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Destavara ha scritto:"D' argento al cinghiale al naturale fasciato di rosso".
non capisco se devo disegnare uno scudo fasciato di rosso e poi sovrapporre l' animale,
Il blasone è una concatenazione verbale tra diversi termini, la quale segue la medesima logica della "concatenazione estetica" tra le figure dello stemma dato.
Per farla breve: se lo scudo fosse stato fasciato e l'animale si fosse sovrapposto ad esso, il blasone sarebbe stato fasciato di ecc.ecc., alll'animale ecc.ecc."...![]()
oppure se si tratta di un campo d' argento con un cinghiale che devo "vestire" con una fascia rossa che gli cinga l' addome...
si arriva in cielo
si arriva in cieloDestavara ha scritto:Buondì, Egregio Frà Eusanio, la ringrazio di nuovo per l' ulteriore approfondimento...
Ciao, grazie a te della pazienza.
Interessante! Comunque ho trovato la citata descrizione fatta da un araldista sardo (...) e l' ho riportata nel mio quesito così come lui l' ha proposta (in realtà poi si tratta del terzo quarto di uno scudo)... Può essere una licenza che si è preso l' araldista in questione, o secondo lei si tratta proprio di un errore (perchè allora è un errore recidivo, nelle sue descrizioni infatti questo non è l' unico animale "fasciato"!)?
Attenzione: nessuno "giudichi"nessun altro!
Parlare di licenza, o peggio di errore di chicchessia non rientra nei compiti nè nello stile di questo forum.
Precisato ciò, se nel lavoro in questione c'è costanza nel blasonare "fasciati" gli animali (quali animali, in particolare?), allora si può pensare che in quell'opera si intenda sempre fasciato per stolato.
Magari è proprio questa imprecisione che ha generato la mia insicurezza nell' interpretarlo...
Comunque dalle alle mie basilari conoscenze risulta che la fascia (in generale) è simbolo del cingolo cavalleresco, che in origine cingeva le reni (poi divenne a volte una sorta di "tracolla-come le fasce attuali per così dire). Allora: siccome l' allusione, nel caso specifico, è al cognome Sanna (in sardo il termine sanna indica la zanna, e quindi compare il cinghiale),
Quindi ciò lo rende uno stemma parlante o, per meglio dire, allusivo.
famiglia di cavalieri, può essere che per tale motivo la fascia sia stata trasposta dallo scudo alla figura per significare tutto ciò, e che quindi trattandosi di fascia e non di stola sia usato il termine fasciato per questo? Grazie per l' attenzione, D.
si arriva in cieloDestavara ha scritto:Grazie ancora per la risposta, gli stemmi alludenti in Sardegna sono una parte molto notevole rispetto al loro complesso...
A partire da quello degli Arborea, infatti!![]()
mi ponevo il problema di quanto si debba essere formali e rigorosi nella blasonatura: deduco che non esista una maniera per così dire canonica nel scegliere, in casi specifici, questa o quell' altra terminologia,
Tocchi un punctum dolens: a volte, la ricchezza terminologica (che è un pregio del linguaggio blasonico italiano) si tramuta da pregio a difetto.
Come in tutte le cose, dipende da come si padroneggia il gergo araldico, evitando termini ormai desueti e non facendosi fuorviare da presunte assonanze con la lingua parlata.
ma che quindi vada interpretata l' opera del singolo autore...
Beh, diciamo piuttosto che (per forza di cose!) si compie un'interpretazione ogni volta che si vuole tradurre un blasone in disegno.
Si tratta di un'operazione di traduzione nel vero senso della parola, dal linguaggio scritto al linguaggio visivo.
Alla prossima, grazie.
si arriva in cieloDestavara ha scritto:Gentile Frà Eusanio,
ti dirò che anzi lo stemma degli Arborea (che è quello del giudicato omonimo), è fra i più antichi (e pochi) attestati nell' isola. Di fatto non sono mai stati trovati stemmi di famiglie sarde anteriori al '400 (quindi non si sa nemmeno se in Sardegna esistessero delle armi familiari prima della conquista aragonese-i soli stemmi conosciuti e documentati sono quelli delle famiglie genovesi e toscane). E' proprio per lo sviluppo dell' araldica isolana solo in epoca post-giudicale che quasi tutte le armi propriamente sarde nascono in sostanza quando gli usi degli scudi non erano già più quelli originari, e per questo mancano quasi sempre di quelle caratteristiche di semplicità ed essenzialità delle origini che si riscontrano bene o male nel resto d' Europa. Risentono invece molto delle allusioni ai cognomi e di figure che richiamano il contesto prettamente agricolo-pastorale della regione stessa. Alla prossima!
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