Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda nicolad72 » venerdì 19 ottobre 2012, 12:28

Ma sovente nel linguaggio curiale bisogna fare più attenzione a ciò che è taciuto rispetto a ciò che è esternato....
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda Pantheon » venerdì 19 ottobre 2012, 12:37

Uomini che cominciano a combattere la Chiesa per amore della libertà e dell'umanità, finiscono per combattere anche la libertà e l'umanità pur di combattere la Chiesa.
(G. K. Chesterton)
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda Mario Volpe » venerdì 19 ottobre 2012, 15:54

Per comprendere meglio le recenti comunicazioni della Santa Sede in materia di ordini cavallereschi, mi sono andato a ricercare tutte le precisazioni precedentemente emesse sulla questione. Vi riporto quelle che ho trovato, sperando di non averne tralasciata nessuna, con alla fine le ultime due di cui si sta tanto dibattendo in questo giorni:

Osservatore Romano del 1° giugno 1933, pubblicato anche in Rivista Araldica (1933 fasc. X, p. 479)

Ordine Ospedaliero di Santa Maria di Betlemme

«Ci viene riferito che vengono offerte ad alte personalità e contemporaneamente a persone non degne di considerazione onorificenze di un cosiddetto Ordine di Santa Maria di Bethleem, cui a volte si attribuisce anche il titolo di Pontificio. Siamo in dovere di dichiarare che un tale Ordine non solo non è Pontificio, ma non è affatto conosciuto dalla Santa Sede, che desidera anzi siano messe in guardia le persone alle quali vengono eventualmente offerte le suddette onorificenze».


Osservatore Romano del 15-16 aprile 1935

Ordine di San Lazzaro di Gerusalemme

«Da tempo viene svolta attività intesa a far rivivere e ad introdurre in Italia l'Ordine Militare ed Ospedaliero di San Lazzaro ramo di Boigny, sia con l'offerta di onorificenze dell'Ordine per cavalieri e signore, sia con articoli diretti a sostenere l'esistenza dell'Ordine quale ramo francese dell'antico Ordine di San Lazzaro di Gerusalemme, il cui ramo italiano venne fuso nel 1572 con l'Ordine di San Maurizio.
Poiché l'Ordine di San Lazzaro di Boigny, non soltanto non è riconosciuto in Italia, ma risulta, anzi, definitivamente soppresso, per lo meno sin dal 1608, ad opera del Pontefice Paolo V e del Re Enrico IV, l'azione suindicata deve ritenersi illegale e sono state, pertanto, impartite le necessarie istruzioni perché sia fatta cessare, procedendo, ove occorra, nei confronti dei responsabili, ai sensi di legge.
Abbiamo già più volte avuto occasione di accennare alla fioritura di pseudo-Ordini Cavallereschi, che si è notata in questi ultimi tempi in Italia e fuori. Qualunque sia la denominazione assunta da questi cosiddetti Ordini (S. Giorgio di Miolans o del Belgio, S. Maria di Nazareth, S. Maria di Bethlem, S. Lazzaro, e simili), si tratta sempre di riesumazioni di antichi Ordini Cavallereschi, che sono completamente estinti, fatte da persone private le quali svolgono generalmente un'azione intensa, che finisce col sorprendere la buona fede di moltissimi, che non possono valutare al giusto pulito queste iniziative sprovviste di ogni legittimità.
Il fenomeno è tanto più grave se si considera che queste iniziative, essendo poste abilmente sotto titoli di Istituzioni religiose storiche, per il più delle persone., anziché private - come sono in realtà - possono apparire sotto l'egida della Chiesa e della Santa Sede.
Non tutti sono tenuti a sapere che gli antichi Ordini Cavallereschi erano dei veri e propri Ordini Religiosi, dipendenti dall'Autorità Ecclesiastica, come ogni altro Ordine religioso, e costituiti da professi che emettevano i voti sacri prescritti dalle Regole, e godevano i redditi dei benefici ecclesiastici di cui erano investiti. Ma questi antichi Ordini non hanno di comune se non il loro antico titolo (quando questo è stato conservato) con le moderne decorazioni Equestri, le quali per una completa trasformazione giuridica del primitivo istituito possono sussistere in quanto un Sovrano o Capo di Stato nei limiti della propria giurisdizione dia ad esse la legittima consistenza civile.
Nulla di tutto questo nel preteso Ordine di S. Lazzaro. Sotto tale denominazione canonicamente per la Santa Sede non esiste più alcun Ordine da vari secoli. Lo aveva infatti già soppresso e incorporato all'Ordine di S. Giovanni (attuale Ordine di Malta) sin dal secolo decimo quinto; poi nel secolo decimo sesto, dopo una parziale e temporanea resurrezione, lo soppresse nuovamente come ente a sé, e lo incorporò all'Ordine di S. Maurizio (a. 1572), dando origine così all'attuale Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro.
A causa poi delle ardenti questioni politiche del tempo in Francia, non ostante le tassative disposizioni della Santa Sede, la casa priorale di Boigny, col relativo godimento di benefici ecclesiastici, riuscì a mantenersi in vita in forza esclusiva di decreti dell'autorità regia e civile. Come si vede era una posizione tutt'altro che canonica e regolare per un Ordine religioso, sia pure, cavalleresco! Ma poi quando nel 1608 il Re di Francia Enrico IV, ad eliminare le continue difficoltà che sorgevano a questo proposito, ottenne dal Pontefice Paolo V il riconoscimento del nuovo Ordine di Nostra Signora del Monte Carmelo, attribuì a questo nuovo Ordine i beni, le case e le persone, che nei confini dei suoi Stati avevano già appartenuto all'Ordine di S. Lazzaro. Da ciò è avvenuto che in Francia sino alla Rivoluzione sia esistito un Ordine Cavalleresco che veniva chiamato cumulativamente di Nostra Signora del Carmela e di S. Lazzaro; mentre tale Ordine per la Santa Sede e per la Curia Romana era soltanto l'Ordine di Nostra Signora del Monte Carmelo. Ognuno comprende su quali labili arene sia stato costruito l'edifizio del preteso Ordine di S. Lazzaro, oggetto del comunicato surriferito; e come siano destituiti di fondamento e di realtà i titoli di Cavalieri, Commendatori ecc. (per i laici) di Monsignori (per gli ecclesiastici) che si attribuiscono coloro che vengono ascritti sia ad esso, come a qualunque altro dei pretesi Ordini sopra accennati».


