Lo stemma di papa Pio VI Braschi

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Lo stemma di papa Pio VI Braschi

Messaggioda Julius » martedì 21 settembre 2004, 14:49

Ho notato che lo stemma di Papa Pio VI della famiglia Braschi presenta queste due varianti, usate a prima vista indifferentemente:

Di rosso alla pianta di giglio di tre gambi posti in sbarra, fioriti e fogliati al naturale, movente da una terrazza di verde, accantonata a destra da Aquilone (°), soffiante sulla pianta con soffio d’argento posto in banda; il capo d’argento caricato di tre stelle di otto punte d’oro.

Oppure uno stemma più complesso formato da uno scudo quadripartito: nel 1° e nel 4° d’oro all’aquila imperiale coronata e spiegata di nero; nel 2° e nel 3° d’azzurro alla fascia d’argento caricata di tre stelle d’oro e accompagnata da due gigli dello stesso posti 1, 1; il tutto caricato da uno scudetto con la versione dello stemma precedente.

Qualcuno conosce il motivo di queste due diverse varianti dello stemma papale di Pio VI?
Il primo dovrebbe essere quello proprio della famiglia cesenate Braschi, mentre alcuni degli elementi della seconda versione sembrerebbero riferirsci alla famiglia Bandi, quindi al ramo materno. (?)
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Re: Lo stemma di papa Pio VI Braschi

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 21 settembre 2004, 19:58

Julius ha scritto:Ho notato che lo stemma di Papa Pio VI della famiglia Braschi presenta queste due varianti, usate a prima vista indifferentemente:

Mica tanto indifferentemente: il lungo pontificato di Pio VI vide il Pontefice usare quasi prevalentemente lo stemma "semplice", cioè questo:

Di rosso, al giglio di giardino d'argento, fiorito di tre pezzi, nodrito dal terrazzo di verde, inclinato in sbarra da uno zefiro uscente dal cantone destro del capo, il tutto del secondo, al capo dello stesso, caricato da tre stelle di otto raggi d’oro.

Solo per il suo primo anno di pontificato risulta che egli usò (e per lo più su moneta) l'altro e più vecchio:

Inquartato: nel 1° e 4° d’oro, all’aquila bicipite coronata di nero; nel 2° e 3° d’azzurro, alla fascia d’argento, caricata da tre stelle di otto raggi d’oro, ed accostata da due gigli dello stesso. Sul tutto, di rosso, al giglio di giardino d'argento, fiorito di tre pezzi, nodrito dal terrazzo di verde, inclinato in sbarra da uno zefiro uscente dal cantone destro del capo, il tutto del secondo, al capo dello stesso, caricato da tre stelle di otto raggi d’oro.


Qualcuno conosce il motivo di queste due diverse varianti dello stemma papale di Pio VI?
Il primo dovrebbe essere quello proprio della famiglia cesenate Braschi, mentre alcuni degli elementi della seconda versione sembrerebbero riferirsci alla famiglia Bandi, quindi al ramo materno. (?)
Julius


Credo che invece sia esatto il contrario: l'arma Braschi originaria era l'inquartato complesso, che difatti Pio VI usò per prima all'inizio del pontificato.

Anzi, se ben ricordo lo stemma sul tutto fu una sua scelta personale, che andò a riciclare altre figure dello stemma originario (in specie le stelle e i gigli), e sostituendosi ad altro emblema che i Braschi avevano sempre sul tutto.

Motivi di pratica concretezza (raffigurare uno stemma così complesso era impresa ardua, specie se doveva essere ridotto nelle piccole dimensioni di un conio monetale, o dell'incipit di un editto a stampa) e di merito formale (mi sembra che Pio VI venne esplicitamente criticato di avere in codesto stemma una caterva di figure allusive ai più diversi potentati, ma nessuna realmente "ecclesiale": e, a partire dall'imperiale aquila bicipite, si trattava di una critica davvero fondata) indussero ben presto il Pontefice a limitarsi al solo scudetto sul tutto...

...che, se permettete, con quel candido giglio di giardino alla mercé di un vento tempestoso, inconsciamente concretizzò il destino dello sfortunato Pio VI (è a tutti nota la miseranda vicenda che egli patì sotto le grinfie dell'aquila napoleonica...).

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Messaggioda Julius » mercoledì 22 settembre 2004, 15:37

Caro fra' Eusanio,
la ringrazio per il puntuale intervento sull'argomento. Nonostante le Sue puntualizzazioni mi rimangono però molti dubbi.

Il primo riguarda l'antico stemma dei Braschi. Infatti già il vescovo di Sarsina Gian Battista Braschi (1199-1718), prozio di Pio VI utilizzava uno stemma simile allo scudetto semplice del Pontefice, ma con il capo all'aquila imperiale e con le tre stelle poste in fascia (ne ho visto un esemplare sul frontespizio di una pubblicazione relativa al Sinodo sarsinate, datata 1710).

