Un interessante Centurione della Milizia

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Un interessante Centurione della Milizia

Messaggioda Mario Volpe » sabato 4 aprile 2009, 19:52

Risfogliando il bel libro di Roberto Manno “Duecento anni di medaglie”, sono rimasto colpito dalla foto di un Centurione della Milizia risalente agli anni venti, nella quale il protagonista del ritratto sfoggia una notevole quantità e varietà di decorazioni ufficiali e non.
Il medagliere del nostro Centurione, a dimostrazione del fatto che nel periodo tra le due Guerre Mondiali il fregio delle decorazioni sulle uniformi era piuttosto “libero”, presenta - oltre ad alcune distinzioni ufficiali piuttosto comuni - anche diverse interessanti croci commemorative. Alcune delle quali sono oggi considerate delle autentiche rarità per i collezionisti di questa particolare tematica. Vorrei cercare quindi, anche con l’aiuto degli esperti frequentatori del Forum, di ricostruire e descrivere brevemente le caratteristiche e la storia di questo particolare gruppo di distinzioni non ufficiali, testimoni di un’attiva partecipazione del nostro protagonista ad eventi bellici che spaziano dalla prima Guerra Mondiale all’impresa di Fiume.

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La prima di queste Croci è la Commemorativa della Terza Armata (1919), che il nostro Centurione indossa sul taschino destro della sua camicia nera (a sinistra per chi guarda), e che si considera a livello collezionistico come una delle più comuni Croci Commemorative d’Armata della Grande Guerra. Distribuita subito dopo la fine del conflitto dal Duca d’Aosta comandante dell’Armata (del quale la croce riporta la corona ducale), fu l’unica ad avere un carattere semi-ufficiale ed ad essere considerata più come una ricompensa che come una decorazione commemorativa. Inizialmente prodotta in vari metalli dalla ditta Fassino di Torino, è stata poi riconiata in numerosi modelli successivi, per lo più anonimi, che hanno generato una serie di varianti diverse, incluso anche un modello con la croce smaltata di diversi colori anzichè di bianco. Al diritto la croce presenta i bracci smaltati di bianco con la scritta “TERZA ARMATA” sui bracci orizzontali ed al centro il leone di S. Marco in rilievo. Al verso della croce, liscio e privo di smalti, compare la scritta in rilievo sui bracci orizzontali “A ricordo e riconoscenza” (il marchio di fabbrica è posto sul braccio inferiore).

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(una III Armata anonima ed una Fassino, sotto un ufficiale con la croce della III Armata tra le altre decorazioni)

La seconda Croce è quella Commemorativa del Corpo di Spedizione nell’Oriente Balcanico (Albania – Macedonia 1914-1919), indossata subito dopo il gruppo principale di decorazioni ufficiali al penultimo posto della lunga fila del medagliere. Pubblicizzata sulla Domenica del Corriere del 23 marzo 1924, che ne descriveva le caratteristiche e che precisava che i proventi dell’acquisto delle croci andavano a beneficio dell’Unione Nazionale Reduci Oriente Balcanico, fu anch’essa inizialmente prodotta in bronzo dorato dalla ditta Fassino di Torino. E’ sicuramente la più esotica ed orientaleggiante delle decorazioni italiane, ed è costituita al diritto da una croce in smalto grigio con le estremità “merlate” e attraversate da un nastro bianco e nero che formando degli occhielli e degli angoli segue il profilo dei bracci della croce. Il medaglione circolare centrale raffigura una moschea dorata in rilievo su uno sfondo di smalto arancione, circondata da una cornice perlata dorata. Al rovescio della croce compare la scritta in rilievo “Oriente balcanico / 1914 – 1919 / Albania – Macedonia”, con il marchio di fabbrica sul braccio inferiore. Anche questa decorazione, considerata oggi piuttosto rara, fu ampiamente riprodotta in numerose varianti successive.