Osservatore Romano del 25 agosto 1938

«La Santa Sede considera abusiva tanto la denominazione dell'Ordine di Santa Maria di Betlem, quanto il conferimento di titoli onorifici cavallereschi sotto questa denominazione».


Osservatore Romano del 19 febbraio 1947, ripubblicato anche sull’O.R. del 21 marzo 1952 e 22 marzo 1953, pubblicato anche in Rivista Araldica (1952, p. 182-3)

«Da qualche tempo si avverte il deplorevole fenomeno del sorgere di pretesi Ordini cavallereschi ad opera di iniziative private, che hanno il fine di sostituirsi alle forme legittime di onorificenze cavalleresche. Come altre volte già si è avvertito, questi sedicenti Ordini assumono il loro nome sia da Ordini realmente esistenti ma da secoli estinti, sia da Ordini rimasti allo stato di progetto, sia infine da Ordini veramente fittizi e non hanno mai avuto qualsiasi precedente nella storia.
Per maggior confusione di idee poi da coloro, che ignorano la vera storia degli Ordini Cavallereschi e la loro evoluzione giuridica, a queste iniziative private, che si dichiarano autonome, vengono anche attribuite qualifiche, che ebbero la loro ragione di essere nel passato, o che furono proprie di Ordini autentici, approvati a suo tempo dalla Santa Sede.
Perciò, con una terminologia quasi monotona, questi così detti Ordini si attribuiscono, chi più chi meno, il titolo di Sacri, Militari, Equestre, Cavallereschi, Costantiniani, Capitolari, Sovrani, Nobiliari, Religiosi, Celesti, Angelici, Lascaridi, Imperiali, Reali, Delcassiani ecc.
Nell'ambito di tali iniziative private, che non hanno in alcun modo una approvazione o un riconoscimento qualsiasi dalla Santa Sede, si possono annoverare i cosiddetti Ordini di:

Santa Maria o Nostra Signora di Betlemme;
San Giovanni d'Acri detto anche semplicemente di San Giovanni Battista
San Tommaso
San Lazzaro
San Giorgio di Borgogna detto anche del Belgio o di Miolans
San Giorgio di Carinzia
Costantiniano Lascaride Angelico Ordine della Milizia Aurata
della Corona di Spine
del Leone della Croce Nera
di Sant'Uberto di Lorena o di Bar
della Concordia
di Nostra Signora della Pace...

(A tutti questi e altri simili cosiddetti Ordini Cavallereschi con le annesse Associazioni di Croci d'Oro, d'Argento, Azzurre ecc. più o meno internazionali, devono certamente aggiungersi quelli che con qualcuno degli appellativi su accennati hanno assunto il titolo:

dalla Mercede
da Santa Brigida di Svezia
da Santa Rita da Cascia
dalla Legion d'Onore dell'Immacolata
da San Giorgio d'Antiochia
da San Michele
da San Marco
da San Sebastiano
da San Guglielmo
dallo storico e non più esistente Ordine del Tempio
dall'Aquila Rossa di San Cirillo di Gerusalemme ecc).

