marco foppoli ha scritto:Caro Pierfelice,
devo dire che le lunghe discussioni che negli anni ho avuto con Heim erano tra due artisti; hanno riguardato l'aspetto creativo ed artistico dell'araldica, ci si scambiava opinioni e idee sull'aspetto grafico estetico, la ricerca e l'utilizzo delle fonti medioevali, la loro elaborazione per tacere delle "note tecniche" su colori e inchiostri.
La questione degli ordini non era al centro delle nostre discussioni sebbene, l'unico suo tarlo, questo si me lo ricordo bene - tra le prime cose che mi diceva dopo i saluti appena varcata la soglia della casa di Zehnderweg 31-, era se mi fossi finalmente deciso ad entrare nell'Ordine Costantiniano Spagna di cui lui era Gran Priore, cosa che all'epoca, anche per la mia giovane età, non diedi seguito e che invece ha riguardato scelte più vicine negli anni. In ogni caso credo che anche tu sappia come ci sono situazioni e contesti ove un Ordine può essere ricevuto anche per cortesia e non creare un rifiuto scortese.
Caro Marco,
grazie per la tua risposta. Ad essere sincero un prelato dovrebbe attenersi alle disposizioni della Chiesa, dove gli ordini sono sono SMOM e Santo Sepolcro.
Poi per opportunità ci sono quelli "accettabili" perchè si richiamano a quelli che un tempo o per bolle pontifice o per natura statuale rappresentavano qualcosa di pubblico.
Ma quelli sulla lista dell'Osservatore Romano del 1935 non dovevano assolutamente essere accettati, è un fatto di coerenza, tanto più grave in un prelato esperto di araldica.
Quanto a Roncalli era uno stemma ormai in uso da tanto e "legittimato" dagli anni precedenti,
Un Patriarca o un Pontefice non è tenuto ad essere un genealogista o araldista esperto, ma l'esperto avrebbe avuto il dovere di informarlo ed ad un papa è permesso cambiare radicalmente il suo stemma, tuttavia a me risulta che nessuno informò il pontefice dell'errore in cui l'avevano fatto incorrere e per tutta la vita credette di essere un ramo disceso dai conti Roncalli.
né, a mio avviso, si può incolpare Heim se un papa polacco come proprio stemma usi uno stemma... polacco( ma Heim era sempre esplicito nel riferirmi come GP.II non avesse avuto alcun suggerimento sul suo stemma...) come i precedenti bresciano e bergamasco avevano fatto la stessa, cosa con stemmi di tradizione bergamasca e bresciana, cosi come l'allure bavarese ha riguardato l'arme di Papa Benedetto XVI e il dimensionalmente fin troppo evidente emblema Gesuita è parte principale dell'insegna del Vescovo di Roma Francesco.
Gli araldisti servono per fare scuola, e devono sapere imporsi e non accettare l'autorità senza consigliare quando si stanno commettendo errori. Il papa è infallibile solo quando parla di questioni di fede.
Lo stemma di ogni papa non ha mai avuto ambizioni di universalità e genericità simbolica ma è emblema di una storia e tradizione personale reso universale perchè distinto dai simboli - questi si universali - del magistero petrino: tiara e chiavi.
Concordo ma dovrebbe rappresentare l'univesalità del ministero
Ma quello che resta e conta di Heim non è la legittimità o meno di uno degli onori del suo medagliere, o l'imbarazzo di un lontano e dimenticato incontro mondano, ma una splendida opera quarantennale di artista araldico - e le cose che tu avvicini al fumetto erano i suoi divertissement tardivi ove si prendeva la libertà di esaperare il segno portando al limite dell'astrazione la sintesi degli stilemi medievali -, ha significato molto per l'evoluzione dell'araldica contemporanea intesa con una qualche ambizione di arte, cosi come la sua opera di studioso resta imprescindibile a chi si voglia avvicinare all'araldica ecclesiastica.
Non ho mai discusso sulla competenza araldica di Mons. Heim che riconosco in pieno (mi riferisco al suo sapere accademico), non amo lo stile dei suoi divertissement per questioni di gusto personale, ma non relego la competenza araldica al solo disegno, perchè l'araldica è una scienza e deve avere i suoi maestri depositari di una completa competenza accademica perchè diventano punti di riferimento. Del resto gli araldi di Stato non sono disegnatori ma studiosi con una ottima formazione storica e giuridica.
Quanto alla Svizzera esiste sia una folta associazione nazionale di Cavalieri di Malta che riunisce, tra gli altri, i più importanti nomi della nobiltà elvetica che, al contempo, un nutrito numero di cavalieri del Santo Sepolcro. Insomma ci sono contesti e situazioni ove l'originale severità elvetica in fatto di ordini ha una sua comprensibile, tollerabile, pragmatica deroga.
Per prima cosa non esiste una nobiltà elvetica ma di famiglie nobili straniere divenute elvetiche, e questo è uno dei punti che non condivido con la CILANE, che ammette una associazione nobiliare elvetica - proveniente da un Paese dove la nobiltà nazionale non esiste - piena ovviamente di famiglie nobili francesi, italiane, tedesche, vaticane. La Svizzera ha il suo patriziato che è l'espressione dei suoi ceti dominanti del passato, e non comprendo perchè non si è riunito in una associazione nazionale chiedendo, anche se composto di non nobili, l'ammissione in CILANE visto che già ne fa parte l'associazione britannica AFGB che ammette in gran parte i semplici possessori di stemma che non rappresentano quindi il concetto di nobiltà della corona britannica. Ma questo è solo un mio parere personale.
Riguardo a SMOM e Santo Sepolcro che rispettano nella totalità l'insegnamento della Chiesa, in questo caso per gli svizzeri possono essere intesi come un servizio più che un onore e quindi un mezzo per seguire il cammino del fedele della Chiesa Cattolica. La mia contestazione si riferisce invece agli ordini che non rientrano in questi casi
Infine per tornare al disegno dello stemma di papa Francesco presentato ieri, io, onestamente non riesco a riconoscere alcuno stile, "una mano", tanto sono neutre, generiche e lineari le poche cose che lo definiscono; è la composizione di un insieme dalla provenienza etorogenea - le immagini dello scudo ad esempio sono del tutto identiche a quelle precedenti che si vedevano on line con un fiore irriconoscibile e una stella maris a cinque punte un po' inconsueta nella simbologia mariana ove normalmente è a sei, sette o otto punte - la mitria a strisce assai inelegante rispetto alla bellezza della tiara, e, semmai, qui è stata operata una sorta di sistemazione e sommatoria di cose differenti con un esito complessivo che potrà, mi auguro, essere migliorato.
Concordo: deve essere migliorato e spero che non venga perso il pallio usato dal predecessore.
Per finire vedo che nessuno ha ancora parlato della nobiltà romana legata ai membri della famiglia del papa, il mio pensiero è che è finita con la caduta del potere temporale e con la perdita di Roma, restando accettabile ancora con l'entrata in vigore dei Patti Lateranensi, momento dopo il quale dico per me come parere personale vale come i titoli concessi dall'imperatore Bokassa dall'esilio... Spero che nessuno si offenda per questa mia affermazione dettata solo dal desiderio di spiegare
un caro saluto
Pier Felice degli Uberti




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