Cardinal de Tricapella

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Cardinal de Tricapella

Messaggioda Franco Benucci » sabato 29 gennaio 2011, 12:30

Pileus comes de Prata fu vescovo di Padova e poi di Ravenna, oltre che candidato (non approdato) al patriarcato di Aquileia. Si consolò diventando cardinale, ma poi baruffò col papa e bruciò il galero in piazza. Siccome era fortunato che viveva in un'epoca in cui si poteva scegliere, passò all'antipapa a Avignone e ridiventò cardinale, con un nuovo cappello. Ma non gli andò tanto bene neanche lì e così col papa nuovo tornò a Roma e ottenne anche qui la conferma del cardinalato e un ulteriore cappello nuovo fiammante, e questa volta canonico. Passò così alla storia come nel titolo del topic o, latinamente, come Pileus trium pileorum o de tribus pileis. Leggere per credere, se qualcuno è come S. Tommaso e/o vuole la storia raccontata in modo più serioso: http://www2.fiu.edu/~mirandas/bios1378.htm#Prata
Siccome Pileo era uno spirito, oltre che inquieto, anche romantico e i primi amori non si scordano mai, qualche anno prima di morire fondò a Padova (città dove si fece anche seppellire, in Duomo) un collegio universitario (anche in questo caso gli era andato male il tentativo precedente a Bologna) per studenti friulani (Prata è in provincia di Pordenone) di diritto canonico, che durò tra alterne vicende fino al 1891 e passò alla storia come Collegio pratense (o dei Furlani).
Nel 1484, il card. Pietro Foscari, lontano successore di Pileo sulla cattedra di Prosdocimo, fece restaurare l'edificio che era diventato sede definitiva del Collegio (e che esiste ancora, affacciato su piazza del Santo a Padova, ma adesso è una caserma) e ci fece mettere in facciata lo stemma episcopale del fondatore Pileo.
Quando il Collegio fu soppresso nel 1891 (e l'edificio venduto per creare col ricavato delle borse di studio sostitutive, da 450 lire l'una), lo stemma (e le altre iscrizioni che c'erano) fu rimosso e trasferito al Museo Civico, allora dall'altra parte della piazza, che tuttora lo conserva nei depositi.
Siccome lo stemma è in pietra di Nanto (arenaria tenera), anche se si era ben conservato fino ad allora pur essendo rimasto esposto alle intemperie per vari secoli, sono poi bastati pochi decenni di smog moderno per distruggerlo, così che di fatto quello che si conserva oggi è una pietra tutta sfarinata che guai a toccarla, dove si riconosce appena la sagoma di uno scudo a testa di cavallo timbrato da una mitra e affiancato dai resti dei tipici fiocchi prelatizi. Ma per fortuna nel 1891 invece di fare foto digitali facilmente alterabili facevano dei bei disegni a catalogo e così ci è rimasta documentazione di com'era fatto quello stemma.
E qui viene la sorpresa: il cardinal Cappello dei tre cappelli si ritrovava uno stemma senza cappello (ferreo contrappasso dantesco, certo...), ma quel che è più strano è che dalla parte superiore della mitra (che per di sotto era munita delle sue infule svolazzanti) fuoriuscivano due cordoni che poi scendevano sui fianchi dello scudo, con 10 fiocchi per lato. Il disegno è questo qui sotto: avete mai visto una cosa del genere?
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Voglio dire: la trascrizione grafica vi pare attendibile, o sarà meglio pensare che in realtà la lastra (93x53x10) era già allora mutila in alto (e quindi in origine sopra alla mitra c'era il galero coi suoi fiocchi regolari) e il disegnatore del Museo trovandosi sti fiocchi che uscivano dal nulla ha pensato bene di farli nascere da qualche parte collegandoli alla mitra per di sopra? Magari quella specie di protuberanza tondeggiante che nella foto attuale sembra segnare il margine superiore della lastra è ciò che resta del galero perduto?
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda adj » sabato 29 gennaio 2011, 12:40

Una sovrapposizione del galero alla mitra mi pare davvero assai improbabile.
Vabbé che il nostro in quanto a sfoggiare cappelli non lesinava certo...
... né a distruggerli, come successo anche per lo stemma in arenaria: altro contrappasso? ;)
adj
 

Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Antonio Pompili » sabato 29 gennaio 2011, 19:45

