Famiglia Scribani Rossi, di Piacenza

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Famiglia Scribani Rossi, di Piacenza

Messaggioda ASerra » domenica 17 luglio 2011, 14:39

Cari Amici:
Qualcuno ha informazioni sulla famiglia Scribani Rossi, di Piacenza.
In particolare mi voglio sapere se ci fossero discendenti del matrimonio di Alberto Scribani Rossi (figlio di Giuseppe e Giulia Paradisi) e Elisabetha Anviti (figlia di Alfonso e Gertrude Carasi Perletti).
Cordialmente,
Aserra
ASerra
 
Messaggi: 113
Iscritto il: lunedì 8 settembre 2008, 22:48

Re: Famiglia Scribani Rossi, di Piacenza

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 17 luglio 2011, 14:56

Corro il rischio di essere banale :
http://www.paginebianche.it/execute.cgi ... +rossi&dv=
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Famiglia Scribani Rossi, di Piacenza

Messaggioda ASerra » domenica 17 luglio 2011, 15:40

Grazie mille
Sapere si Francesco Scribani Rossi, se tratta di un discendente della famiglia di Piacenza.
Cordialmente,
ASerra
ASerra
 
Messaggi: 113
Iscritto il: lunedì 8 settembre 2008, 22:48

Re: Famiglia Scribani Rossi, di Piacenza

Messaggioda Antonio De Battisti » lunedì 18 luglio 2011, 1:00

Gentile ASerra,
la fonte è l' Enciclopedia storico-nobiliare del marchese Vittorio Spreti.

SCRIBANI ROSSI
Arma : Partito : nel 1°d'oro, alla croce d'argento dentata di verde, accantonata nel primo e quarto punto da un ramo d'alloro del secondo e posto in palo (SCRIBANI) ; nel 2°d'argento, al leone al naturale, col capo di rosso caricato di tre gigli d'oro, in fascia (ROSSI).
Cimiero : Due serpi crestate di verde, linguate ed illuminate di rosso, addossate ed ondeggianti in fascia.
Dimora : Piacenza, Milano e Roma
Immagine

Le prime notizie certe e la genealogia ininterrotta e documentata della famiglia risalgono al 1350, nel qual tempo viveva in Piacenza FRANCESCO Scribani, padre di BARTOLINO, GIOVANNI e DANIELLO ; ma si deve ritenere che essa già fosse tra le più notabili della città in quanto i detti Giovanni e Daniello, e specialmente il primo d'essi in appresso ricordato, famosi giureconsulti in patria e fuori, furono ammessi nel collegio dei Giudici e dei Dottori della città stessa, il che non era allora concesso se non a chi apparteneva a famiglia nobile e piacentina da tre generazioni almeno, la quale non avesse esercitato e non esercitasse < arti meccaniche, reprobe e vili > come allora dicevasi.
E di ciò sono conferma posteriori riconoscimenti di privilegi nobiliari da parte degli imperatori Federico III e Massimiliano I.

Ausilio prezioso per la storia e la genealogia dei primi Scribani è quanto scrisse di essi l'insigne umanista Lorenzo VALLA il quale era, come nelle opere sue più volte si qualifica, figlio di CATERINA Scribani, figlia del detto Giovanni ed ivi più volte indica e conferma gli esatti gradi della propria parentela con gli Scribani e di questi tra loro.

Nell'Appennino piacentino, e più precisamente nell'alta valle del Nure, la famiglia aveva numerosi possedimenti nel territorio che si estende dalle Ferriere a Borgo S. Giovanni (oggi Bettola), con un castello in Groppazzolo di Gropallo, da dove capeggiava le fazioni contrarie alla nemica famiglia dei NICELLI, signori e poi conti della vicina Ferriere, con la quale fu sempre in fierissima lotta.

Il nominato giureconsulto GIOVANNI, di Francesco, nell'anno 1400 fu eletto a riformare gli statuti di Piacenza per ivi pacificare guelfi e ghibellini ; nel 1414 fu scelto a promotore del Concilio di Costanza ; nel 1435 era priore del Collegio dei Dottori e dei Giudici di Piacenza e riordinò gli statuti della città ; nel 1440 dettò nuove costituzioni per sedare in patria le sempre dilanianti lotte delle fazioni ed in tanta fama venne che anche la repubblica di Genova lo volle a compilare i propri statuti, con i quali egli lasciò di sè e del suo valore altissima e generale considerazione.