Ad evitare equivoci purtroppo possibili, anche a causa dell'uso indebito di documenti pontifici o ecclesiastici, già rilasciati per fini religiosi, o per Ordini semplicemente monastici, e ad impedire la continuazione di abusi, che poi risultano a danno di molte persone di buona fede, siamo autorizzati a dichiarare che la Santa Sede non riconosce alcun valore ai diplomi e alle relative insegne, che siano rilasciati da cosiddetti su indicati Ordini».


Osservatore Romano del 9 aprile 1970, pubblicato anche in Rivista Araldica (1970, p. 126 e 127)

Ordine di Santa Brigida di Svezia

«In seguito ad una solenne funzione per l'investitura di nuovi Cavalieri dell'Ordine Cavalleresco di Santa Brigida di Svezia, avvenuta di recente in una chiesa parrocchiale di Roma, vari lettori ci hanno chiesto informazioni circa l'atteggiamento della Santa Sede di fronte ad Ordini Cavallereschi aventi intitolazioni sacre o dedicati a Santi.
Siamo ora in grado di confermare quanto già pubblicato in proposito, in passato, dal nostro giornale: la Santa Sede, oltre ai proprio Ordini Equestri, riconosciuti dal Diritto Internazionale, considera come cattolici - e tutela - due soli Ordini Cavallereschi: il Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Malta, e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Tutti gli altri Ordini - di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali - come, per esempio, il su nominato Ordine di Santa Brigida, quelli di Nostra Signora di Betlemme e di San Giovanni, ecc., non sono riconosciuti dalla Santa Sede, non potendosi questa far garante della loro legittimità storica e giuridica, delle loro finalità e dei loro sistemi organizzativi».


Osservatore Romano del 1° dicembre 1976

«Siamo autorizzati a ripetere le chiarificazioni al riguardo precedentemente pubblicate su L’Osservatore Romano. La Santa Sede, in aggiunta ai suoi propri Ordini Equestri, riconosce solamente due Ordini cavallereschi: il Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, denominato Ordine di Malta, e l’ Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nessun altro Ordine, sia esso istituito nuovamente o derivante da un Ordine medievale avente lo stesso nome, gode tale riconoscimento, poiché la Santa Sede non è in una posizione per garantire la sua legittimità storica e giuridica.»


Osservatore Romano del 4 luglio 2002

«Vari lettori ci hanno chiesto informazioni circa l’atteggiamento della Santa Sede nei confronti degli Ordini Equestri dedicati a Santo o aventi intitolazioni sacre.
Al riguardo, siamo autorizzati a confermare quanto già pubblicato in passato dal nostro giornale: la Santa Sede, oltre ai propri Ordini Equestri, riconosce e tutela due soli Ordini Cavallereschi: il Sovrano Militare Ordine di Malta - ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta - e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.»


Comunicazione N. 555.477 del 27 aprile 2004 della SEGRETERIA DI STATO, Prima sezione – affari generali, alle Missioni diplomatiche accreditate presso la Santa Sede

«La Segreteria di Stato presenta i suoi complimenti alle Missioni diplomatiche presso la Santa Sede ed ha l’onore di informarle di quanto segue, in risposta alla domanda di alcune Ambasciate riguardo alle tradizioni da osservarsi a proposito dell’uso e dell’accettazione di decorazioni.
È costume che durante le cerimonie ufficiali, i Diplomatici accreditati sfoggino, oltre alle decorazioni ufficiali e agli Ordini nazionali, le insegne di Ordini equestri riconosciuti dalla Santa Sede, che, come si sa sono solamente in numero di due: il Sovrano Militare Ordine di Malta e l’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
La pratica vuole che i Diplomatici accreditati si astengano dall’aderire a degli Ordini equestri che non sono legati alla Santa Sede, anche se essi sono dedicati a dei santi o hanno dei titoli religiosi. Secondo la medesima tradizione, le alte personalità membri del Governo, durante la loro presenza a Roma per delle Udienze pontificie, non accetteranno distinzioni onorifiche di Ordini che non sono riconosciuti dalla Santa Sede.
La Segreteria coglie questa occasione per rinnovare alle Missioni diplomatiche presso la Santa Sede l’assicurazione della sua alta considerazione.»


Circolare della Conferenza Episcopale Italiana del 3 luglio 2012, diramata dall'Ecc.mo Segretario Generale con prot. 483/2012

«Venerato Confratello,
la Segreteria di Stato, comunicando nei giorni scorsi a questa Segreteria Generale di aver ricevuto recentemente ulteriori segnalazioni di manifestazioni di Ordini Cavallereschi tenutesi in locali di proprietà della Chiesa, ha ribadito che “la Santa Sede riconosce soltanto il Sovrano Ordine di Malta e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme e non intende innovare in merito”.
Mentre mi permetto di richiamare quanto indicato in precedenti note riservate dell’allora Segretario Generale S.E. Mons. Giuseppe Betori del 17 giugno 2005, prot. N. 568/05, e del 7 luglio 2006, prot. N. 624/06, mi premuro con la presente di farmi latore della indicazione di “ricordare a chi di dovere l’opportunità di astenersi dal celebrare o dal far celebrare nelle chiese e rettorie d’Italia cerimonie con Ordini non riconosciuti, in particolare finalizzate alle c.d. “investiture” di nuovi cavalieri, attesa anche l’illegalità della distribuzione di onorificenze e diplomi emanati da tali sodalizi, a tenore delle norme italiane in materia (articoli 7 e 8 della legge n. 178 del 3 marzo 1951, tuttora vigente).»


