Nobiltà di Toga

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » lunedì 31 marzo 2008, 10:57

Grazie fabrizio Guinzio :D
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Elassar » lunedì 31 marzo 2008, 14:07

Federico B. G. ha scritto:Gentile Elassar, :P
mi permetto di inserirmi nel suo intervento con una piccola osservazione: al patriziato veneto non era (è) concesso la qualifica-titolo di "Don", ma quella di N.H-N.D.

Un caro saluto,
Federico


Ha ragione. Chiedo venia per l'errore.
Un caro saluto anche a Lei e grazie per la correzione,
Elassar
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Elassar » lunedì 31 marzo 2008, 14:14

Lefebvriano ha scritto:Grazie Elassar.
Sul titolo di "don" i documenti del XVII-XVIII secolo riportano i nomi dei giudici d'appellazione, capitano, sindaco, avvocato fiscale, giurato tutti preceduti dal titolo "Don". :)
E ancora è riportato in un documento del Settecento:"Giurati e Capitano le persone che fossero stati solamente figli o nepoti dei loro ascendenti Avi Giurati e questo per raggione di continuazione di nobiltà
:|


Probabilmente un tempo era così, ma dopo l'Unità d'Italia con l'entrata in vigore della normativa sull'ordinamento nobiliare itliano le cose sono certamente cambiate:

R.D.7 giugno 1943 n. 651 che approva il nuovo Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno del 24 luglio 1943, art. 39: Sono mantenute le qualifiche di «Don» e « Donna»: a) ai componenti delle famiglie che abbiano ottenuta speciale concessione; b) ai componenti delle famiglie insignite dei titoli di Principe e di Duca, e a quelli delle due famiglie marchionali romane così dette di Baldacchino; c) ai componenti delle famiglie sarde decorate simultaneamente del Cavalierato ereditario e della Nobiltà; d) ai componenti delle famiglie dell'attuale Lombardia in grado di provare: 1) che la loro nobiltà fu riconosciuta prima del 1796 in base alle disposizioni emanate dall'Imperatrice Maria Teresa per la revisione nobiliare nelle terre della Lombardia austriaca o confermata dopo il 1814 con Sovrana Risoluzione quale era stata goduta prima del 1796; 2) che si trovano nelle stesse condizioni nobiliari di cui al comma 1, pur non avendo avuto riconoscimento o conferma sotto il dominio austriaco; e) ai componenti delle famiglie dei territori dell'antico Ducato di Milano al tempo del dominio spagnolo ceduti ai Re Sabaudi dal 1714 al 1748, quando nel Ducato subentrò il dominio austriaco, che siano in grado di provare il possesso della nobiltà già al tempo del dominio spagnolo accompagnato dall'uso del Don nei propri ascendenti diretti in linea mascolina prima del distacco dei territori predetti dal Ducato.

R.D.21 gennaio 1929 n.61che approva l'Ordinamento dello Stato Nobiliare Italiano pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno 2 febbraio 1929 n.450, art. 52: Sono mantenute le qualifiche di « Don » e di « Donna »:
a) alle famiglie che ne abbiano ottenuta speciale concessione;
b) alle famiglie ex feudali romane, insignite di titoli di principe o di duca e a quelle marchionali cosidette di Baldacchino;
c) alle antiche famiglie nobili lombarde che le ebbero già riconosciute all'epoca della Revisione nobiliare ordinata dalla Imperatrice Maria Teresa;
d) alle famiglie sarde decorate simultaneamente del Cavalierato ereditario e della nobiltà.
Alle famiglie principesche o ducali delle altre regioni d'Italia, che dimostrino di avervi diritto, l'uso di tali qualifiche sarà riconosciuto mediante decreto del Capo del Governo, previo parere della Consulta Araldica.
.

A queste ipotesi occorre aggiungere i nobili sardi che avevano diritto al Don per antica tradizione.

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » lunedì 31 marzo 2008, 17:01

Dopo l'Unità d'Italia? Allora non vale nulla...
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Elassar » lunedì 31 marzo 2008, 18:18

Lefebvriano ha scritto:Dopo l'Unità d'Italia? Allora non vale nulla...

:?:
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » martedì 1 aprile 2008, 10:24

Quindi i discendenti delle casate appartenenti alla nobiltà di toga hanno diritto al titolo N.H.
:?:
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda MMT » martedì 1 aprile 2008, 11:37

Dunque alla città di Castelvetrano non è stata riconosciuta la nobiltà civica (per l'elenco delle nobiltà e dei patriziati civici riconosciuti tali dal Regno vedere http://www.cnicg.net/patriziato.asp ), probabilmente per il fatto di essere già un feudo, prima ancora paria, dei Pignatelli. Tuttavia questo non esclude che all'interno della città vi fossero dei nobili che vi erano residenti che amministravano la comunità. Il problema è che spesso non è molto facile da dimostrare e si rischia di confondere con nobili, famiglie che vivevano nobilmente (il nocciolo del problema italiano è sempre lo stesso). E' normale che famiglie più distinte dalle altre fossero trattate anche sugli atti pubblici o meno in modo privilegiato (Don ecc.) ma spesso certi trattamenti venivano abusati (come oggi il Dottò). Consiglio di fare un'attenta ricerca per vedere se la famiglia in questione avesse anche altro che il vivere nobilmente in un feudo come per esempio grandi appezzamenti di terra, palazzi con stemma coronato antichi, patronati gentilizi, e magari qualche croce cavalleresca...

