e che il padre aveva già fatto ammettere al Parlamento del 1677, viene ammesso anche in questo Parlamento. Con procura a Giuseppe Mason che a sua volta delega Ambrogio Bacallar. Don Paolo Ignazio Carta Minutili si è appena sposato il 26 febbraio 1698 con Donna Elena Piluru di Posada.
Dei suoi fratelli, figli di Don Giacomo Carta Pirella, solo Don Giuseppe ricompare in questo Parlamento.
Tra i figli di Don Sebastiano Carta Pirella, che avevamo lasciato nel 1665 sposato con Donna Agostina Cadello, compare Don Salvatore, nato a Sorgono il 20 agosto 1673 da Don Sebastiano e Donna Lucia Loddo di Busachi. Don Sebastiano, che era precedentemente sposato con Donna Agostina Cadello, si è dunque sposato una seconda volta tra il 1665 ed il 1673.
Da Sorgono compare anche Don Ignazio, figlio di Don Salvatore Carta Pirella e di Donna Maria Simona Serra, senza voto perché minore (è nato a Sorgono il 1° agosto 1683). Il padre, Don Salvatore, è figlio del nostro Don Giovanni Antonio Carta Serra, ed era già presente nei Parlamenti del 1653 (minore) e del 1677 (nel 1665 non era presente perché si trovava da tempo in Spagna). Compaiono dunque alcuni “Ignazio Carta”, elemento che sarebbe importante nella ricostruzione della genealogia di mio Nonno Ignazio Carta, se non mancassero ancora due secoli alla sua nascita, un lasso di tempo troppo lungo per poter vedere nello stesso nome Ignazio un qualche legame.
Ricompare un Don Pietro Diego Carta di Sorgono che parrebbe essere lo stesso che avevamo trovato nel Parlamento del 1677, e quindi figlio di Don Sebastiano Carta Pirella e dunque nipote del nostro Don Giovanni Antonio Carta Serra; anche perché è Nobile (lo apprendiamo dai registri di Benetutti) e gli unici Carta Nobili di Sorgono credo proprio che siano i miei.
Don Pietro Diego Carta Melis di Sorgono è sposato con Michela Satta di Benetutti ed è padre dei fratelli Giovanni Maria (battezzato il 1° aprile 1681), Michele Matteo Sisinnio (battezzato il 25 settembre 1682) e Antioco (battezzato il 12 maggio 1687) Carta Satta, tutti ammessi al Parlamento del 1698 senza voto perché minori, tutti di Benetutti. Un ramo della famiglia dunque fa ritorno nel paese delle origini.
Incrociando i dati con quelli contenuti nei Quinque Libri di Benetutti si può costruire un notevole albero genealogico relativo a Michela Satta e Pietro Diego. Michela Satta è nipote di Giovanni Bachisio Carta Pirella (non dei Carta Pirella di Sorgono), sposato con altra Michela Satta. Questi ebbero almeno dodici figli di cui una sposata con un Damiano Soliveras. Pietro Diego Carta Melis e Michela Satta hanno almeno sette figli Carta Satta, che si incrociano anche con i Carta Farina : una matassa aggrovigliata, eppure per me importante, perché potrei discendere da uno qualsiasi di loro.

Altri dati importanti li troviamo nella documentazione che viene allegata da chi fatica a dimostrare le proprie ascendenze titolate : ci sono alcuni atti di battesimo tratti anche questi dai registri di Benetutti (i Quinque Libri) e relativi agli ultimi decenni del 1500, certificati che ci dimostrano che all’epoca questi volumi ancora esistevano nell’archivio parrocchiale.
Ma passiamo oltre e arriviamo al 1700.

