Stemma Biancavilla / Masi

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Stemma Biancavilla / Masi

Messaggioda Marcello Cantone » sabato 4 marzo 2006, 20:29

Gentilissimi colleghi, voglio sottoporre alla vostra attenzione lo stemma del comune di Biancavilla in provincia di Catania.
Il Canonico Bucolo nel 1952 nella sua “STORIA DI BIANCAVILLA” così scriveva a p. 29:

§. 12. Stemma: d'azzurro, alla torre merlata di tre pezzi, chiu-
sa e finestrata di nero, piantata sopra una zolla di terreno al na-
turale, accostato a destra da'un cavallo fermo dinanzi a un cipres-
so, e a sinistra da una croce d' argento sormontata da un nastro
d'oro col motto: Scanderbeg, e due burelle di oro nel capo dello
scudo, sormontate da un sole radioso pure di oro. Corona di
Conte. Il motto è un omaggio al grande guerriero albanese, la
corona al Signore del luogo (Moncada) che concedette il terreno.
Quest'arma è l'immagine dei seguenti versi tratti dalla can-
zone tradizionale sulla morte di Scanderbeg, colla quale egli con-
siglia il figlio Giovanni a prendere la madre e tre navi, e partire
per 1' Italia per non essere presi prigionieri dai Turchi:

Giunto all' arenoso lido, al funebre
Cipresso, che là si leva e stende l'ombra,
Lega il mio focoso cavallo, e sul cavallo
Ai venti marini spiega la bandiera
Delle mie vittorie; e sovr' essa poni la spada
Apportatrice di lutto, la spada mia
Sul cui taglio dorme la morte.


Emmanuele Portai in un suo opuscolo (1) dice che il suo
amico Albanese Giuseppe Schirò, professore di letteratura Albane-
se all' Università di Napoli, gli fece notare che tale stemma è ap-
punto quello della famiglia Albanese Masi, ed è assai verosi-
mile che il Comune o l'araldico, ispirandosi alla canzone nazio-
nale, abbia adoperato quello stemma.


(1) Sull’origine albanese di Biancavilla, Palermo 1902


Immagine


I privilegi di fondazione del paese furono concessi nel 1488 a Cesare Masi; quello che voglio verificare è se esiste realmente un collegamento tra lo stemma della famiglia Masi e quello di Biancavilla.

Cordialmente Marcello
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Messaggioda Marcello Cantone » sabato 4 marzo 2006, 20:32

:1: Questo è quello che è stato pubblicato nello Statuto del Comune :1:

GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA
PARTE PRIMA
PALERMO - VENERDÌ 8 NOVEMBRE 2002 - N. 51

Art. 5

Sede, gonfalone e stemma

1. Il Comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di Biancavilla. La sede dello stesso è ubicata nel palazzo municipale.
2. Il Comune ha un proprio gonfalone, una propria bandiera e un proprio stemma.
Lo stemma è uno scudo troncato ed è composto dai seguenti simboli:
- corona civica: sormonta l'intero scudo e rappresenta la municipalità di Biancavilla ed il suo status di Comune autonomo sin dalla fondazione, avvenuta con i privilegi dell'8-25 gennaio 1488;
- sole radioso: situato nella parte alta dello scudo ed immerso in un azzurro simboleggiante il cielo;
- zolla di terra: situata in basso, simboleggia il territorio.
Questo simbolo, assieme al sole radioso ed al cielo azzurro, esalta il significato di "Callicari" (antico nome di Biancavilla) che, per l'appunto, in greco significa "bella contrada";
- cavallo: rappresenta il cavallo dell'eroe nazionale albanese Giorgio Castriota detto "Scanderbeg", inoltre, assieme al cipresso, rappresenta lo stemma gentilizio di famiglia del primo capitano (sindaco) di Biancavilla Cesare Masi;
- cipresso: simboleggia l'albero al quale, secondo un'antica ricostruzione albanese, Giovanni Castriota, figlio dello Scanderbeg, legò il cavallo del padre e salpò verso l'Italia portando in salvo la madre e la sua gente minacciate dall'invasore turco musulmano Maometto II;
- torre: menata di tre pezzi e finestrata, è il simbolo dei signori del luogo, i conti Moncada;
- croce greca: riafferma l'appartenenza dei profughi albanesi alla religione cristiana di rito greco-ortodosso;
- nastro d'oro: sormonta la croce greca e reca la scritta "Scanderbeg" che, in arabo, significa "Alessandro il signore o il grande". Un omaggio al grande guerriero albanese Giorgio Castriota, strenuo difensore della fede cristiana;
- corona di conte: sormonta il nastro e la croce greca.
Simbolo della contea di Adernò, in onore del conte Gian Tommaso Moncada che fece emanare dai presidenti del Regno di Sicilia, Santapau e Centelles, l'8 gennaio 1488, il privilegio che concedette ai profughi albanesi, capitanati dal nobile Cesare Masi, la terra di Callicari o Poggio Rosso.
Nacque così "Casale dei Greci", oggi Biancavilla.
Nel gonfalone, lo stemma riprodotto su petto d'aquila rappresenta il simbolo dell'eroismo, quello dimostrato in sommo grado dallo Scanderbeg (Giorgio Castriota), il quale non si piegò mai alla volontà dei nemici turchi e fu sempre vittorioso in tutte le battaglie contro di loro.
3. Nelle cerimonie e nelle altre pubbliche ricorrenze, accompagnato dal sindaco o suo delegato si può esibire il gonfalone comunale.
4. L'uso e la riproduzione di tali simboli non possono essere utilizzati per fini non istituzionali. Possono essere utilizzati anche per altri fini solo se autorizzati ai sensi di legge ed ove sussista un pubblico interesse.
5. I colori della bandiera sono giallo e blu.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 4 marzo 2006, 22:03

