La "modestia" del Fuhrer

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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La "modestia" del Fuhrer

Messaggioda Mario Volpe » domenica 13 maggio 2007, 2:18

Nelle classiche fotografie in uniforme, Adolf Hitler indossa sempre ed esclusivamente le poche decorazioni che si guadagnò "sul campo" durante la Prima Guerra Mondiale.
A differenza di molti altri dittatori del suo tempo (e successivi), che si riempivano il petto di decorazioni, egli usava indossare sull'uniforme soltanto la sua Croce di Ferro di I classe ed il distintivo da ferita di guerra (Verwundetenbzeichen) credo di III classe.
Nella sua tipica tenuta da comandante supremo del Reich, oltre alle suddette decorazioni di guerra egli usava aggiungere unicamente il suo distintivo del partito nazionalsocialista (il tutto sul taschino sinistro), mentre quando indossava l'uniforme bruna da leader del partito, talvolta, aggiungeva il nastrino dell'Ordine del Sangue (Blutorden), sul taschino destro.

Immagine

Credo che in qualità di Capo di Stato della Germania per oltre dieci anni, Hitler debba aver ricevuto numerose altre onorificenze, soprattutto da quei Paesi che furono alleati del Terzo Reich. Eppure egli non compare mai nei filmati e nelle foto dell'epoca con nessun'altra decorazione oltre a quelle sopra citate.
Fu la sua una manifestazione di modestia ? oppure fu scarsa considerazione verso decorazioni che egli non considerava acquisite meritevolmente ?

Cordialmente,

Mario Volpe
Ultima modifica di Mario Volpe il lunedì 14 maggio 2007, 10:47, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda Francesco Lupo » domenica 13 maggio 2007, 10:34

Buongiorno,

Ritengo si possa rispondere affermativamente alle due domande del dr.Volpe, colgo l'occasione affinchè questo forum, illuminato da illustri studiosi in materia "educhi" i suoi utenti affinchè essi stessi siano forieri di modestia e scarsa considerazione di tutto ciò che non sia meritato.
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Messaggioda Emibro » domenica 13 maggio 2007, 13:49

Mi pare che indicare Adolf Hitler come esempio di modestia sia quantomeno azzardato. Certo sulla sua persona non portava che decorazioni che si era meritato sul campo, ma le sue azioni erano improntate tutt'altro che alla modestia, dal Reich Millenario, ai progetti di ristrutturazione urbanistica di Berlino.

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La modestia del Fuhrer

Messaggioda alfabravo » domenica 13 maggio 2007, 14:18

Egr. Sig. Emibro.

Lei ha ragione per quanto riguarda la seconda parte del suo intervento, ma il tema iniziato dal dott. Volpe riguarda l'uniformologia. E' innegabile la "modestia" di Hitler in questo campo, modestia che risaltava ancor di più nel cosmo dei gerarchi nazisti: basta fare un paragone con le divise militari (ma anche gli abiti civili) del maresciallo Goering.

Distinti saluti da Ritter
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Messaggioda hermann73 » domenica 13 maggio 2007, 14:39

Oltre gli ovvi negativi giudizi storici su Hitler, credo che la sua "anomala" modestia sul tema possa essere un aspetto di interesse per la psichiatria.

Per noi, appassionati di scienze ausiliarie della Storia, il soggetto non può essere indicato, neanche lontanamente, quale esempio di modestia.

Rispondendo alle domande del sempre apprezzato dott.Volpe, ritengo che, per la personalità del soggetto, sia complesso comprendere il significato di tale comportamento.
Non ritengo sia manifestazione di modestia (in tutti gli altri comportamenti e fatti storici l'uomo è stato tutto tranne che modesto), nè di scarsa considezione per le altre decorazioni ricevute (visto il carattere, era in condizione di far comprendere che non gradiva il conferimento, invece le avrà accettate durante incontri pubblici).

cordialmente
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Messaggioda Antesterione » domenica 13 maggio 2007, 15:25

Probabilmente,

cogliendo il titolo del topic in questione anche con una certa ironicità, (immagino che anche il caro Dott. Volpe avesse concepito il titolo della discussione perché fosse evidente la "stonatura" tra il personaggio e la qualità morale e dunque con annessi i relativi e conseguenti interrogativi).

