Legge sulla privacy e ricerche genealogiche

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: GENS VALERIA, Messanensis, Alessio Bruno Bedini

Legge sulla privacy e ricerche genealogiche

Messaggioda bretorno » domenica 25 maggio 2003, 14:59

Anzitutto mi complimento per l'ottima idea di un forum dedicato alla genealogia ed all'araldica, studi complicati che sembrano riscuotere maggiore interesse all'estero che in Italia (!)
Mi interesso di ricerche in archivio dai tempi dell'università, ed oggi svolgo professionalmente attività di ricerca storico-archivistica con una mia piccola società. Da tempo penso che l'araldica sia appannaggio di esperti (come il moderatore di questo stesso forum), mentre per quanto riguarda la genealogia essa mi appassiona grazie al profondo intreccio con la microstoria del nostro Paese.
Venendo all'oggetto del mio messaggio, sarei interessato ad avere informazioni in merito all'esperienza diretta avuta nell'accesso ai registri di stato civile, in quanto, dilettandomi da tempo nelle ricerche genealogiche sulla mia famiglia, mi è capitato di svolgerne alcune su commissione e di aver avuto reazioni completamente differenti da parte del personale impiegato negli uffici anagrafe dei vari comuni toccati.
Da una parte (largamente diffusa) il totale abbandono e la risposta: fate voi, dall'altra il sospetto e l'affermazione di insormontabili problemi burocratici nell'accesso ai registri, anche trascorsi i canonici settant'anni.
C'è qualcuno che ha avuto esperienze di questo tipo? Qual'è il comportamento da tenere?
Ogni risposta che mi aiuti a capirci un po' di più sarà graditissima.

Cordiali Saluti
Norberto Gallo
bretorno
 
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Re: Legge sulla privacy e ricerche genealogiche

Messaggioda pierfe » domenica 25 maggio 2003, 21:10

bretorno ha scritto:Anzitutto mi complimento per l'ottima idea di un forum dedicato alla genealogia ed all'araldica, studi complicati che sembrano riscuotere maggiore interesse all'estero che in Italia (!)
Mi interesso di ricerche in archivio dai tempi dell'università, ed oggi svolgo professionalmente attività di ricerca storico-archivistica con una mia piccola società. Da tempo penso che l'araldica sia appannaggio di esperti (come il moderatore di questo stesso forum), mentre per quanto riguarda la genealogia essa mi appassiona grazie al profondo intreccio con la microstoria del nostro Paese.
Venendo all'oggetto del mio messaggio, sarei interessato ad avere informazioni in merito all'esperienza diretta avuta nell'accesso ai registri di stato civile, in quanto, dilettandomi da tempo nelle ricerche genealogiche sulla mia famiglia, mi è capitato di svolgerne alcune su commissione e di aver avuto reazioni completamente differenti da parte del personale impiegato negli uffici anagrafe dei vari comuni toccati.
Da una parte (largamente diffusa) il totale abbandono e la risposta: fate voi, dall'altra il sospetto e l'affermazione di insormontabili problemi burocratici nell'accesso ai registri, anche trascorsi i canonici settant'anni.
C'è qualcuno che ha avuto esperienze di questo tipo? Qual'è il comportamento da tenere?
Ogni risposta che mi aiuti a capirci un po' di più sarà graditissima.

