Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda equites » martedì 22 luglio 2008, 12:44

Sul notositodiasteinrete è in vendita questa stampa:

Immagine

a cui è allegata la seguente didascalia:

Cavaliere del Nodo (Ordine fondato a Napoli, ove si riunivano periodicamente in segreto nel castel dell'Ovo, dal Re Luigi di Taranto, detto anche dello Spirito Santo, derivava dall'Ordine del Santo Sepolcro e, forse, sotto l'impronta religioso/cristiana, celava quella esoterica). 1850 ca. Lit. in bella coloritura originale all'acquarello, mm.165x98.


Francamente non avevo mai sentito parlare di quest'Ordine, nè avevo mai visto un'immagine simile.

Che ne pensate?
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda Tilius » martedì 22 luglio 2008, 14:45

In rete ho trovato questo:

Lastra tombale di un Cavaliere appartenente all'Ordine del Nodo, esposta nei sotterranei della Chiesa di San Lorenzo Maggiore a Napoli,che conserva alcuni sarcofagi di Cavalieri di epoca medievale. Recita la didascalia: «Manifattura napoletana. Ca. 1330. Lastra tombale di un Cavaliere dell'Ordine del Nodo».Il personaggio presenta una sorta di 'cappio-nodo' sul gomito della manica destra della propria armatura(quella si sinistra non si vede).

Questo Ordine nacque, a quanto si sa, sotto il Regno di Napoli, due anni dopo quello del Collare e fu denominato Ordine del Nodo, altrimenti detto dello Spirito Santo o nodo d'Amore (con cui si denominano anche i nodi presenti nel 'collare' dell'Ordine visto precedentemente). Un Ordine che merita di essere approfondito, poichè si rifaceva al Santo Sepolcro e-forse- sotto l'impronta religioso/cristiana, celava quella esoterica.


Immagine

:| il presunto nodo sul gomito potrebbe essere una semplice decorazione della manica/dell'armatura...
:| se il testo citato indica come 1362+2= 1364 quale data di fondazione di questo ordine...
:| come fa a rislaire al 1330 (!) la lastra tombale di questo presunto cavaliere dell'ordine?
:| come fa a essere stato fondato da re Luigi di Taranto (re consorte di Giovanna d'Angiò, regina di Napoli; per'altro l'unico dei 4 mariti di Giovanna ad avere ottenuto il titolo di re) se questi morì nel 1362?

La descrizione di cui sopra appare quindi quantomeno confusionaria.

Leggo su wikipedia che Luigi sarebbe stato gran maestro del Santo Sepolcro a partire dal 1342.
Ultima modifica di Tilius il martedì 22 luglio 2008, 17:28, modificato 1 volta in totale.
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda Morello » martedì 22 luglio 2008, 16:45

Gentili Amici,
anch'io leggo spesso wikipedia e vi trovo interessanti spunti, che vanno presi con le pinze - si tratta di una enciclopedia libera - e confermati da confronti bibliografici e documentari seri. Ho letto quindi la frase che attribuisce a Luigi di Taranto il Gran Magistero dell'Ordine del Santo Sepolcro assunto nel 1342.
Studi ormai ultradecennali di Jean-Pierre de Gennes e di altri storici (penso all'interessante convegno internazionale di studi sull'OESSG, i cui atti sono stati pubblicati nel 1998, se non erro, sotto il titolo "Militia Sancti Sepulchri") hanno dimostrato che non si può parlare dell'Ordine, così come lo intendiamo e conosciamo oggi, prima del 1847, ovvero prima della restituzione del Patriarcato a Gerusalemme.
Infatti a partire dal 1335-1336 si ha certezza dell'investitura di Cavalieri del Santo Sepolcro, in seguito e fino al 1847 affidata alla Custodia Francescana di Terrasanta. Non credo ci fosse un Ordine organizzato e l'elenco dei Gran Maestri mi sfugge, a parte il tentativo, durato qualche anno, di unire i Cavalieri del Santo Sepolcro ai Cavalieri di Rodi. Restando a wikipedia mi pare improbabile parlare di un vero e proprio Ordine del Santo Sepolcro con relativo Gran Maestro nel lontano 1342.
In attesa di chiarimenti e precisazioni e sicuramente correzioni (in questo bel forum c'è sempre da imparare, sarà per questo che lo leggo molto e ci scrivo poco), Vi saluto cordialmente.

