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QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
piero59 ha scritto:L'altra metà dello stemma sembra quello dei Caffarelli.

Nel 1786 Francesca Lisci sposò il Marchese Lorenzo Ginori ed, essendo l'ultima discendente della sua famiglia, lasciò al figlio Carlo Leopoldo tutti i suoi beni, tra cui la tenuta di Querceto. Quest'ultimo, per rispettare la volontà della madre, aggiunse il cognome dei Lisci a quello dei Ginori.
[Fonte Genealogia e Storia della Famiglia Ginori di Luigi Passerini]Quando poi imperator Francesco d'Austria-Lorena, Granduca di Toscana, invesì il marchese Carlo della contea di Urbecche nel Casentino gli modificò nel diploma l'avito stemma, aggiungendovi quello della diramazione dei Guidi che avea signoreggiato quel feudo : il quale risultò, per conseguenza, composto di uno scudo diviso orizzontalmente, coll'arme antica dei Ginori nella parte superiore; nella inferiore partito, col leone rampicante nel campo azzurro a diritta, e di rosso abbracciato di argento dall'altra parte: assegnando collo stesso diploma per sostegni allo scudo due aquile volanti col collo
circondato di corona reale all'antica


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Antonio Pompili ha scritto:Infatti - dobbiamo dire come nota di metodo - non è sempre detto che la nascita di un nuovo ramo sia precedente alla nascita di un nuovo stemma.
Nella storia multicolore dell'araldica si danno anche casi di stemmi di creazione più recente rispetto a un'originaria più semplice arma, che poi vengono ereditati da un nuovo ramo.

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