PRECISAZIONE DELLA SEGRETERIA DI STATO IN MERITO AGLI ORDINI EQUESTRI
Dal "Bollettino quotidiano" della Sala stampa della Santa Sede (in italiano e in inglese) del 16 ottobre 2012


«La Segreteria di Stato, a seguito di frequenti richieste di informazioni in merito all'atteggiamento della Santa Sede nei confronti degli Ordini Equestri dedicati a Santi o aventi intitolazioni sacre, ritiene opportuno ribadire quanto già pubblicato in passato:
Oltre ai propri Ordini Equestri (Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d'Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), la Santa Sede riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta — ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta — e l'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e non intende innovare in merito.
Tutti gli altri Ordini — di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali — non sono riconosciuti dalla Santa Sede, non potendosi questa far garante della loro legittimità storica e giuridica, delle loro finalità e dei loro sistemi organizzativi.
Ad evitare equivoci purtroppo possibili, anche a causa del rilascio illecito di documenti e dell'uso indebito di luoghi sacri, e ad impedire la continuazione di abusi che poi risultano a danno di molte persone in buona fede, la Santa Sede conferma di non attribuire alcun valore ai diplomi cavallereschi e alle relative insegne che siano rilasciati dai sodalizi non riconosciuti e di non ritenere appropriato l'uso delle chiese e cappelle per le cosiddette "cerimonie di investitura”.»


E' indubbio che in tutte queste comunicazioni e precisazioni, in fondo, si continui a ribadire sempre gli stessi ed immutabili concetti fondamentali.
La mia personalissima impressione però, è che con le ultime due comunicazioni la Santa Sede abbia voluto annunciare l'inizio di una nuova epoca.
Sbaglierò ma, soprattutto andando a leggere certe frasi e certe disposizioni contenute nei due documenti, mai utilizzate in precedenza in maniera così netta, si ha la sensazione che non solo si andranno a modificare le possibilità d'impiego dei luoghi religiosi, ma si modificheranno anche i rapporti generali tra la Santa Sede ed il mondo equestre, con un certo giro di vite rispetto al passato.
Stando comunque a quello che ho già letto qui, e conoscendo bene la tradizionale arte tutta italiana di riuscire ad "interpretare" leggi, regolamenti e direttive superiori (alla quale la formulazione dei due documenti - come al solito non sempre chiara ed inequivocabile - può ben prestare il fianco), non escluderei che le cose in futuro in questo settore non cambieranno poi di molto... ;)
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda Lord Acton » domenica 21 ottobre 2012, 19:27

E' in corso di preparazione, e pubblicazione, una precisazione ufficiale in merito.

Per cui vi pregherei di attendere per ulteriori commenti.

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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 21 ottobre 2012, 20:04

Grazie per la notizia. Quindi avremo la nota della nota della nota [yikes.gif]
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda gnr56 » lunedì 22 ottobre 2012, 8:59

Lord Acton ha scritto:E' in corso di preparazione, e pubblicazione, una precisazione ufficiale in merito.


Un nuovo ed interessante capitolo del "misteri" vaticani. [dev.gif]
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda Domenico Serlupi » lunedì 22 ottobre 2012, 12:32

Un interessante commento dell'Avv. Fabio Adernò, canonista di Roma, è stato pubblicato su ZENIT, in due parti, del 21 e 22 ottobre corrente.
http://www.zenit.org/article-33394?l=italian
Ultima modifica di Domenico Serlupi il lunedì 22 ottobre 2012, 13:26, modificato 1 volta in totale.
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda aristarco » lunedì 22 ottobre 2012, 12:41

Confesso che è la prima volta che leggo e sento parlare di questo illustre canonista...
Mi pare che si stia cercando di interpretare un testo abbastanza chiaro, nonostante alcune incertezze nella forma, caricandolo di significati ad esso avulsi.
Attenderei le annunciate "precisazioni", ammesso che giungano, e poi commenterei.