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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » martedì 1 aprile 2008, 13:30

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Dunque alla città di Castelvetrano non è stata riconosciuta la nobiltà civica (per l'elenco delle nobiltà e dei patriziati civici riconosciuti tali dal Regno vedere http://www.cnicg.net/patriziato.asp ), probabilmente per il fatto di essere già un feudo, prima ancora paria, dei Pignatelli. Tuttavia questo non esclude che all'interno della città vi fossero dei nobili che vi erano residenti che amministravano la comunità. Il problema è che spesso non è molto facile da dimostrare e si rischia di confondere con nobili, famiglie che vivevano nobilmente (il nocciolo del problema italiano è sempre lo stesso). E' normale che famiglie più distinte dalle altre fossero trattate anche sugli atti pubblici o meno in modo privilegiato (Don ecc.) ma spesso certi trattamenti venivano abusati (come oggi il Dottò). Consiglio di fare un'attenta ricerca per vedere se la famiglia in questione avesse anche altro che il vivere nobilmente in un feudo come per esempio grandi appezzamenti di terra, palazzi con stemma coronato antichi, patronati gentilizi, e magari qualche croce cavalleresca...

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Gli ascritti alla Corte Giuratoria oltre al vivere nobilmente possedevano grandi appezzamenti di terra(come si legge negli atti notarili), antichi palazzi e stemmi coronati( di questi ultimi ne sono prova anche le antiche tombe). Inoltre è provato-sempre da documenti cartacei, da ritratti ecc.- che i cadetti di queste famiglie intraprendevano la carriera ecclesiastica, infatti i canonici della Chiesa Collegiata di san Pietro, i vicari foranei, gli Arcipreti della Chiesa Madre provenivano soltanto da queste famiglie, i sacerdoti provenienti da famiglie borghesi, o dal ceto degli artigiani non potevano accedere a tali cariche ecclesiastiche.
Le figlie femmine di queste illustri casate trovavano ospitalità presso il Monastero delle Domenicane all'Annunziata, monastero di clausura che accoglieva solo le fanciulle nobili(come testimoniato dai documenti del Sei e Settecento). L'altro monastero claustrale era quello delle benedettine per le non nobili. Inoltre la città godeva del privilegio della Compagnia dei Bianchi, un sodalizio religioso sorto a Palermo e composto esclusivamente da aristocratici, la cui prerogativa era quella di assistere e confortare i condannati a morte.
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 1 aprile 2008, 13:32

Per l'elenco delle città nobili, caro Michele, l'unica soluzione è la pubblicazione del Libro d'oro della Consulta: l'ho proposta nel sito bibliografico del forum. La ripetuta Consulta, nelle sue decretazioni, ha abbondantemente superato tutti gli elenchi a me noti:Arnone(quello citato nel sito C.N.I.), Barbolani etc. Se vieni all'Eur andiamo insieme all'Archivio per un controllo a campione. Qualche esempio nel foro lo ho già postato. Ripensandoci e modernizzandomi, potrebbe essere sufficiente mettere in rete il ripetuto Libro!Ciao, Fabrizio
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Elassar » martedì 1 aprile 2008, 15:18

Lefebvriano ha scritto:Quindi i discendenti delle casate appartenenti alla nobiltà di toga hanno diritto al titolo N.H.

Credo di no: il titolo N. H. era riservato solo ad alcune categorie di soggetti, tipo i patrizi veneti, come ricordato da Federico B. G.
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda San Celestino » martedì 1 aprile 2008, 18:03

xxx
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Se in vita non date un po' di voi agl'altri non rimarrà nulla di voi che valga la pena di vivere!
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda Lefebvriano » martedì 1 aprile 2008, 21:07

Gentilissimo FF la ringrazio, è stato molto esaustivo :)
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda San Celestino » martedì 1 aprile 2008, 21:11

xxx
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda MMT » martedì 1 aprile 2008, 22:18

fabrizio guinzio ha scritto:Prima di tutto un caloroso benvenuta a Lucia Lopriore! Ti ho letta! Aspettiamo di vedere le immagini. Per l'elenco delle città nobili, caro Michele, l'unica soluzione è la pubblicazione del Libro d'oro della Consulta: l'ho proposta nel sito bibliografico del forum. La ripetuta Consulta, nelle sue decretazioni, ha abbondantemente superato tutti gli elenchi a me noti:Arnone(quello citato nel sito C.N.I.), Barbolani etc. Se vieni all'Eur andiamo insieme all'Archivio per un controllo a campione. Qualche esempio nel foro lo ho già postato. Ripensandoci e modernizzandomi, potrebbe essere sufficiente mettere in rete il ripetuto Libro!Ciao, Fabrizio


Quindi mi stai dicendo che sono state riconosciute altre nobiltà o patriziati oltre all'elenco famoso!?
Devo confessare la mia ignoranza su questa notizia, davvero vergognosa :!:

Michele
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Re: Nobiltà di Toga

Messaggioda San Celestino » mercoledì 2 aprile 2008, 1:38

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