Nicola Serafini

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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda Tilius » martedì 22 luglio 2008, 17:26

Tilius ha scritto:Leggo su wikipedia che Luigi sarebbe stato gran maestro del Santo Sepolcro a partire dal 1342.

L'espressione "leggo su wikipedia" voleva appunto sottolineare ironicamente l'attendibilità della notizia, e proprio per il motivo che essa si inquadra nel generale quadro di labilità che connota l'esistenza stessa dell'Ordine del Santo Sepolcro nel periodo che va dal XIV secolo fino alla ricostituzione del 1847. :mrgreen:

Desolato che la suddetta frase possa essere stata presa alla lettera e che addirittura il mio rimarcare "wikipedia" quale fonte sia stato inteso come una dichiarazione di autorevolezza della fonte medesima.
In realtà il mio intento era l'esatto contrario. :wink:
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda alfabravo » martedì 22 luglio 2008, 18:21

da: Goffredo di Crollalanza – Enciclopedia araldico cavalleresca – Arnaldo Forni editore, Bologna

ORDINE DELLO SPIRITO SANTO AL RETTO DESIDERIO DETTO DEL NODO

Luigi di Taranto, secondo marito di Giovanna I, Regina di Napoli, istituiva questo ordine nel 1352, e fu intitolato del Nodo perché i cavalieri portavano per insegna un nodo o laccio d’amore di quel colore che meglio a ciascuno piacesse. Luigi lo fondò il giorno della Pentecoste in memoria della sua incoronazione come Re di Napoli. I cavalieri dovevano essere in numero di 300, ma all’epoca della sua istituzione non ne furono creati che soli 66. Erano questi obbligati a servire il Re in pace e in guerra e dovevano portare sotto il nodo le parole SE DIEU PLAIT. Il venerdì dovevano indossare cappa nera con nodo di seta bianca, sena oro né argento o perle in memoria della passione di Gesù Cristo. Se il cavaliere avesse dato o ricevuto una qualche ferita, doveva slegare il nodo e lo portava così slegato finchè avesse visitato il Santo Sepolcro, e reduce da questo pellegrinaggio rannodava il nodo, vi poneva il proprio nome col motto: a pleut à Dieu e sopra un raggio di fuoco linguato. Così avvenne a Giovannello Bozzuto, il quale essendosi diportato valorosamente in una battaglia, meritò sciogliersi il nodo, ed in Gerusalemme poi tornò a rilegarlo, ond’è che nel suo sepolcro nel duomo di Napoli si veggono due nodi da’ lati del suo cimiero. Portavano inoltre i cavalieri una spada, sul pomo della quale era inciso il loro nome col solito motto: se Dieu plait.
Le adunanze dell’Ordine facevansi il giorno di Pentecoste nel castello dell’Ovo, e i cavalieri vi apparivano in abiti bianchi. In esse rendevano conto dei fatti d’arme cui avevano assistito in quell’anno, e il Cancelliere registrava i più notevoli in un libro intitolato: Le livre des avvenemens aux Chevaliers de la Compagnie du Saint Esprit au droit destre, e qui convien notare che i cavalieri del Nodo s’intitolavano pure Cavalieri dello Spirito Santo dal diritto desiderio.
Chi fosse imputato di azione indegna dovea presentarsi quel giorno al castello dell’Ovo in abito nero con una fiamma sul cuore attorniata da queste parole: fais esperante au Saint Esprit de ma grande onte a mender; non poteva sedere a mensa col principe e cogli altri cavalieri, ma solo in mezzo alla stanza finchè il Consiglio dell’Ordine non lo avesse riabilitato.
Vi era inoltre nello stesso castello la tavola desiderata alla quale avevano diritto di assidersi tutti que’ cavalieri che in quell’anno avevano sciolto il loro nodo, e quelli che avevano fatto le più belle prove erano seduti in posti più onorevoli ed avevano il nodo legato con una fiamma e venivano incoronati di lauro.
Dopo la morte di un cavaliere, i parenti era obbligati di portare la sua spada al principe, il quale otto giorni dopo facea celebrare un solenne funerale in suffragio dell’estinto, cui dovevano assistere tutti i cavalieri; la spada del defunto era presentata all’offertorio e poscia sospesa alle pareti della cappella. Nello spazio di tre mesi dovea collocarsi sul suo sepolcro una iscrizione lapidaria, e se il defunto aveva portato la fiamma sul nodo, ponevasi sul marmo una fiamma da cui uscivano queste parole: il achevat sa partie du droit destre. Sull’accennato sepolcro di Giovannello Bozzuto è l’epitaffio in cui si legge: qui fuit de Societate Nodi illustri Ludovici Regis Siciliane, quem nodum in campali bello victoriose dissolvit, et dictum nodum religavit in Jerusalem, qui obiit anno Domini MCCCLXX die VIII septembris IX indictione. Anche nel sepolcro del Costanzo, nella tribuna di San Pietro martire, si vede un nodo legato e l’altro sciolto.
I più illustri cavalieri furono aggregati a questo Ordine, il cui fondatore ne fregiò, appena istituito:
il principe di Taranto suo maggior fratello
Bernabò Visconti signore di Milano
Luigi Sanseverino
Guglielmo del Balzo conte di Noja
Francesco, Loffredo e Roberto Seripando
Matteo Boccapianola
Gurrello di Tocca
Giacomo Caracciolo
Giovanni di Burgenza
Giovannello Bozzuto
Cristoforo di Costanzo
Roberto di Diano
ed altrettali.
L’Ordine si estinse col suo istitutore, ma il libro degli Avvenimenti, ov’erano pure registrati gli Statuti, venne in potere della Repubblica di Venezia che ne fece dono ad Enrico III quando dal trono di Polonia passò a quello di Francia nel 1573.

