Ricerca subalpino-siciliana

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Messaggioda Sarlo » venerdì 25 aprile 2008, 11:37

ciao a tutti!

Visti gli ultimi post sulle famiglie siciliane, alcune con radici anche molto antiche, comparsi sulle pagine di questo forum vorrei sapere se per caso qualcuno conosce gli stemmi di alcuni personaggi di primo piano della corte di Federico II e successivamente anche del figlio Manfredi, che ebbero (durante il dominio svevo e quindi prima della definitiva conquista angioina determinata dall' amara sconfitta di Tagliacozzo) feudi ampi nel sud italia.
In particolare:

MANFREDI MALETTA

BARTOLOMEO SEMPLICE (di CANELLI)

GIORDANO di AGLIANO

GALVANO LANCIA
(figlio di MANFREDI II e nipote di MANFREDI I LANCIA, ramo dei BUSCA piemontesi, aventi stemma noto)

Ringrazio anticipatamente chiunque vorrà aiutarmi! :D
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Re: ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda Sarlo » venerdì 25 aprile 2008, 11:43

PS: penso che lo stemma Maletta sia correttamente attribuito come d'oro a tre fasce di nero, ma aspetto vostre autorevoli conferme.
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Re: ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda alfabravo » venerdì 25 aprile 2008, 13:24

secondo me …

Manfredi Maletta. D’oro a tre fasce di nero; lo scudo accollato all’aquila di nero

Bartolomeo Semplice (di Canelli)

Giordano di Agliano:fasciato ondato d’azzurro e d’argento

Galvano Lancia: d’argento al capo di rosso, in quanto discendente di Guglielmo del Vasto, primo marchese di Busca (famiglia aleramica)

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Re: ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda Sarlo » venerdì 25 aprile 2008, 18:25

Ritter ha scritto:Galvano Lancia: d’argento al capo di rosso, in quanto discendente di Guglielmo del Vasto, primo marchese di Busca (famiglia aleramica)


Sono d'accordo sui primi che indichi, che sono quelli che son riuscito a rintracciare anche io. Mentre sui Lancia non sono d'accordo. I Lancia sono Aleramici, ramo dei Busca che araldicamente nulla avevano a che spartire con gli Aleramici di Monferrato: l'arma tradizionalmente tramandata è: palato d'oro e di rosso (a volte con la variante dei pali in numero).
Il dubbio era se mantenessero questo stemma i Lancia trapiantati al seguito degli Svevi nel meridione d'Italia, visto che il Nobiliario di Sicilia, ad vocem, riporta arma diversa, come si vede in questo link:

http://www.regione.sicilia.it/benicultu ... mantia.htm

Rimane il problema dei Semplice, ramo del consortile di Canelli, di cui non ho mai trovato nessuna traccia. :D
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda AndreaSalvatore.Ilardi » domenica 27 aprile 2008, 21:48

Gentile Sarlo, ti riporto quanto scritto nel libro " Il Blasone in Sicilia" di V. Palizzolo Gravina, sulla famiglia Maletta: -Antichissima famiglia siciliana, come vuole il Mugnos, sin dal tempo dè normanni. Intanto sappiamo che un Federico Maletta napolitano si trasferi in Sicilia, fu conte di Mineo e Pettineo, governò l'isola sotto re Manfredo il 1256 e mori in Trapani 1258. Manfredo di lui figlio perdè in gran parte i suoi beni. Un ramo secondario di questa famiglia, proveniente da Matteo Maletta, pronipote del detto Manfredo si conservò in Piazza." Arma: d'oro con tre fasce di nero. Corona di conte. Lo scudo accollato spigata di nero. Inoltre, la famiglia Maletta risulta imparentata con i Lancia e con gli hohenstaufen (svevi di Sicilia) , vediamo, come: Costanza Maletta figlia di Guglielmo II Maletta e sorella di Federico I Maletta, fu sposata con Bonifacio I D'Agliano (Lancia). "Bianca" figlia di di Costanza Maletta e di Bonifacio I D'Agliano (Lancia), fu l'amante, successivamente sposata da Federico II di Svevia (vedovo di Isabella d'Inghilterra) ebbero due figli Manfredi(Re di Sicilia) e Costanza.
I lancia derivano da Guglielmo I di Busca da cui discendono sia Galvano (figlio di Manfredi II Lancia) e cugino di Bianca (Galvano sarà decapitato con Corradino di Svevia 29 ottobre 1268 ), che Giordano D'Agliano(fratello di Bianca ) il quale fu fatto prigioniero nella battaglia di Montaperto e morì di fame in prigione . Dal Palizzolo Gravina V. Arma giusta Inveges: d'oro, con un leone coronato di nero, armato e lampassato di rosso, e la bordura composta d'argento e di rosso. Corona di principe e mantello di velluto scarlatto foderato d'ermellino.
Per Bartolomeo Semplice di Canelli, non mi risultano notizie storiche: Il cognome risulta presente in Sicilia ed anche nella mia città.
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda AndreaSalvatore.Ilardi » domenica 27 aprile 2008, 21:55