Cordiali Saluti
Norberto Gallo


Grazie per i complimenti riferiti al forum che ho gradito molto.
È vero che sono membro dell’Accademia Internazionale di Araldica, ma allo stesso tempo sono anche il segretario per gli aspetti scientifici dell’Accademia Internazionale di Genealogia e il Coordinatore del neonato Istituto Internazionale per gli Studi Genealogici e Storia di Famiglia.
Verissimo, in Italia la genealogia non ha ancora sentito l’eco della rivoluzione genealogica degli anni 70 in Francia, e fra gli appassionati a questa materia la maggioranza dell’utenza sembra ancora solo andare alla ricerca di un titolo nobiliare ormai di nessun valore legale in una Repubblica, dimenticando che se la nobiltà non può essere riconosciuta ufficialmente dallo Stato, la Storia di una Famiglia nessuno invece la può rubare ed essa si arricchisce ad ogni generazione di episodi e fatti che possono così – ad ogni generazione - incrementarne il prestigio.
Ho sempre contestato e contesto i falsari di genealogie e anche i loro discendenti che, ormai consci della falsificazione dei loro nonni o parenti, continuano imperterriti a mostrare di credere in quella nobiltà che non esiste e quindi dichiararsi quello che non sono... e per il momento taccio...
L’Italia ahimè pullula ancora oggi di troppi sognatori fuori dal tempo e di troppo poche persone concrete che hanno capito la vera importanza della Storia di Famiglia....
Sono convinto che nessuna associazione in Italia da 10 anni a questa parte (e di questo ne sono orgoglioso) ha fatto tanto quanto l’Istituto Araldico Genealogico Italiano, che con la Scuola di Genealogia, l’Istituto Italiano per la Storia di Famiglia e la Federazione Italiana delle Associazioni di Genealogia e Storia di Famiglia ha lottato per portare il nostro Paese ad un livello accettabile all’estero in campo scientifico, facendo apprezzare dalla massa questi studi che sino a pochi anni fa erano solo considerati il perditempo dei ceti dominanti o dei loro discendenti o il trastullo di esaltati che vedevano in un documento ritrovato solo una possibile promozione sociale...
Tutti sanno che io sono un sostenitore della Storia di Famiglia per tutti e questo lo dico sia in Italia che nel mondo, non si perda (e non perdetevi) il I Colloquio Internazionale di Genealogia e Storia di Famiglia http://www.iagi.info/IColloquio/index.htm che sarà veramente una ventata di nuovo in queste materie, le quali devono essere finalmente consacrate allo studio scientifico non solo della genealogia ma di tutte le discipline ad essa collegate.
Ricordo che in questo forum non è possibile farsi pubblicità come genealogisti professionisti, e noi dell’Istituto Araldico Genealogico Italiano e della Scuola di Genealogia consigliamo sempre a chi ce lo chiede di farsi le ricerche da soli, perché crediamo che sia una esperienza indimenticabile ed unica che lascia un ricordo indelebile fra i più importanti della vita.
Ancora sabato scorso in Piemonte al castello di mio cugino vedendo per la prima volta un suo albero genealogico redatto alla metà del secolo XIX (che sino a poco fa era conservato a Roma a casa delle zie), dove venivano riportati i numerosi matrimoni con la mia famiglia (per 5 generazioni hanno sposato le sorelle dei miei ascendenti diretti), ho avuto la sorpresa di scoprire un’altra variante dello stemma di un ramo della mia famiglia in uno di questi matrimoni. E non solo: vedendo il quadro della sua trisnonna che è una mia trizia e più volte cugina (ho contato 12 collegamenti diretti ascendenti con lo stipite comune) ho potuto rilevare che era il sosia di mia nipote figlia di mia sorella...
Tutto questo per dire che gli studi genealogici possono arricchirsi per tutta la vita.
Tuttavia sosteniamo pure che se uno decide di farsi fare una ricerca genealogica da terzi, in questo caso deve rivolgersi a professionisti seri che conoscano bene il loro lavoro e non propinino bidoni.
Del resto è giusto e morale che percepiscano il giusto compenso per il loro lavoro (che non è certo una cifra da poco).
Fatte queste premesse è benvenuto fra di noi e il suo contributo sarà certamente utile a tutti.
Fra di noi ci sono persone che hanno fatto l’esperienza di essere autori della ricerca della propria genealogia e certamente racconteranno della loro esperienza (sia nel forum che in privato).
Se è disponibile ad essere contattato dalle 18 alle 19 dal lunedì al venerdì con molto piacere la contatto telefonicamente e ci scambiamo idee ed esperienze in merito.
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Messaggioda bretorno » lunedì 26 maggio 2003, 12:24

La ringrazio per il benvenuto e le confermo la mia disponibilità negli orari indicati per un contatto telefonico.
Tengo a precisare due cose: anzitutto condivido la valutazione sull'opportunità offerta dal costruire autonomamente il proprio albero genealogico, tanto è vero che anche io consiglio di fare da solo a chi viene a chiedere; in secondo luogo sono assolutamente convinto della preziosità di questo forum al fine di condividere esperienze ed apprendere dagli altri, possibilità attualmente pressocché unica e quindi da tutelare evitandone un utilizzo improprio.