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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda Marcello G. Novello » martedì 22 luglio 2008, 20:58

L’Ordine si estinse col suo istitutore. O forse, meglio, con la morte dell'ultimo insignito superstite, no?

Non pare anche a voi che quell'armatura sia di area germanica più che napoletana?
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda Morello » mercoledì 23 luglio 2008, 8:37

Gentile Tilius,
probabilmente ho impostato male il mio intervento, che non era diretto a Lei, ma voleva essere una sottolineatura generica, magari rivolta ai frequentatori del forum alle prime armi, oppure ai non iscritti che leggono senza intervenire. Tutti gli appassionati di storia, araldica, ordini cavallereschi, genealogia, come me e Lei (sicuramente più esperto di me), leggono wikipedia senza darle una rilevanza scientifica. Ripeto, la mia affermazione non era assolutamente rivolta a Lei personalmente e se non sono riuscito a spiegarmi me ne scuso.
Cordialmente.
Nicola Serafini

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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda alfabravo » mercoledì 23 luglio 2008, 19:50

Ulteriori notizie su questo Ordine le potrete trovare nel libro di Sigfrido Hobel: Il fiume segreto. Testimonianze della tradizione ermetica a Napoli, Stamperia del Valentino, 2004

Per il Sig. Novello
L’Ordine del Nodo cominciò a entrare in estinzione nel 1362 alla morte del suo fondatore Luigi di Taranto, dopo di che, a distanza di 580 anni, si entrò nel solita commedia già rivista.
Nel 1942, a Nizza, nella Francia di Vichy e in piena guerra mondiale, un francese di origine russa, Louis Nicolas Durassow dichiarò restaurato l’Ordre du Saint Esprit du droit désir, fondato dal suo “antenato” Re Luigi di Napoli. Si proclamò Gran Maestro ed effettivamente attirò qualche attenzione del pubblico
Louis Nicolas era nato a Nizza il 12 marzo 1917, figlio del generale russo Nicolas Durassow (da tempo stabilitosi in Francia) e da sua moglie Berthe Buisson, francese
La storia, forse, non sarebbe nata, ma il generale Nicolas era fratello di Vassili Durassow, ufficiale di cavalleria della Guardia Imperiale, attacchè all’ambasciata russa a Roma e autore di due testi che gli assicurarono una certa notorietà ai suoi tempi: un trattato giuridico sul duello e uno sulle famiglie principesche russe.
Vassili fu talmente abile da abbindolare gli spagnoli che l’11 luglio 1911 Re Alfonso XIII, autenticando la sua genealogia, lo riconobbe Capo della Real Casa Napoletana d’Angiò Durazzo con i diritti che tale titolo comportava.
Vassili rivendicava di discendere dal pronipote di Roberto di Valois che fin dal 1482 si era stabilito in Russia e qui col passare degli anni Durazzo (in italiano) o Durasse (in francese) si era slavizzato in Durassow. Per qual motivo un ramo di una casa reale europea, seppure esiliato stabilitosi in Russia fin dal 1482 e come tale russo a tutti gli effetti e per qual motivo un discendente di una casa che aveva regnato su Napoli, Ungheria, Polonia etc dovette andare a farsi riconoscere i suoi titoli da un sovrano estero e non da Nicola II, questo Vassili non lo spiegò mai.