Il Galbreath nella sua opera "Papal Heraldry, London 1972", sostiene che lo stemma antico fosse quello inquartato ma con lo scudetto diverso, con tre rose. Pio VI lo avrebbe poi modificato con il famoso soffio di Borea sui gigli, ma non entra nel merito delle due diverse tipologie di stemma.

Lo zio materno di Pio VI, il cardinale Giovanni Carlo Bandi (17-7-1700/23-3-1784) aveva uno stemma inquartato, al I° con l'aquila imperiale, al III° con il famoso soffio di Borea, sormontato da una banda con le tre stelle d'oro; il II° e il IV° d’azzurro, alla fascia d’argento, caricata da tre stelle di otto raggi d’oro, ed accostata da due gigli dello stesso.
In pratica la parte destra dello scudo riporta l'antico stemma Braschi nel tipo riscontrato nel ns. Vescovo di Sarsina, mentre quella destra ripete il motivo che troviamo nel "grande stemma" di Pio VI al II° e III° e che potrebbe essere lo stemma della famiglia Bandi.

A questo punto ne risulta un ginepraio in cui è difficile districarsi. Fra l'altro ho notato che lo scudo quadripartito con lo scudetto è stato utilizzato anche in epoca successiva al 1° anno di pontificato. (ne ho un esemplare del 1795 sotto gli occhi, posto sul frontespizio di un libro)

Sarebbe utile sapere se esiste una qualche pubblicazione che tratti l'argomento, anche perchè mi sembra che fra'Eusanio abbia delle informazioni che non ho trovato sui libri da me consultati.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 22 settembre 2004, 16:00

Julius ha scritto:mi rimangono però molti dubbi. l primo riguarda l'antico stemma dei Braschi. Infatti già il vescovo di Sarsina Gian Battista Braschi (1199-1718), prozio di Pio VI utilizzava uno stemma simile allo scudetto semplice del Pontefice, ma con il capo all'aquila imperiale e con le tre stelle poste in fascia (ne ho visto un esemplare sul frontespizio di una pubblicazione relativa al Sinodo sarsinate, datata 1710).

Certo si tratta di una variante dell'arma Braschi, la quale però rientra perfettamente nella normale vitalità dell'araldica (che, in epoca barocca, fu piuttosto "effervescente", come ogni manifestazione d'arte), ma che poco ci aiuta nel ragionare sullo stemma del successivo Giovan Angelo Braschi...

Il Galbreath nella sua opera "Papal Heraldry, London 1972", sostiene che lo stemma antico fosse quello inquartato ma con lo scudetto diverso, con tre rose. Pio VI lo avrebbe poi modificato con il famoso soffio di Borea sui gigli, ma non entra nel merito delle due diverse tipologie di stemma.

Esatto. Questa è anche una delle fonti cui ha attinto il vecchio frate. E ciò le ribadisca la scarsità di studi al riguardo.

Lo zio materno di Pio VI, il cardinale Giovanni Carlo Bandi (17-7-1700/23-3-1784) aveva uno stemma inquartato, al I° con l'aquila imperiale, al III° con il famoso soffio di Borea, sormontato da una banda con le tre stelle d'oro; il II° e il IV° d’azzurro, alla fascia d’argento, caricata da tre stelle di otto raggi d’oro, ed accostata da due gigli dello stesso. In pratica la parte destra dello scudo riporta l'antico stemma Braschi nel tipo riscontrato nel ns. Vescovo di Sarsina, mentre quella destra ripete il motivo che troviamo nel "grande stemma" di Pio VI al II° e III° e che potrebbe essere lo stemma della famiglia Bandi.

... e questa è un'ulteriore variante dell'arma Braschi, circa la quale vale lo stesso discorso di poc'anzi.

A questo punto ne risulta un ginepraio in cui è difficile districarsi. Fra l'altro ho notato che lo scudo quadripartito con lo scudetto è stato utilizzato anche in epoca successiva al 1° anno di pontificato. (ne ho un esemplare del 1795 sotto gli occhi, posto sul frontespizio di un libro)

Qui in effetti ha sbagliato a scrivere il vecchio frate che, anzichè "Solo per il primo anno...", voleva e doveva scrivere "Soprattutto per il primo anno..."! Chiedo scusa... :oops:

Sarebbe utile sapere se esiste una qualche pubblicazione che tratti l'argomento,

No, non me ne risultano.

anche perchè mi sembra che fra'Eusanio abbia delle informazioni che non ho trovato sui libri da me consultati.
Julius


...e che il vecchio frate ha trovato soprattutto sui mille monumenti e documenti che il venerato Pio VI ha lasciato sparsi (in specie per il Lazio) durante il proprio lungo Pontificato.