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esperienza personale

Messaggioda omero » sabato 7 giugno 2003, 13:13

Egregi Signori,
leggendo tra le righe del Vostri ultimi messaggi non ho potuto far a meno di comunicarVi il mio totale assenso nei confronti dell'argomento. Anche io, per la mia esperienza personale, vorrei incitare chi fosse interessato alla Storia della propria Famiglia ad intraprendere la ricerca per conto proprio: è davvero un'esperienza indimenticabile e senza fine, i 'colpi di scena' sono sempre dietro l'angolo. Ho iniziato una decina di anni fa', ai tempi del Liceo, ad interessarmi alla Storia della mia famiglia parlando con mia madre (anch'ella appassionata di Genealogia e fervente lettrice) dello stemma gentilizio del bisnonno e ancora oggi sono qui ad interessarmi con foga a tutto ciò che riguarda il nostro passato. Oltre al fatto di aver recuperato informazioni molto interessanti (peregrinando tra biblioteche ed archivi privati) sono riuscito a ritrovare parenti di rami e rametti ormai persi nella memoria, e a conoscere (questo grazie ad internet) una bisbiscugina che mai più avrei pensato di trovare. Il fatto di redarre l'albero genealogico (mi sento come "predestinato" a questo compito) è divenuta una missione soprattutto ultimamente e questo sito mi è davvero fonte di ispirazione e stimolo continuo: in fondo non sono solo in questo genere di ricerche! Me ne sono reso conto ponendo su questo stesso forum una domanda sulla mia famiglia paterna: ho ricevuto tempestiva risposta da un gentile frequentatore ed esperto di Araldica e Genealogia il giorno seguente. Ciò mi ha invogliato a frequentare 'iagi.info' ormai quasi quotidiamente: se abitassi a Bologna non esiterei ad iscrivermi alla Scuola di Genealogia.
Con questo concludo, ringraziando i creatori del sito per aver 'linkato' (perdonate l'italiese, ma in questo caso mi sembra calzi a pennello) persone che spesso si sentono sole nella ricerca della loro Storia.

Cordialmente,
PierCarlo Omero.
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Messaggioda pierfe » sabato 7 giugno 2003, 16:46

Caro Amico,
grazie per quello che scrive del nostro forum e del nostro sito.
Qui ci sono veramente degli ottimi partecipanti che con serietà e senza megalomanie o personalismi portano avanti i nostri scopi che poi sono quelli che si possono leggere in http://www.iagi.info.index.html
Poi l'IAGI è veramente un gruppo di amici che hanno gli stessi interessi...
Ad ottobre come avrà visto organizziamo il I Colloquio Internazionale di Genealogia e Storia di Famiglia con altre organizzazioni con gli stessi ideali, perchè non partecipa?
Cordiali saluti
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Messaggioda omero » lunedì 9 giugno 2003, 12:02

Caro Pier Felice,
Vi ringrazio per l'invito a partecipare al I Colloquio Internazionale di Genealogia e Storia di Famiglia! L'idea è davvero molto stimolante e credo proprio che sarò presente, compatibilmente con i miei impegni di lavoro che credo però di poter gestire al meglio dato il largo anticipo della proposta: sembra davvero un'occasione unica per approfondire gli argomenti a cui siamo in questo forum tutti appassionati e davvero un bel modo di conoscersi personalmente. Fattore molto interessante è inoltre l'internazionalità dell'evento: grazie ai miei genitori (entrambi hanno lavorato per oltre 30 anni nel Corpo Diplomatico come Pedagogisti e Coordinatori per le Scuole Italiane all'Estero), ho potuto apprezzare sin dalla più tenera età il lato positivo dell'incontro tra persone di Paesi diversi, legati dal comune ideale per lo studio scientifico e la passione per la Cultura.

A presto dunque,
PierCarlo Omero.
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Re: Legge sulla privacy e ricerche genealogiche

Messaggioda CarloR » mercoledì 14 novembre 2012, 19:28

E' possible fare ricerche genealogiche attraverso gli archivi parrocchiali sotto l'Archivio della Diocesi di Milano?

La legge sulla privacy è valida sempre oppure ha un limite in temini di anni? 70 anni?
La legge sulla privacy è valida anche per lo stato del Vaticano? Le parrocchie rispondono al Vaticano non allo stato Italiano fondato nel 1861.

Non c'è possibilità nell'opporsi ad un rifiuto del parroco della propria parrocchia motivata dalla negazione delle curia di Milano?
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Re: Legge sulla privacy e ricerche genealogiche

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 15 novembre 2012, 6:53

CarloR ha scritto:E' possible fare ricerche genealogiche attraverso gli archivi parrocchiali sotto l'Archivio della Diocesi di Milano?

La legge sulla privacy è valida sempre oppure ha un limite in temini di anni? 70 anni?
La legge sulla privacy è valida anche per lo stato del Vaticano? Le parrocchie rispondono al Vaticano non allo stato Italiano fondato nel 1861.

Non c'è possibilità nell'opporsi ad un rifiuto del parroco della propria parrocchia motivata dalla negazione delle curia di Milano?


Benvenuto nel forum!
L'argomento è stato discusso molte volte. Segnalo i topic:

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=3&t=2822

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?t=3392

http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=3&t=7937
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Re: Legge sulla privacy e ricerche genealogiche

Messaggioda CarloR » mercoledì 16 gennaio 2013, 15:53

Dopo aver letto i link proporti in questo forum rispondo a me stesso.

La Chiesa è uno Stato, quindi anche le singole parrocchie.
Se il parroco della propria parrocchia non vi autorizza, dovete contattare la corrispettiva diocesi e richiede l'autorizzazione.
Una volta ottenuta (lettera di autorizzazione), la consegnate al parroco che vi lascerà prender visione dei vecchi registri negli orari della segreteria parrocchiale. Di solito vi consegnano una lettera di autorizzazione per ciascuna parrocchia che richiedete.