Ma il successo fu superiore al previsto: il 31 agosto 1911 i suoi titoli furono riconosciuti da Vittorio Emanuele III Re d’Italia, il 6 marzo 1914 furono registrati dal College of Arms di Londra, nel 1915, 1919 e 1936 furono pubblicati nell’Almanacco di Gotha
Il generale Nicolas maneggiò per fare integrare almeno un figlio nella “famiglia reale”. Nel 1939 Louis Nicolas fu chiamato alle armi: si firmò come Durassow d'Anjou de France e fu condannato dal tribunale di Nizza a due anni di reclusione poi sospesi. Non si arrese: il 24 novembre 1942 il tribunale di Nizza accolse le sue pretese e divenne il Prince Louis Nicolas Durassow d'Anjou in quanto presentò documenti dichiaranti che pur essendo nato in Francia era stato registrato lo stesso anno anche a Kiev con i titoli nobiliari a lui spettanti
L’Ordine del Nodo era quindi “rinato”, ma il 24 febbraio 1943, Vassili, nel sapere cosa aveva combinato il nipote, iniziò la lunga battaglia legale come “Capo della Casa Reale d’Angiò Durazzo” denunziandolo per usurpazione di nome e titoli fino a che il 13 maggio 1958 il tribunale Aix-en-Provence respinse le pretese di Louis Nicolas.
Questi personaggi sparirono di scena fino al 1982 quando il famoso Alex Brimeyer pubblicò la sua “autobiografia”: Io, Alessio, pronipote dello Zar. Negando che Victor Brimeyer fosse il suo vero padre, Alex dichiarò che il principe Basilio d’Angiò Durassow (non più Vassili perché ormai italianizzato) aveva sposato nel 1947 la principessa Olga Beata Dolgorukij (figlia della sopravvissuta granduchessa Maria Romanov, figlia di Nicola II). Lui era nato nel 1948 (posticiapando la sua vera nascita di due anni) e lo stesso anno il matrimonio dei suoi genitori fu annullato per “irregolarità”. Ciò non impedì a Basilio, il 4 maggio 1966, di abdicare a favore del figlio Alessio. E così, da quel giorno, fino alla sua morte avvenuta nel 1995, Alex Brimeyer cumulò nella sua impressionante lista di cognomi e titoli anche quello di Gran Maestro degli Ordini angioni della Mezza Luna e dello Spirito Santo au droit desir

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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda Marcello G. Novello » mercoledì 23 luglio 2008, 20:48

La ringrazio di vero cuore per la ricca risposta.
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda equites » giovedì 24 luglio 2008, 20:02

Grazie per le risposte che avete dato! :2:
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Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda andvent » lunedì 28 luglio 2008, 13:21

Citando Goffredo di Crollalanza – Enciclopedia araldico cavalleresca – Arnaldo Forni editore, Bologna, Ritter fornisce un elenco dei Cavalieri:
il principe di Taranto suo maggior fratello
Bernabò Visconti signore di Milano
Luigi Sanseverino
Guglielmo del Balzo conte di Noja
Francesco, Loffredo e Roberto Seripando
Matteo Boccapianola
Gurrello di Tocca
Giacomo Caracciolo
Giovanni di Burgenza
Giovannello Bozzuto
Cristoforo di Costanzo
Roberto di Diano
..................... 8) ed Altrettali.... :!:
Non si riesce ad avere un elenco completo? :wink:

Non sarebbe interessante ricostruire un "armoriale" di quest'ordine?

e di quali dei succitati Cavalieri è lo stemma che compare sulla litografia acquarellata che ha generato questa interessante disquisizione ?