Correzione Arma famiglia Maletta : d'oro, con tre fasce di nero. Corona di conte. Lo scudo accollato all'aquila spiegata di nero.
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda San Marco » domenica 27 aprile 2008, 22:37

I rappresentanti della nobile famiglia siciliana Maletta/o, oltre che Conti di Mineo sono anche Nobili di Ferrara.
Sono infatti presenti nel Dizionario Storico-Araldico dell'Antico Ducato di Ferrara a cura di Ferruccio Pasini Frassoni in cui:
< Oriundi dalla Sicilia, dove erano antichi e Conti di Mineo.
Alberico di Maletto, conte e cavaliere, e consigliere di Stato del Duca Borso (1462) venne privilegiato dall' Imperatore Federico III.
Arma: D'oro a tre fascie di nero >.


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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda Sarlo » lunedì 28 aprile 2008, 0:05

AndreaSalvatore.Ilardi ha scritto:Inoltre, la famiglia Maletta risulta imparentata con i Lancia e con gli hohenstaufen (svevi di Sicilia) , vediamo, come: Costanza Maletta figlia di Guglielmo II Maletta e sorella di Federico I Maletta, fu sposata con Bonifacio I D'Agliano (Lancia). "Bianca" figlia di di Costanza Maletta e di Bonifacio I D'Agliano (Lancia), fu l'amante, successivamente sposata da Federico II di Svevia (vedovo di Isabella d'Inghilterra) ebbero due figli Manfredi(Re di Sicilia) e Costanza.


Innanzi tutto ringrazio tutti per le informazioni che mi avete dato, confermando lo stemma Maletta e dandomi alcune buone indicazioni sui Lancia.
Vi segnalo però, per contribuire alla discussione, che la genealogia di Bianca Lancia d' Agliano, cioè della madre di Manfredi re di Sicilia nel XIII secolo, è piuttosto dibattuta e forse non del tutto chiara. I cronisti contemporanei ai fatti (per esempio Jamsilla, Saba Malaspina, Jacopo d' Acqui, Salimbene de Adam oltre agli Annali Januenses) non sono sempre chiari nella ricostruzione degli intrecci parentali di Bianca. I documenti dell'epoca, poi, definiscono sia alcuni Lancia (come Galvano, figlio di Manfredo II) sia alcuni Maletta come avunculi del re Manfredi, cioè zii materni.
Alcune ipotesi danno Manfredi II Lancia come padre di una Bianca andata in sposa ad un signore di Agliano (forse un Moncucco), la quale avrebbe generato la Bianca in questione, che avrebbe quindi una doppia cognominazione per questo motivo. Oppure l'altra ipotesi è che Bianca fosse figlia di un signore di Agliano, fratello di Manfredo II Lancia, marchese di Busca. Bianca sarebbe in questo caso nipote di Manfredo II e avrebbe doppia cognominazione per questo motivo.

