In una lucida piccola sintesi intitolata :"il santo" compresa nel volumetto "l'uomo medievale" ed edito da GLF editore Laterza , Andre Vauchez trateggia uno dei punti cruciali della storia europea : il rapporto tra nobilta' e Chiesa tra un potere e quello spirituale della Chiesa
Un volumetto , una decina d'euro, un pieno di riflessioni illuminanti per capire meglio la storia dell'oggi . Per farlo si prende in considerazione l'uomo medievale : il guerriero , il religioso , il contadino ,la donna, l'intellettuale,l'artista , il mercante , il santo ,l'emarginato
Si vede cosi come tanti luoghi comuni profondamente radicati in noi nascano da lontano ---e li abbiamo assorbiti solo respirando l'aria intorno a noi e mai riflettendoci sopra---
da André Vauchez : Il santo
.........Se il santo diventa allora una risorsa per i diseredati e per le vittime dell'ingiustizia , non si presenta tuttavia ---ad eccezione di qualche martire altamente politicizzato come san Leger d'Autun (morto nel 678 ) -----come avversario del potere temporale.
Al contrario uno dei tratti caratteristici dell'epoca e' la simbiosi che si stabilisce tra le classi dirigenti ecclesiastiche e laiche.
Si e' talvolta utilizzato il termine "agiocrazia " per indicare il periodo che va dalla fine del secolo VI alla fine dello VIII , tanto questo e'stato ricco di santi associati , talvolta molto strettamente al potere , come san Eligio in Francia o , a Roma , san Gregorio Magno che si sostitui alla vacillante autorita' imperiale e prese nelle sue mani la difesa e l'amministrazione della citta'. Si tratta, qui , di un caso limite e, a Nord delle Alpi, la situazione era sensibilmente diversa : non sono tanto gli esponenti della Chiesa che accedono al potere quanto l'aristocrazia franca , anglosassone o germanica che stabilisce la sua manomissione sulla Chiesa, pur aiutandola ad impiantarsi nella regioni rurali che fino a quel momento erano sfuggite alla sua influenza e sostenendo attivamente l'impresa di cristianizzazione condotta presso le popolazioni germaniche ancora pagane da missionari come san Bonifacio in Turingia e san Corboliano di Freisling in Baviera
La principale conseguenza di questa stretta collaborazione tra Clero e quadri dirigenti fu, come ha ben dimostrato K.Bosl , la legittimazione religiosa della situazione sociale eminente dell'aristocrazia nei confronti del resto degli uomini , liberi o no. La credenza che si affermo allora , secondo cui il santo non puo' essere che nobile e che un nobile ha piu' possibilita' di diventar santo di un altro qualunque, non era , almeno all'origine una sovrastruttura ideologica imposta dalle classi dominanti o dalla Chiesa. Essa aveva radice nella convinzione , comune al cristianesimo tardo-antico e al paganesimo germanico e condivisa tanto dai dominanti quanto dai dominati , che la perfezione morale e spirituale poteva difficilmente svilupparsi al di fuori di un illustre lignaggio. Di qui lo stretto legame che si stabili a questa epoca nei fatti , e che diventera' in seguito un luogo comune agiografico difficile da rimettersi in discussione , fra santita' potere e nobilta' del sangue.
la Prima conseguenza di questa affermazione dell'"Adelheilige---il santo nobile--- fu l'esclusione della gente d'origine sociale oscura da quelle vie regie della santita' che costituivano allora l'episcopato e la dignita' abbaziale . Ormai, e per un pezzo gli umili ---questa massa anonima di servi che agli occhi dell'aristocrazia non avevane' pensiero ne' liberta'----non potranno accedere alla gloria degli altari se non per la via eremitica che fino allo XI secolo , non fu molto molto diffusa in Occidente. In una societa' dove poverta' ed estrema ascesi si trovavano ad essere relegate al margine , i servitori di Dio di cui si conservava il ricordo dopo la morte furono soprattutto i fondatori di chiese o di monasteri poiche la gratitudine dei clerici e dei monaci si manifestava con la redazione di "una Vita" o con l'istituzione di un culto in loro onore. Le famiglie nobili stimolarono d'altronde spesso
il loro zelo distribuendo esse stesse delle reliquie dei loro membri piu' illustri . Cosi fecero per esempio , i primi Carolingi col loro antenato sant'Arnolfo , vescovo di Metz (morto nel 640 ) o con santa Gertrude di Nivelles ( morta nel 659), figlia del maestro di palazzo di Pippino di Landen e4 di santa Itta , sorella di santa Begga. In questi personaggi, dell'uno o dell'altro sesso , e attraverso le loro biografie si esprime una nuova concezione di santita', fondata su una nascita illustre , l'esercizio della autorita' e il possesso di richezze spesso considerevoli , messi al servizio della diffusione della fede cristiana. Talvolta , specialmente negli uomini ci si aggiungeva la bella presenza fisica e una grande affabilita' nelle reazioni sociali. Siamo molto lontani dall'ideale ascetico del V secolo e piu' ancora dai santi delle origine cristiane
In complesso l'Occidente doveva ereditare dall'alto Medioevo tutta una serie di rappresentazione mentali nel campo della santita' che solo lentamente e parzialmente saranno rimesse in discussione nei secoli seguenti.Tra questi tratti fondamentali figurano la preponderanza maschile ( il 90% dei santi dell'epoca e' di uomini ), quella degli adulti ----l'infanzia non suscitava allora alcun interesse particolare----e soprattutto gli stretti legami tra nascita aristocratica e perfezione morale e religiosa
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André Vauchez
Ha studiato all'École normale supérieure e all'École française de Rome. La sua tesi, sostenuta nel 1978, fu pubblicata nel 1987 in inglese con il titolo Sainthood in the Later Middle Ages ed è divenuta un classico di riferimento per lo studio di questo argomento. Vauchez fu nominato direttore degli studi medievali dell' École française de Rome (1972–1979), ricercatore presso il Centre national de la recherche scientifique e professore di storia medievale presso l'Università di Rouen (1980–1982) e l'Università di Parigi X Nanterre (1983–1995). Ha ricevuto il Premio Balzan di storia medievale nel 2013. (Wikipedia)
