Quesito sulle Croci di Ferro 1957

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Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda Marcello G. Novello » giovedì 28 agosto 2008, 11:48

Una domanda posta da un cortese Utente nel topic sulle decorazioni di Ranieri III, mi ha fatto venire una curiosità, diciamo così, parallela.

La domanda del collega, che certamente avrà soddisfazione nel thread indicato è la seguente:

"Cosa prescrive il protocollo quando decade l'Autorità che ha conferito l'Onoreficienza? Voglio dire, se per caso Il Regno d'Italia aveva conferito al Principe Ereditario una sua onoreficienza (mettiamo ad es. qualche grado della Corona d'Italia o di San Maurizio e Lazzaro ) dopo la guerra, a Monarchia italiana decaduta (e con la propria ascesa al trono), il Principe avrebbe dovuto portare le decorazioni "decadute"?"

La mia curiosità parallela è questa: durante il secondo conflitto mondiale diversi italiani furono decorati con i vari gradi della Croce di Ferro del III Reich. Chiaramente, alcuni già dal settembre del 1943 ed altri dall'aprile del 1945, tutti cessarono l'uso delle insegne di questa decorazione.

Però, il 26 Luglio del 1957, il Presidente Federale Theodor Heuß ha concesso l'uso delle insegne della Croce di Ferro ai decorati della 2ª Guerra Mondiale, apportando solo delle modifiche alla croce stessa dalla quale fu rimossa la svastica sostiruita da tre fronde di quercia

Immagine

Fu addirittura mantenuto il nastro che nei suoi colori ricordava la bandiera del III Reich (bianco rosso nero).

Mi domando ora se questa "riconcessione" del 1957 riguardò solo i militari tedeschi od anche gli stranieri decorati? Certo, per uno straniero avrebbe potuto comportare una patente retroattiva di collaborazionismo, ma mi son posto questa domanda dopo aver visto:
a) un anziano veterano tedesco (forse potrei trovare ancora la foto) con una spange di medaglie tra le quali spiccavano delle medaglie italiane al valor militare, sicuramente concesse in periodo regio o RSI, ma nella versione repubblicana e ciò mi ha fatto pensare ad una possibile reciprocità;
b) un'anziano ma arzillo shutzen altoatesino con le sue brave decorazioni comuni agli shutzen ed una bella Eiserne Kreutz al centro del petto;
c) questa foto

Immagine

Beh, in quest'ultima non è indossata, ma è comunque ostentata e con tanto di nastro da 37 mm (all'italiana).

Chiedo scusa per la cervelloticità (che brutta parola! Esisterà?) della domanda, ma sono in malattia (ahimè) e cerco di ingannare il tempo in cose che comportino l'uso del cervello e non mi limitino al tragitto friforifero - televisore. :roll: :D
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 28 agosto 2008, 13:27

Salve,

la Croce di Ferro del 1939 fu riconfermata dal nuovo Governo della Repubblica Federale Tedesca, che nello stesso tempo annullò la validità di tutti gli ordini e decorazioni che fossero prettamente espressione del Partito Nazionalsocialista (NSDAP) e delle sue organizzazioni.

Scomparvero quindi l'Ordine del Grande Reich Tedesco, l'Ordine dell'Aquila Tedesca, le onorificenze destinate al Partito, alle SS, alle SA, al Fronte del Lavoro (RAD) al Corpo Aviatorio e Motorizzato del NSDAP (NSFK ed NSKK) ecc.

La Croce di Ferro, in quanto onorificenza militare istituita nel 1813 (le "versioni" successive non vanno considerate come decorazioni a sè stanti, ma come "rinnovi di validità" della stessa, in condizioni di belligeranza) e destinata a premiare il valor militare in tempo di guerra, fu accettata dall'Autorità di Controllo Alleata, purché, come per le altre onorificenze militari "accettate", la svastica venisse eliminata. I tecnici del Ministero, ridisegnarono la decorazione, ponendo al centro -al posto del simbolo del III Reich- le tre foglie di quercia che furono esse stesse simbolo centrale della prima Croce di Ferro, appunto del 1813.

Il nastro, non ha necessariamente i colori del III Reich, ma semplicemente i colori tedeschi (uguali, erano quelli dell'Impero Germanico, dal 1870 al 1918 e della Rep. di Weimar).

Essendone riconosciuta la validità, i decorati nazionali potevano chiedere -previa presentazione dello "Urkunde" o del Besitzzeugnis"- la riconferma della concessione e la consegna delle onorificenze di nuovo conio.

Questo valeva ovviamente anche per gli stranieri, alleati della Germania nel II conflitto: Rumeni, Ungheresi, Bulgari, Cèchi e Slovacchi, per ovvie ragioni non poterono far valere l'eventuale diritto, ma Spagnoli ed Italiani si, inoltrando la richiesta, con allegata l'idonea documentazione, per via diplomatica.