:D
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda AndreaSalvatore.Ilardi » lunedì 28 aprile 2008, 21:39

Gentile Sarlo, per il periodo storico a cui ci riferiamo i feudatari D'Agliano erano appunto i conti di D'Agliano: Corrado I (+ post. 1168), capostipite dei Lancia di Sicilia, Bonifacio I (+1220) e Giordano (+1299).
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda Sarlo » martedì 29 aprile 2008, 0:18

AndreaSalvatore.Ilardi ha scritto:Gentile Sarlo, per il periodo storico a cui ci riferiamo i feudatari D'Agliano erano appunto i conti di D'Agliano: Corrado I (+ post. 1168), capostipite dei Lancia di Sicilia, Bonifacio I (+1220) e Giordano (+1299).


Gentile Andrea, per il periodo a cui ci riferiamo, cioè a quello del regno svevo di Manfredi, figlio di Federico II, non ci sono grandi certezze sull' identità degli Agliano nel nord della penisola.
Nessun documento coevo ricorda gli Agliano piemontesi come comites, sono talvolta definiti domini. Penso sia lecito supporre che il titolo lo abbiano acquisito al servizio degli Svevi nel sud italia, come attestano correntemente molti documenti del XIII secolo.
I Lancia non sono gli Agliano: i documenti coevi di area monferrino-astigiana-saluzzese ci mostrano gli Agliano come una delle famiglie della clientela vassallatica dei marchesi Lancia, ma compaiono anche nella documentazione degli Aleramici di Monferrato e di Saluzzo, spesso come testi. I Lancia sono un ramo dei marchesi di Busca, aleramici loro stessi, che iniziano a differenziarsi da un altro ramo marchiones di Busca con Manfredi I Lancia che fonda il proprio potere in un territorio non molto esteso ma compatto generalmente definito come comitato di Loreto, vicino ad Asti. Tra i luoghi comunemente compresi in questo comitato non figura generalmente Agliano, ma è probabile che i Lancia detenessero quote di diritti anche in questo feudo.
Per quanto riguarda la cognominazione Lancia, si sente spesso dire che questo fosse in un certo senso un soprannome onorifico, dovuto al fatto che Manfredi I Lancia avrebbe servito come porta lancia dell'imperatore Federico I Barbarossa. Questo è piuttosto improbabile, perchè il predicato Lancia si ritrova inizialmente solo in ducumenti di oppositori politici dei Lancia e la stessa famiglia continua a intitolarsi semplicemente come Marchesi di Busca. Solo in un documento del 1204 Manfredo si presenta come dominus Maynfredus marchio de Busca qui Lancea dicitur, quasi prendendo le distanze da quel soprannome.
Infine, qualche appunto sui Moncucco. Questa famiglia appare nel panorama funzionariale del vescovo di Torino sul finire del XII secolo, con la qualifica nella persona di Manfredo di Moncucco di Avvocati della chiesa torinese. Nello stesso periodo lo stesso personaggio si ritrova anche nei documenti astigiani. Il radicamente territoriale dei Moncucco ad Agliano è dovuto però ad un ramo collaterale degli stessi. Nel 1213 infatti un Henricus de Monte Cucho compare tra i domini de Aglano. Inoltre poco tempo dopo il comune di asti acquisisce una parte delle quote di Agliano attraverso la vendita di Belda, figlia di Baiamondo di Agliano, previa approvazione del marito di Belda stessa, il dominus Guillelmus de Montecuco. Questo apre uno spaccato sulla composizione consortile dei domini di Agliano e ci indica la difficoltà che ci troviamo di fronte nel cercare genealogie troppo lineari.
Una curiosità per finire: lo stemma dei Moncucco è fasciato ondato d'azzurro e d'argento. Identico stemma è attribuito anche agli Agliano.

mi scuso se sono stato prolisso, ma visto che questi argomenti mi piacciono molto a volte mi faccio prendere la mano. :roll:
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda San Marco » martedì 29 aprile 2008, 7:09

Lo Scorza scrive che la famiglia Moncucco sia un Ramo dei di Brosolo, di Ivrea, originari da Vercelli.
I di Brosolo innalzano come
Arma: Spaccato d'oro e di rosso, il 2° ad uno scaglione d'azzurro profilato d'argento sostenente una pianta al naturale attraversante sul primo.
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda Tommaso Tartaglione » martedì 29 aprile 2008, 11:44

