Stemma su un mazzo di carte di fine '400

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Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda marc2 » domenica 11 settembre 2011, 18:32

Buongiorno a tutti,
da alcuni anni, mi interesso di iconografia rinascimentale, tra cui le immagini raffigurate sul mazzo di carte da gioco noto come "Sola Busca", dal nome della famiglia che lo possedeva quando ha suscitato l'interesse degli storici dell'arte. L'anno scorso il mazzo di carte e' stato acquistato dalla Pinacoteca di Brera (http://archiviostorico.corriere.it/2010 ... 6071.shtml).

Si tratta di 78 incisioni ferraresi della fine del '400. L'unica copia della serie interamente giunta fino a noi è stata riccamente dipinta, probabilmente a Venezia. Tra i vari dettagli che il pittore ha aggiunto alle incisioni, ci sono alcuni stemmi araldici, che si suppone siano collegati al committente del mazzo di tarocchi dipinti. In particolare, sul trionfo XIV (Bocho) lo stemma appare con la dicitura “Anno ab urbe co[n]dita MLXX”. Gli storici dell'arte hanno ricondotto tale data al 1491, visto che il mito vuole che Venezia sia stata fondata nel 421. Uno stemma analogo è visibile sull'Asso di Spade. Il Prof. Mark Zucker (che ha descritto il mazzo nell'Illustrated Bartsh) ha definito lo stemma come “fasce rosse e argento alternate, attraversate da una banda gialla” (mi scuso per la mia inadeguatezza nel tradurre la terminologia araldica). Allego una mia approssimativa ricostruzione dello stemma di Bocho:

Immagine

Queste sono le immagini complete delle carte in cui lo stemma mi sembra essere piu' leggibile:
http://www.tarotpedia.com/wiki/Image:S01_Sola_Busca.jpg
http://www.tarotpedia.com/wiki/Image:T14_Sola_Busca.jpg

Sarei interessato alla vostra opinione sul significato di questo stemma. E' possibile che sia veramente il blasone della famiglia committente? Potrebbe essere in qualche modo identificabile?

Grazie in anticipo per ogni commento o indicazione che vorrete fornirmi.

Marco
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda Salvanèl » lunedì 12 settembre 2011, 8:53

E' lo stemma dei Venier di Venezia.
Fasciato di rosso e d'argento, alla banda d'oro attraversante (o alla banda in divisa d'oro)
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda marc2 » lunedì 12 settembre 2011, 17:42

Salvanèl ha scritto:E' lo stemma dei Venier di Venezia.
Fasciato di rosso e d'argento, alla banda d'oro attraversante (o alla banda in divisa d'oro)


Grazie Salvanèl!

Zucker descrive lo stemma come "non identificato e probabilmente non identificabile". Come spesso succede, ciò che è misterioso per i profani non lo è affatto per gli esperti :D

Tra le risorse online avevo trovato questa raccolta di stemmi veneziani. Avevo notato la somiglianza tra lo stemma delle carte e quello Venier, ma la versione di questo sito risulta diversa: le fasce sembrano d'oro e manca la banda. Queste differenze sono dovute alla scarsa affidabilità dell'armoriale online o esistono diverse varianti dello stemma?

Ancora grazie, sono contento che questo mistero sia risolto!
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda Tilius » lunedì 12 settembre 2011, 19:48

Sarebbe Venier anche se la banda d'oro non fosse parte integrante dello stemma (infatti é resa quasi fosse posta sopra allo stemma, ondulata in modo naturalistico a mo' di nastro, quasi 3D: non vorrei che facesse il paio con le bretelle, del pari dorate, che sospendono lo stemma al collo del personaggio retrostante).

Lo stemma Venier "base" é fasciato di rosso e d'argento (o d'argento e di rosso, ché non cambia la sostanza).
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda Franco Benucci » lunedì 12 settembre 2011, 22:57

E' documentata anche la variante con banda d'oro, anche se di solito non realizzata come cintura. Invece non mi sembra attestato altrove il fasciato rosso/oro (che forse dipende da una resa troppo calcata dei colori nella versione informatica della pagina di stemmario riportata sopra: anche i Malipiero hanno campo argento, mentre Morosini della sbarra, Steno e Marcello sarebbero oro e azzurro e non verdone... strano però che Mocenigo e Foscari siano giusti)
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda Tilius » martedì 13 settembre 2011, 7:29

Franco Benucci ha scritto:strano però che Mocenigo e Foscari siano giusti

Esatto. La tavola riprodotta é ingiallita forte, non tanto però da poter far credere che l'intenzione originale dell'autore per i Veniere non fosse rosso & oro.