PS: "Ordine Ospedaliero dei Santi Maurizio e Lazzaro"... quest'ordine dinastico ha per caso, in vero di recente, cambiato denominazione?
Inoltre, perchè menzionare, per esempio l'Ordine del Merito sotto il titolo di San Giuseppe ed omettere gli ordini dinastici patrimonio della casa di Borbone-Parma?
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda Tilius » lunedì 22 ottobre 2012, 13:20

il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (l’unico superstite tra i sei Ordini patrimonio araldico della Real Casa di Borbone-Due Sicilie)


[hmm.gif]
Seriously?
L'unico autorizzabile dal MAE, tuttalpiù.
Vabò.
...
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda Pantheon » lunedì 22 ottobre 2012, 13:25

Ogni zenit ha il suo nadir.... [dev.gif]

;)
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda nicolad72 » lunedì 22 ottobre 2012, 13:38

In effetti dimenticarsi di San Gennaro... per sua fortuna è messinese e non napoletano [dev.gif]
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda Tilius » lunedì 22 ottobre 2012, 13:51

Mario Volpe ha scritto:Osservatore Romano del 1° dicembre 1976

«Siamo autorizzati a ripetere le chiarificazioni al riguardo precedentemente pubblicate su L’Osservatore Romano. La Santa Sede, in aggiunta ai suoi propri Ordini Equestri, riconosce solamente due Ordini cavallereschi: il Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, denominato Ordine di Malta, e l’ Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nessun altro Ordine, sia esso istituito nuovamente o derivante da un Ordine medievale avente lo stesso nome, gode tale riconoscimento, poiché la Santa Sede non è in una posizione per garantire la sua legittimità storica e giuridica.»


É stata già notata la similitudine (quasi letterale) fra la nota del 1976 e l'ultima precisazione della Segreteria di Stato? [hmm.gif]
...
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda Lord Acton » lunedì 22 ottobre 2012, 14:47

Come annunciato ecco...
Commento esplicativo ha scritto:LA SANTA SEDE E GLI ORDINI CAVALLERESCHI: DOVEROSI CHIARIMENTI

Una puntualizzazione sulla nota emessa lo scorso 16 ottobre dalla Segreteria di Stato