Nel mio piccolo, che non avevo notato prima questo particolare, mi parrebbe che Hitler non riconoscesse valore che all'"onore" (...) figlio della sua politica "spartana" e "guerresca". Lo stesso abbindarsi di decorazioni avrebbe potuto interpretarlo come un atteggiamento "effemminato" e non figlio di quella cultura germanica che voleva proporre: uomini guerrieri, che non sentissero il bisogno della cultura ma istintivi e addestrati più nella forza fisica. Diciamo pure che la sua fosse una concezione piuttosto barbarica e primitiva e che si adeguava malcelatamente ai costumi europei.
Credo che fosse anche un personaggio costruito per essere di facilissima lettura per il popolo.

Ovviamente parliamo di una personalità disturbata, per cui la maniacalità di alcune cose trovò evidente contradizione nella stessa struttura e impostazione del suo regime.

Tuttavia si può convenire sul fatto che fosse un uomo piuttosto rozzo e che probabilmente, conosceva poco il valore delle onorificenze ed il nobile richiamo delle stesse. Chissà quante ne avrà ricevute per il "timore" del conferente, e credo che lo sapesse, in ciò risponderei affermativamente al secondo quesito posto da lei, dott. Volpe. Romanticamente, dunque mi sono posto i medesimi quesiti: Che inconsciamente sapesse che non avessero un valore autentico sulla sua persona, vista la situazione contingente? E che, in quanto frutto di terrore e banali dinamiche politiche, fossero più segni di remissione e arrendimento ergo di poco valore?

Ma ricordiamo che sempre di personalità disturbata si trattò. Difficile trovare una risposta esauriente. Come pressocché impossibile trovare una lucida ragione per la sua follia, almeno, cercando di focalizzarsi solo ed esclusivamente sull'"uomo" Hitler.

Cordialità,

Andrea
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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » domenica 13 maggio 2007, 15:41

Credo che la chiave dell'apparente modestia "uniformologica" (passatemi il termine) sia da ricercare nel fatto che l'attennzione degli astanti, sia che lo seguissero da vicino, che lo vedessero in foto o nelle immagini cinematografiche (le più diffuse in occasioni di discorsi), non dovesse distrarsi dal suo viso, dai suoi occhi e dalle sue mani. Tre elementi che dovevano essere assolutamente padroni della scena, senza barbaglii di argenti, ori, smalti e pietre preziose che distraessero. Le uniche cose che dovevano brillare, catturando l'attenzione, erano i suoi occhi.

Elementi che la psicologia di massa catalogherà e codificherà successivamente alla fine del regime nazista e che serviranno a consigliare i grandi capi di stato del mondo.
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Messaggioda pompiere » domenica 13 maggio 2007, 18:02

Mi pare di aver letto che lo stesso Hitler abbia affrontato tale argomento con i suoi collaboratori e che ritenesse sopratutto con la guerra in corso di dover trasmettere un immagine spartana in sintonia con i soldati al fronte.
Questa almeno la sua sfumatura di pensiero.
Di certo portò in occasione della visita in Italia o di quelle di rappresentanti italiani in Germania, le insegne degli ordini italiani ricevuti.
Non entro nel merito degli oscuri crimini del nazionalsocialismo perchè non è questa la sede.
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 13 maggio 2007, 18:16

Penso che ci sia stata anche una buona dose di disprezzo per onorificenze non-tedesche.

Notare comunque la differenza con Mussolini:

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Ho trovato comunque un immagine dove Hitler porta piu di qualche onorificenza:

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Di cosa si tratta? Si riesce a distinguere?
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Messaggioda Lord Acton » domenica 13 maggio 2007, 20:52

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Ho trovato comunque un immagine dove Hitler porta piu di qualche onorificenza:

Di cosa si tratta? Si riesce a distinguere?