GIACOMO, figlio del detto Giovanni, strinse vantaggiosa alleanza con il conte Ottobuono FIESCHI, signore di Lavagna e suo potente vicino dell'oltre Val Nure, sposandone la figlia Orsola ; mentre GIOVANNI PIETRO, suo fratello maggiore, datosi al sacerdozio, diveniva vescovo nel regno di Napoli e l'altro suo fratello MELCHIORRE, giurista ed oratore, era segretario apostolico del pontefice Martino V, nella qual carica morì l'anno 1430, < ornamentum ac delicia Curiae Romanae > come ci dice il Valla nella sua Epistula in Bartoli, de Armis et Insignis Libellum.
ANDREA, figlio del detto Giacomo, fu vescovo in Spoleto.

Sulla fine del '400 un ramo della famiglia si trasferì in Alessandria con quel BERNARDINO, nato da Giovanni, figliuolo del nominato Giacomo, che è ricordato dallo storico Ghilini nei suoi Annali di detta città come poeta, filosofo, teologo e specialmente come famoso ed eccellentissimo medico, tanto che la regina di Francia lo volle come proprio medico a corte. Ritornato in Alessandria vi morì il 18 dicembre 1513.

I suoi discendenti, già ammessi al patriziato di Alessandria con GIACOMO, figlio di Andrea, di Bernardino, propagarono la famiglia anche in Genova, ove pure conseguirono cariche ed onori.
Furono ivi iscritti nel Libro d'Oro della Nobiltà il detto GIACOMO quando era doge David Vaccà (1587-1589), i suoi figli ASCANIO, GIULIO e SCIPIONE col di lui figlio RODOLFO nel 1619 ; ed i collaterali GIOVANNI, GEROLAMO col figlio MARCO ANTONIO rispettivamente il 16 gennaio 1629 ed il 12 dicembre 1664.

CAMILLO ed ANDREA, figlio il primo e nipote il secondo di Giacomo, furono vescovi rispettivamente di Montepeloso nelle Puglie e di Nebbio in Corsica.
http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bscribc.html
A Genova gli Scribani si imparentarono con le famiglie Spinola, Grillo, De Mari, De Negro e Della Chiesa, ma ivi poi tale ramo, alessandrino-genovese della famiglia si estinse sulla fine del '600.

In Val di Nure, nel piacentino, i fratelli CONTINO, OTTOBUONO, GASPARE e GUGLIELMO, di Giovanni, figlio di Giacomo e di Orsola FIESCHI, appoggiati dai cugini Fieschi di Lavagna continuarono intanto nelle lotte contro i Nicelli perdendo in esse gran parte dei loro possedimenti e più volte furono ridotti a difendersi sin nel loro castello di Groppazzolo.
In dette lotte continuarono anche i figli dei citati Contino ed Ottobono e sì accanitamente che GEROLAMO, figliolo di quest'ultimo, assalito di sorpresa nel 1533 in detto castello da 60 armati comandati dai signori di Ferriere Giovanni Battista e Francesco Nicelli fu preso ed ucciso insieme alla consorte ed a tre dei suoi.
Il castello fu assai danneggiato e posto a sacco, andando allora perduti anche gli atti delle investiture e degli antichi, già ricordati, privilegi riconosciuti alla famiglia dagli imperatori Federico III e Massimiliano I.

Ma tali fatti, lungi dal por fine alle contese, le inasprirono al punto che GIACOMO, figlio dei trucidati Scribani, si diede con la sua fazione a far vendetta contro quei Nicelli e loro partigiani che ucciso gli avevano i genitori e depredato il castello di Groppazzolo, e tutti li distrusse uccidendoli o facendoli morire imprigionati.
Per tali efferatezze egli fu nel 1547 posto al bando ed ebbe confiscati i beni. Perseguitato, fu costretto a varcare l'Appennino ed a rifugiarsi nel genovesato ove trovò appoggio presso quella repubblica che lo nominò capitano di fanteria in Corsica, nella quale isola morì a Bastia due anni dopo nel 1549.

Pochi anni prima gli antichi possessi e privilegi venivano, col castello di Groppazzolo, restituiti e confermati alla famiglia in parte dal pontefice Paolo III, Alessandro Farnese, per intercessione del vescovo Scribani GIOVANNI ANTONIO, suo segretario, fratello del bandito Giacomo, ed in parte dall'imperatore Carlo V allora signore di Piacenza in seguito alla morte del duca Pier Luigi Farnese.
E le famiglie Scribani e Nicelli posero fine alle loro lotte secolari ; ANDROLO Scribani, capo della famiglia e nipote del trucidato Gerolamo, aveva consentito, insieme ad altri signori di Val Nure, che il conte Ottaviano Nicelli potesse ottenere dal papa Clemente VII la reintegra in quei privilegi che pure alla sua casa erano stati tolti, ed una Giulia NICELLI sposava poi CONTINO Scribani, figlio del detto Androlo.