di Fabio Adernò, canonista

​CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 21 ottobre 2012 - In data 16 ottobre 2012 la Segreteria di Stato di Sua Santità ha emesso un documento dal titolo: “Precisazione sugli Ordini Equestri”, nel quale si riafferma il principio secondo il quale la Santa Sede, oltre ai propri Ordini Equestri, riconosce e tutela solo il Sovrano Militare Ordine di Malta e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Resa pubblica in Nostre Informazioni dell’Osservatore Romano del 17 ottobre, la nota verrà prossimamente pubblicata negli Acta Apostolicae Sedis.
Al di là del contenuto di immediata comprensione, abbastanza cristallino anche agli occhi di quanti non sono molto esperti dell’argomento, tale precisazione della Segreteria di Stato urge, tuttavia, di una spiegazione particolareggiata e specifica circa il contenuto subliminare, vale a dire sui restanti Ordini (o pseudo-tali) che nella predetta nota non sono contemplati.
Il presente contributo non vuole dunque essere uno studio scientifico di diritto araldico, ma solo una ulteriore puntualizzazione.
La nota della Segreteria di Stato ribadisce quanto già pubblicato sull’Osservatore Romano il 4 luglio 2002, e soprattutto il dettagliato elenco di Ordini NON riconosciuti dalla Santa Sede pubblicato sull’Osservatore Romano del 21 marzo 1952 (ripreso poi dalla Rivista Araldica[1952], pp. 182-183).
Ecco il testo della nota:
«La Segreteria di Stato, a seguito di frequenti richieste di informazioni in merito all’atteggiamento della Santa Sede nei confronti degli Ordini Equestri dedicati a Santi o aventi intitolazioni sacre, ritiene opportuno ribadire quanto già pubblicato in passato: Oltre ai propri Ordini Equestri (Ordine Supremo del Cristo, Ordine dello Speron d’Oro, Ordine Piano, Ordine di San Gregorio Magno e Ordine di San Silvestro Papa), la Santa Sede riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta – ovvero Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta – e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, e non intende innovare in merito.
Tutti gli altri Ordini – di nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali – non sono riconosciuti dalla Santa Sede, non potendosi questa far garante della loro legittimità storica e giuridica, delle loro finalità e dei loro sistemi organizzativi. […]».
In quest’ultimo capoverso la locuzione “tutti gli altri Ordini” ha un valore ben preciso.
Va infatti specificato che né in quest’ultimo intervento né nei precedenti la Santa Sede fa menzione di quegli ordini cosiddetti Dinastici o Familiari, così come non contempla nel detto riconoscimento, ovviamente, tutti quegli ordini cavallereschi nazionali dei vari Stati sovrani.
La nota si riferisce solo ai gruppi di “nuova istituzione o fatti derivare da quelli medievali”.
La ragione di un simile provvedimento è data, infatti, dalla prassi sempre più diffusa di dar vita a gruppi che si autodefiniscono “ordini” e che, millantando continuità storiche con antiche tradizioni cavalleresche ed i carismi specifici di aviti Ordini soppressi o estinti, spacciano i loro titoli come validi e prestigiosi, chiedendo e ottenendo, sovente, di celebrare le loro adunate in chiese e cappelle, a partire delle cosiddette cerimonie di investitura.
La Santa Sede, dunque, interviene per chiarire chi sia titolare di un diritto ad un trattamento di attenzione (ecco il significato della locuzione “riconosce e tutela”) e chi no, onde evitare commistioni sgradite e inopportune tra quelle degnissime istituzioni ed altri sodalizi che altro non sono che “pergamenifici” e congreghe di quelli che volgarmente si chiamano “pataccari”.
Tuttavia la nota della Segreteria di Stato, non fa menzione degli Ordini cosiddetti Dinastici o Familiari.
Come si classificano gli Ordini cavallereschi?
Una prima suddivisione degli Ordini Equestri risale al XVI sec., quando Sansovino, nella sua opera “Dell’origine dei Cavalieri” (1566), distingue i cavalieri in tre categorie: “Cavalieri di Croce” (e dunque gli Ordini “crocesignati”, quali appunto l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme poi ‘di Malta’, l’Ordine Teutonico, l’Ordine del Tempio di Gerusalemme, soppresso nel 1314), “Cavalieri di Collana” (gli Ordini dinastici creati dalle più insigni Case Regnanti d’Europa, come l’Ordine Supremo della Ss.ma Annunziata, della Giarrettiera, di San Michele dell’Ala, del Toson d’Oro) e “Cavalieri di Sperone” (cioè gli investiti dai Pontefici e dai Sovrani, o, successivamente, da feudatari e cavalieri anziani).
Nel tempo tale suddivisione non fu più sufficiente e le scienze araldiche distinsero gli Ordini in: ereditari, militari, onorari e religiosi.
Attualmente, secondo il diritto araldico, gli Ordini si distinguono in:
- Ordini statuali (detti anche “di Merito”), vale a dire quegli Ordini che formano il patrimonio araldico di uno Stato nazionale, nati con lo scopo precipuo di premiare benemerenze civili e militari dei cittadini, e giuridicamente si fondano sulla sovranità dello Stato che li istituisce (per l’Italia: l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, l’Ordine al Merito del Lavoro, l’Ordine Militare di Vittorio Veneto, l’Ordine della Stella della Solidarietà Italiana, l’Ordine Militare d’Italia);