Una mi sembra la placca dell'Ordine dei SS.Maurizio e Lazzaro e sotto credo che sia la croce dell'Ordine al Merito d'Ungheria... ma... comunque... il personaggio tedesco che affianca Mussolini... non sò chi sia, ma certamente non è Hitler.

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Messaggioda Marcello G. Novello » domenica 13 maggio 2007, 21:48

Ho visto, come chi di noi è appassionato di storia, migliaia di fotografie di Hitler e non ricordo decorazioni diverse dalla Croce di Ferro e dal Vervundetenabzeichen, che poi sarebbe, se l'ho scritto bene, il distintivo di ferita (nel suo caso del modello della 1ª GM). Una sola eccezione, se vogliamo considerarla decorazione, è rappresentata dal grado onorifico di Caporale d'Onore della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale conferitogli (ed indossato) in occasione della maggiore delle sue visite in Italia. Sono note comunque le dispute e le... sgomitate tra i gerarchi germanici per superarsi l'un l'altro con i gradi più elevati delle onorificenze italiane, fino ad arrivare al Reichsmarshall Hermann Goering che fu insignito (e sudò veramente le classiche e proverbiali sette camicie) del Collare dell'Annunziata. Se mi sbaglio sono pronto a beccarmi la prescritta tirata d'orecchie.
Non mi pare immeritatamente o soverchiamente decorato Mussolini, invece. Le sue decorazioni narrano dei suoi trascorsi al fronte, oltre, naturalmente, al distintivo d'onore della Luftwaffe e all'Ordine dell'Aquila Germanica.
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Messaggioda Mario Volpe » lunedì 14 maggio 2007, 13:37

Come noterete, per fugare possibili fraintendimenti sugli scopi di questa discussione, ho preferito modificare il titolo di questo topic, mettendo tra virgolette la modestia alla quale ho fatto provocatoriamente riferimento a proposito delle poche decorazioni normalmente indossate da Hitler.

Assodato che la contorta personalità di Hitler – certamente tutt’altro che improntata alla modestia - ha fatto del dittatore nazista una delle figure più tristi e negative della storia umana, ritengo comunque che la sua usanza di indossare solo le distinzioni da lui guadagnate sul campo sia da interpretare come un indizio piuttosto contraddittorio a livello psicologico. Soprattutto se si fa un paragone con altri suoi "colleghi" dittatori e capi di stato...

La "filosofia" adottata dal Fuhrer di presentare la sua immagine pubblica quasi totalmente spoglia di decorazioni e fronzoli esteriori, può essere stata il frutto di una studiata strategia di austerità guerriera, oppure la conseguenza di una certa forma di “onestà” o “modestia” personale. Oppure ancora una semplice espressione di sdegno nei confronti di istituzioni che egli non considerava all’altezza della sua persona.