Facendo il caso personale, mio papà, nel 1942, a seguito di un atto di valore compiuto il 30 Maggio di quell'anno in Africa Settentrionale, ricevette "sul campo" direttamente dalle mani del Gen. Rommel, la Croce di Ferro di I Classe (che comporta automaticamente il possesso della classe inferiore).

Dopo la guerra, rimasto in servizio quale ufficiale in s.p.e., avanzò più volte per via gerarchica la domanda per il riconoscimento della decorazione, ottenendo più e più volte il diniego dei superiori che di volta in volta fermarono la pratica a più o meno alti livelli, fino a che gli fu inflitto un rimprovero, "per aver insistito a richiedere il conferimento di decorazioni nazifasciste, nonostante i ripetuti inviti a desistere da tale atteggiamento". Nel 1970, trovò dei superiori e dei funzionari di più ampie vedute (o più semplicemente, rispettosi della legge) e, "tornato alla carica" ottenne con alcune peripezie burocratiche, che la sua domanda arrivasse fino in Germania. Le autorità Tedesche operarono con grande rapidità e, trovati i riscontri d'archivio, inviarono prontamente lo "Ersatzurkunde" unitamente alle decorazioni di nuovo conio che, trattenute quest'ultime dall'Addetto Militare Tedesco a Roma, gli furono consegnate con una piccola cerimonia "a sorpresa" organizzata dagli allievi tedeschi alla Scuola di Guerra, Civitavecchia, alla fine del 1971. Ad inizio 1972, il Ministro della Difesa gli concesse l'autorizzazione a fregiarsi.

Mio padre è molto fiero di quella decorazione, che si accompagna alla MAVM per lo stesso fatto d'arme; ovvio quindi che ne indossasse i nastrini sull'uniforme di servizio e, "full-size", con l'alta uniforme.

Un episodio curioso: ad inizio 1973, al tempo in cui mio padre fu Presidente di Tribunale Militare (ed in udienza si era in alta uniforme), un senatore di un partito fortemente "orientato" rivolse al Ministro della Difesa un'Interrogazione Parlamentare al fine di conoscere se (cito a memoria) "...consti al Signor Ministro che il Gen. Calabresi, durante un'udienza ostentava, assieme ad altre decorazioni, due vistose croci di guerra naziste (...) e se ciò non sia inammissibile in un Tribunale che, se pur militare, fa parte della Repubblica Italiana, Nata dalla Resistenza". Il testo dell'interrogazione fu pubblicato con un certo risalto da un quotidiano nazionale.

Inutile dire che la cosa suscitò un notevole polverone, con conseguente invito a mio papà, da parte dei suoi superiori, a non indossare più le Croci di Ferro, "onde evitare i necessari provvedimenti disciplinari". Invito che osservò un po' polemicamente, non indossando da principio più alcuna onorificenza salvo poi, la sola Medaglia d'Argento al Valore.

Chiedo scusa per la divagazione, che però ritengo abbastanza interessante, quale esempio delle peripezie nel far valere un proprio diritto di Soldato, per di più garantito da apposite leggi.

Con i più cordiali saluti,

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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 28 agosto 2008, 13:43

In quest'ambito ricordo il volume: "Decorazioni al valore ed al merito delle forze armate germaniche 1933-1945" di Giorgio Dotti - 1991, nel quale se ben ricordo sono riportati molti dei decorati italiani di onorificenze tedesche durante la Seconda Guerra Mondiale e viceversa.
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda Mario Volpe » giovedì 28 agosto 2008, 13:58

Marcello G. Novello ha scritto:Immagine


Beh, il medagliere ostentato da questo personaggio (nonostante una cravatta favolosamente fuori ordinanza) è veramente straordinario... questo signore s'è praticamente fatto tutte le campagne di guerra dal 14-18 al 40-43 e oltre... e poi nove Medaglie al Valore...
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda nicolad72 » giovedì 28 agosto 2008, 14:05

Faccio notare come si limiti ad indossare, per non appesantire troppo la giubba, le sole medaglie al valore e le croci al merito di guerra...

Il resto nel cassetto... (o meglio sul muro)

Potrebbe essere additato come modello di sobrietà.... dubito che con tutto quell'azzurro qualcuno possa non fidarsi di lui in azione... anche se non mostra la campagna di guerra!
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda Marcello G. Novello » giovedì 28 agosto 2008, 14:38

Eccellenti risposte e con testimonianza oculare! Non osavo sperare tanto.