Riusciamo a saperne di più :?: :?:

:oops: Come al solito perdonate la curiosità.... :oops:
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Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda andvent » lunedì 28 luglio 2008, 15:06

In Attilio Gardini e Luigi Riceputi LO SCAUTISMO IN VENTIDUE PAROLE "l'Ordine del Nodo”, istituito da Luigi di
Taranto, marito di Giovanna d’Angiò, nel 1353 (in occasione della sua incoronazione a re di Napoli), risulterebbe costituito
da sessanta signori che avevano per abito una giornea (corta sopravveste di foggia militare, in uso in
quel periodo) ornata di un nodo di Salomone d’oro o d’argento, col diritto di scioglierlo alla prima impresa valorosa e di tornare a legarlo alla seconda!

Nel Museo dell’Opera di San Lorenzo ci sarebbero i misteriosi (perché 8) :?: ) sarcofagi dei Cavalieri dell’Ordine del Nodo

mentre nella La chiesa domenicana di S. Pietro Martire che mantiene parte della struttura antica, la Tribuna fu fatta da Cristofaro di Costanzo, cavalier dell’Ordine del Nodo e gran Siniscalco della Regina Giovanna Prima. Il sepolcro di questo cavaliere stava nel muro del coro, in detta tribuna alla maniera di quei tempi; nel sepolcro del gran Siniscalco vi è la seguente iscrizione: “Hic jacet corpus magnifici viri Domini Cristophari de Costantio (...), qui obiit anno Domini MCCCLXVII (...)”.

Infine nella cappella di San Martino nella chiesa di San Pietro a Maiella a Napoli si vede l'Eucarestia rappresentata come nello Statuto dell’ordine del Nodo, che sarebbe conservato a Parigi (Paris, Bibl. Nat. fr. 4274).
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Messaggioda andvent » lunedì 28 luglio 2008, 15:07

In Attilio Gardini e Luigi Riceputi LO SCAUTISMO IN VENTIDUE PAROLE "l'Ordine del Nodo”, istituito da Luigi di
Taranto, marito di Giovanna d’Angiò, nel 1353 (in occasione della sua incoronazione a re di Napoli), risulterebbe costituito
da sessanta signori che avevano per abito una giornea (corta sopravveste di foggia militare, in uso in
quel periodo) ornata di un nodo di Salomone d’oro o d’argento, col diritto di scioglierlo alla prima impresa valorosa e di tornare a legarlo alla seconda!

Nel Museo dell’Opera di San Lorenzo ci sarebbero i misteriosi (perché 8) :?: ) sarcofagi dei Cavalieri dell’Ordine del Nodo

mentre nella La chiesa domenicana di S. Pietro Martire che mantiene parte della struttura antica, la Tribuna fu fatta da Cristofaro di Costanzo, cavalier dell’Ordine del Nodo e gran Siniscalco della Regina Giovanna Prima. Il sepolcro di questo cavaliere stava nel muro del coro, in detta tribuna alla maniera di quei tempi; nel sepolcro del gran Siniscalco vi è la seguente iscrizione: “Hic jacet corpus magnifici viri Domini Cristophari de Costantio (...), qui obiit anno Domini MCCCLXVII (...)”.

Infine nella cappella di San Martino nella chiesa di San Pietro a Maiella a Napoli si vede l'Eucarestia rappresentata come nello Statuto dell’ordine del Nodo, che sarebbe conservato a Parigi (Paris, Bibl. Nat. fr. 4274).
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda equites » lunedì 28 luglio 2008, 21:55

Ho il fondato dubbio che lo stemma rappresentato nel disegno che vi ho proposto sia di fantasia... :?

Sarei però curioso di vedere le foto dei sepolcri dei cavalieri citati!
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Re: Cavalieri del Nodo (Ordine napoletano?)

Messaggioda alfabravo » martedì 29 luglio 2008, 7:21

Cristoforo del Balzo (italianizzazione di de Baux), cavaliere dell’Ordine in questione

Cattedrale di Lucera: cavaliere dell’Ordine del Nodo
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Cattedrale di Lucera: particolare del nodo
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