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Antesterione ha scritto:Non è solo una scala gerarchica. E' rango.
Mi sorprende che chi abbia scelto la carriera militare non comprenda una cosa semplicissima: Il Rango.
I Cavalieri erano gli ufficiali degli Ordines, ergo il Cavalierato (salvo casi eccezionali o disposizioni differenti) di ordini di antica tradizione è giusto che venga concesso a coloro i quali oggi rappresentano la categoria più corrispondente a questo tipo di onori.
Nella cavalleria il rango è importante. E' un'istituzione antichissima, l'accesso agli Ordines, determinava più o meno significativamente a seconda delle epoche, dalla sua nascita ad oggi, l'appartenenza ad un ceto prestigioso. Sanciva una posizione sociale.
D'altronde il Donato è una figura atipica, perché non è tanto associata alla componente cavalleresca, quanto a quella religiosa dell'Ordine Giovannita. Infatti il Donato è figura di ispirazione monastica, corrisponde all'Oblato per i Monaci Benedettini. L'oblato è categoria inferiore ai Monaci.
Un militare di truppa o un sottufficiale non onorano un prestigioso ordine militare con la propria appartenenza, salvo sempre casi eccezionali o di rilevantissimo merito... si guardi la discussione sull'ordine militare e la sua concessione ai sottufficiali...A quel punto il sottufficiale è talmente noto per la sua impresa che il cavalierato sul suo petto potrà attirare solo ammirazione e desiderio di imitazione. Ma, sottolineamolo... all'impresa è seguito l'onore!!! Non è stato l'onore a concedergli l'onore!
Per tutti gli altri casi, perché no? Perché in quella carriera (tradizionalmente connessa al mondo degli onori) si riveste una posizione subalterna. Questa posizione non va confrontata con la scala civile (ché anch'essa ha i suoi ranghi). Se si è soldati di truppa, che si sia laureati, meritevoli, intelligenti ecc. ecc. si dovrà accettare la propria posizione e pensare di crescere (se possibile), questa crescita non avverrà perché si è riusciti ad ottenere un cavalierato o delle medaglie... magari con tecniche poco cristalline... Così facendo si ridicolizza la "gerarchia" ed il "Rango" nel mondo degli Onori, non si ottiene valore aggiunto, lo si toglie all'istituzione cui si appartiene... (salvo sempre casi contrari... che tuttavia non sono la regola).
Nel mondo militare il grado è qualcosa di più che una semplice posizione in una scala gerarchica. Se si vuol negare la tradizione e la storia per sostenere altro... allora si eviti di parlare di Ordini Cavallereschi please... perché senza questi due elementi non sono che inutili orpelli.
Per fare un esempio alternativo. Si guardino i criteri di concessione delle onorificenze ecclesiastiche... ebbene, date un'occhiata ai requisiti per i presbiteri diplomatici... in alcuni casi sono raddoppiati rispetto ai presbiteri fuori dalla carriera diplomatica... perché? Perché in quella categoria, il rango è cosa assolutamente rilevante. Criteri peraltro condivisi su una scala internazionale e non solo locale, culturale.




nicolad72 ha scritto:Faccio presente che i Donati nella religione Giovannita erano persone che si legavano all'Ordine senza emettere i Voti (che tutti i cavalieri in passato dovevano emettere) religiosi, condividendone il carisma, ma non la professione religiosa, ecco perchè personaggi di rango, come alcuni Sovrani, pur appartenendo all'Ordine, non ne erano cavalieri ma donati...
Il che significa che la stragrande maggioranza dei Cavalieri di oggi - eccetto i soli Cavalieri di Giustizia - rientrerebbe in quelli che un tempo erano i Donati.

Milesxpi ha scritto: nel medioevo sarebbero stati accolti di buon cuore tutti quelli che volevano combattere in difesa della Religione, visto il sottorganico cronico di militi.
Altri tempi...


Fabio Gig ha scritto:..... appunto caro Nicola .... SPOSATI !!!!!!
che abbia già provveduto ...Torna a Ordini Cavallereschi, Onorificenze e Sistemi premiali/ Orders of Chivalry & Honours
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