Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 17 febbraio 2015, 12:56

nicolad72 ha scritto:Il mio! Ho abbondanza di titoli accademici e professionali nonché una lunghissima esperienza di pratica del diritto ad alti livelli (circa 25 anni) per affermare ciò.
Quali sono i tuoi titoli giuridici che ti danno il credito necessario per confutarmi?
Di sicuro non i tuoi ripetuti "secondo me"


Rispetto i tuoi titoli accademici e professionali nonché la tua "lunghissima esperienza di pratica del diritto ad alti livelli" ma nello specifico non hai spiegato quale sia la motivazione che ti porta a sentenziare che "l'ente istituito/riconosciuto con provvedimento pontificio sia oggi lo stesso di allora".

Le finalità dell'epoca rispetto ad oggi sono profondamente cambiate.
Può bastare che siano rimasti uguali solamente "l'ubbidienza alla chiesa cattolica" e la promessa generica di "esercitare la carità"?
E' troppo poco per non affermare invece che i nuovi statuti siano di fatto una novazione.
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 17 febbraio 2015, 14:04

Per quanto riguarda invece l'approvazione degli statuti, il Papa diede approvazione il 9 luglio 1919 alle variazioni apportate a questi dal Gran Maestro il Principe Alfonso Maria di Borbone delle Due Sicilie, Conte di Caserta. Dunque se la diede significa che era necessaria.

Gli statuti furono ancora modificati il 20 luglio 1934 e poi ancora il 16 luglio 1943. Fu data approvazione papale in queste occasioni?

Il ramo spagnolo poi modificò ancora gli statuti il 31 ottobre 1987 e 31 ottobre 2006 mentre il ramo francese lo fece il 4 novembre 1982 e il 15 maggio 2002.
In questi ultimi trent'anni non c'è stata approvazione papale agli statuti.
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 17 febbraio 2015, 14:14

Ho trovato anche una recensione sul Marini Dettina :
http://smocsgtoscana.altervista.org/joo ... le-disputa

Il Codex Iuris Canonici del 1983 tace riguardo agli Ordini Cavallereschi religiosi o legati in qualche modo alla Santa Sede. Ciò ha generato numerosi dubbi dottrinali circa l'individuazione della attuale natura giuridica degli stessi. Per tali Ordini vige innanzitutto il diritto particolare (Statuti), cui rimanda il Codex Iuris Canonici per la disciplina interna delle persone giuridiche ecclesiastiche. Quale insieme di persone e di cose ordinato ad un fine corrispondente alla missione della Chiesa e dalla stessa approvato, l'Ordine Costantiniano possiede, infatti, i caratteri delle persone giuridiche ecclesiastiche, in passato anche dette persone morali, enti giuridici, corpi morali, personae canonicae, definite dal Canone 114 Codex Iuris Canonici 1983 "universitates sive personarum sive rerum in finem missioni Ecclesiae congruentem, qui singulorum finem trascendit, ordinatae".

Per tutto ciò che non è regolato dal diritto particolare ci si dovrà attenere alle norme del diritto universale, comprendente ogni fonte del diritto canonico, principalmente il Codex, e dunque considerare i canoni concernenti le persone giuridiche ecclesiastiche (Lib. I, Titolo V, VI, Cap. II, cc 113-123), quelli sulle associazioni di fedeli (Lib. II, Titolo V, cc 298-329), quelli sugli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (Lib. II, Par. III, cc 573-746), come i canoni relativi agli uffici ecclesiastici (Lib. I, Titolo IX, cc 145-196). Gli elementi raccolti permettono di ascrivere il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio al genere oggi denominato persone giuridiche ecclesiastiche private, con i caratteri di una associazione privata di fedeli e quelli di un Ordine Religioso.