Non ti 8) adontare nè sorprendere, caro Marcello...

...esistono Statuti comunali che araldicamente stanno messi assai peggio di questo!

Bene :D vale
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Messaggioda Marcello Cantone » lunedì 6 marzo 2006, 14:22

:roll: Nessuno può darmi aiuto sui Masi o de Masi? :roll:
Discendenti dalla tribù dei Mat Mas, i misuratori del tempo, un ramo si stabilì a Napoli.
Marcello Cantone
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 6 marzo 2006, 17:52

Marcello Cantone ha scritto::roll: Nessuno può darmi aiuto sui Masi o de Masi? :roll:

8) Proveremo e cercheremo... :wink:

Discendenti dalla tribù dei Mat Mas, i misuratori del tempo,

:shock: :shock: :shock: :? :? :? :( :( :(

un ramo si stabilì a Napoli.


...che è un po' più su di Biancavilla! :D

Bene :D vale
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Messaggioda Marcello Cantone » martedì 7 marzo 2006, 12:10

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:
Marcello Cantone ha scritto::roll: Nessuno può darmi aiuto sui Masi o de Masi? :roll:

8) Proveremo e cercheremo... :wink:

Discendenti dalla tribù dei Mat Mas, i misuratori del tempo,

:shock: :shock: :shock: :? :? :? :( :( :(



:cry: :cry: :oops: :oops: :oops: :oops: :cry: :cry:

in realtà è Mas Mat e non Mat Mas solo da poco mi sto interessando alla storia Arberesh

questa notizia l’ho estratta dal sito

http://www.oresteparise.it/cognomi/ricerca.html

il paragrafo è il seguente:“….. e quivi un altro paese vi sorse denominato Piana dei Greci per distinguerlo da quelli di rito latino; e così poi vennero fuori gli altri Bronto, Mozzoiuso, Sant'Angelo, San Michele. In questi paesi posero stanza i Primati Janni Barbati, un Giorgio Gulema, un Janni Skirò, un Janni Mancalusi, un Tommaso Thani, un Gjon Boxia, un Matteo Masza, un Teodoro Drogoli, un Giorgio Barlezio, un Janni Thaminiti, un Mesacchio, che ricorda la Masaka del Caucaso, nonchè un Gino di tal cognome, noto per uno dei più arditi capitani di Scanderbegh, il quale caduto prigioniero nelle mani dello inesorabile Maometto II fu scorticato vivo, infine un Masì della tribù dei Mas Mat, i misuratori del tempo.

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:un ramo si stabilì a Napoli.

...che è un po' più su di Biancavilla! :D

Bene :D vale

Vero Napoli sta un po' più su ma quasti Albanesi erano Stradioti

http://www.italica.rai.it/principali/li ... /f_lv3.htm

e si muvevano in continuazione, oggi al soldo di un signore domani al soldo di un altro.
Un esempio sono i Bua.


Cordialmente Marcello
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Messaggioda Marcello Cantone » martedì 7 marzo 2006, 12:23

:shock: Sto sfogliando ad uno ad uno i libri dello Schirò :shock:
nel volume :“Gli Albanesi e La questione Balcanica” a pag. 210 ho trovatu un elenco di famiglie nobili albanesi passate in italia.

i più cospicui fra gli Albanesi, specie dopo la
caduta di Kroja e di Skutari e dopo l'eroica ed estrema resistenza opposta in
Modone, Corone e Nauplia emigrarono, in varie spedizioni, nell'Italia me-
ridionale e nella Sicilia con tutte le loro famiglie, accrescendo di molto il
numero delle Colonie che da qualche tempo ivi esistevano.