PS: se é per quello sono documentate anche altre varianti (con un capo d'argento al leone di San Marco di rosso, ad esempio... sempre dal mai abbastanza benedetto stemmario monacense...)
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda marc2 » martedì 13 settembre 2011, 13:44

Tilius e Franco, grazie per le ulteriori indicazioni!
Ora sono curioso di capire in quali contesti sia stata utilizzata la variante con la banda d'oro e quale fosse il suo significato...l'appetito vien mangiando ;) . Mi indichereste per favore un riferimento bibliografico tramite cui possa documentarmi?

Grazie ad un post di “De Gules”, ho trovato il manoscritto 1379 della Biblioteca Casanatense
(http://opac.casanatense.it/Record.htm?R ... 4917379659). Anche su questo bello stemmario, la banda non c'è. Se capisco bene, la variante con la banda non è poi così frequente. Non sono riuscito a capire se lo stemmario di Monaco sia accessibile online (ho trovato un link postato da Salvanèl http://codicon.digitale-sammlungen.de, ma col tedesco non me la cavo molto bene).

Riguardo all' “ondulazione 3D” della banda, correttamente notata da Tilius, ritengo che voglia sottolineare una convessità ellittica nella parte centrale dello scudo, simile a quella che si può vedere nel Re di Denari:
http://www.tarotpedia.com/wiki/Image:D14_Sola_Busca.jpg

Marco
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda Franco Benucci » martedì 13 settembre 2011, 17:05

marc2 ha scritto:Ora sono curioso di capire in quali contesti sia stata utilizzata la variante con la banda d'oro e quale fosse il suo significato. Mi indichereste per favore un riferimento bibliografico tramite cui possa documentarmi?

Nessun significato speciale, solo diversi rami familiari, con o senza banda, con o senza moleca, iniziando da rosso o da bianco, ecc. La fonte forse più a portata di mano e ricca di varianti è il Blasone veneto di p. Coronelli. Per sapere di quale ramo si tratti, forse bisognerà andare a Venezia in Archivio di Stato, a guardare gli Arbori Barbaro

Non sono riuscito a capire se lo stemmario di Monaco sia accessibile online (ho trovato un link postato da Salvanèl http://codicon.digitale-sammlungen.de, ma col tedesco non me la cavo molto bene)

E' on-line, ma ultimamente hanno cambiato sistema di visualizzazione ed è diventato un po' più macchinoso arrivarci e trovare la pagina giusta. Per i Venier, ecco qui, con colori assai errati e grafia invece pure (collage dai cod. icon. 273 e 274, volumi VIII e IX della serie, rispettivamente c. 153r e c. 85r-86r):
Immagine
Riguardo all' “ondulazione 3D” della banda, correttamente notata da Tilius, ritengo che voglia sottolineare una convessità ellittica nella parte centrale dello scudo, simile a quella che si può vedere nel Re di Denari

Convessità dello scudo e dell'umbone centrale certamente, ma mi pare che ci siano anche delle fibbie agli estremi della banda (per questo sopra parlavo di cintura) e che quindi sia rappresentata come se non fosse del tutto aderente allo scudo, ma forse è solo una mia impressione visiva...
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda Salvanèl » mercoledì 14 settembre 2011, 18:25

La banda d’oro sul fasciato, come la sua variante più stretta che si definisce in divisa, è una brisura o spezzatura: una variazione nello stemma allo scopo di differenziarlo da quello di altre linee di uno stesso ceppo famigliare.
Allego una riproduzione a colori di una pagina dello Stemmarietto veneziano Orsini De Marzo pubblicato in Stemmario veneziano Orsini De Marzo / a cura di Niccolò Orsini De Marzo. – Milano : Orsini De Marzo, 2007, p. 314 ed una in B/N dal Blasone veneto di Vincenzo Maria Coronelli stampato a Venezia nel 1693.
Molti anni fa, studiando la formazione della biblioteca del filosofo roveretano Antonio Rosmini, appresi che il giovanissimo Antonio intorno agli anni 1815-1820 riuscì a comperare una parte della biblioteca Venier messa all’asta dagli eredi. Dei libri, delle stampe (magari anche del mazzo) e delle carte d’archivio all’asta, com’era la prassi, fu quasi certamente stampato un catalogo. Catalogo che non ho mai consultato ma che probabilmente è conservato alla Marciana.