Per individuare la natura giuridica del Gran Magistero Costantiniano è necessario considerare la natura religioso-cavalleresca dell'Ordine ed esaminare gli Statuti approvati dalla Santa Sede, i documenti pontifici relativi all'Ordine, le sentenze emanate, i diplomi di nomina dei cavalieri, il contegno sempre tenuto dai Gran Maestri. La Sentenza emanata il 15 luglio 1597 dal Giudice Don Carlo Cappello, Luogotenente Criminale dell'Auditore Generale della Camera Apostolica, che confermò i diritti del Principe Don Giovanni Andrea Angelo Flavio, definisce il Gran Magistero Costantiniano un ufficio [2].

Nei diplomi di nomina a Cavaliere dell'Ordine della seconda metà del secolo XVII il Gran Maestro Angelo Maria Angelo Flavio Comneno è chiamato "Moderator Supremus", espressione uguale a quella utilizzata ancor oggi in diritto canonico relativamente all'ufficio di Superiore generale degli Istituti Religiosi [3]. Gli Statuti decretati dal Gran Maestro il Duca Francesco Farnese il 23 maggio 1705, e approvati dalla Santa Sede il 12 luglio 1706, al Cap. II stabiliscono "alcune cose, che riguardano l'ufficio di Gran Maestro" [4].

Allo stesso modo i documenti pontifici definiscono il Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio un ufficio: S.S. Papa Innocenzo XII, nel Breve Sincerae fidei del 24 ottobre 1699, e S.S. Papa Clemente XI nella Bolla Militantis Ecclesiae del 27 maggio 1718 parlano di "Officium, seu munus Magni Magistri seu perpetui Administratoris". Munus, nel senso di ufficio o incarico, indica anche il complesso di attribuzioni e compiti integrante uno degli elementi essenziali dell'officium ecclesiastico. Al Gran Maestro la Bolla Militantis Ecclesiae concesse anche la potestà esclusiva di giurisdizione spirituale e temporale sui beni dell'Ordine e sugli individui ad esso appartenenti.

Nel 1923 l'Avvocato Ardizzoni, Giudice del Tribunale di Napoli e membro della Deputazione dell'Ordine, notò che nel Breve e nella Bolla suddetti, i Pontefici, in confronto alla pienezza della propria sovranità sull'Ordine Costantiniano, definiscono semplice Officium la dignità del Gran Maestro appellando Costui, Administrator e stabilendo così la proporzione: "Il Pontefice sta al Gran Maestro come la plenitudo Apostolicae potestatis sta a officium seu Administrator Militiate Auratae Constantinianae" [5].

Gli Statuti approvati dalla Santa Sede configurano il Gran Magistero come ufficio istituito stabilmente. Lo stesso carattere sacro dell'Ordine, richiamato nella sua denominazione e reso concreto nei suoi Statuti e nella sua attività, indica la finalità del Gran Magistero, che è il perseguimento della salus animarum per cui la Chiesa è fondata. Tutti gli elementi sopra evidenziati permettono, di qualificare l'ufficio di Gran Maestro del S. M. Ordine Costantiniano di San Giorgio come ecclesiastico di erezione pontificia.

E' infatti ufficio ecclesiastico qualunque incarico, costituito stabilmente per disposizione sia divina sia ecclesiastica, da esercitarsi per un fine spirituale: per il canone 145, § 1, Codex Iuris Canonici 1983, "Officium ecclesiasticum est quodlibet munus ordinatione sive divina sive ecclesiastica stabiliter constitutum in finem spiritualem exercendum". La definizione attuale di ufficio ecclesiastico è ispirata e trae elementi sia dalla codificazione del 1917 che a sua volta attinse dalla legislazione precedente (per la quale proprium officium habere dicuntur, qui certo addicti sunt muneri [6]), sia dal Decreto conciliare Presbyterorum Ordinis [7].