Io ho trovato nel cimitero di Caserta la lapide di un medico, Luigi Canelli, con su riportata la fotografia delle stemma di famiglia. Chi sa che non sia lo stesso. Tommaso Tartaglione.
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda AndreaSalvatore.Ilardi » martedì 29 aprile 2008, 16:06

Gentile Sarlo, in realtà la storia della famiglia Lancia in Sicilia (denominazione presumibilmente assunta sotto gli svevi ) risale ad "Adelasia del Vasto " figlia di Manfredi Aleramo, marchese del Vasto e moglie (1089) di Ruggero III D'Altavilla e madre di Ruggero II futuro Re di Sicilia, che fu nonno di Federico II di Svevia. A seguito del matrimonio di questo ramo degli Alemarici, cioè Adelasia, anche i suoi fratelli e sorelle si accasarono sempre con gli Altavilla ( figli dei precedenti matrimoni di Ruggero III) e si trasferirono in Sicilia, acquisendo feudi ed onori nei secoli successivi, per una storia breve dei fatti si segnala il sito http://www.stupormundi.it/Adelasia. Quindi, gli Svevi trovarono la Famiglia Lancia discendente dai Del Vasto, già radicata in Sicilia ( come parenti della famiglia reale normanna). Occorre fare una precisazione che nei secc. XI E XII la marca aleramica si fraziono ancora in numerosi distretti controllati da altrettante famiglie discendenti dal ceppo originario, conseguentemente al fenomeno di dissoluzione dei grandi gruppi parentali, alla distribuzione delle cariche ai soli discendenti maschili ed al loro radicamento ad ambiti circostrscritti, provinciali e subprovinciali. Pertanto, si può pensare che la denominazione di "d'Agliano" distingueva quel ramo degli Alemarici dagli altri della stessa famiglia, infatti si veda - Corrado I signore del castello di Fondi (1168) detto Lancia o D'Agliano e Bonifacio I D'Agliano, come Conte di Agliano-, l'ultimo della famiglia che porto la denominazione d'Agliano o d'Aliano fu Bartolomeo caduto in combattimento contro gli angioini nel 1268. Quindi può affermare che la denominazione D'Agliano non si riferisce ai Lancia come famiglia, al contrario del cognomen della famiglia Agliano vassalla dei marchesi Aleramici, come da te citato precedentemente.
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda Sarlo » martedì 29 aprile 2008, 17:27

San Marco ha scritto:Lo Scorza scrive che la famiglia Moncucco sia un Ramo dei di Brosolo, di Ivrea, originari da Vercelli.
I di Brosolo innalzano come
Arma: Spaccato d'oro e di rosso, il 2° ad uno scaglione d'azzurro profilato d'argento sostenente una pianta al naturale attraversante sul primo.


Grazie della notizia San Marco, non conoscevo questa attribuzione dello Scorza.
Vorrei però osservare che la famiglia di Brosolo, o meglio, Manfredo di Brosolo è preso come capostipite di molte famiglie nobiliari del sud del Piemonte che vengono riassunte generalmente sotto il "titolo" di Manfredinghe. Purtroppo la teoria manfredinga nella genesi di queste prosapie è stata duramente criticata e dimostrata inattendibile ad un serio esame delle fonti, contendo forzature (come la "legge dei nomi") e postulati arbitrari anche questi senza basi documentarie. Alcune tavole genealogiche, fondate su questi presupposti labili, attribuiscono effettivamente una derivazione da Manfredo di Brosolo, attraverso i signori di Canelli, degli Agliano.
Non so però se lo Scorza basi la sua attribuzione su questa teoria o abbia altre fonti ed abbia, quindi, elaborato tesi più valide. Se così non fosse, penso che questa supposta genesi lasci un poco il tempo che trova... :(
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Re: Ricerca subalpino-siciliana

Messaggioda AndreaSalvatore.Ilardi » martedì 29 aprile 2008, 17:29

Si rettifica la segnalazione del sito, per informazioni su Adelasia Del Vasto: http://www.stupormundi.it .
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