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(una croce Fassino)

La terza interessante Croce è quella Commemorativa degli Arditi d’Italia (1924), indossata dal nostro Centurione alla fine del suo medagliere principale. L’uso del relativo nastrino era stato “ufficializzato” da D’Annunzio in un suo discorso tenuto al Teatro Verdi di Fiume il 27 ottobre 1919 davanti ad alcuni reparti di arditi. La croce fu però prodotta solo qualche anno più tardi in bronzo argentato dalla ditta Fassino, e rimane una delle più evocative e simboliche delle nostre decorazioni commemorative. Orgogliosamente indossata dai reduci della specialità Arditi dell’Arma di Fanteria, la croce era interamente in smalto nero e recava al centro un teschio argentato in rilievo con un pugnale tra i denti ed un serto di alloro sulla fronte (simbolo degli arditi). La croce era accantonata da quattro emblemi argentati della specialità, costituiti da una ghirlanda di alloro con un pugnale al centro, recante un nodo di Savoia sul manico. Al verso della croce compare la scritta “A ricordo / dei gloriosi Corpi d’Assalto / arditi d’Italia / a noi !”. Il nastro è interamente nero e reca di solito una stelletta argentata al centro. Considerata di una certa rarità e molto ricercata, questa croce è stata ampiamente riprodotta in diverse varianti successive, inclusi esemplari recenti senza alcuna scritta sul verso.

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(una croce degli arditi Fassino ed alcuni Moschettieri del Duce MVSN, uno di loro indossa la croce al taschino)

La quarta Croce è quella Commemorativa del VII Corpo d’Armata – Presa di Gorizia, indossata al centro del taschino sinistro (destro per chi guarda) del 1924. Pubblicizzata sulla Domenica del Corriere del 2 marzo 1924 (con i proventi a beneficio del Comitato Regionale Piemontese dell’Associazione Mutilati di Torino, fu coniata in bronzo dalla ditta Johnson di Milano. La croce presentava al diritto le scritte sui bracci “8.VIII / Gorizia / MCMXVI” e recava al centro una vista in rilievo della città redenta con il suo stemma araldico. Nel medaglione al verso della croce sono riportati i versi di D’Annunzio per ricordare la veloce presa del Monte Sabotino durante la sesta battaglia dell’Isonzo, che aprì la strada verso Gorizia “Fu come l’ala che non lascia impronte - il primo grido aveva già preso il monte”. Anch’essa considerata piuttosto rara, viene spesso indicata erroneamente come Croce della V Armata, allora inesistente. Ne esiste una variante priva delle scritte sia al diritto che al verso, ma non ho notizia di eventuali riproduzioni successive.

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(una VII C.A. Johnson)

L’ultima croce è piuttosto difficile da identificare (e mantengo ancora qualche dubbio), e dovrebbe essere quella della Associazione Nazionale Volontari di Guerra in Dalmazia, della quale si conoscono però ben pochi particolari. Il nostro Centurione la indossa a fianco alla precedente sul taschino. La Croce dovrebbe essere stata coniata in bronzo dorato nei primi anni venti per i volontari della Grande Guerra e dell’impresa fiumana. Era di formato più piccolo delle precedenti ed aveva i bracci in smalto rosso con la scritta “Pro Dalmatica Fide”, uno scudetto in smalto blu coronato con i tre leoni della Dalmazia era posto al centro della croce. Al verso compare la scritta “Associaz. Volontari Guerra Nazion.”. Una vera chicca per i collezionisti…

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(foto della Croce tratta dal libro "Medaglie a Croce FF.AA. 1900/1989" di A. Brambilla e I. Fossati)

All’estrema sinistra del ritratto si intravede un’altra decorazione (forse ancora una croce) indossata a fianco a quella della Terza Armata, ma non sono riuscito a capire di cosa possa trattarsi. Nel complesso comunque direi che il nostro Centurione poteva esibire veramente un bel gruppetto di croci commemorative ;)

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Re: Un interessante Centurione della Milizia

Messaggioda Mario Volpe » martedì 14 aprile 2009, 13:20

"Crucis in fabula"... ne è uscita una - seppure molto danneggiata - sul notosito in questi giorni...

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Re: Un interessante Centurione della Milizia

Messaggioda Tilius » martedì 14 aprile 2009, 16:04

Mario Volpe ha scritto:"Crucis in fabula"... ne è uscita una - seppure molto danneggiata - sul notosito in questi giorni...



Molto danneggiata mi sembra un po' ingeneroso...
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