ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

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ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda Kratos » domenica 4 settembre 2011, 12:15

Gentili esperti araldisti,
sarei grato se sapeste spiegarmi il significato della raffigurazione simbolica con cartiglio (vedi sequenza foto) in greco: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ.
Grazie.
Socrat


http://www.castelloditavoleto.it/?IDC=3&ID=8&page=1
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda Antonio De Battisti » domenica 4 settembre 2011, 12:30

Se le mie reminiscenze scolastiche non mi traggono in inganno, dovrebbe significare Amante della virtù.
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda adj » domenica 4 settembre 2011, 14:16

ΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ (con qualche dubbio sulla correttezza della grafia) dovrebbe essere superlativo di ARATOS (forma ionica ARHTOS), che significa domandato, desiderato, bramato: amici delle cose più desiderate? (un po' come dire che in quel luogo si può soddisfare ogni desiderio)
In quanto alla "raffigurazione simbolica" temo che l'unico che possa darne conto sia l'autore...
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda antonio_conti » domenica 4 settembre 2011, 14:38

La dicitura nel cartiglio “ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ” è associata a una figura che richiama quella presente nello stemma dei conti Petrangolini (originari di Peglio, stabilitisi poi a Urbino): tre monti in forma di aguzzi triangoli affiancati.
Ma con la presenza di una base quadrangolare richiama anche l’impresa del duca di Urbino Guidobaldo II Della Rovere nella sua prima versione (prima della trasformazione delle mete da piramidali a coniche (1558). E Infatti proprio dell’impresa di Guibobaldo trattasi: Mete e dicitura “ΦΙΛΑΡΗΤΩ ΤΑΤΩΙ”.
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda antonio_conti » domenica 4 settembre 2011, 15:07

Ecco un'immagine dell'impresa come rappresentata dal 1558. La versione rappresentata nel castello di Tavoleto è (stilizzata) quella precedente, quando le mete avevano una forma triangolare (piramidale).

Immagine

A informare l'entuorage ducale della reale forma delle mete presenti nell'architettura di Roma antica fu Girolamo Ruscelli, in occasione della redazione de "Le imprese illustri".
Il Guidobaldo volle interpellare il Bembo a proposito del motto, ma non è noto un intervento di quest'ultimo in risposta alla sollecitazione ducale.
Per Ruscelli il motto unito alle mete, che non comparve prima del 1555, doveva intendersi nel senso che solo all'uomo virtuoso sarebbe toccata la gloria.

Va detto che Guidobaldo intendeva passare alla storia come uomo virtuoso, tuttavia la spiacevole e drammatica vicenda della sollevazione urbinate nel 1574 e la sua durissima reazione, appannarono per sempre l'immagine di principe ideale.

Resta da capire cosa ci stia a fare quell'impresa nel castello di Tavoleto [hmm.gif] .
Forse qualche architetto d'ambienti l'ha trovata graziosa e affine allo stemma dei Petrangolini? [confused.gif]

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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda antonio_conti » domenica 4 settembre 2011, 15:11

Per comodità, ecco l'immagine dell'impresa al castello di Tavoleto di cui si parla qui.

Immagine

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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda adj » domenica 4 settembre 2011, 15:21

antonio_conti ha scritto:E Infatti proprio dell’impresa di Guibobaldo trattasi: Mete e dicitura “ΦΙΛΑΡΗΤΩ ΤΑΤΩΙ”.

Complimenti per l'identificazione.
Io ero stato banalmente ingannato dall'aspetto assai moderno dell'insieme e dalla sua destinazione attuale, cos' da non credere che riprendesse un'impresa storica.
Devo anche ricredermi sul significato di ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ, che è evidentemente superlativo del composto (dunque aveva ragione Antonio De Battisti), quindi "amantissimi della virtù" o "i più amanti della virtù".
adj
 

Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda Kratos » domenica 4 settembre 2011, 16:27

Ancora grazie a tutti Voi per l'aiuto, e, segnatamente, chapeau ad Antonio Conti per passione ed erudizione.
Sokrat.
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda bardo » martedì 6 settembre 2011, 1:32

antonio_conti ha scritto:Resta da capire cosa ci stia a fare quell'impresa nel castello di Tavoleto [hmm.gif] .
Forse qualche architetto d'ambienti l'ha trovata graziosa e affine allo stemma dei Petrangolini? [confused.gif]