L'argomento che offri alla nostra attenzione è molto interessante, caro Franco.
Da parte mia vorrei offrire solo delle linee di risposta, e non una soluzione definitiva, alla quale forse non possiamo aspirare.
Possiamo ricordare che già negli ultimi decenni del XV secolo, tranne rare eccezioni, il galero - utilizzato già araldicamente dagli inizi del XIV secolo - si era imposto come segno distintivo dei cardinali, mentre il simile cappello prelatizio per arcivescovi e vescovi avrebbe cominciato ad esser usato comunemente in ambito araldico solo alcuni decenni dopo, e a diffondersi decisamente solo nella seconda metà del secolo XVI.
D'altra parte la mitria era ancora alla fine del XV secolo timbro caratteristico di vescovi e arcivescovi che non fossero insigniti di dignità cardinalizia.
Le sovrapposizioni di più timbri non sono in genere osservabili prima dell'epoca barocca. E toccherà poi aspettare l'intervento legislativo di Paolo VI (1969) per liberarsi della pesantezza di stemmi timbrati con due o tre copricapi (mitria e cappello, in alcuni casi anche corona).
Che poi qualcuno abbia voluto eccedere anche in tempi più antichi non possiamo escluderlo. Anche se - lo confesso - non ricordo dalle mie rilevazioni in Italia e all'estero un altro caso preciso di sovrapposizione di ornamenti ecclesiastici in periodo tardo-medievale o rinascimentale. Devo averlo visto, ma non ricordo dove e quando... Dovrei spulciare con calma tutto il mio archivio fotografico... impresa ardua!
Comunque, ammettendo anche altri casi simili al nostro e ad esso coevi - e qualcuno ce ne sarà stato sicuramente! - tenderei ad escludere l'ipotesi di una 'fusione' tra mitria e fiocchi di un galero. E questo perchè non erano i fiocchi, e specificamente il numero di essi (almeno prima del 1832), ad indicare la dignità cardinalizia ma il galero e il suo caratteristico colore rubino (anche se non riprodotto in un manufatto acromo).
Mi sembra più ragionevole dunque ipotizzare la presenza di un galero realizzato nelle sue intere fattezze, di cui la parte superiore era già andata persa prima dell'esecuzione del disegno.
Per quale motivo poi sia stato eseguito a suo tempo uno stemma di Pileo con due copricapi non posso dirlo con certezza.
Potrebbe essere che con la mitria si volesse richiamare il suo ruolo di vescovo di Padova, mentre con il galero si volesse richiamare la dignità cardinalizia che - non va dimenticato - è dignità concessa ad personam e non ad una sede.
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Tilius » sabato 29 gennaio 2011, 22:24

adj ha scritto:Una sovrapposizione del galero alla mitra mi pare davvero assai improbabile.


Mi associo a questa conclusione evidenziando che, da un punto di vista prettamente tecnico, la lastra quanto il disegno appaiono completi nel loro disegno né si evidenziano mutilazioni dello stemma in alto: se si esclude l'angolo superiore sinistro sbeccato, il bordo superiore appare infatti regolarmente diritto, e lo stemma occupa la lastra nella sua interezza senza strane adesioni (o ancor meglio troncature) di elementi al bordo che possano far pensare a una prosecuzione su un pezzo di lastra adiacente e non più presente.

Evidentemente (volendo lanciarsi in qualche ipotesi...) il Nostro fu in vita troppo ondivago nel mendicare il proprio cappello cardinalizio per ogni dove, e in morte lo si volle (giustamente) gratificare di questo attraverso un piccolo sgarbo araldico. [angel]
O semplicemente vennero ritenuti sufficienti i fiocchetti profusi in abbondanza per identificare la dignità cardinalizia (per i vescovi allora non usavano o usavano molto poco), ponendo la mitra vescovile maggior risalto sul particolare biografico del Nostro quale vescovo insediato sulla cattedra che fu di Prosdocimo.
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Franco Benucci » domenica 30 gennaio 2011, 1:50

Andiamo bene: qualcuno dice sì e qualcuno dice no... ;)
e per lunedì mi è stato annunciato un altro autorevole intervento in merito: vedaremo, si dice qui...
Anche a me comunque la lastra, per quanto generalmente malandata, sembra completa nelle sue dimensioni e proporzioni: cercavo però di capire se e come si poteva risolvere la strana commistione di mitra e fiocchi e mi aveva colpito quella protuberanza rotondeggiante al margine superiore