Una cosa però è certa, l'interesse del Fuhrer nei confronti delle onorificenze e delle decorazioni era tutt’altro che secondario. E lo dimostra il fatto che da quando salì al potere nel 1933 fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1945, egli istituì una serie notevole di ordini, distinzioni, decorazioni e distintivi per soddisfare le vaste esigenze premiali del Reich tedesco, sia nel settore civile, che militare o politico (è d’altra parte vero che dopo gli esiti della Grande Guerra e dopo gli anni della Repubblica di Weimar, egli ereditò un Paese con un sistema onorifico ridotto all’osso).
Ricordo in quest'ambito, tanto per fare qualche esempio, la riattivazione nel settembre del 1939 – a pochi giorni dallo scoppio della II Guerra Mondiale - dell'Ordine della Croce di Ferro (nonché la creazione nel corso degli anni immediatamente successivi di tutta una serie di gradi intermedi dello stesso Ordine, sia attraverso i distintivi delle foglie di quercia, che tramite la creazione dell'Ordine di Guerra della Croce Tedesca). Nel 1937, egli aveva inoltre già istituito l'Ordine dell'AquilaTedesca, destinata ad onorare le alte personalità dei Paesi alleati del Reich sia nel campo civile che militare (la cui creazione ispirò a Mussolini l’istituzione nel 1942 dell’Ordine dell’Aquila Romana). Per non parlare delle numerose decorazioni di guerra che il dittatore volle istituire durante il conflitto per premiare il valore dei propri soldati (ad es. la Croce al Merito di Guerra del 1939 in tre classi), nonché i militari degli eserciti alleati (ad esempio le varie Decorazioni per le cosiddette “Popolazioni dell’Est” - Tapferkeits und Verdienstauszeichnungen für Angehörigen der Ostvölker).
Non va infine dimenticata l’istituzione nel 1937 dell’Ordine Nazionale Tedesco per le Arti e le Scienze, che avrebbe dovuto – nelle intenzioni del Fuhrer - sostituire addirittura i conferimenti del Premio Nobel (del quale, va detto, lo stesso Hitler aveva proibito per motivi politici l’accettazione da parte dei cittadini tedeschi).

Egli inoltre, usava consegnare personalmente le più alte onorificenze tedesche a coloro che si fossero particolarmente distinti sia nel campo civile che militare. Il che dovrebbe confermare la considerazione che Hitler manteneva nei confronti di queste istituzioni. Rimangono famose in quest’ambito le foto e le immagini dei filmati propagandistici d’epoca, che mostrano il Fuhrer consegnare personalmente onorificenze e distinzioni ai suoi più importanti generali e collaboratori. Ricordo in particolare quelle di un impacciato Rommel che riceve dalle mani del Fuhrer le fronde di quercia e spade per la sua Croce da Cavaliere della Croce di Ferro (quello stesso Rommel che più tardi verrà costretto al suicidio dallo stesso Hitler), oppure quelle di un Hitler ormai invecchiato e malato che consegna nel cortile della Cancelleria del Reich nell’aprile del ’45 delle decorazioni ad alcuni ragazzini della Volksturm (la milizia popolare che arruolò vecchi e giovanissimi nel disperato tentativo di difendere negli ultimi mesi della Guerra una Germania ormai sconfitta).

Per quanto riguarda le onorificenze che Hitler può aver ricevuto da parte italiana, credo che, oltre al grado onorario di Caporale della Milizia, egli non ne abbia mai ricevute altre (a differenza di diversi altri gerarchi nazisti). Egli non ricevette nemmeno il conferimento – certamente programmato da parte di Mussolini, ma mai messo in atto a causa dei rovesci bellici - dell’Ordine dell’Aquila Romana, con il quale il dittatore italiano avrebbe voluto contraccambiare la speciale classe con brillanti dell’Ordine dell’Aquila tedesca che egli aveva ricevuto personalmente da Hitler (a proposito, leggetevi questo interessante articolo: http://www.repubblica.it/auto/supplemen ... libri.html ).
Questo, credo, sia stato dovuto anche alla cattiva opinione che Vittorio Emanuele III manteneva nei confronti del Fuhrer, a proposito del quale il sovrano non sempre riusciva a nascondere una certa avversione.

Direi quindi che quella di Hitler costituisce - in questo particolare aspetto - una singolare anomalia nel panorama delle figure dittatoriali della nostra storia.

Cordialmente,

Mario Volpe
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Messaggioda Guido10 » martedì 22 maggio 2007, 18:39

Cari amici,

poiché ci troviamo in un forum con precise finalità scientifiche, in particolare dedicato a materie storiche, mi sembra il caso di affrontare l’argomento “Hitler e decorazioni” con un approccio di tipo puramente storico, quindi sgombro da ogni vena politica.