Non so chi sia il pluridecorato della foto. Ricordo di aver ritagliato l'immagine da una rivista dell'Associazione Nazionale Alpini pubblicata nei primi anni '80. Un uomo di grande valore certamente.
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda adj » giovedì 28 agosto 2008, 14:52

Potrebbe trattarsi del generale Gerardo Zaccardo: i conti per le 5 medagli d'argento e le 4 di bronzo VM, nonché per le 7 croci al merito di guerra e per la croce di ferro tedesca tornano.
Ecco un link: http://www.vecio.it/cms/node/143
adj
 

Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 28 agosto 2008, 15:46

Salve,

in aggiunta a quanto ho riportato nel mio precedente intervento, vorrei fornire dati più precisi circa le normative tedesco-occidentali in merito alle onorificenze ante 8 Maggio 1945:

la legge già citata dal collega Novello è: Gesetz übert Titel, Orden, Ehrenzeichen vom 26. Juli 1957 (BGBl. I S. 844); completamente commentata in: Hans K. Geeb - Heinz Kirchner: ""DEUTSCHE ORDEN UND EHRENZEICHEN - Kommentar zum Gesetz über Titel, Orden und Ehrenzeichen und eine Darstellung deutscher Orden und Ehrenzeichen von der Kaiserzeit bis zur Gegenwart, Bonn, Heymann, 1958.

E' un libro ancora abbastanza facilmente reperibile, oltre ad altre, più recenti pubblicazioni normative tedesche, che riportano il citato codice.

A presto,

Enzo Calabresi
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 29 agosto 2008, 12:15

Grazie Enzo per la segnalazione. Naturalmente la normativa tedesco-occidentale è divenuta normativa semplicemente tedesca con l'annessione della Repubblica sedicente democratica tedesca alla Repubblica federale di Germania. Confermo anch'io che i colori nero-bianco-rosso erano quelli del II Impero Germanico nato nel 1871 divenuto I Repubblica Tedesca(detta di Weimar) nel 1918. Ne esistono traduzioni in inglese? Ciao, Fabrizio
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda pietro.i » venerdì 29 agosto 2008, 12:24

Elmar Lang ha scritto:Salve,

.....

Un episodio curioso: ad inizio 1973, al tempo in cui mio padre fu Presidente di Tribunale Militare (ed in udienza si era in alta uniforme), un senatore di un partito fortemente "orientato" rivolse al Ministro della Difesa un'Interrogazione Parlamentare al fine di conoscere se (cito a memoria) "...consti al Signor Ministro che il Gen. Calabresi, durante un'udienza ostentava, assieme ad altre decorazioni, due vistose croci di guerra naziste (...) e se ciò non sia inammissibile in un Tribunale che, se pur militare, fa parte della Repubblica Italiana, Nata dalla Resistenza". Il testo dell'interrogazione fu pubblicato con un certo risalto da un quotidiano nazionale.

Inutile dire che la cosa suscitò un notevole polverone, con conseguente invito a mio papà, da parte dei suoi superiori, a non indossare più le Croci di Ferro, "onde evitare i necessari provvedimenti disciplinari". Invito che osservò un po' polemicamente, non indossando da principio più alcuna onorificenza salvo poi, la sola Medaglia d'Argento al Valore.
....



Se non ricordo male, ho letto in questo forum, che fino ad un certo punto degli anni sessanta/settanta non era consentito ai militari indossare le insegne delle decorazioni estere se non in presenza di autorità dei relativi paesi concedenti l'onorificenza. Le difficoltà di suo padre a vedersi riconsocere il proprio diritto, oltre che per il contesto storico-politico dell'epoca post bellica, forse dipese anche da ciò?
Saluti.
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda Marcello G. Novello » venerdì 29 agosto 2008, 12:37

Concordo naturalmente sui colori bianco-rosso-nero come tradizionali e derivanti dalle antiche bandiere dell'Impero Tedesco ed ammetto di essermi espresso male. Intendevo dire che fino all'istituzione della Croce di Ferro del 1939, attinente al III Reich, il nastro della decorazione era bianco-nero (o argento-nero). Da quel momento in poi il nastro sarà bianco-rosso-nero, come, appunto, i colori della bandiera con la svastica che evidentemente riprendevano i tradizionali toni germanici. La riforma del 1957 riprende il design ante 1939 nel disegno delle fronde di quercia, come a voler ritornare alle tradizione, ma invece lascia i colori del nastrino.

In rete ho trovato diverse foto di Ufficiali della Bundeswehr, l'esercito federale, con le croci di ferro 1939 nella versione 1957, ma nessuna di Ufficiali italiani. Pagherei oro per vederne una dell'eroico genitore del nostro Elmar Lang :2: , ma mi rendo conto che son cose che attengono alla privacy della famiglia. Pazienza...
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 29 agosto 2008, 14:45

Nessun problema di privacy, anzi.

In occasione di una mia prossima visita ai miei genitori cercherò di trovare un suo ritratto in alta uniforme: non penso che lui se ne avrà a male.