Dopo questo Parlamento, le vicissitudini politiche dell’Europa che portano anche al passaggio della Sardegna ai Savoia nel 1720, impediscono la convocazione di ulteriori Parlamenti sardo-spagnoli. I Savoia inoltre sceglieranno, per motivi politici, di non convocarne altri neanche nei decenni successivi. Questa impagabile fonte di notizie mi scappa dunque da sotto il naso. E purtroppo è troppo presto perché l’albero genealogico dei Carta di Ozieri arriva solo a circa il 1750. Ho un buco di 50 anni che, per quanto mi riguarda allo stato attuale è una voragine insormontabile. Cinquanta anni corrispondo mediamente a due generazioni, ma potrebbero essere anche tre, oppure una sola; impossibile stabilirlo.
Mi viene in soccorso, almeno un poco, l’elenco dei Nobili e dei Cavalieri che i Savoia vogliono compilato nel 1720 per conoscere la situazione in questa Isola di cui sono appena entrati in possesso : lo “Stato dei Cavalieri e Nobili del Regno di Sardegna al passaggio dell’Isola sotto Casa di Savoia”.
In questo elenco compaiono molti Carta. Troviamo perciò da Sorgono Don Salvatore Carta, Don Ignazio Carta, Don Giuseppe Angelo Carta, Don Giuseppe Carta Minutili, Don Pietro Diego Carta Melis e i suoi figli Don Giovanni Maria Carta Satta, Don Michele Matteo Sisinnio Carta Satta e Don Antioco Carta Satta. Che interessino a me, sembrerebbero non essercene altri. Dunque la “voragine insormontabile” si riduce a soli 30 anni o meno, dal 1720 al 1750.
Presumo e spero che non si tratti di più di una generazione !
Da questo documento vediamo che di titolati Carta se ne trovano in tutti i paesi, ma i collegamenti mi sfuggono. Alcuni provengono anche da Ozieri (Don Antonio Carta Lado e Don Gavino Carta Lado). Solo ai Nobili viene dato il titolo di Don; anche questi di Ozieri sono dunque Nobili, ma certamente di un altro ramo rispetto al mio. Pur essendo Nobili e pur provenendo da Ozieri infatti, ho appurato che discendono da un ramo diverso dal mio : i Carta Lado discendono da Agostino Carta Lado di Benetutti che è stato nobilitato in maniera autonoma rispetto al mio Giovanni Antonio, con Privilegio datato 23 maggio 1630 a Madrid.

Con un ultimo colpo di coda, eccezionalmente nel 1793, in piena epoca sabauda si riunisce nuovamente il Parlamento Sardo : gli Stamenti si autoconvocano in occasione dei gravi disordini politici seguiti all’assedio di Cagliari da parte della flotta francese. Il Parlamento del 1793 però non mi soccorre in alcun modo perché all’epoca la nostra famiglia Carta era già ben assestata ad Ozieri, e nessuno di loro si presenta al Parlamento.
A questo punto, abbandonati gli atti dei Parlamenti, è stato davvero necessario seguire altre vie.

