da qualche tempo mi sto dedicando alla ricostruzione del mio albero genealogico, il mio lavoro è stato molto facilitato da mio padre che già l'aveva fatto circa 30 anni fa, segnando però solo i nostri antenati diretti e tralasciando quindi fratelli sorelle e cugini.
Cercando meglio all'archivio di stato mi sono accorto di alcune curiosità (almeno per me, può darsi pure che sia la cosa più normale del mondo
) che vi elenco:-Il primo avo che ho trovato è "segnato" come possidente, poi i di lui figli sono segnati tutti come massari, tranne il primogenito che è "segnato" ancora come possidente e a cui (come per il padre) viene riservato anche il titolo di Don, era normale questo trattamento?Per dovizia di particolari aggiungo che siamo in Terra di Lavoro, agli inizi dell'800.
- Ho riscontrato che un mio avo ha sposato una certa donna Marta Abbati/e, (posto che non sono riuscito a trovare i suoi genitori) potrebbe essere che il suo appellativo di "donna" e il fatto che qui esiste un palazzo che ha affrescato lo stemma degli Abbati la collochi come appartenente a questa famiglia?*
Grazie per l'attenzione
Gennaro
Note
* Lo stemma affrescato sulla volta di ingresso di palazzo Abbate non è
"troncato il primo d’argento, tre stelle d’azzurro, scaccato il secondo d’argento e di rosso"
come dovrebbe essere ma
" troncato il primo d’azzurro, tre stelle d’oro, scaccato il secondo d’argento e di rosso "
Come mai?
Curiosità
Vedendo certe foto in bianco e nero, ho notato che sulla chiave di volta di una nostra villetta di campagna (crollata col terremoto
) c'era uno stemma che non riuscivo a decifrare, portata la foto dal fotografo per farne una copia ingrandita e schiarita ho notato che era lo stemma dei Pignatelli , e consultato il catasto Murattiano ho appurato che effettivamente questa tenuta risulta essere di proprietà:Strongoli Pignatelli di Napoli.