A proposito del castello di Tavoleto, oggi mi sono trovato a sostare per alcuni minuti nella piazza antistante il castello. Sulla facciata ho scorto tre stemmi: i due laterali dei Petrangolini (?), anche se ho subito pensato "le tre mete!" :D che ho scoperte qualche giorno fa, ma mancava giustamente la base; quello centrale portava una rosa (?) con un cartiglio in sbarra, attraversante, recante la scritta OREZZA.
E' il motto dei Petrangolini? E la rosa? Malatesta? :D
Per Antonio: mai visitata la Cappella Petrangolini, qui a Rimini? ;)

un saluto ;)
Luca
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda antonio_conti » martedì 6 settembre 2011, 2:10

Uno stemma col le tre punte si vede in una delle rapide serie di immagini che illustrano il sito. Si tratta comunque di speroni rocciosi o di veri e propri monti, appunto nulla a che fare con le mete roveresche prima maniera. Manca l'aquila, perché? Non lo so. Magari sullo spreti c'è scritto qualcosa... [hmm.gif]
Sono passato per Tavoleto varie volte ma non mi sono mai fermato una sosta, e magari due chiaccere con gli attuali proprietari potrebbe essere un'idea... il posto, comunque, non pare adeguato alle mie povere tasche [badmood.gif]
Della cappella Petrangolini a Rimini, anche, non so nulla... ammazza se sono ignorante, non solo nel senso romagnolo [ops.gif]
a. [wink_smilie.gif]
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda Franco Benucci » martedì 6 settembre 2011, 13:56

antonio_conti ha scritto:ammazza se sono ignorante, non solo nel senso romagnolo

Anche questa andrebbe sottotitolata per i non capenti... è già la seconda allusione al romagnolo in pochi giorni: ce lo spiegate anche a noi?
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda antonio_conti » martedì 6 settembre 2011, 14:32

Franco Benucci ha scritto:
antonio_conti ha scritto:ammazza se sono ignorante, non solo nel senso romagnolo

Anche questa andrebbe sottotitolata per i non capenti... è già la seconda allusione al romagnolo in pochi giorni: ce lo spiegate anche a noi?


Sono stato un romagnolo acquisito e mi pare di aver compreso che gnurant, o qualcosa del genere, è un proprio lo stupido forte, che raggiunge l'apice se è pure un invornito (poco sveglio) e un patacca (poco serio). Va detto che la Romagna è la terra dove gli indigeni usano salutarsi in piazza con un altisonante "cat vegna un cancher"... :lol:
a.
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda Franco Benucci » martedì 6 settembre 2011, 15:16

Oh là, puìto, almanco ca se capìmo coando ca se parlémo in lengua...
(puìto è 'bene', il resto mi pare chiaro, anche se caricato sul rustico: a Padova non è proprio così ;) )
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda antonio_conti » martedì 6 settembre 2011, 15:44

Purtroppo no, caro Benucci. Pur avendo vagato un po' qua e un po' là, non ho assimilato alcun dialetto, e me ne dispiace... [confused.gif] .
Sarà che in casa non si è mai parlato e anche a Ivrea nell'infanzia, tra gli amici non lo si parlava (eravamo tutti immigrati da luoghi diversi).
Peccato. Pensare che il mio bisnonno, sul finire dell'Ottocento tentò di raccimolare qualche soldo con un concorso ministeriale... ne nacque il Vocabolario metaurense. Sono un nipote rinnegato [thumbdown.gif]
a. [sweatdrop.gif]
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Re: ΦΙΛΑΡΗΤΩΤΑΤΩΙ

Messaggioda Franco Benucci » martedì 6 settembre 2011, 22:27

Franco Benucci ha scritto:Oh là, puìto, almanco ca se capìmo coando ca se parlémo in lengua...

'Oh là, bene, almeno che ci capiamo quando che ci parliamo in lingua'
Oh là, bene, almeno che ci capiamo quando ci parliamo in lingua
Dèso xé pì ciaro? ;)
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