A questo punto vi domando... avete trovato interessante e attendibile tutta questa ricostruzione della parte antica del nostro albero genealogico ?
Nuove notizie, da nuove fonti, mi aprono infatti nuove visioni e nuove interpretazioni che potrebbero anche costringermi a buttare nella spazzatura tutte queste mie ricerche e tutte queste mie ricostruzioni e farmi supporre addirittura che il nostro Don Giovanni Antonio Carta possa non discendere dal Leonardo del 1421 e quindi dal Francesco del 1520.
Ma andiamo con ordine.
Tutto ha preso avvio quando, desideroso di accertare se esistesse ancora una qualche casa che fosse stata abitata nel XVI o nel XVII secolo dai miei antenati, possibilmente a Benetutti o a Sorgono, spinto da questa curiosità ad ulteriori ricerche, ho creduto di scovare ciò che bramavo e mi sono sentito come avessi vinto la caccia al tesoro : una notizia bomba recentissimamente recuperata su Internet mi ha discoperto infatti che a Sorgono esiste ancora un palazzotto chiamato “Casa Carta”; costruito tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento in forme tardogotiche, si tratta di una antica casa padronale purtroppo ampiamente ristrutturata ma, se si è fortunati e accolti, visitabile - all’interno pare che si possa ammirare un completo arredamento sardo ottocentesco. Nonostante i pesanti rimaneggiamenti subiti negli anni per renderla maggiormente fruibile come abitazione, conserva dell’antico assetto alcune finestre e la struttura del portone, nonchè alcuni archi all’interno, tutti in trachite rossa. Sull’architrave di una delle finestre porta scolpita la data MDCXVI. Questo bell’esempio di edilizia civile tardogotica si trova a pochi passi dalla piazza della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta, essa stessa edificata nel 1580. Se davvero questo palazzotto apparteneva ai Carta fin dai secoli XVI o XVII non ho avuto alcun dubbio nel considerarlo la casa abitata dal nostro Don Giovanni Antonio Carta ! Veramente incredibile ! Appagato da questa preziosa scoperta mi ripromettevo, appena possibile, di calcare la soglia che già fu dei miei antenati.
I problemi sono cominciati quando, dopo lunghi tentativi e affanni, ho rintracciato la proprietaria di questo palazzotto e mi sono intrattenuto con lei in lunghe chiacchierate. Ho infatti scoperto che sull’architrave di un’altra finestra c’è scolpito un nome, attribuito al proprietario originario della casa, e che dà il nome alla stessa casa : avrei ardentemente desiderato che ci fosse scritto il nome di Giovanni Antonio Carta ma purtroppo c’è scolpito invece il nome di tale “Joan Pere Carta”, nome che non compare altrove, da nessuna parte e in nessun Parlamento in riferimento a Sorgono : un Giovanni Pietro Carta Sussarello compare nel Parlamento del 1631 proveniente da Benetutti. Sarebbe stato tutto troppo bello e troppo facile ! Ma non solo, la gentile proprietaria mi ha procurato anche un libro scritto da uno studioso di Sorgono, quanto attendibile non è dato saperlo, in cui c’è riportata la notizia che il Vescovo Sebastiano Carta - che noi sappiamo essere fratello del nostro Don Giovanni Antonio Carta Serra, che presumiamo essere figlio di Cristoforo - è figlio di “mossen Joan (Pere) Carta y de la muler dona Nicolina Urru” nato il 25 dicembre 1580 a Sorgono !
A questo punto posso fare diverse considerazioni :
- può essere che la notizia sia totalmente infondata, ma non se ne spiegherebbe il motivo; inoltre lo scrittore dichiara di averla ricavata dal Registro dei Battesimi originale di Sorgono. E’ però sospetto il fatto che il nome “Pere” sia messo tra parentesi : sembra potersi dedurre che sia stato probabilmente aggiunto dallo studioso, solo per far coincidere il nome con quello scolpito sull’architrave;
- oppure può essere che lo scrittore abbia preso un abbaglio e in realtà l’atto di battesimo che ha consultato si riferisce ad un altro Sebastiano Carta, uno dei tanti che sarà esistito all’epoca, e non è detto che sia lo stesso, fratello di Giovanni Antonio, diventato poi Vescovo di Bosa. D’altronde la data di nascita non coincide con quella riportata da altri ricercatori (è il 1577 e non il 1580) e potrebbe trattarsi davvero di un altro Sebastiano, forse un cugino nato invece nel 1580;
- oppure può essere che sia tutto vero e che i miei lunghi studi siano inquinati da presupposti errati.
Se così fosse, potrei arrivare a pensare addirittura che, come accennavo poco sopra, i miei Carta non discendano neanche da Leonardo del 1421 e da Francesco del 1520 ma siano un ramo autonomo che abbia ottenuto la Nobiltà nel 1627 senza alcun riferimento ai precedenti Carta. Questa ipotesi sarebbe suffragata dalla totale assenza di Giovanni Pietro (Joan Pere) Carta dai Parlamenti, ma è invece contraddetta dal fatto che, abbiamo visto, nell’atto di Battesimo Joan Pere viene definito Mossen e quindi Cavaliere discendente da Cavalieri lui stesso.
L’ipotesi forse più accettabile, che spiegherebbe anche l’esagerata longevità del mio Don Giovanni Antonio, è che Don Giovanni Antonio Carta Nobile di Sorgono dal 21 novembre 1627, non sia figlio di Cristoforo bensì di uno dei figli di quest’ultimo chiamato Giovanni. E con lui anche il fratello Sebastiano Vescovo. Ma questa ipotesi porta in sè maggiori difficoltà delle altre, non risolvibili.
In conclusione, presumo che la via giusta sia considerare ancora attendibile, almeno provvisoriamente, tutta la mia ricostruzione, rimarcando però l’urgente necessità di recarsi a consultare più approfonditamente i Quinque Libri di Sorgono per verificare meglio.