- Ordini Equestri Pontifici, cioè gli Ordini cavallereschi conferiti direttamente dal Regnante Pontefice mediante Lettere Apostoliche; tali Ordini sono anche Ordini di Merito, poiché conferiti per premiare le benemerenze e i servigi resi alla Chiesa e alle opere cattoliche. Essi possono essere a cosiddetta “collazione diretta” (e lo sonol’Ordine Supremo del Cristo, l’Ordine della Milizia Aurata o dello Speron d’Oro, l’Ordine Piano, l’Ordine di San Gregorio Magno e l’Ordine di San Silvestro Papa) o di“subcollazione” (quali l’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e l’Ordine di Santa Maria Teutonica detto semplicemente ‘Ordine Teutonico’), in quanto concessi per delegazione apostolica e quindi posti sotto la “protezione” della Santa Sede.
- Ordini Sovrani: l’unico di questa categoria è il Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta, comunemente noto come Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM). La natura giuridica dell’Ordine Gerosolimitano consta di due soggetti: la Religione, cioè la regola religiosa che è la norma di vita dei membri, e l’Ordine Cavalleresco ad essa collegata. Nello SMOM il Principe Gran Maestro, Capo della Religione e Capo Supremo dell’Ordine cavalleresco, unitamente al Sovrano Consiglio, appare come il soggetto titolare di tale sovranità. Ecco perché il Sovrano Militare Ordine di Malta è l’unico Ordine sovrano, soggetto di diritto internazionale che intrattiene rapporti diplomatici con oltre settanta Stati nazionali ed esercita pleno jure il diritto di legazia attivo e passivo anche presso gli organismi sovranazionali.
- Ordini Dinastici: sono quegli Ordini che appartengono al patrimonio araldico di una Dinastia Sovrana, la quale se regna configurerà gli Ordini come “dinastici statuali”; in caso contrario si parlerà di “Ordini Dinastici non nazionali”, in quanto la persona del Capo della Real Casa conserva la titolarità e l’esercizio dello jus collationis dei suoi Ordini Cavallereschi, ordinariamente approvati con Bolle Pontificie.
All’interno di questa categoria si considerano anche i cosiddetti Ordini familiari, vale a dire quegli Ordini che, pur appartenendo al patrimonio araldico di una Famiglia Reale sovrana o già sovrana, non furono mai messi a disposizione della Nazione.
​ La Santa Sede si premura a puntualizzare che Essa, nella sua prudenza, oltre ai propri Ordini Equestri, riconosce e tutela soltanto il Sovrano Militare Ordine di Malta e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
​Risulterebbe pertanto non contemplato, ad esempio, l’Ordine Teutonico, che pure è un ordine di subcollazione ed una specialissima realtà cavalleresca che l’Annuario Pontificio annovera tra gli Ordini religiosi maschili, nella categoria dei canonici regolari, i cui membri sono divisi in Cavalieri d’Onore (che emettono la professione dei precetti evangelici della perfezione cristiana) ed in Familiari o Mariani (che ne costituiscono una sorta di Terz’Ordine). Tuttavia, il non essere elencato nella nota della Segreteria di Stato non priva di certo l’Ordine Teutonico del riconoscimento e della tutela da parte della Santa Sede.
​Segnatamente per quanto attiene all’Italia, allo stesso modo devono essere considerati anche gli Ordini dinastici e familiari, quali l’Ordine Supremo della Ss.ma Annunziata e l’Ordine Ospedaliero dei SS. Maurizio e Lazzaro (Real Casa di Savoia), il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio (l’unico superstite tra i sei Ordini patrimonio araldico della Real Casa di Borbone-Due Sicilie), il Sacro Militare Ordine di Santo Stefano Papa e Martire e l’Ordine del Merito di San Giuseppe di Toscana (patrimonio araldico della Reale e Imperiale Casa d’Asburgo-Lorena di Toscana).
​A tali storiche e prestigiose istituzioni cavalleresche, nate e approvate dalla Santa Sede nel corso dei secoli quale segno di attenzione paterna del Sovrano Pontefice nei confronti dei Principi cristiani, la Sede Apostolica riconosce dignità ed autonomia giuridica e, segnatamente, canonica, essendo esse configurate tra le associazioni di fedeli di cui ai cann. 298-311 del Codice di Diritto Canonico, in combinato disposto con la mente del can. 114 che, riassumendo la tradizione canonistica in materia di enti tutelati e riconosciuti dall’Ordinamento canonico, enuncia come fini propri di un ente quelli propri della missione della Chiesa, cioè «le opere di pietà, di apostolato e carità, sia spirituali che temporali».
​Canonisticamente parlando, tali istituzioni cavalleresche dinastiche-familiari (e solo quelle sopra enumerate, perché le uniche superstiti) sono dunque delle Associazioni di fedeli (perché inquadrate dai cann. 298, §1 e 301, §3 CIC) di Diritto Pontificio (perché l’Autorità erigente o concedente il patrocinio fu la Sede Apostolica (cf. can. 312, §1, n.1 CIC)): queste due precisazioni sfatano pertanto ogni dubbio circa la possibile ricomprensione di detti Ordini Dinastici nella locuzione “tutti gli altri Ordini” del testo della nota.
​Gli Ordini dinastici e familiari di Case Reali o Imperiali cattoliche sono configurati all’interno delle categorie giuridiche canoniche di “persone giuridiche ecclesiastiche”, anticamente dette anche “persone morali”, “enti giuridici”, “corpi morali”, “personae canonicae”, cioè quelle «universitas sive personarum sive rerum in finem missioni Ecclesiae congruentem, qui singuloroum finem trascendit, ordinatae» (can. 114).
Essi, dunque, non possono che godere della considerazione giuridica di quell’Ordinamento che ne detta le qualità, ma in quanto Ordini che rientrano nel patrimonio araldico di Case ex regnanti sarebbe stato ultroneo contemplarli nella nota della Segreteria di Stato, perché il riconoscimento ed il patrocinio della Santa Sede fu loro già accordato illo tempore.
​Stessa riflessione, per analogia, si fa per l’Ordine Teutonico, che, come si è detto, pur essendo un Ordine cavalleresco è, a ragione dei suoi statuti, anche un Ordine religioso di canonici regolari.