Ad ogni modo non si posso fare ricerche nei 70 anni precedenti per via della privacy.

Cmq, presso l'archivio storico della propria Diocesi dovrebbe esserci la copia di ogni registro di ciascuna parrocchia. L'accesso è libero.

Grazie.
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Re: Legge sulla privacy e ricerche genealogiche

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 16 gennaio 2013, 16:21

Le parrocchie c'entrano poco con lo Stato della Città del Vaticano.
Esse hanno la personalità giuridica riconosciuta dallo Stato italiano agli enti ecclesiastici ma i loro archivi sono archivi privati posti certamente sotto la vigilanza della Soprintendenza archivistica. In via teorica dunque la via principale dovrebbe essere la richiesta di accesso alla soprintendenza.

La richesta al vescovo è comunque una via percorribile anche se purtroppo non sempre da frutti. Una volta con tanto di lettera del vescovo di Senigallia mi presentai nella parrocchia di Corinaldo e il parroco don Umberto tagliò corto, chiudendomi la porta in faccia, che se il vescovo avesse voluto farmi visionare l'archivio sarebbe dovuto venire lui stesso a ternerlo aperto... sono rimasto con un palmo di naso..

Dunque, come sempre consiglio, la cosa migliore è tantissima diplomazia e pazienza ;) ;)
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Re: Legge sulla privacy e ricerche genealogiche

Messaggioda Sagittario » mercoledì 16 gennaio 2013, 16:55

CarloR ha scritto: (...) presso l'archivio storico della propria Diocesi dovrebbe esserci la copia di ogni registro di ciascuna parrocchia (...)


Vorrei capire meglio. Quelli depositati presso l'archivio diocesano sono i registri originali redatti dalle parrocchie e concentrati nell'archivio dopo un tot numero di anni, oppure si tratta di una loro copia ?
Grazie.
Socio Ordinario A.I.O.C.
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Re: Legge sulla privacy e ricerche genealogiche

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 16 gennaio 2013, 17:42

CarloR ha scritto:Dopo aver letto i link proporti in questo forum rispondo a me stesso.

La Chiesa è uno Stato, quindi anche le singole parrocchie.
Se il parroco della propria parrocchia non vi autorizza, dovete contattare la corrispettiva diocesi e richiede l'autorizzazione.
Una volta ottenuta (lettera di autorizzazione), la consegnate al parroco che vi lascerà prender visione dei vecchi registri negli orari della segreteria parrocchiale. Di solito vi consegnano una lettera di autorizzazione per ciascuna parrocchia che richiedete.

Ad ogni modo non si posso fare ricerche nei 70 anni precedenti per via della privacy.

Cmq, presso l'archivio storico della propria Diocesi dovrebbe esserci la copia di ogni registro di ciascuna parrocchia. L'accesso è libero.

Grazie.


Come giustamente scriveva l'amico Alessio, la Chiesa è una Comunità di Cristiani da non far coincidere con lo Stato della Città del Vaticano.
La Legge sulla Privacy riguarda lo Stato Italiano e gli uffici di Stato Civile non sempre viene presa ( fortunatamente per chi fa genealogia ) alla lettera , si trovano impiegati inflessibili , altri "possibilisti", altri ancora " generosi " ma non è condizione sufficente per rinuncare alla ricerca. Generalmente il nome e le date di nascita e morte di un nonno sono conosciute dall'interessato o desumibili dalla lapide della tomba , se non dalla memoria dei parenti sopravvissuti.
La legge sulla Privacy-70 anni non dovrebbe interessare ( proprio per la sua natura civile ) i parroci che hanno massima discrezionalità sulla materia .
Tuttavia alcuni vescovi impongone regole ai propri parroci , alcuni parroci demandano ai loro vescovi ( v. uffici diocesani ) i permessi necessari alla consultazione dei libri parrocchiali, come accennava poco sopra Bruno , per i motivi più disparati, troppo spesso, poco interesse e/o poco tempo a disposizione .
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Re: Legge sulla privacy e ricerche genealogiche

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 16 gennaio 2013, 17:45

Sagittario ha scritto:
CarloR ha scritto: (...) presso l'archivio storico della propria Diocesi dovrebbe esserci la copia di ogni registro di ciascuna parrocchia (...)


Vorrei capire meglio. Quelli depositati presso l'archivio diocesano sono i registri originali redatti dalle parrocchie e concentrati nell'archivio dopo un tot numero di anni, oppure si tratta di una loro copia ?
Grazie.



Copia , purtroppo non sempre presenti, non di tutte le parrocchie e non in tutte gli archivi diocesani .
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