Per quanto riguarda l'osservazione del collega Pietro.i, effettivamente nel 1972-73 il porto di ordini e decorazioni straniere aveva ancora sulla carta delle forti limitazioni, praticamente già da tempo cadute in disuso. Infatti, quando mio padre si recò dal C.te del Comiliter per essere "richiamato all'ordine" dopo l'interrogazione parlamentare, gli fu rammentata la norma che limitava il porto di decorazioni straniere. Ma lui, da ironico-polemico quale è ancora, osservando il petto del suo superiore, vide i nastrini di alcuni ordini e onorificenze Vaticane, tedesco-federali e Sudamericane e glielo fece notare, mandandolo su tutte le furie. Il fatto è che "da Roma" era arrivata una nota molto secca, circa l'opportunità politica di indossare decorazioni che (cito) "per la loro caratteristica foggia a svastica, offendono i sentimenti antifascisti" degli italiani (a quanto pare, "a Roma" avevano proprio capito tutto...). Mio padre però, conscio dei tempi molto difficili che si vivevano allora, specie per il fatto che molti dei processi militari avevano risvolti politici, ubbidì a suo modo come ho ricordato ieri, dapprima non portando più alcuna decorazione in udienza, poi, unicamente la Medaglia d'Argento al Valor Militare, ricevuta per lo stesso fatto d'arme per il quale ricevette la Croce di Ferro di I Classe.

Che non vi fossero risvolti politici nelle decorazioni del mio papà lo si può evincere dalla motivazione della sua MAVM:

"Comandante di batteria anticarro pesante destinata alla difesa di un importante settore attaccato da rilevanti forze corazzate nemiche appoggiate da violento fuoco d'artiglieria, infliggeva al nemico gravi perdite costringendolo a ripiegare una prima volta. Attaccato nuovamente e sottoposto al fuoco di numerose batterie avversarie che gli distruggevano successivamente tre pezzi e gli decimavano il personale, ferito egli stesso più volte, intrepidamente resisteva infondendo il suo coraggio e la sua fede negli artiglieri superstiti. Caduto il puntatore dell'ultimo pezzo rimastogli, ne prendeva il posto continuando accanitamente il fuoco e cessandolo solo allorché i superstiti carri nemici ripiegavano oltre la linea di partenza. Ufficiale già distintosi in altre occasioni, era ancora una volta esempio di indomito coraggio e di senso del dovere, spinto ai limiti del sacrificio. Bir el-Aslagh (A.S.), 30 Maggio 1942".

Un'osservazione personale: gli anni '70 furono purtroppo tutto, tranne che "formidabili"...

A presto,

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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda Marcello G. Novello » venerdì 29 agosto 2008, 15:07

Elmar Lang ha scritto:"Comandante di batteria anticarro pesante destinata alla difesa di un importante settore attaccato da rilevanti forze corazzate nemiche appoggiate da violento fuoco d'artiglieria, infliggeva al nemico gravi perdite costringendolo a ripiegare una prima volta. Attaccato nuovamente e sottoposto al fuoco di numerose batterie avversarie che gli distruggevano successivamente tre pezzi e gli decimavano il personale, ferito egli stesso più volte, intrepidamente resisteva infondendo il suo coraggio e la sua fede negli artiglieri superstiti. Caduto il puntatore dell'ultimo pezzo rimastogli, ne prendeva il posto continuando accanitamente il fuoco e cessandolo solo allorché i superstiti carri nemici ripiegavano oltre la linea di partenza. Ufficiale già distintosi in altre occasioni, era ancora una volta esempio di indomito coraggio e di senso del dovere, spinto ai limiti del sacrificio. Bir el-Aslagh (A.S.), 30 Maggio 1942".


Mi inchino a suo padre.
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 29 agosto 2008, 15:34

Mi inchino pure io! I colori bianco-argento e nero sono quelli della Prussia. Per completezza: gli attuali colori tedeschi giallo-oro nero rosso sembrano derivanti da quelli S.R.I. + il rosso della lingua e degli artigli dell'aquila come più usata in Germania e attuale stemma germanico. Mi sembra doveroso aggiungere che la svastica del nazismo è rotata(ha gli uncini invertiti) non piana: da antichissimo simbolo solare e della luce ancora d'uso in Finlandia(e pure in India) mutato in simbolo delle tenebre! Ciao, Fabrizio
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Re: Quesito sulle Croci di Ferro 1957

Messaggioda pietro.i » lunedì 1 settembre 2008, 0:02

Elmar Lang ha scritto:.....
Ma lui, da ironico-polemico quale è ancora, osservando il petto del suo superiore, vide i nastrini di alcuni ordini e onorificenze Vaticane, tedesco-federali e Sudamericane e glielo fece notare, mandandolo su tutte le furie.



...avrei fatto la stessa cosa anch'io! :D L'ironia è la migliore arma in certe situazioni.
Saluti,
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