da Paolo Bizzozero » mercoledì 6 maggio 2009, 15:43
Anche se in ritardo mi permetto intervenire, nella speranza di poter essere in qualche modo utile.
Gli stemmi araldici familiari oggi in Italia non godono di alcuna specifica tutela giuridica, solo in via di principio si può invocare per essi la stessa tutela riservata al nome, ma ad oggi non vi è alcuna norma o precedente giuridico che confermi nella pratica tale principio.
Ciò premesso si possono provare a percorrere diverse strade per tutelare l'uso di uno stemma familiare, ma proprio a causa della premessa sopra esposta, tutte palesano evidenti limiti.
Come già anticipato da alcuni illustri frequentatori del forum esiste la possibilità di registrare lo stemma come marchio. Una strada certamente percorribile (spesa di circa 500-600 euro), ma è doveroso ribadire quanto evidenziato dal sommo fra' Eusanio: uno stemma araldico (familiare ma non solo) resta cosa diversa da un logo commerciale. Conseguentemente la tutela offerta sarà sempre imperfetta, basterà che un leone sia disegnato in maniera diversa (più grasso, più magro, con il pelo ispido) o un colore rappresentato con una tonalità differente, per rischiare di perdere la tutela conseguita; altro aspetto da non sottovalutare sono le diverse modalità con cui avviene la trasmissibilità di un logo commerciale rispetto alla trasmissibilità di uno stemma araldico familiare.
A mio modestissimo avviso la soluzione più efficace resta il deposito dell'arma presso un notaio, congiunta magari con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. In tal caso -ferma restando la premessa di cui all'inizio- vi sarebbe comunque un riconoscimento ed un'attestazione pubblica dell'uso dell'arma. L'inconveniente di tale sistema è dato dai costi e dalla laboriosità della procedura.
La soluzione appena esposta si caratterizza per due elementi: l'ufficialità dell'atto certificato in qualche modo dalla pubblica amministrazione e la notorietà che si vuole dare alla circostanza che un dato stemma è in uso ad una data persona e/o famiglia, in modo tale da costituire un precedente storico.
Quest'ultimo obiettivo può essere perseguito però anche in altri innumerevoli modi, frutto dell'inventiva, della fantasia e dell'intraprendenza dei singoli. In tal caso ogni iniziativa che mi permetta di far sapere a quante più persone possibili che quel determinato stemma è in uso a quella determinata persona e/o famiglia almeno da una specifica data, è utile.
Facciamo qualche esempio: posso affrescare lo stemma su un immobile (l'inconveniente è che la data resterà sempre opinabile e sarà comunque visibile ad un numero più o meno limitato di persone), posso farlo pubblicare su un giornale, posso creare un sito internet dedicato allo scopo, ...
Tutte iniziative private, che con modalità più o meno costose, più o meno efficaci, hanno comunque tutte l'obiettivo di rendere pubblico l'uso di uno stemma.
In questo contesto si inserisce anche Stemmario Italiano (o altre proposte simili); un'iniziativa privata che può contribuire a rendere nota l'adozione di un'arma da parte di una persona e/o da parte di una famiglia. I vantaggi che potrebbero derivare da un servizio di tale tipo sono dati dalla discreta notorietà raggiunta dal sito (circa 800 contatti unici al giorno, più di 200.000 l'anno), dalla pertinenza alla materia del sito (lo stemma non viene pubblicato su una rivista che tratta di uncinetto), dalla facile accessibilità, dall'essere comunque un ente terzo rispetto a chi registra l'arma, dalla precisa identificazione del chi e del quando un'individuo utilizzi l'arma e dalla gratuità del servizio.
Cordiali saluti
Paolo Bizzozero
Centro Studi Araldici