Cari amici,
il "topic" di Michele B. si riferisce ai
diaconi permanenti, ministri ordinati, e ai loro "ornamenti o caratteri peculiari". Premetto che nella Chiesa cattolica
tutti i ministeri, da quello "petrino" in giù,
significano servizio (secondo l'etimo latino della parola). Noto poi che
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:egli [il diacono] non deve "firmare" atti (come fa il vescovo) né "siglarli" col suo sigillo (come fa il vescovo, sebbene sempre più spesso in forma virtuale). Quindi mancano al diacono i due maggiori moventi all'uso pubblico ed ufficiale di uno stemma proprio
(ovviamente proprio del ministero, non della persona). Se questo fosse vero, a usare uno stemma potrebbero essere solo protonotari apostolici, vescovi e cardinali prefetti delle Congregazioni della Curia romana. Sappiamo invece che la maggior parte degli autori, compreso mons. Heim, afferma che "
il diritto al cappello ecclesiastico sacerdotale di color nero [con un solo fiocco per lato]
spetta ad ogni singolo semplice sacerdote", cioè ai ministri ordinati (prima il diaconato era solo l'ultimo passo prima del sacerdozio, del quale l'episcopato costituisce la pienezza).
Le eccezioni che confermano la regola (non quella del cappello ma di un'insegna...) sono per le abbadesse e priore e per certi religiosi laici, compresi il Gran Maestro e i Cavalieri "professi" dell'Ordine di Malta.
I
diaconi permanenti, anche loro ministri ordinati, rimangono così esclusi. Fra i loro ornamenti liturgici non c'è alcun tipo di cappello bensì la dalmatica e soprattutto la stola che poggia però sulla spalla sinistra e scende verso il fianco destro della persona. Simboli del loro servizio all'altare possono essere considerati il libro dei Vangeli e il calice.
Concordo tuttavia con Tomaso che una specie di infula, con una croce sopra la frangia, posta in sbarra dietro lo scudo potrebbe essere una soluzione accettabile.
Ciao a tutti!
Guido5