Ordine di San Gennaro dei Borbone

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Messaggioda Luca Bracco » giovedì 8 febbraio 2007, 17:29

Carissimi,
mi si permetta di appuntare che altrettanto chiarissime conclusioni, ma della parte opposta, si raggiungono leggendo il libro dell'Avv. Dettina, non a caso pubblicato dalla Case Editrice Vaticana.

Per chi non lo avesse ancora fatto lo consiglio: si arriva ad avere delle conclusioni ben radicate nei fondamenti canonici e giuridici della questione.

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Messaggioda Mario Volpe » giovedì 8 febbraio 2007, 20:01

Aesculapius ha scritto:Gentile Sig. Volpe,
in primis La ringrazio per l'insegnamento ortografico: credo che sia quasi imperdonabile per chi come me scrive sul forum dello IAGI non sapere che si scrive onorificenze e non onoreficenze :wink:

Non tema carissimo Aesculapius, l'errore è piuttosto diffuso. Io stesso, molti anni fa - all'inizio del mio interesse per questa materia - colto da un dubbio andai a controllare su un dizionario...

In secundis, Le chiedo, cosa ne pensa - dunque - della scelta fatta dal Cardinale Ratzinger e se la scelta puo' restare limitata a quel tempo senza ripercuotersi anche oggi, con Papa Ratzinger, in un'eventuale "scelta di campo".

Non saprei dire se si trattò proprio di una scelta.
Secondo me il Duca Carlos offrì la prestigiosa investitura all'allora Cardinale molto probabilmente per l'esistenza di un particolare rapporto di stima e rispetto (forse anche amicizia) tra i due personaggi.
Chi può dire però quali fossero (e quali siano) i rapporti tra il Cardinale e il Duca Ferdinando ? Cosa sarebbe successo se la stessa investitura - con analoghe motivazioni - fosse stata proposta per prima al Cardinale da parte del Duca Ferdinando ? Avrebbe Ratzinger accettato o avrebbe egli rifiutato ? non potremo mai saperlo...

Come già accennato, l'investitura del S. Gennaro - per le sue caratteristiche di estrema esclusività - assume un significato molto particolare nel contesto onorifico (in un certo senso equivalente a quella di un ordine di "collana"), e credo che chiunque ne accetterebbe di buon grado l'offerta, da qualunque fonte (legittimamente regnante o ex-sovrana) essa provenga.

Per quanto riguarda un'eventuale "scelta di campo" della Santa Sede sulla questione della "diatriba Borbonica", posso ipotizzare che se quella di Ratzinger può essere stata all'epoca una scelta personale, oggi che il Cardinale è diventato Papa credo che si guarderà bene dallo schierarsi apertamente in favore dell'uno o dell'altro contendente.
Non ci dimentichiamo i tradizionali "freddissimi" approcci del Vaticano nei confronti degli ordini cavallereschi (incluso il Costantiniano), ad eccezione dello SMOM e dell'OESSG.


Le domando ciò perchè sono completamente daccordo con la Sua discussione ma non riesco a capire a quale approdo Lei giunge.

Non mi propongo alcun approdo, cerco semplicemente di riflettere sulla questione in base agli elementi di cui dispongo, esprimendo una mia personalissima opinione.

Grazie mille
Antonio Russo


Cordialmente,

Mario Volpe

P.S. per quanto riguarda i suggerimenti di Franceso Lupo e Luca Bracco, forse la soluzione migliore sarebbe quella di leggere entrambe i libri...
Ultima modifica di Mario Volpe il venerdì 9 febbraio 2007, 10:52, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 8 febbraio 2007, 20:26

Mario Volpe ha scritto:P.S. per quanto riguarda i suggerimenti di Franceso Lupo e Luca Bracco, forse la soluzione migliore sarebbe quella di leggere entrambe i libri...


Io l'ho fatto e devo dire (per quello che può valere la mia impressione personale) che, a dispetto della fama dell'illustre giurista, mi sono sembrate molto più convincenti le analisi e le conclusioni del Marini Dettina, espresse con una trattazione decisamente più articolata che affronta il nodo della vicenda: la validità o meno del cosidetto "Atto di Cannes". La sua validità viene analizzata secondo i diritti vigenti all'epoca sia nello stato francese che in quello italiano ed anche ritrovando quello delle ex Due Sicilie, e le conclusioni sono univoche: l'atto non aveva alcuna validità giuridica.

Tuttavia ritengo apprezzabili anche le sue finali proposte ricche di pragmatismo e buon senso per risolvere la divisione in due rami dell'Ordine (che ormai è un consolidato dato di fatto), e questo proprio guardando alla struttura originaria del Costantiniano.

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Messaggioda Mic » venerdì 9 febbraio 2007, 0:30

Luca Bracco ha scritto:Carissimi,
mi si permetta di appuntare che altrettanto chiarissime conclusioni, ma della parte opposta, si raggiungono leggendo il libro dell'Avv. Dettina, non a caso pubblicato dalla Case Editrice Vaticana.

Per chi non lo avesse ancora fatto lo consiglio: si arriva ad avere delle conclusioni ben radicate nei fondamenti canonici e giuridici della questione.

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Mi permetto sommessamente di far notare che l'Avv. Dettina è membro dell'Ordine Costantiniano spagnolo e consulente del suo Ordine.