Bisogna quindi guardare ad Adolf Hitler considerandolo come un personaggio storico (ricordo che nacque nel 1889! :o ), esattamente come faremmo, ad esempio, con Napoleone Bonaparte, Genghis khan, Yusuf ibn Ayyub Salah al-Din (meglio noto in occidente come “il feroce Saladino”), o Hernando Cortez.

Di certo, pur se questi personaggi (come del resto tanti altri) si sono resi responsabili d’innumerevoli lutti, nessuno oggi, in una seria prospettiva storica, li definirebbe “pazzi” o “mostri”. Ogni epoca ed ogni popolo ha commesso i propri delitti, basti ricordare i genocidi degli indigeni delle due americhe, degli armeni, dei cosacchi, le lotte tribali in Africa o la Santa Inquisizione.

La storia va studiata e (possibilmente) capita, non giudicata.

Anche l’appellativo di “rozzo” (che peraltro fu usato, altrettanto impropriamente, anche per il Saladino) mi appare gratuito. Hitler era tutt’altro che rozzo, fu un’amante dell’arte ed un artista egli stesso. Sue opere sono andate di recente all’asta in Canada (spuntando prezzi ragguardevoli) e notissima è la sua passione per le opere di Arnold Böcklin.

Fatta questa premessa, doverosa allo scopo di chiarire (spero) che intendo parlare – con il dovuto distacco - di fatti storici circa un personaggio storico e non giudicare un capo politico, veniamo all’argomento della discussione.

Indipendentemente dal fatto che ciò possa non piacerci, Hitler riteneva di avere una missione da compiere: rendere nuovamente grande la Germania. Umiliata dalla sconfitta nella I guerra mondiale e costretta a subire un trattato di pace a condizioni molto onerose, con notevoli perdite territoriali ed ingenti riparazioni di guerra da pagare alle nazioni vincitrici (che avrebbe dovuto continuare a pagare fino al … 1988 :shock: !!!), la Germania, con sei milioni di disoccupati ed un inflazione che faceva costare un francobollo due milioni di marchi, ambiva ad una rivincita ed Hitler seppe interpretare questo sentimento molto diffuso tra i Tedeschi che, come è noto, lo seguirono, in larghissima parte, fino alle estreme conseguenze (al contrario, ad esempio, di ciò che avvenne in Italia).

Alla luce di queste considerazioni si comprende come egli fosse totalmente dedito alla sua missione di realizzare una grande Germania e lontano da ogni vanità o interesse personale, dando alla propria vita una connotazione assolutamente spartana e quasi monastica.

Egli, infatti, devolveva tutto il proprio stipendio di Cancelliere al partito e viveva in un modesto appartamento di due stanze annesso alla Cancelleria ove consumava frugali pasti vegetariani.

Dal punto di vista uniformologico, la psicologia del personaggio era tale che, pur potendo, ovviamente, assumere qualunque grado militare, magari auto-proclamandosi Imperatore (come del resto fece Napoleone) e successore del Kaiser, rifuggì sempre da abiti sontuosi o uniformi sfavillanti, preferendo solo la sua uniforme da caporale con le sole decorazioni conquistate sul campo di battaglia ed il simbolo del partito (anche questo uguale a quello di tutti gli altri, senza alcuna insegna particolare).

Non vi è quindi alcuna contraddizione in chi, ritenendo di dover dare tutto per una causa (ripeto: senza entrare nel merito della causa in questione), pur ben conoscendo onorificenze e decorazioni, nulla desidera per sé. Diverso discorso vale per altre personalità dell’epoca. Evidentemente ciascuno era libero di comportarsi come credeva, si andava quindi dallo sfarzo di Goering al basso profilo di Hess e Goebbels che preferivano, invece, spogli abiti borghesi con le sole insegne del partito.