​Non è poi indifferente notare che la precisazione della Segreteria di Stato del 16 ottobre scorso, nell’enumerare gli unici due Ordini riconosciuti e tutelati dalla Santa Sede, segua le precedenze diplomatiche sancite dalla tradizione araldica per le quali, immediatamente dopo gli Ordini Equestri Pontifici (che precedono sempre tutti gli altri a ragione del Supremo collatore, titolare di ogni potestà diretta e indiretta perché Vicario di Cristo) vi è il Sovrano Militare Ordine di Malta (a ragione della sua sovranità e indipendenza) e, a seguire, l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (perché Ordine di subcollazione pontificia e dunque semi-indipendente, che pur gode di protezione della Sede Apostolica e di personalità giuridica canonica secondo i principi sopra enunciati).
​Sembrerebbero bizantinismi quelli appena riferiti, eppure il fine della nota è contenuto nell’ultimo paragrafo dove si dice espressamente che «Ad evitare equivoci purtroppo possibili, anche a causa del rilascio illecito di documenti e dell’uso indebito di luoghi sacri, e ad impedire la continuazione di abusi che poi risultano a danno di molte persone in buona fede, la Santa Sede conferma di non attribuire alcun valore ai diplomi cavallereschi e alle relative insegne che siano rilasciati dai sodalizi non riconosciuti e di non ritenere appropriato l’uso delle Chiese e cappelle per le cosiddette “cerimonie di investitura”».
​Si tratta, pertanto, di una finalità morale e di ordine pubblico ecclesiastico che la Segreteria di Stato, nella sua attenta vigilanza, ha voluto trasmettere alla sollecitudine dei Pastori e dei fedeli, al fine di evitare frodi e illeciti.
​Particolarmente significativo è l’invito a non concedere l’uso di chiese o cappelle per le cerimonie di tali sedicenti ordini, cosa che accade con una certa frequenza attesa la buonafede e l’incompetenza in materia da parte di parroci e rettori, che spesso addirittura vengono persino coinvolti in cerimonie pittoresche ed insigniti essi stessi quali membri.
​Parallelo a questo invito, vi è senz’altro ricompreso nell’espressione «riconosce e tutela» un incoraggiamento ai Pastori a promuovere e favorire le iniziative e le attività benefiche e caritatevoli degli Ordini riconosciuti, ed è certo che nel verbo «tutela» vada anche letto un invito ad essere ben disposti verso tali realtà laicali, concedendo – se già non ne dispongano – luoghi e mezzi per esercitare il loro specifico carisma, assegnando pertanto loro l’uso di cappelle o rettorie, procurando che possano godere di degna assistenza spirituale attraverso il ministero costante di un sacerdote, rendendoli partecipi della vita pubblica della Chiesa particolare invitandoli a partecipare alle celebrazioni di maggior rilievo a testimonianza del servizio profuso e magari usufruendo delle peculiarità che alcuni di essi possono offrire (si pensi, ad esempio, al Corpo di Soccorso dell’Ordine di Malta o ai suoi ambulatori e servizi ospedalieri in genere).
Così facendo diventerà chiaro ed evidente che quel “riconoscimento” e quella “tutela” cui si riferisce la Segreteria di Stato sono elementi tangibili della sollecitudine della Chiesa, che di molti carismi si compone.
​Sarebbe auspicabile che la nota venga recepita e applicata in ogni Diocesi con cura e attenzione, evitando di cadere nelle reti di millantatori di cui le tristi pagine delle frodi sono gravide, a causa della sollecitazione di quel pur naturale senso di riscatto sociale ma anche di vuota vanità che non smette mai di sedurre le coscienze.
​I valori della cavalleria cristiana sono di ben altro livello e di ben altro tenore, e superano di gran lunga gli orli di mantelli colorati, decorazioni fiammanti, spade e cerimonie da sapore medievale: l’animo del cavaliere cristiano, che aderisce al carisma di un vero Ordine Equestre, è il senso della fede e della carità operosa, non chiassosa ed efficace verso gli ultimi e i bisognosi, affetti tanto da povertà materiali quanto da povertà spirituali.
​La nota della Segreteria di Stato porti luce sulla questione degli ordini cavallereschi e faccia comprendere che non sono fenomeni da sottovalutare o da ritenere come rappresentazioni più o meno pittoresche, ma sono realtà da tenere in degna considerazione e monitorare anche per un corretto esercizio della pastorale dei laici.


Anche se avete già avuto modo di leggerlo dai link già pubblicati da altri...

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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda aristarco » lunedì 22 ottobre 2012, 14:55

E' in corso di preparazione, e pubblicazione, una precisazione ufficiale in merito.
Per cui vi pregherei di attendere per ulteriori commenti.
Lord Acton


sarebbe quella da Lei interamente riprodotta la "precisazione ufficiale in merito", che ci ha in questi giorni annunciato?
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Re: Vaticano: Segreteria di Stato e Ordini equestri

Messaggioda Guido5 » lunedì 22 ottobre 2012, 17:45

Milord,
mi sorprende che il parere (perché tale è) di Fabio Adernò sia datato “Città del Vaticano” senza citare l’agenzia “Zenit” che lo ha pubblicato e che non appartiene al Vaticano né lo rappresenta anche se data da lì – non so quanto correttamente – servizi che non hanno origine in quel territorio.
Per quel che è dato di sapere infatti Fabio Adernò abita a Roma e non in Vaticano e da un anno è “difensore del vincolo” al Tribunale regionale ecclesiastico della Sicilia, dopo aver studiato alla Pontificia Università della Santa Croce (dell’Opus Dei) e allo “Studium Romanae Rotae”.

Ciao a tutti!
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