CARTA: centro-nord Sardegna

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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » mercoledì 23 settembre 2020, 20:33

In base ai dati che mi sono stati forniti da uno studioso locale ho verificato direttamente che i citati Borea discendono da un Giovanni Borea, figlio di Giovanni Battista, e da Luigia Torre, coniugi di San Remo (il nome della città è scritto in modo separato nel documento), provincia di Genova (in quel periodo la circoscrizione amministrativa era quella). Parte degli attuali discendenti derivano dalla già citata Carta appartenente alla mia linea (altri discendono da un fratello minore del marito di questa).

Per quanto riguarda il mio avo Giovanni Battista Carta, nato a fine '700 e giunto a Cagliari verso il 1826/1827, ipotizzo che il rovescio economico che colpì la sua attività di negoziante nel periodo 1847-1852 possa essere imputato anche alla perdita del suo veliero, forse per eventi naturali (naufragio o altro), e ciò ha innescato altri eventi (debiti etc...). Sono documentati vari esempi del genere, per ora non ho approfondito. Comunque tale caratteristica giustifica la "vocazione" marittima delle tre generazioni successive, infatti anche il mio bisnonno era proprietario di imbarcazione d'altura (non grande come quella del suo avo), anche se socialmente ed economicamente a livelli più bassi.
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Re: CARTA: centro-nord Sardegna

Messaggioda Salvennor » mercoledì 31 marzo 2021, 21:43

Negli ultimi mesi ho individuato un riferimento documentale relativo ad una richiesta indirizzata al neonato Parlamento Subalpino, datata 1849/1850, a nome di un Giovanni Carta, negoziante di Cagliari. Con tale richiesta si chiedeva la discussione di una Legge inerente le attività delle stamperia. Allego lo screen del documento. Il titolare della richiesta ha lo stesso nome e cognome del mio avo paterno, questo ancora in vita nel 1850 (nascita dell'ultimo figlio, dopo i primi sei), inoltre anche lui è qualificato  "negoziante", come il mio avo (in quel periodo era negoziante da anni, dopo le precedenti professioni). Già negli anni scorsi avevo verificato tramite registri di morte e altri documenti, ma anche grazie ad alcuni conoscenti (atti notarili etc...), che nel periodo 1838-1852 con altissima probabilità l'unico Giovanni Carta, nato a fine '700-inizi '800, residente in Cagliari e avente le citate caratteristiche professionali era appunto il mio antenato. Dunque pensavo che l'autore della richiesta al Parlamento fosse il mio avo.
Però due mesi fa, analizzando alcuni estratti documentali, è "saltato" fuori il nominativo di altro Giovanni Carta residente in Cagliari nel periodo 1838-1844, praticamente coetaneo del mio avo, e anche lui qualificato non solo come "negoziante" ma addirittura anche come "R. Impiegato", sposato e con almeno quattro figli. Finora non è stato rintracciato l'atto di morte, e ciò spiega la sua mancata individuazione nelle fasi di ricerca precedenti. In pratica la "copia" quasi esatta della mia linea familiare, tranne il nome e cognome della moglie. Considerati i dati che avevo analizzato, posso dire che è un fatto statisticamente abbastanza raro, tanto da essere quasi sospetto. Infatti mi è venuto il dubbio che siano la stessa persona, e che ovviamente tale persona coincida con l'autore della richiesta al Parlamento Subalpino.
I due gruppi di figli, da mogli diverse, sono nati quasi contemporaneamente nell'arco di tempo 1830-1843 (fino al 1850 per la mia linea) e dunque escludo che si tratti di donna sposata dopo la morte della prima moglie. Escludo anche la pratica della convivenza con due donne contemporaneamente, una sposata regolarmente e con vari figli legittimi da questa, dall'altra donna figli illegittimi. Non che siano totalmente assenti nell'ottocento situazioni simili (raro, ma nei secoli precedenti erano più diffuse), ma lo escludo, anche perché tra il 1853 e il 1856 i figli e figlie maggiori di Giovanni imposero ai loro figli i nomi di Caterina, Giovanni e Giovanna, segno che ormai i genitori/nonni erano defunti (la prassi era quella di mettere i nomi di nonni e nonne defunti) e godevano dell'affetto e del buon ricordo dei figli. Se Giovanni avesse avuto altra donna (oltre alla loro madre) dubito che sarebbe stato ricordato con affetto.
Inoltre gli altri coniugi cessarono di generare figli verso il 1843, data che più o meno coincide con l'uscita di scena (dai documenti finora visionati) dell'altro Giovanni Carta, mentre la moglie visse fino ai 75 anni (nell'atto di morte è indicata come "vedova"). Da notare che questo aveva un figlio che poi divenne anche lui R. Impiegato, a volte qualificato con l'appellativo di Cavaliere ( per suo fratello sembra assente tale qualifica), e comunque di status socio-economico più elevato rispetto a quello dei figli noti del mio antenato (come già spiegato nelle pagine precedenti, tra 1848 e 1850 senza dubbio nella mia linea si verificò un rovescio economico). Scrivo "figli noti" perché ho il dubbio che almeno uno mi sia sfuggito.
In conclusione si può ipotizzare che il Giovanni Carta citato nei documenti del Parlamento Subalpino sia realmente il mio avo, con una probabilità abbastanza elevata, mentre il suo omonimo morì prima del 1846 (e comunque finora non è stato individuato l'atto di morte, magari perché è deceduto fuori città).
Allegati
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Parlamento Subalpino
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Parlamento Subalpino, indice
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