Si tratta, inoltre, di un ufficio ecclesiastico di erezione pontificia che, non necessitando della ordinatio in sacris, è stato sempre tenuto da un laico battezzato, anche coniugato, cosa certo non frequente nei secoli scorsi, ma legittima, conseguenza del tipo di ufficio e dell'autorità che lo conferiva [8].
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda nicolad72 » martedì 17 febbraio 2015, 14:33

Marini Dettina ha scritto:Per tutto ciò che non è regolato dal diritto particolare ci si dovrà attenere alle norme del diritto universale, comprendente ogni fonte del diritto canonico, principalmente il Codex

nicolad72 ha scritto:le norme applicabili, qualora il diritto proprio non provveda (quindi in via assolutamente residuale) vanno ricercate ed applicate nell'ordinamento canonico tramite gli strumenti ermeneutici propri del diritto come l'analogia o l'argumentum a fortiori

semanticamente le proposizioni coincidono... anzi io ho esplicitato anche le chiavi di ricerca mentre il Marini Dettina le presuppone.
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda nicolad72 » martedì 17 febbraio 2015, 14:35

Poi quella da te riportata non è una recensione ma l'estrapolazione di una parte della tesi dottorale del M.D.
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda nicolad72 » martedì 17 febbraio 2015, 14:37

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Rispetto i tuoi titoli accademici e professionali nonché la tua "lunghissima esperienza di pratica del diritto ad alti livelli"

Ho seri motivi per dubitare della sincerità di questa affermazione...
Ho più l'impressione che tu conduca una battaglia ideologica ... e quindi tutt'altro che serena e scientifica.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Le finalità dell'epoca rispetto ad oggi sono profondamente cambiate

Questo è falso - ed invito i lettori a verificare di persona ai link che inserisco - basta leggere gli statuti di ieri e di oggi e per rendersi conto che i fini dell'ordine non son cambiati, e che la struttura essenziale è rimasta sostanzialmente identica.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Può bastare che siano rimasti uguali solamente "l'ubbidienza alla chiesa cattolica" e la promessa generica di "esercitare la carità"?

Invito tutti a leggere gli statuti ai link azzurri per verificare come anche questa affermazione sia totalmente destituita di qualsivoglia fondamento... che siano i lettori a giudicare
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 17 febbraio 2015, 15:23

Nicola vorrei rassicurarti anzitutto sulla stima che ho di te e poi nella stima grande che nutro per l'opera dell'attuale Ordine Costantiniano nel quale ho diversi cari amici.
La discussione che stiamo portando avanti che come dice il Martini Dettina "ha generato numerosi dubbi dottrinali circa l'individuazione della attuale natura giuridica" è dunque soltanto di natura scientifica.
Non sono uno scienziato del diritto ma uno scienziato della storia e dunque qualche valutazione scientifica posso farla anche io.
Abbiamo detto dei cambiamenti degli statuti e ti ringrazio per aver trovato il link.

1. Cambiamenti nella natura dell'ordine che da ordine Religioso con professione di voti è passato a ordine di laici. Non ci sono investiture religiose da 100 anni.

2. Cambiamenti nelle finalità. Come detto la difesa delle vedove e gli orfani non è più una priorità dell'Ordine così come il combattere nella milizia.

3. Cambiamenti nel reclutamento dei membri. L'ordine di fatto è passato da strettamente nobiliare ad aperto a tutti.

4. Cambiamenti nella vita dei membri che prima avevano ben precisi obblighi mentre oggi sono molto più liberi.

Questi sono cambiamenti di SOSTANZA.

Poi c'è la questione dell'approvazione degli statuti che fino al 1919 almeno sono stati approvati dal Papa ma non in seguito.
Cosa significa che gli statuti successivi non abbiano avuto l'approvazione?

Marini Dettina afferma che il Costantiniano era un ufficio ecclesiastico. Su questo possiamo anche essere d'accordo.
Per gli uffici ecclesiastici però esiste anche la prescrizione: questo è il caso e la non approvazione degli statuti è la certificazione.
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda nicolad72 » martedì 17 febbraio 2015, 16:20

Alessio Bruno Bedini ha scritto:1. Cambiamenti nella natura dell'ordine che da ordine Religioso con professione di voti è passato a ordine di laici. Non ci sono investiture religiose da 100 anni.