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Messaggioda Luca Bracco » venerdì 9 febbraio 2007, 10:53

Esattamente come era il Prof. Gallo dell'Ordine "francese"...

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Messaggioda Luca Bracco » venerdì 9 febbraio 2007, 10:58

Mi permetto di aggiungere che io prima ho letto il libro del Prof. Gallo e solo dopo quello dell'Avv. Dettina, pur appartenendo io al ramo "spagnolo".

Volevo però ben comprendere le motivazioni di chi la pensava diversamente da me e solo dopo ho approfondito le fondamenta di quello che era già un mio personale convincimento, sebbene non supportato da analisi giuridiche civili e canoniche della situazione.

Credo che, però, negli ultimi anni la scelta su quale sia "la parte migliore" la stiano facendo direttamente i cavalieri...che da un'obbedienza scappano per andare nell'altra....o no?

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Messaggioda Luca Bracco » venerdì 9 febbraio 2007, 11:40

Nessuna polemica, assolutamente.

Ma non fosse stato parte della controversia il parere del Prof. Gallo sarebbe stato più "lineare".

E del resto il prof. Gallo non ha mai usato considerazioni canoniche nel suo testo.

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Messaggioda Mic » venerdì 9 febbraio 2007, 11:47

Luca Bracco ha scritto:Nessuna polemica, assolutamente.

Ma non fosse stato parte della controversia il parere del Prof. Gallo sarebbe stato più "lineare".


Credo che l'autorità di S.E. vada oltre il campanilismo.......conosco meno bene l'Avv. Dettina e quindi non ne posso giudicare ugualmente le doti "diplomatiche"

Luca Bracco ha scritto:E del resto il prof. Gallo non ha mai usato considerazioni canoniche nel suo testo.

Luca Bracco


Essendo una questione eminentemente giuridica lo avrei considerato un piccolo fuori pista.
Ad ogni modo anche nel trattato di S.E. vi sono riferimenti puntuali al diritto canonico che, ripeto, c'entra poco con la vexata quaestio.
Non parliamo di un Ordine di Sub collazione pontificia, ma di un Ordine dinastico familiare non statuale.

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Messaggioda Guido5 » venerdì 9 febbraio 2007, 12:32

Cari amici,
estraneo e lontanissimo dalla questione, ho cercato invano di inquadrare il problema, anche sulla base dei siti dei due rami dell'Ordine Costantiniano. Prescindendo dal merito della disputa mi sono chiarito le idee grazie alla precisa esposizione di Guy Stair Sainty nella recensione del libro di Alfonso Marini Dettina “Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio” (Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003, pp. 296) pubblicata su “Nobiltà” e che trovate a http://www.iagi.info/rivistanobilta/2003/recensionindici2003libri-06.htm.

Ciao a tutti!
Guido5
Ultima modifica di Guido5 il venerdì 9 febbraio 2007, 15:13, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Mic » venerdì 9 febbraio 2007, 14:40

Guido5 ha scritto:Cari amici,
estraneo e lontanissimo dalla questione, ho cercato invano di inquadrare il problema, anche sulla base dei siti dei due rami dell'Ordine Costantiniano. Prescindendo dal merito della disputa mi sono chiarito le idee grazie alla chiara esposizione di Guy Stair Sainty nella recensione del libro di Alfonso Marini Dettina “Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio” (Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2003, pp. 296) pubblicata su “Nobiltà” e che trovate a http://www.iagi.info/rivistanobilta/2003/recensionindici2003libri-06.htm.

Ciao a tutti!
Guido5



Con tutto il rispetto caro Guido,
cosa ci volevi trovare nella prefazione al libro dell'Avv. Dettina?
:)

Io propendo, come già detto, per la soluzione bipartisan.
L'Ordine Costantiniano è uno soltanto, ma ha due rami. uno spagnolo ed uno napoletano.
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Messaggioda Mic » venerdì 9 febbraio 2007, 15:08

Il Caro guido,
mi fa notare che non si tratta di prefazione, bensi di recensione.
Mi scuso per il grossolano abbaglio.

tuttavia, avendola letta dal sito che è stato indicato....ritengo che la mia opinione sia vieppiù corretta.

In particolare concordo con quanto affermato dalla S.S. e cioè che esiste un'Ordine con due rami.
Uno riconosciuto in Spagna ed uno in Italia.

Se ne avessi facoltà vorrei chiedere all'Infante di Spagna come mai ha posto il problema lui nel 1960 e giammai i suoi diretti avi.
Io avrei una risposta "fai da te" poco elegante e quindi la tengo per me.

Grazie a Guido per avermi fatto notare il mio errore.
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Messaggioda cassinelli » sabato 10 febbraio 2007, 0:38

Signori Cavalieri, vi prego, manteniamo un contegno degno del Sacro Militare Ordine Costantiniano al quale ci onoriamo appartenere.

Grazie.

Alessio Cassinelli
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Messaggioda Mic » sabato 10 febbraio 2007, 11:38

Pregiato Signor Cassinelli,
in tutta franchezza, ma la prego di scusare eventuali distrazioni, non colgo alcun accento polemico o poco consono al luogo che ci ospita.
Credo che i toni siano civili e pacati come di consueto.

La saluto cordialmente,
Michele
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