E' in quel tempo che ETTORE, fratello del citato vescovo Giovanni Antonio, dottore dello Studio di Pavia e segretario del Reggente lo stato di Milano Gian Battista Saluzzo, dopo essere stato alla corte del re Cattolico, seguì in Fiandra Margherita d'Austria moglie del duca Ottavio Farnese, quale suo consigliere intimo ed in tale carica rimase anche presso il di lei figlio Alessandro.
Stabilitosi a Bruxelles vi ebbe il figlio CARLO che fu poi ivi provinciale dei Gesuiti, dottissimo letterato, teologo, oratore facondo e scrittore di numerosissime opere, quasi tutte dirette a combattere la grande battaglia che allora ferveva fra il cattolicesimo e la riforma.
Un ritratto di lui, dipinto dal grande Van Dyck, si conserva nel Museo Imperiale di Vienna.
Sul principio del '700 la famiglia tornò ad abitare più stabilmente in Piacenza nella stessa parrocchia di S. Alessandro.

Per il matrimonio avvenuto nel 1697 di CONTINO MARIA FELICE, alfiere della Milizia Urbana, con la nobile Angela ROSSI, al cognome Scribani fu in seguito aggiunto quello dei Rossi, come anche uniti furono i rispettivi stemmi.
Il tutto per disposizione testamentaria 7 novembre 1714 e per donazione 2 settembre 1729, notaio Marzolini, del canonico dottor Felice Rossi, fratello di detta Angela, nel quale estinguevasi la sua famiglia.
Egli lasciò erede universale il nipote ex sorore ALBERTO Scribani, giureconsulto, avvocato di grido, ed infine presidente degnissimo e fiero del Supremo Consiglio di Giustizia e Grazia di Piacenza, tanto che non temè l'ira sovrana quando nel 1753 osò opporsi, purtroppo invano, al non disinteressato consenso dato dal duca Filippo di Borbone per la vendita all' Elettore di Sassonia del quadro di Raffaello < La Madonna di S. Sisto >, che era nella chiesa omonima di Piacenza.

Il celebre avvocato Francesco NICOLI, piacentino, creato marchese e presidente del Supremo Consiglio di S. Chiara in Napoli, lasciava esso pure allo stesso Alberto, per riconoscenza dei molti aiuti ricevuti in sua gioventù dalla famiglia Scribani, il suo cospicuo patrimonio, costituito in fidecommisso primogeniale, come quello dei Rossi.
Gli Scribani Rossi possedettero i giuspatronati ed i canonicati di S. Carlo e dei SS. Cristina e Vincenzo eretti nella cattedrale di Piacenza.

Nel 1744 il suddetto Alberto ospitava nel proprio palazzo di campagna, ad un miglio fuori della Porta di Strada Levata (ora Taverna) detto ancor oggi Casino Scribani, il re Carlo Emanuele III di Sardegna ; come prima vi era stato ospitato per tre giorni nel marzo del 1717 il re di Scozia Jacopo III Stuart col suo seguito, durante un suo viaggio a Roma.
Lo stesso re Carlo Emanuele III, divenuto signore e duca di Piacenza, con sue lettere patenti 23 agosto, 11 e 28 settembre 1748 concedeva in feudo ad esso Alberto, in riconoscimento dei molti meriti suoi, la villa e territorio di Cerreto presso Ferriere, nonchè gli annessi possedimenti ed il vecchio castello di Casaldonato, col titolo di conte di Cerreto trasmissibile a tutti i suoi discendenti maschi legittimi.
Detto Alberto prima e GIUSEPPE suo figlio il 10 ottobre 1781 furono iscritti fra i Magnifici della città di Piacenza, con l'aggregazione della famiglia nella classe guelfa dei Fontana e con conseguente attribuzione ad essi ed ai loro discendenti maschi e femmine del titolo di patrizio piacentino.