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Messaggioda MMT » martedì 28 novembre 2006, 2:27

ho notato, dopo moltissimo tempo, che questa discussione è scevra di stemmi!!! :shock: E questa volta sono davvero indispensabili per la questione, quindi ecco ancora una volta un'immagine numismatica, anzi due: le due varianti dello stemma di Papa Braschi.

ImmagineImmagine

Michele.
ps: spero di non appestare il forum con troppi... quatrini :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 28 novembre 2006, 20:15

Bellissimi, caro Michele! :P

Da dove li hai presi? :shock:

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Messaggioda Guido5 » giovedì 30 novembre 2006, 1:38

Cari amici,
da un volumetto di 12 pagine citato da von Pastor, "Recherches historiques et généalogiques sur la famille Braschi", di p. Jules Gendry (Bruxelles, 1895), traggo gli stemmi che seguono:
Immagine
Il "Blasone cesenate" riporta, per parte sua, questo stemma della famiglia Bandi:
Immagine
Braschi e Bandi erano quasi certamente già imparentati prima del matrimonio dei genitori del futuro Pio VI, la cui nonna paterna era una Giulia Bandi, nata nel 1654 da Giuliano e Isabella Guazzetti.

Ciao a tutti!
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Messaggioda FML » sabato 16 dicembre 2006, 17:48

Guido5 ha scritto:Braschi e Bandi erano quasi certamente già imparentati prima del matrimonio dei genitori del futuro Pio VI, la cui nonna paterna era una Giulia Bandi, nata nel 1654 da Giuliano e Isabella Guazzetti.

Esattamente caro Guido,

come si evince dalla genealogia dei Braschi di Cesena, sia la nonna paterna (Giulia) che la mamma (Anna Teresa) di Giovanni Angelo Braschi (divenuto papa Pio VI) nacquero dalla famiglia dei conti Bandi, anch'essa cesenate.
Con molta probabilità Giulia e Anna Teresa Bandi appartennero, però, a rami distinti di detto Casato. Come facevi notare anche tu, infatti, al momento delle nozze dei genitori del futuro Pontefice non si propose alcun problema legato alla consanguineità (v. Libro dei matrimoni; Archivio della Cattedrale di Cesena).

Questo singolare fatto della doppia (e così ravvicinata) parentela tra i Braschi e i Bandi, fu evidentemente uno dei motivi ispiratori dello stemma che Giovanni Angelo adottò da cardinale e, temporaneamente, da pontefice: un inquartato in cui fossero presenti, pur con diversa visibilità, lo stemma paterno e quello della famiglia comune di sua madre e di sua nonna.

Un manufatto araldico tipico del tempo che ebbe la sola particolarità di nascere dalla scomposizione dell'originale stamma Braschi, il cui capo dell'impero (all'aquila bicipite) fu diversamente collocato nella nuova arma Pontificia.
Un dato interessante consiste anche nel ricorso alla "brisura" con cui Giovanni Angelo Braschi-Pio VI si volle distinguere araldicamente dal suo congiunto predecessore Giovanni Battista Braschi, vescovo di Sarsina: l'originale campo azzurro del primitivo stemma familiare (v. stemmi episcopali di Sarsina e Blasone Cesenate), sostituito dal rosso.


Immagine
Blasone Cesenate - Prima versione dell'arma Braschi

Cordialmente,
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Messaggioda FML » domenica 27 gennaio 2008, 16:57

Credo sia utile fornire un ulteriore contributo a questo storico dibattito: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php ... c&start=70 .

Buona Domenica!

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Re: Lo stemma di papa Pio VI Braschi

Messaggioda Rosella71 » lunedì 21 ottobre 2013, 1:08

Salve a tutti,
ho appena terminato la catalogazione in Sbn del fondo librario "Pio VI" conservato presso la Biblioteca del Monastero di S. Scolastica a Subiaco. Attualmente la biblioteca consta di un totale di circa 8.000 volumi che trattano di Filosofia, Teologia, Scienze umane, Geografia, Storia e discipline ausiliarie, Teologia cristiana, Ecclesiologia, Diritto e leggi della Chiesa. Il fondo donato dal pontefice consta di circa 5.000 volumi a stampa, che vanno dal XVI alla fine del XVIII secolo. Successivamente, grazie a donazioni di sacerdoti e fedeli, nuove acquisizioni e attraverso la raccolta delle pubblicazioni prodotte dal Seminario e da altri enti e personaggi operanti nel territorio sublacense, esso si è accresciuto di altre 3000 unità ca. Numerosi sono i tomi rilegati in pelle, con al centro della coperta lo stemma dorato di papa Pio VI. Sono lieta di invitarvi a visitare la biblioteca ed analizzare così di persona lo stemma riportato.
Rosella
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