Qualche altra informazione di contorno: sull'epigrafe che ricorda l'insediamento del Collegio nella sede definitiva, nel 1420, ci sono due stemmi di Pileo senza mitra e timbrati da galero con fiocchi (3 per lato: 1-2), sulla tomba invece c'erano ma sono stati scalpellati via in epoca giacobina (per via dei gigli). Quindi anche lui ha avuto il suo bravo cappello araldico, solo non (o non più) nel caso qui in esame.
Nei restauri del 1484, insieme alla decorazione a fresco di alcune sale e allo stemma, il card. Foscari fa fare un'altra epigrafe che dice:
COLLEGIVM PILEI DE PRATA CA
NONIBVS DEDITVM PILEO ILLUST(ratvm)
.M.CCCC.LXXX.IIII.
Pileo illustratum: 'decorato col cappello' o 'dal cappello': alludeva al suo proprio come committente dei lavori o stava prendendo in giro il povero Pileo pluri(s)pileato?
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Franco Benucci » lunedì 31 gennaio 2011, 18:18

Ho casualmente riscontrato stamattina in un ms. araldico-prosopografico di metà '600, riferito alle famiglie che erano già "potenti in Padova" nel 1310, che gli stemmi di vescovi-abati-cardinali "recenti" (per allora) hanno lo scudo timbrato solo dal cappello del colore giusto (nell'ordine: verde-nero-rosso), mentre quelli di prelati medievali hanno mitra e cappello sovrapposti, oltre al pastorale passato in banda o in sbarra dietro allo scudo. Che sia un caso o che c'entri qualcosa?
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Tilius » lunedì 31 gennaio 2011, 18:54

Picture, please.
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Zaccheo » martedì 1 febbraio 2011, 17:52

Gentile Franco,
la realizzazione araldica che proponi rappresenta per me un caso più unico che raro. Dal momento in cui il galero e la mitria iniziarono a timbrare rispettivamente gli scudi cardinalizi (prima metà del sec. XIV) e quelli episcopali (inizio sec. XV), fino a tutto il periodo rinascimentale, non ricordo, infatti, di aver osservato manufatti in cui i due copricapo, il primo, espressione di un dignità onorifica, di solito araldicamente preminente sul secondo, pertinente al titolo gerarchico, venissero utilizzati in sovrapposizione.
A tal proposito anche io propendo nel ritenere che i motivi che abbiano suscitato questa inconsueta pratica consistano nella volontà di evidenziare come Pileus comes de Prata fosse stato non solo vescovo di Padova dal 1359 al 1370 ma anche cardinale…nonostante le movimentate vicende ecclesiali che lo coinvolsero.
Pochi dubbi, infine, nel ritenere che i cordoni con le nappe ancora visibili nella lapide non fuoriuscissero dalla mitria ma da un più ragionevole cappello cardinalizio scolpito nella parte alta del manufatto e scomparso ben prima della realizzazione del rilievo grafico.

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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Franco Benucci » martedì 1 febbraio 2011, 18:01

Tilius ha scritto:Picture, please.

Eccole qua, scelte a caso tra le molte. In realtà, guardando con più calma, la casistica è più complessa e forse non riconducibile solo alla variabile diacronica intravista ieri. Bisognerebbe guardare tutto con attenzione e distinguere i vari casi, che tra l'altro si intersecano con quelli delle 'signorie temporali', come si vede nel caso dei Pio, ma intanto per rendere l'idea mi pare sufficiente così:
Immagine Enselmini
Immagine Dauli
Immagine Gonzaga
Immagine Pio
Scusate le dimensioni altalenanti, ma il macchinario fa un po' quel che vuole...
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Tilius » martedì 1 febbraio 2011, 20:37

Thank You so much.

Siamo sicuri che il minigalero nel primo caso (che poi mi sembra essere l'unico di doppio cappello ecclesiastico) non sia posticcio?

E anche non lo fosse, il concetto é applicabile allo stemma lapideo iniziale?
Vorrebbe infatti dire che:
(1) il fantomatico galero era già completamente disintegrato alla fine dell'800, ché nel disegno non vi é traccia alcuna di tale presenza;
oppure
(1 bis) che il galero era su lastra separata (o comunque su moncone resecato - resecato alquanto bene - sul margine superiore) andata distrutta/dispersa;
(2) in ambo i casi di cui sopra, il disegnatore ha preso una sonora cantonata, facendo esplicitamente discendere i fiocchetti a partire dalla mitra.
[hmm.gif]

Zaccheo ha scritto:Pochi dubbi, infine, nel ritenere che i cordoni con le nappe ancora visibili nella lapide non fuoriuscissero dalla mitria ma da un più ragionevole cappello cardinalizio scolpito nella parte alta del manufatto e scomparso ben prima della realizzazione del rilievo grafico.

Spazio sulla lastra sopra la mitra in effetti ce ne sarebbe (ed é un poco strano che ci sia, ché in basso invece la decorazione a rilievo arriva fino all'orlo inferiore della lapide).
Epperò é del pari strano che il galero si sia disintegrato completamente, e soprattutto che dovesse già essere totalmente sparito nel momento in cui venne realizzato il disegno. [hmm.gif]
...
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 2 febbraio 2011, 0:43

Tilius ha scritto:Thank You so much.
Siamo sicuri che il minigalero nel primo caso (che poi mi sembra essere l'unico di doppio cappello ecclesiastico) non sia posticcio?