Non modifica la natura equestre... al massimo quella religiosa che già in passato era estremamente attenuata limitata al voto di obbedienza al GM quale superiore, di castità (da intendersi coniugale quindi si potevano sposare e avevano l'onere di restare fedeli alla moglie: dove la differenza con il marito sposato con rito cattolico di oggi di ieri e dell'altro ieri?) così affievolito nei contenuti da essere meramente formale.
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Cambiamenti nelle finalità. Come detto la difesa delle vedove e gli orfani non è più una priorità dell'Ordine così come il combattere nella milizia.

Quella era ed è una priorità propria di qualsiasi milizia equestre basta leggere il Tasso per averne cognizione e tutti lo studiamo al terzo anno di superiori... anche negli istituti professionali di stato. Il fatto che gli statuti non lo prevedano più non fa né caldo e né freddo... se ci fosse stato o meno nulla cambiava... e rientra nel richiamo alle opere di carità che deve compiere chi professa la religione cattolica... e quindi anche il cavaliere costantiniano.
Alessio Bruno Bedini ha scritto: Cambiamenti nel reclutamento dei membri. L'ordine di fatto è passato da strettamente nobiliare ad aperto a tutti.

Come quasi tutti gli altri ordini... poi in passato vi sono stati casi di non nobili ascritti al costantiniano e gli statuti antichi non escludevano questa la possibilità assegnando questa prerogativa al GM con provvedimento di Grazia. Quindi nessuna innovazione sostanziale o radicalmente modificante tanto da adulterarne la natura...
Alessio Bruno Bedini ha scritto: Cambiamenti nella vita dei membri che prima avevano ben precisi obblighi mentre oggi sono molto più liberi.

Anche i religiosi avevano altre regole di vita che oggi hanno modificato...ma questo non ha estinto né i Francescani né i domenicani o chissà quale altro ordine religioso... non vedo perché debba essere tale per gli ordini di cavalleria.

Evidentemente non hai prestato la debita attenzione al paragone che feci con l'uomo che si evolve... ma che sempre uomo resta che ho riportato alcuni miei commenti addietro... vediamo se dici di non trovare neppure questo.
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 17 febbraio 2015, 16:31

nicolad72 ha scritto:
Alessio Bruno Bedini ha scritto:1. Cambiamenti nella natura dell'ordine che da ordine Religioso con professione di voti è passato a ordine di laici. Non ci sono investiture religiose da 100 anni.

Non modifica la natura equestre... al massimo quella religiosa


Avevo promesso di non intervenire più, ma qui devo farlo.
E' proprio sulla natura religiosa che stiamo discutendo. Nessuno mette in dubbio che lo SMOCG o il Santo Stefano o l'OSSML siano veri ordini cavallereschi. Qui si sta mettendo in dubbio il riconoscimento religioso/ecclesiastico di tali ordini. La caratteristica cavalleresca è mantenuta in vita dalla fons honorum delle Case già Reali, è la caratteristica religiosa che riceve forza dal riconoscimento della Santa Sede che, a mio avviso, non c'è per gli ordini dinastici attuali.

nicolad72 ha scritto:Anche i religiosi avevano altre regole di vita che oggi hanno modificato...ma questo non ha estinto né i Francescani né i domenicani o chissà quale altro ordine religioso... non vedo perché debba essere tale per gli ordini di cavalleria.
Evidentemente non hai prestato la debita attenzione al paragone che feci con l'uomo che si evolve... ma che sempre uomo resta che ho riportato alcuni miei commenti addietro... vediamo se dici di non trovare neppure questo.

