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nicolad72 ha scritto:Costituzione della Repubblica Italiana ha scritto:Art. 112.
Il pubblico ministero ha l'obbligo di esercitare l'azione penale.Codice di Procedura Penale ha scritto:347. Obbligo di riferire la notizia del reato.
1. Acquisita la notizia di reato, la polizia giudiziaria, senza ritardo, riferisce al pubblico ministero, per iscritto, gli elementi essenziali del fatto e gli altri elementi sino ad allora raccolti, indicando le fonti di prova e le attività compiute, delle quali trasmette la relativa documentazione (1).
Non me le sono inventate io stanotte o meglio ieri queste norme... in Italia esistono e vanno rispettate.
Il buon senso non è contemplato. Vengo a conoscenza di una condotta illecita io appartenente alla PG ho l'obbligo di riferire.
Oggi cammino per strada vedo un soggetto con un distintivo che è farlocco, fermo il signore, mi qualifico, chiedo i documenti (per identificarlo) lo convoco in caserma e lo sento a SIT (sommarie informazioni testimoniali per i non addetti ai lavori) e gli chiedo cos'è quel simbolino che indossavi l'altro giorno, chi te l'ha dato e quando... lui risponde ed ecco che viene fuori il reato da perseguire. Gli chiedo anche se è autorizzato all'uso di onorificenze da parte del MAE lui risponderà di no e a questo punto redigo processo verbale da inviare in Prefettura per l'elevazione della sanzione amministrativa. Ho una fonte di prova per chi ha commesso il reato e sanziono chi usa segni non autorizzati.
Nulla di così complicato... ordinaria e quotidiana amministrazione per chi esercita le funzioni di PG.
Il principio di obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale, non a caso espresso in una forma assai lapidaria che ben poco spazio lascia all'interpretazione è, infatti, riconducibile a tre diversi valori di rango costituzionale: il principio di uguaglianza (art. 3), il principio di legalità (art. 25 c. 2) nonché il principio dell’indipendenza esterna (o, anche detta, “indipendenza istituzionale” ) del pubblico ministero. Per chi voglia approfondire la questione gli consiglio la lettura (ahimè solo in inglese) di un bellissimo saggio di Russel edito da H.U.P. nel 2001
Nessun complotto alle spalle della PG... solo un aiuto e uno stimolo a fermare una piaga incessante. (Poi chi vuol cogliere colga e chi se ne frega continuerà a fregarsene).
Cavalleria e associazioni sono due cose assolutamente diverse e ho ampiamente e motivatamente contestato quell'assunto del Presidente. Va detto però che quel concetto è stato espresso in altro - interessantissimo - dibattito sul ruolo e la posizione giuridica sul piano internazionale delle case già sovrane non debellate né abdicatarie.
Il fatto che la cavalleria abbia dei caratteri associativi non vuol dire che sia solamente associazione. Anche le Forze Armate hanno dei caratteri associativi... ma io non mi sognerei minimamente di fondare un esercito privato. Anche le Brigate Rosse e le varie organizzazioni mafiose sono associazioni, ma non per questo sono legittime... che l'art. 416-bis è pur'esso incostituzionale...
Io posso fondare tutte le associazioni che voglio e nessuno mi può dire niente. Se io inizio a conferire titoli cavallereschi commetto un reato anche se maschero con il titolo di associazione la mia organizzazione (leggasi per ulteriore approfondimento Cass. pen. Sez. III, (ud. 16-06-1999) 30-07-1999, n. 9737)

Gabped85 ha scritto:o che permettono loro di vegliare l'altare della reposizione (volgarmente detto sepolcro) il Giovedì Santo...


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