Quel che è certo è che la storia dei Carta è davvero senza soluzione !

Saluti a tutti.
leocarta
 
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Lidia Carta » martedì 21 settembre 2010, 16:35

Per leocarta

non immagini con quanta voracità e interesse ho letto tutta questa tua ricostruzione genealogica e storica che meriterebbe ben altro uditorio : piccole, ma non tanto piccole, storie locali che chiarirebbero meglio di tante altre ricerche, alcuni particolari della grande /piccola storia sarda !
Perciò dico che il tuo preziosissimo documento é senz'altro interessante e attendibile, ma trovo che il quesito finale é altrettanto giustificabile...Infatti mentre leggevo, tornavo mentalmente anche alle mie brevi ricerche che, per la parte paterna, interessano lo stesso territorio del Barrigadu ; ciò che continua a stupirmi é il fatto che compaiano tra i Carta di Desulo, Nughedu , Tadasuni e Ardauli ( Salvatore, Giovanni, Iuan Santus, Giovanni Martino... ), già nella prima e nella seconda metà del 1600, personaggi con un elevato grado d'istruzione, tale da aver ottenuto la patente di"notaio pubblico" che al tempo non richiedeva certo la laurea, ma era tuttavia il segnale della provenienza da famiglie benestanti e precocemente istruite, non credi ?
Pertanto sembrerebbe che in quel territorio questi Carta fossero già ben radicati prima dell'eventuale arrivo del tuo Avo Giovanni Antonio da Benettutti.
Per quanto riguarda i Pirella e quindi la tua genealogia relativa , hai potuto visitare il sito relativo al Marchesato di Orani in cui i Pirella, I Carta, gli Angioy,i Gaya, compaiono tra le fam. più in vista ? Inoltre conosci anche tutta la parentela degli Angioy di Orani-Bono con i Carta di Orani ? Anche da lì potrebbero essere partite tante diramazioni e intrecci con Desulo- Mamoiada- Atzara ( per es. Manca-Carta) e Sorgono.
Mi sono imbattuta diverse volte anche nel nome del notaio Ignazio Carta, mi pare sempre nei documenti di Orani .....( eventualmente se t'interessa cercherò i riferimenti più precisi )
La ricerca sui Quinque Libri : io la sto facendo presso l'Archivio arcivescovile di Oristano, pare che i documenti delle singole parrocchie siano spesso carenti o disordinati, mentre lì si trovano ben classificati paese per paese.Conosci gli orari di apertura ?
Un'altra curiosità : io sono Carta anche per via materna( Ghilarza) e in quella genealogia i " Giovan Battista" e "Giovanni Antonio" ricorrono fin dalla seconda metà del 1700 ( non sono andata oltre). Anche lì un precoce , elevato grado d'istruzione..... Non so se potrei esserti d'aiuto per le ricerche su Sorgono dal momento che per me non é una località troppo distante e sono davvero curiosa di conoscere meglio queste storie : sono stata a Sorgono , a vedere questo palazzotto sulla piazza di Chiesa, circa quindici giorni fa : ho provato una grande emozione con le persone anziane accoglienti e pronte a raccontare aneddotti , a mostrarci una casa anche precedente a quella del 1613....Tutto fotografato e non ancora stampato....
Insomma teniamoci in contatto
Un caro saluto

Lidia

Per Vincenzo
ancora grazie mille volte....
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » martedì 21 settembre 2010, 22:14

Per Lidia Carta: Non ero al corrente del feudatario Manca di Atzara. Molto interessante, Grazie. E Grazie anche per le ulteriori notizie sul Guilcer e su vari uffici di quella zona.

