
Fu poi provato che questo non era vero e che i soldati tedeschi si erano mantenuti appostati al di fuori della cinta muraria del monastero e avevano sempre rispettato la sua neutralità territoriale.
La distruzione del monastero risultò quindi del tutto inutile e, anzi, le rovine diroccate dello storico monastero – così come quelle della cittadina di Cassino ai piedi del monte, anch’essa pesantemente bombardata – divennero un’eccellente posizione difensiva per gli stessi tedeschi, che consentirono di opporre un’ancora più accanita ed efficace resistenza ai tentativi di avanzata degli alleati, prolungarono la durata della battaglia e determinarono di fatto un’ulteriore impennata nelle perdite subite da entrambi gli schieramenti, oltre che dai civili.

Sull’argomento si sono scritti fiumi di parole, ricostruzioni, studi e analisi, e non è certo questa la sede per entrare nei dettagli di una vicenda bellica arcinota, sulla quale, per chi volesse rispolverare o approfondire i termini della battaglia, sono disponibili numerosi testi.
In vista dello storico anniversario però, vorrei riepilogare alcuni degli aspetti più propriamente associati alle nostre materie, ossia quelli prettamente onorifici e faleristici, ricordando sia le principali decorazioni che furono emesse per (o associate a) quella Campagna, sia alcune delle circostanze storiche che ad essa si ricollegano.
Merita innanzitutto essere ricordato come dal lato alleato tutti i principali protagonisti dell’infelice quanto iniqua decisione di bombardare il monastero ricevettero onori, riconoscimenti e promozioni. Naturalmente tali riconoscimenti si riferiscono all’insieme delle complesse operazioni alle quali questi comandanti presero parte durante l’intera Campagna d’Italia, ma certamente – almeno per noi italiani - essi non mancano di lasciare anche un certo retrogusto amarognolo...

Il Gen. neozelandese Bernard FREYBERG (colui che più strenuamente propose e caldeggiò il bombardamento), già pluridecorato al valore per le sue azioni nella I G.M. (tra cui una Victoria Cross), ottenne nel luglio 1945 per le sue azioni nella Campagna d’Italia la terza barretta per il suo Distinguished Service Order.

Il Gen. statunitense Mark Clark (colui che dette materialmente l’ordine del bombardamento), oltre alle varie distinzioni statunitensi e di altri paesi, ricevette nel gennaio 1945 per le sue azioni nella Campagna d’Italia, direttamente dalle mani dell’allora Luogotenente del Regno Umberto II, sia la Gran Croce dell’Ordine Militare di Savoia che la Gran Croce dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro (risulterebbe inoltre che lo stesso Clark abbia anche ricevuto una Medaglia d’Argento al Valor Militare).

Il Gen. britannico Harold Alexander infine, comandante delle forze alleate in Italia (colui che dette l’approvazione finale al bombardamento), ricevette per la Campagna d’Italia dal re Giorgio VI – oltre ad alcune distinzioni onorifiche - il grado di Maresciallo di Campo nel novembre del 1944 ed il titolo di Visconte della Tunisia nel 1946 (più tardi elevato al titolo comitale).

Per contro, dal lato tedesco, anche il Comandante in Capo del Fronte Sud, Feldmaresciallo Albert Kesselring, nonostante alla fine sia stato costretto alla ritirata dalla Linea Gustav (che lui stesso aveva pianificato e che comunque era riuscito a mantenere per oltre sei mesi), ricevette nel luglio del 1944 dal Führer le fronde di quercia e spade con brillanti per la sua Croce da Cavaliere della Croce di Ferro.

Dal lato italiano i riconoscimenti più significativi furono effettuati solo dopo la fine della Guerra e l’avvento della Repubblica. Merita infatti essere ricordato che per gli eventi collegati alla battaglia fu concessa al Comune di Cassino il 15 febbraio 1949 la Medaglia d’Oro al Valor Militare, nonché l’appellativo di Città Martire per la pace. Ricomprendendo nei suddetti riconoscimenti tutte le perdite e le sofferenze subite dalla popolazione civile della zona (furono comunque decorati anche altri Comuni dell’area).

Anche l’Abate dello storico monastero benedettino, Gregorio Diamare, ricevette il 15 febbraio 1953 la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria. Conferimento altamente simbolico per un religioso che non solo non volle abbandonare il monastero nemmeno sotto il terribile bombardamento alleato, ma che tanto si prodigò per proteggere i civili e gli sfollati dei dintorni dalla brutalità dei combattimenti e dalle rappresaglie dei tedeschi.
Ma furono certamente molte altre le ricompense e le decorazioni che furono distribuite a tutti i livelli e nei diversissimi contesti multinazionali che caratterizzarono le forze coinvolte nella battaglia. Sono infatti diverse e di diversa nazionalità le decorazioni collegate alla Campagna ed assegnate ai vari combattenti.

L’unica decorazione specificamente emessa per la battaglia di Montecassino che io ricordi, fu la Croce Commemorativa di Montecassino, emessa nel 1944 dal Governo in esilio polacco a Londra. Fu coniata in Palestina in circa 50.000 esemplari numerati e distribuita ai combattenti del II Corpo Polacco in Italia.

Il Regno Unito dedicò alla Campagna d’Italia una delle otto Stelle commemorative emesse per la Seconda Guerra Mondiale, denominata “Italy Star”. Fu assegnata per servizio operativo ai combattenti del British Commonwealth (Regno Unito, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, India e Pakistan) che parteciparono alle operazioni in Italia dal giugno 1943 al maggio 1945, oltre che in Egeo, Dodecaneso, Grecia e Iugoslavia dopo l’ 11 giugno 1943, in Sicilia fino al 17 agosto 1943, in Sardegna fino al 19 settembre 1943 e in Corsica fino al 4 ottobre 1943.

La Francia ha invece emesso la “Médaille commémorative de la campagne d'Italie 1943-1944” (istituita il 1 aprile 1953) ed assegnata alle truppe francesi e coloniali (essenzialmente da Algeria, Marocco e Tunisia) in servizio nel Corps Expéditionnaire Français en Italie (CEF).

Non mi risulta che gli USA abbiano emesso specifiche medaglie commemorative per la Campagna d’Italia, i cui servizi sono quindi praticamente ricompresi nella “European – African - Middle Eastern Campaign Medal”, istituita nel novembre 1942 dal Presidente Roosvelt “to recognize those military service members who had performed military duty in the European Theater (to include North Africa and the Middle East) during the years of the Second World War”.
Per quanto riguarda gli USA ricordo inoltre almeno due Medaglie d’Onore del Congresso (la più alta distinzione al valor militare degli USA) concesse in occasione della battaglia di Cassino:
Leo J. Powers - Private First Class U.S. Army, 133d Infantry, 34° Infantry Division - Northwest of Cassino Italy, 3 February 1944 e Paul F. Riordan - Second Lieutenant U.S. Army, 34th Infantry Division - Cassino Italy, 3-8 February 1944.











