Proposta di legge sulla disciplina dell'araldica privata

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Re: Proposta di legge sulla disciplina dell'araldica privata

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 26 novembre 2014, 13:24

Dopo aver letto i vari commenti, tra cui quello di Tomaso di cui pur condivido alcuni aspetti pragmatici e di buon senso delle sue "note tecniche" - ma il pragmatismo e il buon senso Tomaso stanno alla burocrazia italica come il decisionismo all'asino di Buridano... -, resto nella mia totale perplessità.

Innanzi tutto perchè la proposta mi pare fuori dal tempo per questa materia - l'araldica di privati cittadini è ormai "dismessa" anche da molti stati retti a monarchia -, complicata, incerta, e, in fondo, velleitaria per i troppi sottointesi non sciolti: gli aspetti "nobiliari" che si andrebbero a lambire in contrasto con la costituzione, le questioni di "possesso", di "marchio", di "emblema personale", "emblema di famiglia", "famiglia omonima", etc., questioni legate ad un diritto di famiglia in evoluzione (il College of arms ad esempio ha disciplinato di recente le regole per gli stemmi matrimoniali per coppie gay), che si incrociano in un ginepario di norme giuridiche contemporanee in cui il Legislatore dovrebbe tenere la barra con consuetudini araldiche che si fondano su un "diritto" di Antico Regime. Sembra davvero una "mission impossible" soprattutto perchè non è né una necessità reale, nè un'urgenza.
Non ultimo i "mezzi a disposizione". In teoria rivolgendosi a tutti i cittadini, si ipotizza di creare una sorta di "anagrafe araldica nazionale" a cui potrebbero rivolgersi decine di migliaia di cittadini, una massa di richieste di "riconoscimenti" (?) "certificazioni" (?) di cui è lecito dubitare possa essere regolata con una meditata e autorevole gestione.

A suo tempo, ad esempio, la Consulta araldica aveva un aspetto positivo che l'attuale Ufficio non ha più purtroppo, le commissioni regionali che scremavano con la necessaria competenza locale le istanze del postulante indirizzandole a Roma con già espresse le valutazioni del caso. Immagino la famiglia alto atesina o della piccola valle della Carnia che indirizza al "burocrate araldico romano" - sia detto come mero dato oggettivo senza un intento denigratorio agli aggettivi "burocrate" e "romano" - il suo stemma perfettamente giustificato da una serie di valutazioni storico-araldiche legate alle consuetudini giuridiche delle "Regole ampezzane" o degli antichi usi delle "Vicinie della Carnia". Come ci potrà essere una consapevole gestione di queste "sfumature" così legate alla più specifica storia locale, che al "di fuori" possono essere lette come variabili ed eccezioni non accettabili? Mah... sono molto scettico.

Da libertario quale sono, che rifugge come la peste ogni ingerenza dello Stato - specie uno come questo... - nella vita delle persone, preferisco sempre la Libertà. La libertà su quello che è un (piccolo) fenomeno che, come araldica personale, è ormai ascrivibile alla sfera privata di una "nicchia" di soli "appassionati" e che consente già quello che l'ennesima nuova legge vorrebbe disciplinare. Chi ne capisce di queste cose del resto vede già adesso se uno stemma è una buffonata con corone, manti imperiali o granducali di signorie bizantine inventate e ne sorride. E l'appassionato comporrà consapevolmente un nuovo stemma proprio perche appassionato di questa disciplina e la rispetta. E la variegata paccottiglia araldica che ci affligge (ma che riconosciamo bene :D ), in ogni caso, resterebbe comunque a dispetto dell'ennesima nuova legge.

Saluti,

F.
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G. Kolmar
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Re: Proposta di legge sulla disciplina dell'araldica privata

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 26 novembre 2014, 14:20

Come non condividere quanto riportato dal nostro Franz?
Io ho un pensiero in contrasto con se stesso: da un lato propenderei per una mentalità libertaria in cui l'ingerenza dello Stato deve essere minima e dall'altro sono statalista, cioè ritengo utile che lo Stato regolamenti, gestisca e uniformi il vivere in comune così da avere meno dissidi (forse perché avendo dovuto sostenere molti trasferimenti, se da un lato le differenze locali rappresentano la storia e la cultura di una popolazione e sono momento di crescita, dall'altro creano anche molti ostacoli ai nuovi arrivati).
Quindi, se da un lato non mi dispiacerebbe ci fosse un po' d'ordine nella nostra materia araldica con un registro ufficiale dello Stato, facilmente consultabile, dall'altro comprendo quanto sarebbe complicato gestirlo (e in queste poche pagine abbiamo visto le prime problematiche insorte: corone nobiliari, stemmi di famiglie omonime, usurpazione di stemmi storici, regole araldiche da applicare...).
Inoltre non penso si potrebbe arrivare a prevedere delle sanzioni per chi usa uno stemma senza averlo registrato (e senza averlo ovviamente rubato ad altra famiglia) e quindi verrebbe anche meno l'utilità di richiedere il riconoscimento statale se posso usare uno stemma senza pagare dei balzelli e sottostare all'inevitabile iter burocratico.
In definitiva, penso proprio che la proposta non avrà grande seguito, ma non è mai detto l'ultima parola. Noi approfittiamo della discussione per fornire utili spunti ai proponitori, poi vedremo cosa ci riserva il futuro.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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La tassa sullo stemma

Messaggioda pierfe » venerdì 1 maggio 2015, 17:48

Penso che possa interessare ai fruitori del forum questo breve servizio di ADNKRONOS sulla proposta di legge "tassa sullo stemma di famiglia"
http://www.adnkronos.com/2015/04/30/una ... iOHMK.html
Questa è la proposta di legge:
http://www.camera.it/leg17/995?sezione= ... PDL0026580
Ritengo che siano necessarie alcune considerazioni sulla residualità della legge araldica italiana (rr.dd. 651-652 del 1943) e sul fatto che la Repubblica italiana non riconosce la nobiltà (XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione), quindi come possono essere registrati attributi nobiliari quali le corone?
E se tutti vogliono registrare il proprio stemma di famiglia quale è il parametro per dimostrare il diritto all'uso di un determinato stemma di famiglia?
L'ultima legge araldica lo stabiliva con chiarezza:
1) tutti i nobili (ma solo quelli che sono iscritti nel Libro d'oro oggi conservato all'Archivio Centrale dello Stato)
2) le famiglie di distinta civiltà che non sono nobili ma devono provare il pubblico uso per almeno 100 anni (e non è certo l'uso di un biglietto da visita);
diverso è il discorso nel creare un nuovo stemma che potrà essere personale non certo familiare; ed infine quali sono gli Uffici Araldici stranieri che registrano agli italiani? Attualmente è solo possibile in Sudafrica!
Tratterò diffusamente l'argomento su Nobiltà, n. 126 (maggio-agosto 2015).
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Re: La tassa sullo stemma

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 1 maggio 2015, 17:58

Una proposta di legge davvero strana.

Vedremo l'evolvere della cosa, che a quanto pare c'è il rischio si trasformi -semplificando- in una sorta di "tassa sullo stemma" (intendendo: hai uno stemma di famiglia e vuoi usarlo? Paga la tassa prefista).

Se non fosse che è il 1° maggio, verrebbe da pensare ad una cosa da 1° aprile...

E.L.
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