Per Vincenzo Carta: Grazie per l'elenco di parlamentari CARTA relativi al parlamento Montellano. Elenchi utilissimi per capire il contesto. Cmq noto sempre l'assenza di Orani, che era pur sempre il capoluogo di un vasto e importanti feudo (e i CARTA non mancavano di certo in loco).

Per Carlo: Molto bene, Grazie per tali interessantissimi e utili contenuti, peraltro esposti con uno stile scorrevole e avvincente. E nello stesso tempo vengono messi in evidenza interrogativi cmq costruttivi.
Volevo fare una osservazione relativamente all'appellativo di Mossen, spessissimo riferito ai Carta in tutte le località dell'isola dove erano presenti fin dal 400. In pratica ho notato che tutti i Cavalieri erano appellati anche Mossen, ma viceversa non tutti i Mossen erano anche Cavalieri, e anzi la maggiorparte erano non titolati. Si ha il paradosso che era appellato con Mossen anche Nicolò Doria e vari Carroz e Cardona, ma x es anche il Luqua Carta scrivano-funzionario di Ghilarza era appellato Mossen (verso il 1560 mi pare).
E per la Villa di Ittiri ho trovato un Mossen Carta contemporaneo in pratica del Francesco Carta del 1520, anche padrino a battesimi di altri Carta (sembrerebbero ancora pochi in quella zona a inizi 500) e di bimbi Tala e Tavera e anche Sussarelo se ricordo bene. E non era certo figlio o fratello o nipote del Francesco Carta del 1520; nome completamente diverso da quelli citati peraltro (poi posterò quel riferimento).
Cmq nei prossimi giorni commenterò ulteriormente i contenuti che ha postato.
Ma quella Murtas moglie di un Don CARTA di Sorgono di quale luogo poteva essere? Ho scoperto che ho avuto anche un antenata Murtas di CA. Solo che a volte tali cognomi sono scritti come Murta o come De Murta, e mi hanno detto (e ho letto anche) che probabilmente i Murta(s) della zona di CA venivano dalla zona di Genova. Ma ancora ho dedicato poco tempo alle mie ricerche personali negli ultimi mesi.
Da non confondere con i Morteo, anche essi oggetto della mia attenzione.

Saluti
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda leocarta » mercoledì 22 settembre 2010, 7:59

Salvennor grazie. Attendo con ansia ulteriori commenti che mi possano aiutare, chiarire, farmi sorgere nuovi interrogativi.
Interessante questo uso dell'appellativo Mossen che reputavo essere riservato ai discendenti di un cavaliere titolato. Forse come cortesia e deferenza lo si utilizzava anche nei confronti di maggiorenti e personaggi importanti non titolati.

Per Lidia. So che a Sorgono non sono più conservati i relativi Quinque Libri.
Credo che siano stati depositati ad Oristano.
DA anni desidero sopra ogni cosa poterli consultare, ma so che non potrò farlo prima di essere andato in pensione, tra una quindicina d'anni.
Se mai ti capitasse di avere 5 minuti da sprecare per me mi faresti cosa gradita nel verificare che davvero si trovino ad Oristano. In caso positivo mi sarebbe utile sapere da che anno partono e quali registri (matrimoni, stato delle anime, battesimi ecc.) sia possibile trovare del periodo più vecchio (1500-1600).
Se poi decidessi di cercare qualcosa sui CArta di Sorgono, ogni notizia sarebbe per me una perla preziosa.
Carlo
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Destavara » giovedì 23 settembre 2010, 10:25