Va benissimo l'evoluzione, ma appunto gli altri ordini religiosi che hanno modificato i loro statuti, hanno ricevuto debita conferma dalla Santa Sede, sono formalmente inseriti nell'annuario pontificio (o in altri documenti ufficiali della Santa Sede o della diocesi: vale anche per l'ultima associazione cattolica di recentissima costituzione diocesana), mentre, a quanto mi consta, SMOCG e altri ordini dinastici non hanno più ricevuto debita approvazione delle modifiche statutarie negli ultimi decenni, così come non hanno più ricevuto conferma del cardinale protettore né compaiono in un elenco ufficiale della Santa Sede (così come compaiono i Domenicani, i Francescani...).
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 17 febbraio 2015, 16:32

nicolad72 ha scritto:Evidentemente non hai prestato la debita attenzione al paragone che feci con l'uomo che si evolve... ma che sempre uomo resta che ho riportato alcuni miei commenti addietro... vediamo se dici di non trovare neppure questo.


Tranquillo, l'avevo notato il tuo paragone .. e stavo anche per risponderti che come un uomo nasce e cresce infine muore!
Può morire da un giorno all'altro o anche di vecchiaia, più lentamente, ma sempre inesorabilmente.

Nessuno mette in dubbio la natura cavalleresca ma la natura religiosa dell'ordine è morta ed è stata fatale la modifica agli statuti nel 1934.
Come ho già scritto la non approvazione degli statuti fu la certificazione del decesso o almeno la prima certificazione.
A questa vanno aggiunte la non approvazione del 1943, quella del 1987 e quella del 2006.
Inoltre dobbiamo citare anche la Precisazione della Segreteria di Stato pubbl. su l'Osservatore Romano del 16 ottobre 2012, che non ha inserito il Costantiniano (come anche gli altri ordini cd. dinastici) tra quelli riconosciuti.

Cinque certificazioni bastano per stabilire un decesso?
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda nicolad72 » martedì 17 febbraio 2015, 16:49

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Può morire da un giorno all'altro o anche di vecchiaia, più lentamente, ma sempre inesorabilmente.
In questo caso è stata fatale la modifica agli statuti nel 1934.
Come ho già scritto la non approvazione degli statuti fu la certificazione del decesso o almeno la prima certificazione.
A questa vanno aggiunte la non approvazione del 1943, quella del 1987 e quella del 2006.
Inoltre dobbiamo inserire anche la Precisazione della Segreteria di Stato pubbl. su l'Osservatore Romano del 16 ottobre 2012, che non ha inserito il Costantiniano (come anche gli altri ordini cd. dinastici) tra quelli riconosciuti.


Sbagli il Dettina risponde anche a questa obiezione: il GM ha la possibilità di modificare gli statuti senza dover chiederne l'approvazione alla Santa Sede per speciale privilegio conferitogli proprio dal papa.
Un'approvazione degli statuti sarebbe stata necessaria se si fosse apportata una modifica radicale afferente alla natura... ma quelle modifiche non erano di tale portata.
Gli statuti del 1934 hanno aggiunto il grado di gran croce... e quindi non modifica la natura dell'ordine.
Le successive afferivano all'organizzazione interna dell'ordine (associazioni, deputazioni) e anche qui nulla di relativo alla natura e alle finalità dell'ordine ma solo disposizioni organizzative.
Quindi il costantiniano è ancora vivo e vegeto.
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Re: Gli Ordini Cavallereschi nel Diritto Canonico

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 17 febbraio 2015, 19:23

Ti ringrazio per aver chiarito: è molto importante questa speciale concessione di poter cambiare gli statuti.
Mi interessa molto, sai se è pubblicata in internet?

Per quanto riguarda i cambiamenti degli statuti, però, c'è qualcosa di più profondo che è la professione.
Ci deve essere stato un momento è stata abolita perché oggi non c'è negli statuti.
Sai se ci sono online anche gli statuti del 1919, 1934 e 1943?
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