In che senso? Sicuramente non nel senso di aggiunto a posteriori. Qui ho messo un esempio per tipo, ma ci sono almeno una decina di casi di galero+mitra (episcopale o abbaziale), altrettanti o forse più di galero solo (nero, verde, rosso e marrone: generale dei francescani), 2-3 casi di mitra sola, poi vari copricapi militari, corni dogali, pilei e stocchi 'temporali', magari accoppiati al galero (tipo Pio sopra), ecc. Purtroppo il personaggio di riferimento non è segnato giusto accanto ma bisogna cercarlo nella/e pagina/e dedicata/e alla famiglia, quindi ci vuole un po' di tempo e di calma. Poi in certi casi (Este, Gonzaga, ecc.) dice "molto cardinali"

E anche non lo fosse, il concetto é applicabile allo stemma lapideo iniziale?

La domanda era ben questa...

Vorrebbe infatti dire che:
(1) il fantomatico galero era già completamente disintegrato alla fine dell'800, ché nel disegno non vi é traccia alcuna di tale presenza;
oppure
(1 bis) che il galero era su lastra separata (o comunque su moncone resecato - resecato alquanto bene - sul margine superiore) andata distrutta/dispersa;
(2) in ambo i casi di cui sopra, il disegnatore ha preso una sonora cantonata, facendo esplicitamente discendere i fiocchetti a partire dalla mitra.

Esatto, salvo quella protuberanza rotond-oide ;) là in alto, che c'era anche nelle foto di un po' di distruzione fa (anni 60 circa), forse eventuale possibile unica reliquia del perduto galero... Vale anche per il tuo commento a Zaccheo, che ometto per brevità.
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 2 febbraio 2011, 2:36

Quel manoscritto è molto interessante, caro Franco. E degne di nota queste ultime osservazioni (a parte un intervento che sembrerebbe in buona misura una fotocopia sbiadita del mio precedente...).
Comunque a me la presenza originaria di un galero nella sua interezza sembra la cosa più ragionevole per un semplice motivo: che dei cordoni con fiocchi svolazzanti da una mitria (come da disegno del 1891) non sembrerebbero essere molto sensati e significativi...
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 2 febbraio 2011, 19:17

Come diceva il mio prof. di matematica, due è maggiore di uno, non baruffate sulla maggiore o minore saturazione di colore dei vostri rispettivi interventi, sempre graditi ;)
Il ms. è interessante e a torto sottovalutato, dovrò guardarci con calma appena respiro un po'.
Quanto al disegnatore del Museo, forse i fiocchi pendevano già dal nulla e allora ha pensato di dare un senso grafico al tutto. Del resto erano anni di anticlericalismo spinto, gli stemmi vescovili e le statue dei santi fuori delle chiese li scalpellavano o rovesciavano nottetempo, figurarsi se andavano a verificare l'attendibilità araldica di Pileo lo scappellato, anzi fose ci ridevano appunto sopra...
Franco Benucci
 

Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 2 febbraio 2011, 23:59

Hai ragione caro Franco! Non poca arte araldica è andata perduta in nome di certe posizioni...
A partire dalla "protuberanza rotondoide" in alto di cui tu sottolineavi la presenza, e da quello che mi sembrerebbe il resto di un nodo osservabile appena sopra la punta della mitria, penso che in origine lo schema ornamentale dello stemma poteva essere più o meno questo:
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Re: Cardinal de Tricapella

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 3 febbraio 2011, 0:31

Qui c'è la mano (anzi il topo) dell'artista, mon père: conosco un gallerista che esporrebbe volentieri una serie di cose così...
Attendibile, in effetti, ben osservato. Qui c'è la copia fedele dell'epigrafe di Pileo pileato:
http://www.maldura.unipd.it/ddlcs/cem/A1.pdf
datata 1420 ma fatta nel 1929, quando l'ex-collegio è stato trasformato in caserma delle camicie nere (Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale) e l'originale è stato messo "al sicuro" al Museo: quanto al sicuro lo si vede qui nel 2009:
http://www.maldura.unipd.it/ddlcs/cem/A1a.pdf
http://www.maldura.unipd.it/ddlcs/cem/A1b.pdf (la parte 'migliore')
Per completezza documentaria, qui c'è la tomba di Pileo scalpellato, in Duomo:
http://www.maldura.unipd.it/ddlcs/cem/8.pdf
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