Egregi tutti, buongiorno.... SONO TORNATO FINALMENTE!
Problemi elettronici di notevole entità mi hanno impedito l'uso del computer per tutto il mese, ma ora, spero, dovrebbe essere tutto a posto.
Ho notato un nuovo "adepto" al forum: benvenuto Carlo!
Appena avrò più tempo cercherò di ritendere i fili dei nostri discorsi (cattivi però...avete sproloquiato poco sul post piccola nobiltà sarda!!!)
Ora vi comunico solamente che ho condotto per una decina di giorni delle ricerche presso l' archivio parrocchiale di Buddusò in provincia di Olbia-Tempio e posso dirvi con certezza QUASI assoluta che il cognome Carta è ovviamente presente, ma assolutamente nessun elemento rimanda a stirpi nobili... Mi domandavo dunque: quella gentidonna Carta Dettori di Buddusò da voi citata molto tempo fà in che periodo visse?
L'archivio purtroppo si ferma agli anni trenta del '700 ma neli atti dei battesimi c'è un buco spaventoso che va dal 1747 al 1791 [crybaby.gif] [crybaby.gif] (con mia somma delusione per le ricerche personali che ho iniziato a condurre e che mi hanno portato a scoprire un tripudio di cognomi a dir poco sconcertante che mi ha confuso alquanto) e da lì in su non ho trovato nessun "don", "donna", signor, o signora Carta. Comunque non ho finito di esaminare il materiale...Chissà!
In vari atti al contrario sono presenti "un paio di Carta" forestieri, per così dire, persone "in vista", sui quali ho per voi preso dei dati che vi scriverò appena posso.
A presto, D.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Lidia Carta » venerdì 24 settembre 2010, 16:44

Per Leocarta

senz'altro ti farò sapere con precisione cosa rimane nell' archivio arcivescovile di OR su Sorgono. Intanto conoscevi questa foto di un omonimo di tuo nonno di Atzara pubblicata nel sito dell'Assoc. Araldica nobiliare della Sardegna ?
Foto di Ignazio Carta Azara
Ignazio Carta Azara (1890 –1956).

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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » venerdì 24 settembre 2010, 21:52

Destavara, Salve. Grazie per le interessanti novità che hai postato, scaturite dalle tue ricerche estive. Per quanto riguarda la questione dei documenti parrocchiali apparentemente mancanti per il periodo precedente ai primi decenni del 700, potrebbe trattarsi di fatti legati all'inventario dei registri e altri atti. Magari depositati all'esterno di Buddusò, x es a Ozieri e forse ancora non inventariati. Lo stesso per il vuoto temporale successivo. Anche perché so di parrocchie che furono soggette a eventi gravemente distruttivi, ma con parte dei documenti o addirittura quasi tutti integri o poco danneggiati. Dunque credo siano lacune almeno in parte colmabili.
Tornando ai Carta titolati di Buddusò, essi erano ivi presenti perlomeno da fine 600 fino ai primi decenni del 700, come si evince dal testo


Francesco de Quesada del Ramo dei Ribadeneyra ( 1709 -1767), coniugato a Castel Aragones, il 28.5. 1739, con donna Maria Angela Carta Dettori di Buddusò, figlia di don Antonio Carta Mameli, Giudice della Reale Udienza.

Però non saprei se questo Don Antonio Carta era di nobiltà ereditaria, o se apparteneva a rami notabili giunti a cariche molto importanti, che davano diritto al trattamento personale di Don.
E sui presunti Cavalieri Peddi Carta c'è qualche novità?
Ovviamente sono interessato anche a eventuali novità sui Satta e altre stirpi diramate in Buddusò (poi commenterò le novità del topic Nobiltà Sarda).
Saluti
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » venerdì 24 settembre 2010, 22:12

Per Lidia Carta: Ho visto che stavi postando una immagine. Probabilmente ti riferivi a Ignazio Carta Azara relativo al seguente sito di dominio pubblico
http://www.araldicasardegna.org/archivi ... tzara.html

e del quale posto l'immagine

Immagine

E appunto dovrebbe essere il nonno di Carlo, cioè l'esponente del ramo dei Carta di Ozieri iscritto nei registri ufficiali nobiliari.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Destavara » venerdì 24 settembre 2010, 22:57