Infine, riporto qui qualche curiosità a proposito dell’ordine dell’Aquila Tedesca istituito nel 1937 da Adolf Hitler per decorare gli “stranieri meritevoli”, tra questi:

Il senatore Prescott Sh. Bush (1895-1972) nonno dell’attuale presidente USA. La motivazione: “avere finanziato, con la sua banca, il partito nazional socialista dei lavoratori tedeschi”, il NSDAP, di cui Hitler era segretario. Il certificato di conferimento dell’onorificenza, firmato da Hitler e dal suo segretario di Stato Otto Meissner, è datato 7 marzo 1938. Il tutto risulta conservato negli archivi del Dipartimento della Giustizia USA.

Un altro americano che ricevette l’Aquila Tedesca di prima classe (una stella da appuntare sul petto) fu poi Thomas Watson (1874-1952) il fondatore della IBM, per le importanti forniture ricevute dalla Germania tramite la sussidiaria tedesca Dehomag-IBM.

Forse, però, il più celebre fu Charles A. Lindbergh. Il primo a trasvolare l’Atlantico nel 1927.
Lindbergh si era infatti stabilito in Francia dove collaborava agli esperimenti del Nobel per la medicina, Alexis Carrel. L’uno e l’altro finirono per simpatizzare con i governi di destra europei.
Lindbergh fu invitato a una cena ufficiale dall’ambasciatore americano in Germania, Hugh Wilson, alla quale aveva invitato anche Hermann Goering e Willy Messerschmitt. In quell’occasione, Goering gli conferì la decorazione dell’Aquila Tedesca per i suoi meriti di aviatore.

Inoltre, cosa forse non notissima, nel Terzo Reich, furono decorati numerosi ufficiali ebrei, o semi ebrei, tra i quali:
Il feldmaresciallo Erhard Milch, decorato personalmente da Hitler per la campagna del 1940 (campagna di Norvegia).
L'Oberbaurat della Marina e membro del partito Franz Mendelssohn, discendente del filosofo ebreo Moses Mendelssohn.
L'ammiraglio Bernhard Rogge decorato da Hitler e dall'imperatore del Giappone.
Il comandante Paul Ascher, ufficiale di Stato maggiore sulla corazzata Bismarck.
Gerhard Engel, maggiore aiutante militare di Hitler.
Il generale Johannes Zukertort e suo fratello il generale Karl Zukertort.
Il generale Gothard Heinrici.
Il generale Karl Litzmann, "Staatsrat" e membro del partito nazista.
Il generale Werner Larzahn decorato personalmente da Hitler.
Il generale della Luftwaffe Helmut Wilberg.
Philipp Bouhler, Capo della Cancelleria del Fuhrer.
Il maggiore Friedrich Gebhard, decorato personalmente da Hitler.
Il pluridecorato maggiore Heinz Rohr, l'eroe degli U-802, i sottomarini tedeschi.
Il Capo dell'ufficio per la sicurezza del Reich, generale delle SS, Reinhardt Heydrich, di padre ebreo. Anche lui, diretto superiore di Heichmann, era di "origine ebrea" (come anche riportato da A. Speer, nel suo “Inside the Third Reich”)

(notizie tratte dal libro dello storico ebreo Bryan Mark Rigg, della Yale University, "I soldati ebrei di Hitler" pubblicato da Newton & Compton)

Un saluto

Guido
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Siamo solo maglie nell'eterna catena della parentela. (H.H.)
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Messaggioda Mario Volpe » martedì 22 maggio 2007, 19:30

Mi sembra opportuno, dopo l'interessante intervento di Guido10, inserire - sempre nello spirito tecnico-scientifico del nostro Forum - un paio di immagini delle insegne dell'Ordine dell'Aquila Tedesca (un'insegna di Gran Croce con spade ed una placca di Gran Croce):


Immagine Immagine

Hitler ne fu il fondatore nonchè il "Gran Maestro", ma egli - almeno per quanto ne so io - non indossò mai le insegne di questa onorificenza.

Cordialmente,

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Messaggioda pompiere » martedì 22 maggio 2007, 21:16

Mi piace ricordare che anche alcuni VVF di Catania ne furono insigniti nel 1943.
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