Altro figlio di Alberto, a nome CARLO, fu vescovo di Piacenza, veneratissimo, morì nel 1823 e lasciò in legato a quella Mensa Vescovile la biblioteca della famiglia.
http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bscri.html
FRANCESCO, figlio del detto Giuseppe, si stabilì a Fiume e fu creato nobile patrizio di quella libera città il 29 ottobre 1827 ; ed anche questo titolo è trasmissibile ai discendenti come il precedente.
ALBERTO, figlio del precedente Francesco, fu dal 1835 ufficiale delle Guardie d'Onore a cavallo della duchessa di Parma Maria Luigia, e dal 1850 capitano delle Guardie Reali del Corpo del duca Carlo III e suo ciambellano, mentre la di lui moglie contessa Emilia AFFATICATI era dama di palazzo e d'onore della duchessa Luisa Maria.

Da essi nacquero :
- ALFREDO (* Piacenza, 18.VII.1844 + Milano, 01.XII.1920), tenente generale d'artiglieria
sposato a Roma 20 aprile 1882 con la nobile Ester MARALDI dell'antica famiglia di Perinaldo che diede celebri astronomi all'Italia ed alla Francia.
- ENRICO (* Piacenza, 06.II.1846 + Firenze, 03.VIII.1915), maggior generale proveniente dai granatieri
sposato a Gaggio (Bologna) 23 novembre 1880 con la nob. Giulia CAVAZZA.
- STEFANO (* Piacenza, 02.IX.1850), tenente generale proveniente anch'esso dai granatieri
sposato a Genazzano (Roma) 1876 con Teresa GERLERO.

La famiglia è iscritta nell' El. Uff. Nob. Ital. con i titoli di :
- conte di Cerreto (m)
- nobile dei conti di Cerreto (mf)
Il Libro d'Oro aggiunge : Patrizio di Piacenza e Patrizio di Fiume
ed è rappresentata da Giacomo Filippo, di Alfredo, di Alberto (* Piacenza, 11.VIII.1884), ingegnere
sposato a Roma 26 febbraio 1919 con Vera Genia del comm. Giovanni CASTELLI e della contessa Caterina PREZIOSI, da cui :
a) RANUZIO
b) GIULIANO

Fratelli :
1) CARLO (* Firenze, 14.III.1886), avvocato e dottore in scienze economiche e commerciali
sposato a Piacenza 25 agosto 1912 con Giustina, di Vittorio CASALI, marchese di Monticelli d'Ongina e di Maria Dolores MARAZZANI VISCONTI contessa di Paderna, da cui :
a) ESTER
b) ALFREDO
c) MARIA DOLORES
2) MARCELLA, in Piero PEVERELLI
3) GIULIA, in Francesco Paolo GROSSI

Zio :
- STEFANO, tenente generale

Cugini (figli dello zio + Enrico, e nob. Giulia CAVAZZA) :
1) ALBERTO (* Modena, 11.I.1882), ten. col. RR. CC.
sposato a Brescia 26 ottobre 1908 con Camilla del nobile Luigi Francesco ARICI e della nobile Maria DE' BASSETTI patrizia trentina, da cui :
- LUISA MARIA
2) OTTOBUONO (* Parma, 16.I.1899)
sposato a Firenze 25 aprile 1925 con Laura del ten. colonn. Antonio Eugenio LEGA e di Agnes WATT, da cui :
- FRANCA


Cordiali saluti
Antonio De Battisti
 
Messaggi: 1223
Iscritto il: martedì 6 gennaio 2009, 18:28

Re: Famiglia Scribani Rossi, di Piacenza

Messaggioda ASerra » lunedì 18 luglio 2011, 14:28

Caro Antonio De Battisti:
La ringrazio molto per tante informazioni genealogiche. [notworthy.gif]
Chi è per voi, Giuseppe Scribani Rossi, sposato Giulia Paradisi, padre di Alberto?
Poiché i dati cronologici potrebbe aggiungere che i genitori di sua moglie Elisabetta Anviti, si sono sposati nel 1771.
Cordialmente,
Aserra
ASerra
 
Messaggi: 113
Iscritto il: lunedì 8 settembre 2008, 22:48

Re: Famiglia Scribani Rossi, di Piacenza

Messaggioda gutron72 » mercoledì 2 luglio 2014, 10:24

Buongiorno a tutti,
Riapro questa discussione per chiedere come si colloca in questa famiglia il nobile Alberto Scribani Rossi sposato nel 1836 a Anna Trotti Bentivoglio (1803-1841) vedova di Giuseppe DouglasScotti e sorella di Costanza Arconati,Margherita Provana di Collegno e Marietta Bassi...
Grazie
gutron72
 
Messaggi: 320
Iscritto il: venerdì 23 giugno 2006, 19:25


Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Cawdor e 25 ospiti