Egregio Salvennor, spero e mi auguro che quanto ipotizzi sugli archivi del Monteacuto sia vero. Per quanto concerne il periodo secentesco e primo settecento purtroppo per ora no ho potuto fa nulla, ma ecco spiegato perchè non ho trovato tali personaggi (alcuni Quesada si, ma quei Carta assolutamente no, evidenemente si sono estinti prima o non avevano radici in quel comune e quindi la preenza si esauriva con quel nucleo familiare, purtroppo non sono in grado di confermare nulla... A presto!
PS: anche sui Satta di Buddusò ho poche novità e ne scriverò, ma vi è anche per loro una confusione di cognomi che non trova soluzione per via delle suddette mancanze di registri precedenti... ma vi informerò "di là"
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda leocarta » sabato 25 settembre 2010, 8:37

Ciao.
L'immagine postata è proprio quella di mio nonno Don Ignazio Carta Azara, ultimo rampollo dei Nobili Carta di Ozieri.
La fotografia è mia e sono stato io a farla inserire nel sito della Asociazione Araldica.
Ciao.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Destavara » sabato 25 settembre 2010, 14:20

Egregio leocarta,
salve e benvenuto. Mi complimento per le copiose notizie fornite sui Carta e per il lavoro di ricerca che hai compiuto.
Volevo comunque rispondere a quanto mi hai chiesto sulla fonte da cui ho tratto l'immagine della copia della commissionale d'armamento cinquecentesca a F. Carta: si trova in "cavalierato e nobiltà in Sardegna" di Franceso Loddo Canepa, Arnaldo Forni editore, ristampa anastatica dell' edizione di Cagliari, 1931. Esiste ancora in commercio ma l' opera si può comunque trovare in svariate biblioteche, tra cui quella dell'archivio di stato di Cagliari.
Saluo tutti, D.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Lidia Carta » sabato 25 settembre 2010, 15:42

Ciao a tutti

dunque non ho fatto alcuna scoperta.... e pazienza ; arrivate sempre prima di me! Dunque conoscete anche l'elenco Prefettizio di Carlo Felice con l'elenco alfabetico e toponomastico delle famiglie nobili e titolate della Sardegna ? L'ho trovato molto interessante in quanto per la prima volta ho trovato elencati i singoli paesi di provenienza e ,oltre i già noti, ci sono i piccoli paesi del Barrigadu- Mandrolisai . Per me una scoperta importante!
saluti

Lidia
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » sabato 25 settembre 2010, 19:10

Per Lidia Carta: In effetti è molto interessante anche questo fatto che sottolinei nel tuo post, relativamente alle zone oggetto principale di nostro interesse.

Per Destavara: Per quanto riguarda il discorso dei Carta di Buddusò e la questione di eventuali appellativi tipo Don e Donna o anche i Mossen ecc..., ho notato che frequentemente il fatto di trovare negli atti persone prive di appellativi non esclude che esse discendano da persone che in un passato più remoto erano appellate con titoli, specie se si tratta di titoli non ereditari.
O addirittura spesso varie persone ricoprivano un certo ruolo sociale nel loro territorio, ma spesso non avevano appellativi. Ecco un esempio tratto dal Registro di San Pietro in Sorres (XIV sec.) relativo a notabili e ecclesiastici

Antoni de Canpu et de Ursu Casili et de IGNACIU DORIA et de. Johanne Sechi et de preideru Franciscu Pitus et de...

Come si vede persino un componente di un ramo secondario dei Doria è senza appellativi. Estratti di tale Registro sono anche online.
Altro esempio, leggendo prima quì
http://www.giustiniani.info/english.html

dove si nota il cognome Navone.
E nel sito
http://www.araldicasardegna.org/genealo ... rina02.htm

invece leggiamo in atti di matrimonio

COSSU D. PIETRO BONAVENTURA
FRANCESCA. vedovo di Raimonda Viale
26- 4- 1814
CARROZ D.BATTISTINA
GIOVANNI BATTISTA
CAMILLA NAVONI di Alghero

La Camilla Navoni è senza appellativi, nonostante i Navoni/e sardi (sempre stati pochi) fossero legati in passato a quelli di Genova. Ma cmq in Sardegna alcuni Navoni erano appellati con il Don, dovuto a riconoscimento o nobilitazione ufficiale.
E in documenti e registri originali ho cmq notato tali fatti direttamente, specie quando l'appellativo era di tipo personale onorifico.
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