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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda marc2 » mercoledì 14 settembre 2011, 22:05

Franco e Salvanèl, grazie mille!

Chiedo a voi e a Tilius l'autorizzazione a condividere quanto da voi illustratomi (naturalmente citando voi e il forum) con la comunità di hobbisti con cui sono solito scambiare considerazioni su questo e altri antichi mazzi di carte. Se preferite essere citati per nome e cognome, per favore fatemelo sapere, anche via PM.

Siete stati molto gentili a recuperare addirittura le immagini! Stavo già pensando a quando prendermi mezza giornata per andare a consultare il Coronelli in biblioteca :) E' strano come a volte un incompetente possa fare da ponte tra due competenze diverse: in questo caso, quella artistica di Mark Zucker da un lato e quella vostra araldica dall'altro.


Franco Benucci ha scritto:Convessità dello scudo e dell'umbone centrale certamente, ma mi pare che ci siano anche delle fibbie agli estremi della banda (per questo sopra parlavo di cintura) e che quindi sia rappresentata come se non fosse del tutto aderente allo scudo, ma forse è solo una mia impressione visiva...


Non direi che sia solo una sua impressione. Penso che il miniatore abbia effettivamente voluto rendere il blasone un oggetto tridimensionale, sia tramite la convessità ellittica che tramite queste fibbie. In questo è stato fedele allo spirito dell'incisore, che ha reso i “semi” delle carte non come meri simboli numerici, ma come oggetti dotati di volume e immersi in complesse rappresentazioni classicheggianti.

Salvanèl ha scritto:Molti anni fa, studiando la formazione della biblioteca del filosofo roveretano Antonio Rosmini, appresi che il giovanissimo Antonio intorno agli anni 1815-1820 riuscì a comperare una parte della biblioteca Venier messa all’asta dagli eredi. Dei libri, delle stampe (magari anche del mazzo) e delle carte d’archivio all’asta, com’era la prassi, fu quasi certamente stampato un catalogo. Catalogo che non ho mai consultato ma che probabilmente è conservato alla Marciana.


Non so dire se questo antico mazzo di carte possa essere passato dalle mani di Rosmini. Leopoldo Cicognara, nelle sue “Memorie spettanti alla storia della calcografia” (1831), scrive che “questo prezioso monumento tiensi in Milano dalla nobilissima dama sig. marchesa Busca nata duchessa Serbelloni” . La storia di queste carte è avvincente e misteriosa. A lungo sono state ritenute perdute e si pensava che ne rimanesse solo una copia fotografica che lo storico dell'arte Arthur M. Hind aveva fatto avere al British Museum. Da queste copie fotografiche, nel 1909, l'artista inglese Pamela Colman Smith prese ispirazione per alcuni di quelli che sarebbero poi diventati i più celebri tarocchi divinatori:
http://www.tarotpedia.com/wiki/Image:S03_Sola_Busca.jpg
http://www.sacred-texts.com/tarot/xr/sw03.htm
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 14 settembre 2011, 23:00

Domani sono a Venezia (in Archivio ma non in Marciana), guarderò qual è(ra) il ramo brisato con la banda in divisa: avrà quasi certamente un nome legato alla parrocchia di riferimento (Venier da san qualcosa), ma a fini distintivi potremmo chiamarli (informalmente e facendo il verso ai Morosini) Venier della sbarra
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda Salvanèl » mercoledì 14 settembre 2011, 23:39

marc2 ha scritto:
Non so dire se questo antico mazzo di carte possa essere passato dalle mani di Rosmini


Sono certo che nella biblioteca del Rosmini non sono mai passate carte da gioco.
Intendevo dire che all'epoca, ma già nel '700 e fino ad oggi, si stampavano dei cataloghi delle aste librarie con elenchi più o meno dettagliati. Se è stato pubblicato il catalogo dell'asta Venier, come credo, questo potrebbe rivelare notizie interessanti: chi vendeva, quando e cosa ad esempio. Su molti esemplari di questi cataloghi rimangono le note marginali di chi assistendo all'asta segnava i prezzi e i nomi degli acquirenti.
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 15 settembre 2011, 15:16

