da Ninni » domenica 27 giugno 2010, 12:38
Ho trovato un frammento di Bartolo da Sassoferrato(del"Tractatus") nel quale egli afferma che chi era "così stolto da assumere arbitrariamente le insegne che erano proprie del titolare di una dignitas o officium si macchiava del crimine di falso. Con pari rigore si tratta il facinoroso che lede il buon nome altrui copiando lo stemma della famiglia di quest'ultimo".
Questo certamente aveva rilievo nella società medioevale(credo che tale impostazione continuò almeno fino al '600); tuttavia mi sembra alquanto strano la mancanza di alcun riferimento in tempi più recenti su tale problematica. Probabilmente occorrerebbe controllare le disposizioni sul falso e simili del Regno d'Italia. Ho letto tempo fa, non ricordo dove, che il Regno d'Italia consentiva a chi esibiva uno stemma pacificamente da trent'anni di continuare ad esibirlo. Vedrò anche di cercare nei codici borboni sia di diritto civile e penale se c'è qualche indicazione in questo senso.
Grazie come sempre.
<<tutto ciò che è antico è nobile>>