Così presero la via dell'esilio i Castriota, i Golemi o Conmeno, i Mu-
sacchi, i Balscia, gli Schirò o Sgro, i Peta, i Masi o Masci, i Lopes, i Masara-
kia, i Mirspi, i Lascari, i Matranga, i Bua, i Crispi, i Cuccia i Casesi, i Pravatà,
i Reres, i Gropa, i Manes, i Darà, gli Sqadhà i Kalimani, gli Zaiapì, i Costan-
tini, i Basta, i Bideri, gli Ales, i Frari, i Ghetta, gli Stasi, i Vrana, i Dorangriqi,
i Guzeta, i Kinigò, gli Stratigò, i Fija o Bilja, i Rada, i Joci, i Mandala, gli
Zamandà, gli Spanò, i Camesi, gl'Ipsari, i Jorga, i Duci, i Suli, i Camodeca, i
Barbata, i Vlasci o Lasi, gli Sciales, i Sirchia, i Parrini, i Franco, i Dorsa, i
Dragota, i Jura, gli Scura, gli Argondizza, i Rodotà, i Grimolizzi, i Boscia, i
Camizzi, gli Spata, i Raffi, i Prosfera, gli Schilizzi, i Bellushi, i Bardhushi, i
Burresha o Burleshi, i Calivà, i Caravà, i Collida, i Vucula, i Chiara, i Conte i
Leshi, i Ciula, i Clesba o Cleshri, i Ucursi, i Turjela, i Djeli, i Mates, i Borshi,
i Malkasi, i Toja, i Kamnitì, gli Zuzura o Chiuchiera, i Renes, i Mesuca o
Mazzuca, i Dragina, i Dramis, i Bilotta, i Variboba, i Gasisi, i Bisulca, i Baf-
fa, gli Staffa, i Carnaio, i Bovi, gli Srnilari, gli Strigari, i Rioli, gli Ermi e in-
finiti altri, la cui nobiltà fu riconosciuta e confermata dai Sovrani del tempo
e ai quali, specie da Carlo V, furono concessi "amplissimi privilegj anche per i
loro discendenti in futurum tanto per il Regno di Napoli quanto per li regni di Sicilia
citra e ultra Pharum e in ogni luogo sottoposto al suo dominio, con farli godere tutte e
qual si vogliano franchigie, immunità, esenzioni, prerogative e privilegj e farli trattare co-
me nobili, franchi, immuni ed esenti da tutti e qualsivogliono pagamenti, ed impositioni
imposte ed imponendo tanto Regii quanto di Baroni
".


[b]Cita i Masi o Masci[/b]

Cordialmente Marcello
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 8 marzo 2006, 16:15

...e :oops: purtroppo, caro Marcello, circa i Masi lo scriptorium menziona solamente famiglie italiane (poco meno di una decina) da Bergamo a Lecce...

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Messaggioda Marcello Cantone » mercoledì 8 marzo 2006, 19:45

Grazie buon frate :cry: , solo un'ultima curiosità: in nessuno stemma di queste famiglie Masi è rappresentato un cavallo?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 8 marzo 2006, 19:46

Marcello Cantone ha scritto:Grazie buon frate :cry: , solo un'ultima curiosità: in nessuno stemma di queste famiglie Masi è rappresentato un cavallo?


Non ho guardato in tutti, lo :oops: ammetto...

...ma in quelli che ho visto, purtroppo :( no.

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stemma masci con cavallo

Messaggioda arbëresh » lunedì 4 dicembre 2006, 16:42

Per quanto riguarda lo stemma della famiglia Masci il cavallo è presente nella comunità di San Benedetto Ullano ( sopra il portone del palazzo ) , e se non erro anche i Masci di Vaccarizzo Albanese , avevano per stemma una giumenta , mentre nel mio paese ( S. Sofia d'Epiro ) lo stemma è andato distrutto . Sia San Benedetto che Vaccarizzo sono comunità albanesi fondate nel XV sec. in provincia di Cosenza . Non so se i Masci fecero mai parte del ceto nobile in Italia , ma nei nostri paesi erano sicuramenteuna una tra le famiglie più potenti . Ciao e buona ricerca !
arbëresh
 
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Messaggioda Marcello Cantone » martedì 5 dicembre 2006, 11:02

Gentilissimo Arberesch,
grazie per le informazioni, hai qualche rappresentazione grafica di questi stemmi e qualche riferimento bibliografico sui Masi/Masci?
Cordialmente Marcello
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Messaggioda arbëresh » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:07

Ciao , purtroppo non ho nessuna foto o schema dello stemma , ma se capito a San Benedetto vedrò di scattare qualche foto .
In merito alla bibliografia non c'è nulla sulla storia della famiglia , mentre in qualsiasi libro sugli albanesi d'Italia , e sulla loro venuta , i Masci compaiono sempre tra i nomi dei profughi . In una Platea del 1508 relativa al mio paese ( S. Sofia d'Epiro ) ci sono 4 soggetti ( 1 Masius e 3 Masi ) , ma la musica è la stessa anche per gli altri paesi .
Dovresti essere più preciso . L'argomento Masci è un pò esteso... e per ciò che riguarda i primi abitanti delle nostre colonie , i documenti scarseggiano .
Per i Masci di Napoli sò per certo che Angelo Masci ( giurista ) , nativo del mio paese , visse lì fino alla fine dei suoi giorni ( 1821 ) , probabilmente sposandosi e generando dei figli .
Ma forse i Masci ai quali ti riferisci sono più tardi... comunque fammi sapere . Ciao!
arbëresh
 
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 6 dicembre 2006, 22:11

Un Masci fu Pontefice col nome (se ben ricordo) di Nicolò IV nel lontano XIII secolo... 8)

Bene :D valete
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