Curioso, negli Arbori Barbaro non c'è nessuna traccia né grafica né testuale dei Venier 'della sbarra': notizie comunque interessanti sull'arma di famiglia in generale, le sue varianti e la tecnica di realizzazione su pietra:
VII (33), 211: "Venier. Furono della stirpe di Valeriano Imperatore Romano, il quale donò Pavia e Cremona a Zuanne e Franceschino Venier per suoi meriti. Le qual Città furonno abbandonate dalli discendenti di detti per timore di .... [sic] et per mostrare Iurisdizione ritenero per sua insegna l'Arma della Comunità di Cremona con trè tresse [cioè fasce] rosse, e trè bianche [cfr. http://www.araldicacivica.it/stemmi/com ... e/?id=1420], e lasciorono quella del Pelicano et andorono ad abitare a Vicenza, perciò venuti a queste isole furono detti Vicentij. Abitorono in Eraclia mentre vi fù Sede Dogale, poi a Mattamucco [Malamocco], poi a Rivoalto [Rialto], dove fecero edificare la Chiesa di San Moisè, di San Zuanne Decollato, e molte Fabriche della Chiesa di Sant'Aponal."
VII (33), 243: "Alcuni hanno scritto che gl'Antiqui Precessori di Lunardo Venier Procurator [de supra, 1266] da Costantinopoli vennero a Venezia et suoi discendenti [...] dipingono l'Arma sua così, con il San Marco; del tenere di quello si trova scritto a trè modi. Che quando li nostri lasciorono San Todero [Teodoro, primo patrono di Venezia], [e] tolsero San Marco per Protettore, anco questi Venieri lo posero nella sua Arma, et essendo il San Marco rosso bisognava ponerlo in bianco, [altrimenti] non lo ponevano nel più alto luoco della sua Arma, onde mutorono li colori delle Tresse, e posero il San Marco ad alto. Altri dicono che uno ser Nicolò Venier rimesse presto un altra bandiera di San Marco della Gallìa del Capitano, in luoco di quella che era stata rotta da nemici, appresso Coron [Korone, Peloponneso] e s'ebbe vittoria, che forse non avendo ciò fatto perdevasi essa vittoria, perciò posa il S. Marco in l'Arme. Et altri che questi Venieri furono a favore della libertade contro ser Bajamonte Tiepolo del 1310. e per tale affezione posero il S. Marco nel Arma. Li nepoti di ser Lunardo Procurator [...] possedevano i suoi desendenti Case nella Contrada di S. Moisè dove si vedono in pietra viva, et sopra li pozzi l'arma Veniera con la prima tressa relevada, che dimostra essere il Rosso di sopra."

A parte quest'ultimo dettaglio tecnico, notizie sostanzialmente analoghe, relative alla successione delle armi, porta C. Freschot, La nobiltà veneta, Venezia, G.G. Hertz, 17072, 431:
Immagine
La variante brisata in banda sembra proprio assai rara (come pure il fasciato blu e bianco)...
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda marc2 » giovedì 15 settembre 2011, 18:06

Salvanèl, grazie per il chiarimento. Mi dispiace di aver frainteso il tuo post precedente.

Franco, le citazioni dagli “Arbori” sono fantastiche! Se non sto di nuovo fraintendendo, la prima frase è pregevolmente anacronistica: l'imperatore Valeriano (III secolo) imparentato con uno Zuanne e un Franceschino :)
Molto interessante anche l'ipotizzata derivazione dello stemma da quello della città Cremona.

Freschot cita una sfumatura che forse si applica alle nostre carte da gioco: il porpora invece del vermiglio. Direi che le fasce dipinte sullo scudo sono porpora, come l'armatura di Bocho, non vermiglie come le calze del personaggio.
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Re: Stemma su un mazzo di carte di fine '400

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 15 settembre 2011, 23:30

marc2 ha scritto:Le citazioni dagli “Arbori” sono fantastiche! Se non sto di nuovo fraintendendo, la prima frase è pregevolmente anacronistica: l'imperatore Valeriano (III secolo) imparentato con uno Zuanne e un Franceschino :)
Molto interessante anche l'ipotizzata derivazione dello stemma da quello della città Cremona.

Non fraintendi, questo è il bello (uno dei belli) delle genealogie tradizionali: l'idea del ridicolo o dell'inverosimile non li sfiorava nemmeno, anzi li motivava, a maggior gloria della famiglia. A Bologna a fine mese presenterò un caso del genere, ma ancora più macroscopico (ibridazione genealogica tra X s.a.C. e XI d.C., operata nel XVII). L'accenno a Cremona potrebbe forse datare il tutto agli anni a cavallo tra 400 e 500, quando la città fu brevemente soggetta a Venezia.
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